Reddito di cittadinanza

 

Reddito di cittadinanza
Non basta la parola
Un seminario di approfondimento e di discussione sul reddito di base organizzato
dal CRS

Introducono
Maria Luisa Boccia
Alessandro Montebugnoli
Simone Furzi


In occasione della recente tornata elettorale, la parola d’ordine ‘reddito di cittadinanza’  è  entrata con forza nel dibattito politico. Non che prima non fosse in circolazione, ma è statograzie alla sua presenza nel programma del Movimento Cinquestelle che finalmente haraggiunto il grande pubblico. Nondimeno, nella versione divenuta di dominio pubblico, l’ideadi connettere le questioni che riguardano il reddito monetario alla nozione di cittadinanza haperso molto della carica di innovazione sociale – della ‘radicalità’ – che nella sua storia, pure,è leggibile. Con la scelta di farla oggetto di un nuovo momento di riflessione, il CRS intendeappunto recuperarla a un senso più alto e impegnativo, del quale – con spregiudicatezza,rigore e ampiezza di riferimenti – saggiare le potenzialità.
E’ noto che il diavolo, spesso, si annida nei particolari; ma negli stessi, qualche volta, sta anche il ‘bello’ di un discorso. E poi, nel nostro caso, non si tratta proprio soltanto di particolari. Lungi dall’essere questioni minori, di natura ‘tecnica’, l’indipendenza da procedure di means testing e il carattere incondizionato del trasferimento – l’una e l’altro sconfessati dall’ipotesi entrata nel dibattito – costituiscono in effetti il bulk di una visione de lreddito di cittadinanza potenzialmente in grado di incidere sui ‘fondamentali’ dei processi di inte(g)razione sociale. Ai tratti distintivi appena richiamati sarà dunque ancorata la discussione promossa dal CRS – non senza la consapevolezza che si tratta di mettere in discussione quadri mentali dotati di radici profondissime e che l’operazione richiede quindi,
in più sensi, un massimo di agio discorsivo. Naturalmente, la questione essenziale verte sul‘disaccoppiamento’ di reddito e lavoro, certamente destinato a realizzarsi in misura limitata,ma al tempo stesso, nei suoi limiti, in modo limpido, non equivocabile. Appunto radicale. E la possibilità, della quale siamo convinti, di argomentare che il reddito di cittadinanza costituisce in realtà un istituto ‘amico’ del lavoro, da guardare con favore anche perché utile a contrastare la labour catastrophe che abbiamo sotto gli occhi, riduce solo in parte l’entità del passo che si tratta prendere in considerazione. D’altra parte, è veramente difficile sottrarsi alla sensazione che le ultime elezioni abbiano segnato un punto estremo di consumazione della cultura e delle capacità di presa espresse dalla ‘sinistra storica’. Sicché chi voglia evitare che il danno si estenda alla scomparsa di ogni prospettiva in grado di tenere alto il senso del possibile e della sua ricchezza – come il movimento dei lavoratori, in tanta parte della sua storia, è riuscito a fare – ha oggi il problema di delineare i tratti di un’identità politico-culturale, e di un corrispondente‘programma fondamentale’, che offra nuove ragioni di consenso, passione, mobilitazione.Tra le quali, forse, un reddito di cittadinanza ‘degno di questo nome’ – pensato come ‘dividendo del capitale sociale’, per suggerire qualcosa della sua giustificazione – puòoccupare un posto di rilievo. Non tanto come una ricetta, e ancor meno come soluzione di tutti i problemi; piuttosto come uno dei fili da tirare per tessere la tela di una soggettività politica all’altezza delle attuali contingenze storiche. Così, anche, si capisce che i problemi di ‘fattibilità’ non devono spiazzare ogni altro ordine diconsiderazioni. Di essi, ovviamente, bisogna occuparsi con tutto il realismo che pretendono;
ma se davvero l’argomento presenta i larghi motivi di interesse che sembra di vedere, il suo valore ‘euristico’ trascende di molto le attuali possibilità realizzative, legate ai vincoli difinanza pubblica. In ogni caso, per quanto queste possano apparire limitate, la qualità delle scelte potrà pur sempre restituire il senso della prospettiva; e que-st’ultimo, a sua volta,motivare e orientare gli sforzi di allentare i vincoli che oggi si devono scontare.

25/05/2018

Seminario

Ore 10:30

Entrata: Via della Lungara 19

Organizza: Crs

Luogo: Centro congressi