Avviso alle naviganti - n° 5 ­ 10 ottobre 2003

News di informazione
in redazione: M.Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini

In questo numero parliamo di:

Siamo finalmente a casa …nostra!

Il 1 ottobre 2003 negli Uffici del III dipartimento del Comune di Roma è stata finalmente firmata la Convenzione fra Comune e Consorzio Casa Internazionale delle Donne che assegna per 12 anni il Palazzo ex- Buon Pastore alle donne.


"Che impresa" Concorso nazionale per cortometraggi sulle imprese da Oscar.

La Casa Internazionale delle Donne partecipa al concorso e affida la realizzazione di un cortometraggio sulla sua storia e sulla sua progettualità alla regista Laura Valle.


Il programma dell’autunno alla Casa

Ecco come di consueto il programma degli eventi che si svolgono alla casa delle Donne nel mese di ottobre e le prime anticipazione di quello che succederà a novembre.

La notte bianca il giorno dopo

Più di mille persone si sono avvicendate alla Casa Internazionale delle Donne durante la notte bianca del 27 settembre. Unica oasi di pace nella città rigurgitante di persone, dalle otto di sera fino al black-out si è passati dalla lettura di poesie alla musica, alla degustazione di vini e di dolci, poi ancora poesie, musica, performance di danza-teatro, in una maratona di eventi tra cui una dimostrazione di come si fa il pane. Infine il gran finale con un duetto di flamenco.

Per informazioni su queste e altre iniziative consulta la rubrica eventi: http://www.casainternazionaledelledonne.org/index_eventi.htm

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Siamo finalmente a casa …nostra!
a cura di Giovanna Olivieri

A conclusione di una vicenda, che sembrava infinita, Mercoledì 1 ottobre 2003 (Luna in Sagittario, Sole e Venere in Bilancia, ottimi auspici astrologici...) è stata finalmente sottoscritta la Convenzione fra il Dipartimento III del Comune di Roma e il Consorzio Casa Internazionale delle Donne che, in attuazione di quanto deliberato dal Consiglio Comunale il 24 settembre 2001, assegna in concessione per 12 anni (a partire dal 1 ottobre 2003) circa 4000 mq del Palazzo ex Buon Pastore al Consorzio Casa Internazionale delle Donne.
All’evento, oltre ai due soggetti deputati a firmarla (la Direttora del Dipartimento Dott. Luisa Zambrini e la rappresentante legale del Consorzio Costanza Fanelli) erano presenti, in rappresentanza di AFFI e CFS, anche Edda Billi e Giovanna Olivieri perchè, pur essendo un fatto puramente amministrativo, ci è sembrato importante ribadire - nel compimento di un atto formale con il Comune - sia l’unitarietà della Casa sia la specificità dei soggetti che ne fanno parte.

Per Edda e la sottoscritta che, come Costanza, di questo percorso formale avevano fatto parte fin dalla Commissione Comunale per la progettazione nel 1996, la soddisfazione e la gioia di veder siglare il compimento di una fase si univano all’orgoglio di presenziare simbolicamente in nome e per conto delle Associazioni che hanno tenacemente lottato per la realizzazione della Casa Internazionale delle Donne.

La firma della Convenzione ci ha messo al riparo sia dall’eventualità che - per qualche imponderabile svista - il palazzo cambiasse destinazione d’uso dopo essere stato restaurato, sia da un, più o meno proponibile, cavillo sulla legittimità di attuazione del progetto da parte del Consorzio.
Ovviamente metterà anche al sicuro per 12 anni -salvo motivi di pubblica utilità o grave inosservanza delle condizioni - il progetto Casa Internazionale delle Donne e le Associazioni che lì stanno a realizzarlo, dalla mutevolezza delle condizioni politiche "ambientali" che producono amministrazioni comunali e assessorati più o meno "convinte/i" e /o "sensibili".

La convenzione stabilisce per 12 anni (salvo gli adeguamenti di legge) il costo mensile di 5.965 Euro per il canone e di 1521 Euro per la rata dell’affitto pregresso, per un totale di 7.486 Euro, ma il momento di effettivo versamento, poiché si è ottenuto il differimento di un anno, scatterà il 1 ottobre 2004 a partire dal quale dovremo pagare il doppio, fino al 30 settembre 2005.

E’ un impegno economico notevole che sfida le nostre capacità progettuali e gestionali, ma dopo un anno e mezzo di avviamento siamo già più in grado di delineare con gli elementi reali del bilancio le situazioni che funzionano e le situazioni da correggere e cambiare.

