La nostra Europa

 

Il 25 marzo i leader europei saranno a Roma,
mentre l’Unione Europea è sull'orlo del collasso.

 

RIPRENDIAMO LA PAROLA SULL’EUROPA
CHE VOGLIAMO


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A 60 anni dai trattati di Roma, noi femministe riprendiamo parola sull’Europa che vogliamo. Unite e solidali rivendichiamo il valore di un progetto europeo di unità fondato sul riconoscimento e la valorizzazione delle differenze e rifiutiamo ogni appiattimento su standard neutri, definiti soltanto dall’economia.

Rifiutiamo un’Europa dei muri, declinata sulle priorità della finanza, un’Europa che, mentre denuncia i muri innalzati da altri, non sanziona i paesi membri che li innalzano ai propri confini.

Rifiutiamo un'Europa che priva di una politica estera di pace autorevole e significativa, tollera quegli stati membri che mercanteggiano in armi e partecipano a conflitti armati che producono migliaia di vittime e di profughi.

L’Europa è stata un terreno che le donne hanno agito e segnato nell’ispirazione di fondo, battendosi per affermare in ogni campo e nel mondo il punto di vista e la dimensione di genere: uguaglianza, equità e giustizia, garanzia dei diritti umani, politici, civili, sociali, economici e culturali, contrasto al sessismo sistemico, a razzismo, xenofobia e ad ogni forma di violenza.
 
Grande è stato l’impegno delle donne per costruire un’Europa dell’accoglienza, dell’inclusione e della protezione internazionale, per tutti/e, cittadini e cittadine europee, migranti e richiedenti asilo: dalle lotte per la cittadinanza europea di residenza e il ricongiungimento familiare, a quelle contro il traffico di esseri umani, per l’accesso dei/delle migranti all’assistenza sanitaria-inclusa la salute sessuale e riproduttiva-, all’istruzione, all’abitare, al lavoro e all’assistenza legale.
 
Oggi ci troviamo di fronte al rischio di sgretolamento del progetto unitario e solidale dell’Europa, che passa attraverso lo smantellamento dello stato sociale provocato dalle politiche di austerità, l’aumento delle ingiustizie, delle povertà e dell’esclusione, la precarietà del lavoro elevata a sistema. Governi e istituzioni  europee si sono trovati d'accordo su politiche   che, in violazione degli stessi diritti riconosciuti nella Carta di Nizza, portano al respingimento dei/delle richiedenti asilo, incluse le vittime di tratta, e di migliaia di donne e uomini che fuggono anche dai disastri provocati dalle politiche interventiste e neo-colonialiste di alcuni Stati membri dell'Unione Europea e dell’occidente: guerre civili, dittature (sostenute da paesi dell'UE), impoverimento, catastrofi ecologiche.

Tutto ciò a fronte del deficit di rappresentanza che impedisce alle donne e agli uomini di Europa di far sentire la loro voce, di sentirsi cittadine e cittadini, mentre si restringono e si delegittimano gli spazi di confronto con la società civile, con le reti organizzate e con i movimenti che non siano lobby di potere economico e finanziario.
 
Forti delle nostre pratiche, siamo convinte che questa Europa che rinnega diritti umani e differenza di genere è un’Europa che rischia di implodere e di morire. Ma la distruzione del progetto europeo sarebbe un disastro per le donne e in particolare per le più povere, per le più emarginate, come per tutti e tutte coloro che vivono in condizioni di vulnerabilità.
 
L’Europa si è fatta nel passato promotrice della crescita dei diritti, del welfare e delle opportunità, della pace: un patrimonio che sta dilapidando, ma la risposta non è tornare nel chiuso dei nostri recinti nazionali.
 
Occorrono nuove regole democratiche e partecipative che pongano le donne e i loro pensieri al centro ed un nuovo paradigma, una nuova visione dell’Europa che in tutti i campi elabori proposte politiche nuove profondamente discontinue rispetto alla situazione presente, a partire dalla firma e ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne (2011), come raccomandato dal Parlamento Europeo.

