La Profezia

 

Spettacolo teatrale di Veronica Pinto
Con testi di Audre Lorde e Anne Sexton
       
In scena: Veronica Pinto, Sara Mattei
Consulenza artistica: Emanuela Bauco, Francesca Romana Rietti
Consulenza coreografie: Marisa Fortebraccio
Dibattito: Intervento di Matteo De Lorenzo, Psicologo clinico, membro de “Il Cortile” Associazione di Promozione Sociale, Consultorio di psicoanalisi applicata


Immagine: Harry Clarke
Traduzione Testo Audre Lorde a cura di WiT -Women in Translation
in "D'amore e di  Lotta"  Poesie scelte 
Traduzione Testi Anne Sexton a cura di Rosaria lo Russo in "Poesie su Dio"

Biglietto: 6 Euro
Info e prenotazioni:
telefono: 347/9401951
mail: questioniminori@gmail.com

La Profezia prende il via dalla presentazione di dati della mia storia personale, dal primo anno alla fine dell'adolescenza: lutti, abbandoni, gravi maltrattamenti, violenza psicologica, e procede analizzando quelle che sono riportate dalla letteratura scientifica e definite dal senso comune veicolato dai media come "le conseguenze in età adulta di questi fatti". Semplicisticamente, con il mantra che ci viene ripetuto: Una bambina* violata diventerà una persona violenta o malata*.
In scena quattro personaggi: la nera, la rossa, la bianca e un grottesco dottore in un percorso obbligato disegnato da una fila di bicchieri, vivranno un sogno lucido fatto di evoluzioni, cadute, rivoluzioni, cadute, liberazioni. 
A seguire un dibattito con l’intervento di Matteo De Lorenzo, che ci parlerà, dialogando con pubblico e attrici, di buone pratiche nel lavoro con le minori* vittime di violenza.
Abbiamo deciso di farne uno spettacolo teatrale perché:
Le minori* vittime di violenza sono ancora invisibili* e invisibilizzate. La loro parola non conta, non vengono ascoltate e se ascoltate non vengono credute. Le loro storie vengono taciute o raccontate con uno sguardo adultocentrico.
Perché le minori* sono ancora oggi ammantate, come le donne*, di discorsi di dolcezza e purezza, un puerile escamotage per nascondere un immaginario di tentatrici, maligne, volubili, inaffidabili, stupide. Un immaginario che serve il potere patriarcale e che alimenta inesorabilmente gli stereotipi di genere.
Perché le minori* vittime di violenza non siano trattate come numeri di spesa a carico dei vari sistemi sanitari nazionali, per essere recuperate alla bell'e meglio e reinserite nel sistema di produzione/consumo.
Perché abbiamo bisogno che le persone che lavorano con le minori* vittime di violenza, non le considerino irrecuperabili, non siano prese dallo sconforto e facilmente guidate alla disperazione dalla prima ricerca americana o dal primo articoletto di giornale sulla salute psicologica.
Perché spetta a noi la parola su quello che ci è successo. Sta a noi scegliere, scegliere, se raccontare o meno!
Perché non abbiamo bisogno di profeti che stabiliscano per noi come sarà la nostra vita e di che morte moriremo.
Perché per ogni sbaglio o grandezza nella nostra vita non abbiamo bisogno di essere riportate all'inferno. (“Come sei stata brava” - nonostante il tuo passato -, “Come sei stata crudele” - colpa del tuo passato-)
Perché questa narrazione, questa profezia che ci vuole violente o malate e destinate alla sofferenza ci scava dentro fino a diventare una verità faticosissima da mettere in discussione.
Perché abbiamo bisogno di coraggio e incoraggiamento da parte di tutti* e non di pietà o di facili categorie per gestire meglio il peso della sofferenza.
E perché di base non esistono destini stabiliti per nessuna*, non dobbiamo combattere contro un destino avverso. Ce l'ha ordinato un medico? Cambiamolo!
“A vita nun è 'na guera!”.
Siamo energia che si trasforma incessantemente e non ci sono soglie che ci impediscono, in nessun momento di trasformarci in quelle* che desideriamo essere.

13/04/2019

Spettacolo teatrale

Ore 18:00

Entrata: Via della Lungara 19

Organizza: Pinto

Luogo: Centro congressi