Zaia e Kyenge: Presidente dia l’esempio!

Non è nuovo il presidente Zaia a prese di posizioni estreme quando si tratta di stupri. Peccato che riesca a essere così comprensivo verso le vittime solo quando si tratta di stupratori immigrati e uomini violenti diversi dagli italiani come nel caso di Venezia. Non ci risulta infatti che abbia mai chiesto l’ergastolo, le castrazione e la pena di morte quando a subire la violenza è una donna straniera per mano di uomini italiani o donne italiane per mano di uomini italiani.

 

Peccato, perché come tutti, a cominciare dall’Istat, potranno dire queste sono la stragrande maggioranza sia per le violenza in famiglia che per gli stupri di strada. Per non parlare dei femminicidi che nel nostro paese sono uno ogni 36 ore. Come a dire che uccidono più gli uomini (prevalentemente italiani) che le mafie. La fattispecie di violenza che lo fa essere così sollecito riguarda solo la minoranza assoluta. Per noi è sempre troppo ma noi siamo donne impegnate contro ogni forma di violenza sulle donne e vorremmo che le istituzioni facessero il loro dovere sulla repressione, sull’aiuto alle vittime e sulla prevenzione della violenza stessa, sulla promozione di una nuova cultura rispettosa delle donne e dei loro diritti. Cosa che ci risulta non avvenga molto spesso come possono raccontare le donne che anche quando denunciano alle forze dell’ordine non trovano sufficiente ascolto, o nei tribunali o nel modo che ha la stampa di trattare questi fatti, donne che non trovano centri antiviolenza adeguati e finanziati o azioni di prevenzione.

 

La domanda che ci stiamo ponendo è se almeno tutte queste donne, migliaia e migliaia, abbiano avuto la solidarietà dei loro sindaci, di governatori come Zaia o di ministri influenti come il ministro degli Interni e della Giustizia. Non solo di quello che si sta insediando ora ma anche dei precedenti.

 

Sarebbe un bel passo avanti anche perché questo richiamerebbe tutte le istituzioni ad occuparsi del problema come abbiamo sempre chiesto come UDI e come chiediamo, come tante associazioni, con la Convenzione NO MORE.

 

La domanda successiva è perché questa nuova attenzione la dovrebbe avere solo la Ministra all’integrazione e non l’intero Governo italiano magari seguendo il buon esempio dei governatori regionali che d’ora in poi saranno sicuramente solleciti verso le vittime. Altrimenti saremmo costrette a pensare che la richiesta alla Ministra Kyenge è solo una boutade razzista e sessista e davvero, nonostante noi siamo tutte casalinghe come Cécile Kyenge, non vorremmo pensarlo a fronte di tanti geni della politica e statisti come Luca Zaia o di grandi figure europee come M. Borghezio.

 

Saremmo inoltre molto grate al presidente Zaia se potesse rassicurarci sul fatto che essendo il Veneto la regione con il più alto tasso di emigranti in regola questo determini un minor numero di violenze e femminicidi di altre regioni italiane. Almeno sapremmo da dove cominciare per ridurre le violenze contro le donne in un paese che è tra i peggiori del mondo. Da anni!

 

Anche la sua regione, il Veneto, infatti, per quanto riguarda le vittime di violenza, ha una percentuale del 34,3% di donne che hanno subito violenza almeno una volta nella vita. Dato al di sopra della media nazionale che è del 31,2%. Ma forse con la nuova legge regionale del Veneto e con il finanziamento “megagalattico” di 400.000 euro l’anno avete fatto miracoli.

 

Ci piacerebbe conoscerli!
 

 

Vittoria Tola - UDI (UNIONE DONNE IN ITALIA)