Avviso alle naviganti News di informazione n 0 - 13 giugno 2003

in redazione: M.Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini

Inauguriamo oggi, con il numero zero, la prova in rete della newsletter della Casa Internazionale delle Donne.

A partire da settembre 2003, il nostro avviso alle naviganti verra' inviato ogni quindici giorni con commenti e approfondimenti della redazione su alcune iniziative ed eventi che ci vedono protagoniste.

Continuerete a ricevere gli avvisi di prova nei mesi di giugno e luglio.

Buona lettura!

In questo numero parliamo di:

>Giosetta Fioroni Secondo i libri di una donna

Mostra di libri e disegni Martedì 17 giugno 2003 alle ore 19.00

Assessorato alle Pari Opportunità e la Casa Internazionale Delle Donne invitano all'fincontro con Giosetta Fioroni in occasione della pubblicazione di Secondo i libri di una donna.
All'incontro nel giardino della Casa partecipano Mariella Gramaglia Nadia Fusini Elisabetta Rasy.

>Alzare il cielo (Carla Lonzi 1931-1982)


Incontro su Carla Lonzi e proiezione del documentario "alzare il cielo" con M.Luisa Boccia, Gianna Mazzini, Loredana Rotondo Mercoledìi 18 giugno ore 18.30 sala Simonetta Tosi

A cura delle associazioni Alma Sabatini e Società delle Storiche.
> Esserci, un progetto Equal


Incontro di presentazione del progetto Esserci: parità, uguaglianza, differenza contro tutte le discriminazioni per il riequilibrio della rappresentanza e la democrazia paritaria.


Presentano Mariella Gramaglia e Valeria Ajovalasit.

Giovedì 19 giugno ore 18.30 sala Simonetta Tosi

A cura di Arcidonna Per  informazioni su queste e altre iniziative consulta la rubrica eventi

http://www.casainternazionaledelledonne.org/index_eventi.htm

Per ricevere periodicamente gli gAvvisi alle navigantih registrati sul sito della Casa Internazionale delle Donne (http://www.casainternazionaledelledonne.org/ )

Per commenti e suggerimenti scrivere a: redazione.cidd@tiscali.it Per approfondire Giosetta Fioroni Secondo i libri di una donna


A cura di Stefania Vulterini



La città di Roma ha dedicato questfanno una grande mostra a Giosetta Fioroni  negli spazi dei Mercati di Traiano La Beltà Giosetta Fioroni opere dal 1963 al 2003 e Giosetta ricambia con affetto:

g La beltà dei poeti e la beltà che gviviamoh a Roma. Costante gmise en éspaceh, gran teatro di Antico e Moderno, luogo deputato, momento fondante di sempre rinnovate emozioni.

Roma, dunque, come gquidh misterioso e necessario per raccontare lfarte. Roma, mia memoria, mia città, mia Heimat; a lei voglio dedicare questa mostra.h

Noi della Casa abbiamo il piacere di incontrare spesso Giosetta allfora di pranzo nel giardino mentre consuma uno spuntino al tavolo di Bio e Te sotto la magnolia o fa un giro in libreria in compagnia di Remy, la sua assistente, e del suo cane Biri, nella pausa che si regala dalla sua attività creativa incessante nello studio di via San Francesco di Sales.
 

Martedì 17 giugno alle ore 19.00 la Casa Internazionale delle Donne ha il piacere di condividere la compagnia di Giosetta invitando nel suo giardino allfincontro con lfartista  e con i disegni che arricchiscono i libri di scrittrici e scrittori da lei amati, pubblicati per lfoccasione in un prezioso volumetto Secondo i libri di una donna. La serata finirà con un brindisi e cous- cous a volontà.

gQuante volte – scrive Giosetta - ho desiderato di avere una matita per gtradurreh immediatamente sulla carta le emozioni e i pensieri che la lettura aveva suscitato in me.h gProse e poesie sono da sempre, per me, agents provocateurs di immagini, ideogrammi paralleli e non illustrativi ai testi. E che dai testi non dipendono più anche se sviluppano alcune delle loro virtualitàh

Nel dipingere la parola Giosetta ci regala il piacere del tempo lento, dellfeleganza della scrittura a mano Contrariamente a quello che comunemente si dice Giosetta ci dimostra che lfesperienza può essere reversibile, che si può tornare alla scrittura a mano, dove  la parola dipinta mantiene il suono della parola detta e il colore della voce.

