spazio libellula


 

L'Associazione Libellula in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne, apre uno spazio informativo dedicato a tutte le persone che hanno necessità di conoscere e approfondire le tematiche legate all’identità transgenere e all’orientamento sessuale dal punto di vista sociale, sanitario e legale.

Lo spazio è aperto tutti i Mercoledì dalle 15,30 alle 18,30
Via della Lungara 19 – Roma

 

Ass.ne Libellula Tel. 331.8380140

infolilebbula.roma@gmail.com
www.libellulaitalia.com


Casa Internazionale delle Donne tel. 338 8835105 mail lacasaccoglie@gmail.com

 


 

Associazione Libellula

 

L'AUTODETERMINAZIONE DEL GENERE COME DIRITTO UMANO

L'autodeterminazione di genere è innanzitutto il nostro strumento per combattere la psichiatrizzazione e la giudiziarizzazione che sono i meccanismi di controllo e repressione dello Stato sui nostri corpi e sulla nostra identità di genere dissidente.
La nostra esperienza identitaria non è accettata perché non " conforme " alle regole binarie e normative di genere e riproduzione, e ciò è possibile spiegarlo a partire dalle chiavi della "biopolitica". Non è un compito complesso il riconoscere che dalle forme di controllo sugli individui, soggettività e corpi nell'ambito delle politiche di "disciplina" (Michel Foucault) che restano soggetti, le persone transgenere e intersessuali e che sono soggetti a pratiche di aggressioni fisiche e psicologiche strutturalmente legittimate. Mettendo le persone trans* come soggetti con pieni diritti, come oggetto di protezione legale e permettendo loro di affermare la loro autodeterminazione di genere, si genera un questionamento sul modo in cui determinate strutture di potere riescono a stabilire e organizzare le relazioni di convivenza dei cittadini transgeneri.
Chi pratica la patologizzazione per conto dello Stato attraverso la diagnosi/cura patologizzante ( meccanismo/dispositivo di potere ) della mente/corpo affinché venga normalizzata e meglio "accettata" in chiave binaria (maschile/femminile) l'identità transgenere e l'intersessualità corrobora inequivocavelmente alla violazione dei diritti umani. Questa pratica normativa arbitraria è stata già condannata a più riprese da diversi organismi internazionali che si occupano di promuovere la tutela dei diritti umani. Si evince dunque, che insistere in praticare questo tipo di approccio (patologizzante/medicalizzante) è chiaramente e senza ombra di dubbio, una evidente connivenza con questa violazione dei diritti umani.
Concepire l'autodeterminazione come elemento fondamentale nella configurazione legale di un diritto, significa proporre un'altra forma da cui siamo definiti, ci avvicina a una configurazione legale di identità ed espressione di genere che si avvicina all'agenda dei diritti fondamentali dell'Unione Europea mentre sono legalmente garantite, le varie forme e gli itinerari possibili in cui gli esseri umani sono costituiti e definiti oltre i nostri organi genitali esterni. Ci fa anche partecipare alla costruzione di un diritto plurale che è vicino ai bisogni, che decide di abbandonare la politica che ha messo a tacere le voci trans*; perché il collettivo trans* non è omogeneo e quindi non dovrebbe rimanere soggetto ad un modello di identità arcaico e patologizzante/psichiatrizzante per l'esercizio dei loro diritti umani.