Gabriella Mercadini, lo sguardo di una maestra

 

Le sue opere e la sua vita raccontate
da Tano D’Amico
 

una serata al ricordo e alla storia che il fotografo Tano d’Amico fa attraverso il colloquio postumo con una figura del femminismo italiano, sua grande amica, che ci ha lasciato, purtroppo molto presto, nel 2012.
 

Si tratta di Gabriella Mercadini, un’importante figura di donna, sensibile e originale fotografa italiana, nata a Venezia, che ha documentato dall’interno di quegli avvenimenti i mutamenti radicali della società italiana intorno al 1968 e al 1977, il movimento operaio, le lotte sindacali, il
movimento studentesco, il disagio delle classi più povere, il degrado dell’ambiente, dedicandosi in particolare ai temi del femminismo e dell’emancipazione femminile. Testimonianze che soltanto alcuni avevano il privilegio di documentare in quanto insieme spettatori e protagonisti di
quelle lotte.


L’impegno sociale, militante, caratterizza quindi tutto il lavoro di Gabriella, rigorosamente su pellicola in bianco e nero. Lei stessa ebbe a dire: “Sono convinta che l'uso sociale della macchina fotografica sia nato assieme alla mia presa di coscienza politica”
Il suo lavoro indaga anche altri ambiti oltre a quello sociale e politico, come quello dell’arte, una ricerca per immagini durata più di trent'anni sul rapporto tra spettatore e opera. Grande viaggiatrice, passione che lei stessa in una breve autobiografia pubblicata su l'Unità disse di aver ereditato dal padre marinaio, ha realizzato anche molti reportage all’estero, per esempio
in Sudamerica, Russia, India, Afghanistan, privilegiando la fotografia a indirizzo antropologico.


Ha lavorato spesso per testate di sinistra, in particolare per Il manifesto, oltre che per l'Unità, Paese sera, Noi donne, Rassegna sindacale, Diario Internazionale e per molti altri giornali italiani come il Corriere della Sera, la Repubblica, Il Messaggero, l'Espresso.
 

E’stata una delle fotografe dei movimenti e delle lotte in strada di quegli anni, soprattutto di quello delle donne, cui i fotografi maschi non avevano accesso e quindi riprendevano dall’esterno. Il suo lavoro è iniziato prima e non è finito col 77 e le sue foto sono state scattate non solo in Italia.
D’altronde questo era il ‘destino’ di molti fotografi impegnati, una maratona senza soluzione di continuità, anche fuori dell’Europa dove la bandiera dell’internazionalismo chiamava . Era comunque facile, quasi scontato, incontrarla alle manifestazioni, come era facile incontrare Tano

D'Amico: i fotografi allora percorrevano i cortei, le strade e i quartieri delle città e dei paesi, in lungo e in largo. Purtroppo Gabriella è stata più sfortunata di altri, perché oggi, Tano ed altri/e hanno acquisito finalmente la giusta visibilità e si fanno testimoni della memoria e del racconto di
quegli anni 70, mentre lei è rimasta un po’ nell’ombra, dimenticata dopo la scomparsa, tranne una bella retrospettiva proprio alla casa Internazionale della Donna a Via della Lungara, dove passava spesso ospite delle varie iniziative che lì si svolgevano, come prima negli anni 70 a Via del
Governo Vecchio.

Assolei ritiene che questa bella figura di donna e le sue opere vadano valorizzate e che il mondo femminile debba regalare e regalarsi le opere di Gabriella Mercadini restituendo loro la giusta diffusione che meritano. E Tano d’Amico lo vuole fare insieme a noi, con una esposizione non
tradizionale, attraverso il racconto di quel tempo e di quelle immagini proiettate su video insieme al suo ricordo amicale, politico e sociale. Quelle fotografie dunque verranno proiettate e raccontate da Tano D’Amico insieme alla storia di Gabriella.

17/07/2019

incontro

Ore 21:00

Entrata: Via della Lungara 19

Organizza: Assolei sportello donna ONLUS

Luogo: Cortile