Giosetta Fioroni insomma non vi scriverà mai una e-mail, forse una lettera o una cartolina.

Alzare il cielo (Carla Lonzi 1931-1982)

A cura di Giovanna Olivieri Nel 1970 Carla Lonzi ha trentanove anni ed è unfaffermata critica dfarte – ha pubblicato lfanno prima Autoritratto, montaggio di dialoghi con artisti italiani – quando lascia la professione per dedicarsi al femminismo: una scelta di contestazione della cultura maschile e di rifiuto allfintegrazione. Il Manifesto di Rivolta Femminile, elaborato con le donne del gruppo da lei fondato, e pubblicato nel luglio1970, chiude con la frase gComunichiamo solo con donneh proponendo un pensiero e una pratica inusitata che destano scalpore ed ostilità.

Nella stessa estate Lonzi pubblica - con la Casa Editrice Scritti di Rivolta Femminile - Sputiamo su Hegel una critica allfimpostazione patriarcale della politica e della rivoluzione propugnata dalla sinistra e, nel 1971, La donna clitoridea e la donna vaginale testo che pone una domanda radicale sulla sessualità femminile.

Seguono altri scritti teorici, pubblicati in Ef già politica e La presenza dellfuomo nel femminismo, a scandire le tappe della sua riflessione politica e poi Taci, anzi parla. Diario di una femminista (1978), che rivela il lavoro infaticabile di Lonzi sui rapporti e sulla comunicazione, nel quale la sua splendida intelligenza e il suo bisogno di autenticità emergono prepotenti.   

A rivisitare il pensiero e la vita di Carla Lonzi saranno con noi Maria Luisa Boccia autrice di Lfio in rivolta. Vissuto e pensiero di Carla Lonzi edito da La Tartaruga nel 1990, Loredana Rotondo autrice del documentario Alzare il cielo (Carla Lonzi 1931-1982) e la regista Gianna Mazzini.

Abbiamo fatto alcune domande alla regista Gianna Mazzini.

Come è nata lfidea di un documentario su Carla Lonzi a ventfanni dalla morte?

ALZARE IL CIELO fa parte di una serie intitolata VUOTI DI MEMORIA, andata in onda la scorsa primavera su raiuno. La serie si è occupata di raccontare le esistenze di donne e uomini che la cultura del nostro paese ha più o meno volutamente ignorato: Danilo Dolci, Giulio Maccacaro, Giuseppe De Santis, Bruno Munari, Amelia Rosselli, Goliarda Sapienza solo per dirne alcuni.
Il progetto su Carla Lonzi, fortemente voluto da Loredana Rotondo - capoprogetto di RaiEducational nonché autrice della serie - è quello che ha incontrato maggiori resistenze ad essere approvato da chi, insieme a lei, decideva la rosa dei nomi. E questo perché Carla Lonzi risultava pressoché sconosciuta. Ma, una volta realizzato, è stato quello che ha avuto il maggior numero di repliche. Da quel giorno si sono moltiplicate le occasioni per ricordare Carla: a Napoli, Firenze, Milano, a Verona, a Siena. E - ci dicono le Librerie delle Donne - le vendite dei suoi libri hanno ripreso linfa.

Come avete realizzato il documentario?

Il film è fatto di mezzfora (distillata da ventidue ore) di testimonianze, foto, filmati, voce diretta di Carla e una sonorità musicale molto presente (Tori Amos). Compaiono a raccontare di lei Maria Luisa Boccia, Marta Lonzi, Manuela Fraire, Marisa Volpi, il figlio Battista Lena con la moglie Francesca Archibugi, Luisa Muraro, Carla Accardi, le donne di Rivolta Femminile e in particolare Renate Gessner, Jacqueline Vodoz e Angela Mione.
Quello che mi preme che tu sappia però è che i VUOTI e in primis quello su Carla Lonzi, fanno parte di un progetto nato ormai nel 1998 (notizie sul sito lacittàdelledonne e sul numero in uscita di Via Dogana) per volere di Loredana Rotondo. Li c'è l'origine, il senso e le scelte stilistiche e narrative che troverai anche nel lavoro su Carla.

Come avete affrontato il racconto biografico e la sua rappresentazione in immagini?