Facciamo del 2017 un anno di mobilitazione delle donne, per costruire insieme nel rispetto della diversità, proposte concrete, progetti e visioni per la nostra Europa unita e solidale.
 

A Roma il 25 marzo si riuniranno i capi di stato e di governo dell’Unione Europea.
Noi vogliamo esserci, far sentire le nostre voci.


Sabato 25 marzo CORTEO per LA NOSTRA EUROPA
da Piazza Vittorio alle 11:00 fino al Colosseo


www.lanostraeuropa.org



Vi aspettiamo con le vostre proposte e idee il
24 marzo all’assemblea  presso Università La Sapienza - sala "Aldo La Ginestra" della Facoltà di Chimica
dalle 14:00 alle 19:00
per riconoscerci, ritrovarci, lavorare insieme.




PROGRAMMA DELLA GIORNATA

RIPRENDIAMO LA PAROLA SULL’EUROPA CHE VOGLIAMO
Università La Sapienza
Sala "Aldo La Ginestra" della Facoltà di Chimica
Venerdì 24 marzo 2017 ore 14:30-19:00

Ore 14,30
Introduzione
Giulia Rodano
(Casa Internazionale delle Donne)
Interventi di apertura:
Efi Ahtsioglou (Ministra del Lavoro, Grecia)
Marisa Rodano

15,30-16,30
Prima sessione Lavoro/welfare/povertà

Introduce e coordina
Maria Grazia Rossilli (Casa Internazionale delle Donne)
Interventi
Eleonora Forenza (Parlamentare europea)
Marcella Corsi (Università La Sapienza)
Carlos Susia (European Anti Poverty Network,EAPN)
M.Ludovica Tranquilli Leali (Lobby Europea delle Donne)
Loredana Taddei (CGIL)
Serena Fredda (ESC Atelier)

16,30-17,30
Seconda sessione Migranti/diritti/cittadinanza

Introduce e coordina
Letizia Cesarini Sforza (CILAP EAPN ITALIA)
Interventi:
Katerina Anastasiu (Transform Europa)
Costanza Hermanin (Prof. Sciences Po Paris e collegio d'Europa Bruges)
Igiaba Scego (Scrittrice)
Grazia Naletto (Lunaria)
Cinzia Greco (ADIF)
Maria José Mendes Evora (Dott. Scienze Sociali)

17,30-18,30
Terza sessione Salute/salute riproduttiva/autodeterminazione

Introduce e coordina:
Maura Cossutta (Osp. S.Camillo Forlanini)
Interventi:
Lucie Greyl (Ass. A Sud)
Nicoletta Dentico (Health Innovation in Practice)
Lisa Canitano (Vita di Donna)
Vittoria Tola (Responsabile nazionale UDI)
Laila Amili (ass. Mains libera/Coalizione Magrebina per la Giustizia Climatica)
19,00
Conclusioni
Maria Grazia Rossilli (Casa Internazionale delle Donne)
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N.B. Questo testo è fortemente segnato da un'ottica femminista ma naturalmente l'adesione è aperta a tutti i soggetti che ne condividono l'impostazione

Per aderire:
direttivo.cid.2011@gmail.com  segreteria@casainternazionaledelledonne.org

Prime adesioni:
Casa Internazionale delle Donne- Roma
CILAP EAPN Italia
Be Free 
Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne
Gioventù Federalista Europea
Ass. Antigone
Ass. Parsec
Assolei
Rete delle città vicine
Udi Nazionale
Wilpf
Ass. Il Cortile-Consultorio di Psicoanalisi Applicata
Rete femminista “No muri, no recinti”
Trama di Terre/Centro Interculturale delle donne
Associazione Corrente Rosa
CILAP EAPN  Basilicata
Associazione IRFEDI, Basilicata
ERMES, cooperativa sociale onlus
DWF - Donna Woman Femme
Ass. Vita di Donna
Noi Donne
Cultura è libertà
Ass. Donne e scienza
A.F.F.I.
ADIF - Associazione Diritti e Frontiere
Fondazione Nilde Iotti

Annita Benassi, Mariella Paciello, Ione Pontani, Carla Coletti