Casa Internazionale delle Donne - via della Lungara, 19 - 00165 Roma
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Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa
n° 16 del 20 marzo 2004

in redazione:
M.Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini

In questo numero parliamo di:

Scrivere nella lingua dell’altro. Incontro con Assia Djebar
Assia Djebar, in Italia per la decima edizione di Dedica - manifestazione incentrata su una personalità del mondo della cultura e quest'anno "dedicata" alla scrittrice algerina - approda alla Casa Internazionale delle Donne, per brindare all'uscita del suo ultimo libro Queste voci che mi assediano Scrivere nella lingua dell'altro pubblicato dal Saggiatore .

La Democrazia incompiuta
Venerdì 26 marzo si svolge alla Casa Internazionale delle Donne il Seminario nazionale dell’Unione Donne in Italia pensato e curato dalle UDI romane sul complesso rapporto tra donne e istituzioni, rappresentanza politica e attuazione dell’art.51 della Costituzione.

Roma multietnica
Elezioni del 28 marzo: Roma multietnica giovedì 18 marzo e lunedì 22 marzo alle ore 18
la Casa Internazionale delle Donne promuove due incontri con le candidate alla carica di consigliera aggiunta al Consiglio Comunale e dei Municipi. Per una città aperta a tutte le cittadine e i cittadini promuoviamo la presenza delle donne

La scuola politica di Emily a Roma
Emily promuove un corso di Formazione politica di secondo livello (marzo-giugno 2004) nella sede della Casa Internazionale delle Donne

Cantieri di pensiero: seminario sull’enigma di Elena di Troia
L’Associazione Zora Neale Hurston apre il terzo ciclo di Cantieri di pensiero con il seminario tenuto da Patrizia Politelli “Elena: laddove la parola manca”. Seminario sull’enigma di Elena di Troia: alla ricerca dell’espressione di un volto.

Esce in libreria l’ultimo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli su la protofemminista e rivoluzionaria Olympe de Gouges


Per approfondire

Scrivere nella lingua dell’altro. Incontro con Assia Djebar
di Stefania Vulterini