Te ne do qualche cenno: un punto fermo è stato per noi, ad esempio, non usare mai la voce fuori campo, la voce "over" che imbalsama e oggettiva quel che si narra. Far diventare "oggetti" la vita di una donna o di un uomo non dice come e quanto quella vita ha potuto modificare la realtà solo incontrando la vita di altre e altri. Ecco perchè abbiamo deciso di far raccontare Carla da chi la conosceva e ne è rimasto segnato. Emozione, ricordo, presenza viva a distanza di anni, presenza che scava ancora.

Un altro punto fermo è stato l'uso delle immagini. Da anni lavoro usando due diversi tipi di ripresa. Uno limpido, orientante, che racconta; l'altro sbavato, mosso. Che sposta. Sono immagini non descrittive che parlano con la musica, aggiungono, tolgono, sottolineano lasciando che il parlare di altre sia anche il parlare di sé. Di come lo sguardo cresce e cambia mentre si va e si impara. La ricostruzione di memoria accade soprattutto qui, incrociando persone che sono sapere e memoria del contatto con quella vita. Là rivive qualcosa.
Le intervistate e gli intervistati non guardano mai in macchina, parlano a qualcuno che non si vede ma c'è, la cui assenza visiva fa sentire forte la presenza di una mediazione. La nostra.
Sono questi alcuni dei modi attraverso i quali abbiamo costruito un racconto che non vuole confinare, incasellare, né stringere. Volevamo svegliare pensieri, far nascere domande e sbilanciare e sbilanciarci. Esserci, un progetto Equal

A cura di Maria Giulia Catemario Solo il 15% dei funzionari di partito, solo il 10% dei ministri e sottosegretari, poco più del 10% dei componenti delle giunte e dei consigli regionali, lf11,5% dei parlamentari e lf8% dei senatori sono donne. Certo è pur vero che nellfeconomia  le donne che ricoprono incarichi di dirigenza sono ancora meno, il  4% nel settore bancario e industriale, ma anche la percentuale più alta è ben al di sotto del 35% indicato come soglia minima di un corretto equilibrio tra i sessi. Per non parlare del confronto con gli altri 15 paesi europei:  4 paesi hanno  tra il  35% e il 48% di donne parlamentari,  atri 4 hanno più del 20% di donne, 5 paesi hanno oltre il 12% di parlamentari donne e  in solo due (Italia e Grecia) la percentuale della rappresentanza femminile è inferiore al 12%.

Questo è il quadro che emerge dalla lettura dellfOsservatorio sulla presenza femminile nei centri decisionali della politica  e dellfeconomia, parte centrale del progetto gEssercih (http://www.arcidonna.it/equalDefDW/esserci.html) che Arcidonna sta conducendo nellfambito dellfiniziativa Equal.  

La novità dellfOsservatorio è quella che per la prima volta si è indagato sulla presenza femminile negli organismi dirigenti di partiti,  sindacati e associazioni di categoria. Si scopre così che le norme di riequilibrio funzionano. Nei partiti dove vige per statuto la clausola che fissa una soglia minima di rappresentanza femminile la rappresentanza femminile è abbastanza alta: da oltre il 40% dei Comunisti Italiani al 12,3% della Margherita. In tutti gli altri partiti la presenza delle donne negli organi di rappresentanza ha un massimo nellfUdeur con il 9% mentre tocca il minimo nella Lega Nord dove non sono presenti donne.  

Non cambia di molto il quadro degli organismi direttivi di alcuni dei più importanti sindacati nazionali dove la rappresentanza femminile raggiunge in media il 10%. Fa eccezione la Cigl, con una percentuale del 37%, unica a disporre di una norma che tutela le donne e garantisce la parità di presenza femminile e maschile nella Segreteria generale.

Rigorosamente sotto lf8% la presenza di donne negli organi direttivi di alcune associazioni di categoria. Si va da un minimo della Confcommercio con il 3%, allf8% della Confapi, con due eccezioni: Cna con un 12% e  Confindustria con ben un 16%!.

Lfosservatorio è solo il punto di partenza del progetto che si snoda su altri due filoni: una campagna di comunicazione e unfazione di sensibilizzazione in  oltre 250 scuole  superiori italiane  scuole per sollecitare docenti, studentesse e studenti alla riflessione del  rapporto tra i generi  e il mondo della politica e dellfeconomia.

I  primi incontri nelle scuole romane mettono in luce la persistenza di luoghi comuni e la mancanza di conoscenza del significato della differenza di genere. Questo mostra come la scuola non si interroghi sul genere e riconferma lfutilità di un lavoro come questo volto a sensibilizzare la scuola tutta sullfimportanza e la ricchezza che una lettura di genere comporta.

Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

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