Storia di una capinera

 

Durante le vacanze estive a Vizzini (Sicilia), l’Autore Giovanni Verga, conobbe una giovane destinata al convento. Nel 1871 scrive questo suo grande successo "Storia  di una Capinera", idealizzando la tristezza della fanciulla, costretta alla vita del chiostro dalla famiglia e dalla società di quel tempo. Questo accadeva alle figlie di buona famiglia, quando la dote era sufficiente per una sola sorella. L’interesse riposto dall’ Autore in quest’opera, è quello di raccontare il tumulto di sentimenti, che la povera protagonista, Maria, vive e trasforma in lettere dedicate alla sua amica Marianna.


Note di regia
Personalmente, ho deciso di raccontarvi la storia di Maria come quella di una normale ragazza felice, che non è mai stata padrona di decidere della sua vita; costretta, impaurita, rimproverata e soprattutto plagiata.
Ho scelto un narratore che, come in una favola, vi accompagnerà in questo percorso struggente, in cui ogni attrice vivrà un momento, uno stato d’animo, un “pezzetto” della fragile vita della protagonista. Le attrici rappresenteranno la felicità, l’amore, la passione, l’esaltazione religiosa, la rabbia, la malattia, la paura, la follia di Maria. Saranno costantemente represse, o comandate, dal senso di colpa, volutamente interpretato da un uomo.
Il tema fornito ai lettori da Giovanni Verga è l’Amore, l’amore di Maria per Nino. L’Amore presente nelle sue opere giovanili e poi quasi sparito nel ciclo dei “Vinti”. Per me, per i miei sentimenti, nella lettura quel che emerge è la condizione della Donna, esulando dal contesto cattolico di allora, arrivando, purtroppo, ai nostri giorni.
Elena Giambi Bonacci

28/06/2019

Spettacolo teatrale

Ore 21:00

Entrata: Via San Francesco di Sales 1a

Organizza: Ass. Cult. Le perle scaramazze

Luogo: Cortile