Assia Djebar, in Italia per la decima edizione di Dedica - manifestazione incentrata su una personalità del mondo della cultura e quest'anno "dedicata" alla scrittrice algerina – approda, mercoledì 3 marzo, alla Casa Internazionale delle Donne, per brindare all'uscita del suo ultimo libro Queste voci che mi assediano Scrivere nella lingua dell'altro pubblicato dal Saggiatore . Assia Djebar raggiunge la sala congressi dopo un breve giro della Casa Internazionale delle Donne e le domande che noi lettrici vorremmo farle devono lasciare il posto alla sua curiosità. Sorpresa e incantata dal luogo, la nostra ospite vuole sapere chi siamo, come abbiamo ottenuto questa sede prestigiosa, come la manteniamo e come collaborare al nostro progetto.
Nel clima amichevole che subito si crea Assia Djebar divaga sulle qualità proprie delle donne, capaci di passare dalle più elevate teorizzazioni alle molteplici attività del quotidiano, ricordando una sua amica, fine intellettuale, che ha cambiato d'un tratto vita aprendo un ristorante! ("Assia mi raccomando il ristorante va fatto conoscere come cucina marocchina per essere "ben frequentato!".La guerra di liberazione algerina brucia ancora.…)
C'è bisogno di un richiamo all'ordine per riportare l'incontro sulle tematiche che premono alle lettrici e al pubblico e su cui è centrata la ricerca dell'autrice: la scrittura in primo luogo e la scrittura di una donna, cresciuta nel Maghreb .
Ogni donna maghrebina ha iscritte in sé quattro diverse lingue: il berbero, lingua delle tribù e del passato nomade, l'arabo lingua del Libro e del velo; il francese, lingua del dominio ma anche dell'emancipazione; la lingua del corpo, voci che rischiano a ogni istante di essere sepolte. "Scrivere a forza di tacere" è il paradosso vitale che muove l'atto di presa di parola, per una donna d'educazione musulmana. Scrivere e farlo in lingua francese.
La francofonia. La scrittura francofona al femminile.
"A volte lo scrittore viene interrogato come fosse in un tribunale "ma lei perché scrive?": A questa prima banale domanda ne fa spesso seguito una seconda "E poi perché scrive in francese?". Se qualcuno si rivolge a voi in questo modo, è soltanto per ricordare che venite da fuori.
La francofonia è un territorio molteplice, certamente variegato e complesso. Si ritiene inoltre che disponga di un centro fisso, dove scrivono e discutono i cosiddetti francesi "d'origine"."
La scrittura della necessità
"L'aspettativa di un pubblico che spinge a "spiegare" la mia scrittura, il mio percorso, il mio paese. La mia voce ha cercato soprattutto nel corso di questi anni convulsi e spesso tragici del mio paese, semplicemente di difendere la cultura algerina, che mi pareva in pericolo.
Ma essa resta viva, anche se alcuni le negano la sua molteplicità.
La scrittura dell'urgenza, la scrittura della necessità, che nasce da dentro che spinge senza altra possibilità a scrivere per raggiungere, per comunicare, come quando abbiamo l'esigenza di scrivere ad un'amica. Si, l'urgenza consiste proprio nel preservare la sorgente della scrittura femminile, luogo e istante al tempo stesso."
La scrittura come libertà
"La scrittura senza finalità commerciali. La libertà di scrivere solo per se stessi".
La scrittura dello straniero/straniera
"Scrivere dell'Algeria, ma scrivere da fuori. La necessità di essere fuori, altrove, in città che offrono scene di vita , gente che passeggia, che si ama, che si muove per le strade. fuori dal proprio paese, fuori dall'Algeria.
Sempre in questa oscillazione da dentro a fuori, da fuori a dentro.
Si va fuori anche per essere felici, vedere la luce, come oggi, questa bella luce di Roma! C'è bisogno di amore per la vita, c'è bisogno di ossigeno."
La scrittura come memoria
"La scrittura è per tutti. La scrittura serve come memoria e come punto di riferimento.
Il piccone della memoria scava nell'ombra, dietro di me, mentre palpito in pieno sole, tra donne che impunemente possono mescolarsi agli uomini…Mi dicono esiliata. La differenza è più grave: sono espulsa dalla mia terra di libertà…Credo di fare da ponte, ma posso solo dibattermi in acque paludose che cominciano appena a decantarsi."
Fra corpo e voce.
"Le donne, chiamate a parlare tra di loro, sono più sensibili alla lingua orale, che racconta, che va dal corpo alla voce, la corporeità che si trasforma in voce, una lingua in movimento, che ci rappresenta, perché il suo ancoraggio è nel corpo, corpo di donna divenuto mobile e, trovandosi in terra araba, entrato in dissonanza."
La scrittura autobiografica.
La scrittura dello sguardo
La conversazione non conosce pause o stanchezze , si toccano dei temi, poi altre domande, Assia sempre più appassionata, che non si risparmia, nonostante sia appena arrivata da un lungo viaggio - insegna alla New York University - risponde a tutte e poi, durante il brindisi, anche a ciascuna alla volta, ai gruppetti che le si stringono intorno, per chiedere ancora e per far autografare il suo ultimo bellissimo libro Queste voci che mi assediano Scrivere nella lingua dell'altro, dove tutte le questioni accennate durante l'incontro si snodano in narrazioni, poesie, brevi saggi, nei diversi registri della scrittura.
La serata finisce al ristorante Luna e l'altra e Assia Djebar, dopo aver raccolto tutto il materiale informativo sulla Casa Internazionale delle Donne, dichiara la sua intenzione di progettare insieme successivi momenti di lavoro, che abbiano nella Casa il loro centro.


La Democrazia incompiuta
di Maria Giulia Catemario

Il programma del seminario nazionale dell’Unione Donne in Italia La Democrazia incompiuta prevede l’inizio dei lavori alle 9.30 di venerdì 26 marzo con la presidenza di Marisa Rodano e i saluti di Pina Nuzzo responsabile di Sede Udi Nazionale.
I temi in discussione saranno
“Solo il 9,8% di donne in Parlamento: uno squilibrio di fondo tra società e rappresentanza politica, un fattore di fragilità della democrazia italiana.
Le donne nella rappresentanza politica in Europa.”
Seguirà “Il rapporto del movimento delle donne con le istituzioni: esperienze, problemi proposte”
Nel pomeriggio riprenderà il dibattito su “stare nelle istituzioni, nelle assemblee, negli esecutivi: riflessione sulla trasversalità e sui processi di omologazione. I modi delle candidature femminili e la novità dell’art.51. Il rapporto con l’associazionismo femminile”
Il seminario termina con l’intervento di Anita Pasquali, UDI Romana La goccia, presidenza dell’AFFI, su “considerazioni, proposte, impegni”