Sulla progettualità ciascuna associata del Consorzio e/o delle Federazioni ha maturato ipotesi e riflessioni, come si è appurato nel Seminario del 10 maggio 2003. L’istituzione, su nomina del Sindaco, dell’organismo cui è affidata l’attività di verifica e controllo sulla Casa Internazionale delle Donne (costituito da Sovraintendenza, Pari Opportunità, Patrimonio, Consiglio delle Elette, secondo quanto previsto dall’art. 8 della convenzione) ci pone su un nuovo e complesso livello di relazione con l’Amministrazione Comunale, una relazione che ha basi solide grazie al lavoro di tessitura trasversale svolto con la Commissione delle Elette, le funzionarie degli Uffici Comunali e le Pari Opportunità nella lunga trattativa, ma che può essere incrinata dalla oggettiva debolezza numerica e contrattuale delle donne nella gestione delle risorse all’interno dell’Istituzione che, senza un patto forte di riconoscimeno e alleanza, diventa automoderazione politica e/o richiesta-concessione di assistenzialismo.

La Casa Internazionale delle Donne è da oggi non solo il progetto a cui tante hanno lavorato, ma un luogo concreto in cui legittimamente lavorare.


"Che impresa" Concorso nazionale per cortometraggi sulle imprese da Oscar.
A cura di Stefania Vulterini


Come sono le imprese contemporanee?
Lo sviluppo riesce a coniugare mercato ed etica, rispetto delle tradizioni, pari opportunità?
Non profit e terzo settore, che imprese compiono?

Per raccontare l'energia, le intelligenze, la passione di queste nuove imprese la regione Toscana e la provincia di Arezzo hanno indetto il concorso nazionale per cortometraggi "Che impresa", con termine di scadenza per la consegna del filmato l'8 ottobre 2003 Alcune donne del direttivo del Consorzio della Casa , che sono venute a conoscenza del concorso a fine agosto, accolgono la sfida e, nonostante i tempi strettissimi, si attivano per non perdere l'occasione di presentare la Casa Internazionale della Donna come “impresa da Oscar”.

Per far fronte ai costi tecnici della realizzazione del cortometraggio - in particolare quelli che riguardano l' affitto video camera e della sala per il montaggio - viene richiesto un contributo alla Commissione delle elette che risponde con entusiasmo e con prontezza.

Manca la regista e l'operatrice, ma anche lì possiamo contare sulle relazioni politiche fra donne e il progetto viene fatto proprio da Laura Valle, regista, e Domizia Mattei, alla video camera e abilissima nel montaggio.
Con la collaborazione di Oria Gargano si forma una piccola équipe che porterà a termine nei tempi previsti il cortometraggio, che in questi giorni è stato spedito per partecipare al concorso. "Si lo so la forza che ho": dieci minuti (il tempo massimo concesso dalle regole del concorso) che ci restituiscono con le immagini il percorso e la determinazione che hanno portato alla Casa Internazionale delle Donne. "Si lo so la forza che ho" pur volendo sottolineare l'aspetto del progetto Casa Internazionale delle Donne quale struttura aperta, laboratorio dove coniugare impresa culturale e servizi, ricrea,con l'efficacia dei suoni e delle immagini, la suggestione degli anni dell'occupazione di via del Governo Vecchio e dei primi anni nei locali del Buon Pastore, ancora da ristrutturare, ma ricco delle attività di studio e delle iniziative politiche realizzate dai gruppi di donne federati all'AFFI e al CFS.

C'è poi la costituzione del Consorzio e la gestione della Casa, basata unicamente sull'autofinanziamento, e sulla spinta imprenditoriale delle associazioni e delle donne che partecipano del progetto.

Laura Valle è senz'altro una donna che ha sempre seguito e partecipato alla politica e alle attività delle donne, ma quando guardo il cortometraggio resto comunque colpita dal ritrovarvi, in così pochi minuti, un'immagine esaustiva di quello che siamo, abbiamo fatto e stiamo progettando. Alla mia meraviglia Laura risponde: "In questo lavoro non ci ho messo solo il mestiere, ma soprattutto il cuore!".

E questo vale anche per Domizia Mattei che è una donna più giovane, che non conosceva la Casa, ma che, nel girare e montare il filmato, è stata anche lei coinvolta non solo sul piano professionale ma anche su quello emozionale. Non sappiamo ancora l'esito del concorso.

Abbiamo comunque il primo cortometraggio sulla Casa, che inviteremo tutte a vedere non appena sarà visionato dalla giuria del concorso. Incrociamo le dita ma abbiamo comunque ottenuto un ottimo risultato.


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