Penelope e Antigone

 

Ti aspetti una poesia e invece te ne arriva un’altra. Possiamo cominciare con queste parole la lettura del terzo libro di Margherita Parrelli che, bisogna subito dire, ha felicemente spiazzato i suoi lettori. Se nei libri precedenti l’autrice era sicuramente dentro la ricerca plurilinguistica che caratterizza una parte delle poetiche contemporanee, con questa nuova proposta sposta altrove la sua ricerca, affidandosi per interposte persone, Penelope e Antigone, a quanto aveva intenzione di significare. Interessante, soprattutto, l’incontro di due esempi di una femminilità pronta a confrontarsi, che riassumono la loro condizione, cercando reciprocamente di restare uniti oltre la “sconfitta” personale, dotati della consapevolezza che il loro esistere non è stato inutile e di un “destino” che continuamente si ripresenta come proposta e interrogazione per le generazioni che le hanno seguite. La continua presenza delle due donne ha richiesto al poeta un linguaggio tutto particolare, che si potrebbe definire “neo-classico”, un linguaggio, dunque, disinteressato alle cancellazioni del tempo, per il quale la modernità è misurata in una scrittura “altra”, profondamente radicata in una direzione che non contempla altro che le proprie ragioni, certamente codificato, ma in questo lavoro anche modificato, dalla tradizione: quindi un’assunzione critica di un’eredità presente nella scrittura di Margherita Parrelli. dalla prefazione di Piero Marelli

20/04/2018

Presentazione libro

Ore 17:30

Entrata: Via della Lungara 19

Organizza: Differenza donna

Luogo: Centro congressi