Roma multietnica
di Stefania Vulterini

Domenica 28 marzo le comunità straniere della città sono chiamate a votare i loro rappresentanti . Roma è la prima città in Italia dove si vota per portare in Consiglio Comunale e dei Municipi una rappresentanza di stranieri.
Su 51 candidati alle elezioni comunali 18 sono donne.
Le donne sono state infatti alla testa della battaglia per consentire agli stranieri di esprimere per la prima volta il diritto di voto a Roma.
E dunque la componente femminile rappresenta una piacevole sorpresa: 21% le donne fra i candidati africani, 36,3% fra i candidati asiatici e rispettivamente 42,8% e 50% fra quelli dell'America del Sud e dell'Europa dell'Est.
La Casa Internazionale delle Donne è il luogo naturale di incontro fra le donne italiane, straniere e le donne delle istituzioni per promuovere le candidate, puntando sull'elezione delle donne.
Durante gli incontri le candidate avranno modo di presentarsi e illustrate il proprio percorso e i propri intenti.
Partecipano Franca Eckert Coen (Consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità), la Commissione delle Elette, Mariella Gramaglia (Assessora alle Pari Opportunità), la commissione Consigliare speciale del diritto di voto allo straniero.



La scuola politica di Emily a Roma
di Maria Giulia Catemario

Emily promuove un corso di Formazione politica di secondo livello (marzo-giugno 2004) nella sede della Casa Internazionale delle Donne con inizio il 26 marzo. Emily è un’associazione, nata sull’esempio delle Emily’s List americane ed inglesi, per sostenere le donne che vogliono impegnarsi in politica nell’area di centrosinistra. Il corso, che ha come tema le modalità di impostazione di una campagna elettorale, con particolare attenzione alle variabili di genere, è rivolto a donne che hanno esperienza di politica attiva e/o hanno sostenuto candidati/e. Le lezioni tenute da docenti universitari e le testimonianze di parlamentari, verteranno sul meccanismo elettorale, la costruzione del consenso,la comunicazione e l’organizzazione di uno staff. Il corso avrà luogo il venerdì dalle 15,30 alle 18,30 e il sabato dalle 9,30 alle 13,30. Per iscriversi è necessario compilare una scheda di candidatura (si trova sul sito www.emily.it ), allegare un curriculum e spedire al fax 06/3201207 o via mail a emilyroma@yahoo.itCantieri di pensiero: seminario sull’enigma di Elena di Troia
di Maria Palazzesi
Il corso, che parte giovedì primo aprile e prosegue per un totale di quattro incontri settimanali, si propone di indagare la figura di Elena alla luce delle domande che ella oggi ci pone. Un percorso improprio fra filosofia, letteratura, psicoanalisi, teatro ed esperienza personale. Un percorso tortuoso e contraddittorio all’interno della figura mitica forse più problematica, più impenetrabile, più sfaccettata e, per questo, più vicina a noi.
Un personaggio che può parlarci delle molteplici spinte alle quali siamo sottoposte, del disorientamento, della ricerca di senso, del rapporto fra noi ed un mondo in continua trasformazione, che ci si fa via via estraneo, del rapporto con un sé sempre alla ricerca di una definizione . Della relazione e della propria parola.
Elena siamo noi: in perenne viaggio, in continua domanda, in spaesamento.
Ed è la cesura, il taglio del tempo, dei tempi e delle età, che attraversiamo per vivere.
In un circolo continuo tra amnesia e memoria: dimenticare per essere, ricordare per esistere. Sempre in scorrimento: fra umano e divino, fra presente ed eternità, fra adesione ed estraneità, fra dentro e fuori, fra noi e gli altri, fra salute e malattia, fra normalità e follia, fra dramma e risata.



In libreria l’ultimo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli su la protofemminista e rivoluzionaria
Olympe de Gouges

di Stefania Vulterini

L’ultimo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli La donna che visse per un sogno, in questi giorni in libreria, ci racconta gli ultimi mesi di vita di Olympe de Gouges, autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, pamphlet pubblicato in Francia nel 1791, un anno prima della pubblicazione in Inghilterra di La rivendicazione dei diritti della donna di Mary Wollstonecraft Finora su Olympe de Gouges erano usciti saggi e articoli, ma questo di Maria Rosa Cutrufelli è un romanzo - seppure costruito su un solidissimo impianto di ricerca storica - che come sa fare la scrittura, quando è letteratura, riporta in vita tutte le passioni di Olympe, attraverso un coro di voci di donne. “Questa figura è stata oggetto di vere e proprie molestie storiche - dice Maria Rosa – Restif de la Bretonne l’ha persino collocata tra le prostitute! Ma Olympe de Gouges è una vera protofemminista. Non si limita a un discorso rivendicazionistico, come Mary Wollstonegraft, che auspica un mondo neutro, nel quale il sesso a cui si appartiene è indifferente. Secondo Olympe è proprio a partire dalla ricchezza della differenza che si deve riformare il mondo; lei vuole partecipare alla costruzione dello stato in quanto donna. E questo non glielo hanno perdonato.”
La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli, Frassinelli, 352 pagine, 14,50 euro


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della Casa Internazionale delle Donne

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