10 giugno 2013 - Isabella Rauti, una nomina fuori luogo

L’assemblea permanente delle donne di Roma contro la proposta di legge Tarzia esprime sconcerto e indignazione per la nomina di Isabella Rauti a consigliera del Ministro dell’Interno per il contrasto alla violenza di genere.

 

Noi ricordiamo bene che Isabella Rauti, da vicepresidente del Consiglio regionale, è stata la seconda firmataria della sciagurata proposta di legge, destinata a definanziare i consultori pubblici e dare soldi ai consultori confessionali, che abbiamo osteggiato fermamente perchè genera controllo e violenza contro le donne; ricordiamo bene che quella proposta negava alla radice il diritto all’autodeterminazione della donna sulle sue scelte procreative e sulle sue scelte tout court; ricordiamo che Isabella Rauti ha sfilato con neofascisti e neonazisti nelle marce per la vita contro le donne; ricordiamo che la negazione dell’autodeterminazione è alla base di tutte le forme di violenza sulle donne e del femminicidio. Ricordiamo che la Regione Lazio in quella consiliatura non ha fatto niente di significativo contro la violenza alle donne. Ricordiamo che niente di significativo Isabella Rauti ha fatto come Capo Dipartimento per le Pari Opportunità. Ricordiamo inoltre che Isabella Rauti, è indagata insieme agli altri componenti dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale, per abuso d'ufficio.

 

Non è chiaro, inoltre, se tale incarico verrà retribuito, a fronte di una dichiarazione dei membri del governo che non ci sarebbero state ulteriori dispendiose consulenze, soprattutto in ministeri che certo non mancano di dirigenti di qualità. Abbiamo combattuto per anni le scelte politiche della consigliera Rauti contro la libertà e l’autodeterminazione delle donne. Riteniamo dunque la sua nomina un fatto vergognoso, dovuto evidentemente a logiche di equilibri interni al partito, dopo la sconfitta elettorale di Alemanno di cui per amor di patria non vogliamo ricordare le posizioni sulla violenza sulle donne.

 

Sollecitiamo le istituzioni, in primis il presidente del Consiglio e l’intero Consiglio dei Ministri, nonché i gruppi parlamentari, a chiedere conto di questa nomina che riteniamo offensiva per la storia delle donne e del movimento femminista e a chiederne pertanto la revoca: Isabella Rauti non rappresenta in alcun modo le realtà, le associazioni, le istituzioni che da sempre si occupano della violenza sulle donne, e non basta essere donna per occuparsi in modo serio dell'argomento.
 

 

Roma 13 giugno 2013
 

 

Assemblea Permanente delle Donne di Roma contro la proposta Tarzia