Casa Internazionale delle Donne - via della Lungara, 19 - 00165 Roma
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Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa
n° 17 del 1 aprile 2004

in redazione:
M.Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini

In questo numero parliamo di:

Velo a scuola
Si continua a discutere dopo l'approvazione in Francia della legge sulla liceità di indossare a scuola simboli religiosi. I primi casi in Italia.
La giornalista dell'Ansa Agnese Malatesta intervista Maria Rosa Cutrufelli

Strategie sapienziali
Riflessioni del sé
Si è concluso il primo ciclo di incontri Strategie sapienziali riflessioni del sé alla Libreria Zora Neale Hurston.

La scuola che vogliamo
Il 23 marzo si è svolta alla Casa delle Donne una riunione sul tema “La scuola che vogliamo” organizzata da Paola Gaglianone. Sono intervenute Dacia Maraini, Angela Nava del Coordinamento Genitori Democratici e l’on. Alba Sasso dei DS.

Si è svolto a Roma il seminario La democrazia incompiuta organizzato dalle Udi romane e promosso dalla Commissione delle Elette del Comune di Roma.

Cantieri di sapere alla Libreria Zora Neale Hurston
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Dieci incontri a partire da mercoledì 7 aprile ore 18.30 - 20.30
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Il Calendario di Aprile

Per approfondire:

Velo a scuola
La giornalista dell'Ansa Agnese Malatesta intervista Maria Rosa Cutrufelli

Parlare del velo puo' essere un pretesto per esorcizzare altri temi come quello del razzismo, dell'integrazione mancata, della liberazione delle donne. La vicenda di Fatima Mouyache, la donna marocchina alla quale e' stato impedito di compiere uno stage in un asilo nido perche' indossava il velo islamico, permette anche una lettura al femminile. Lo fa la scrittrice e femminista Maria Rosa Cutrufelli.

''Le donne musulmane con cui parlo - ha detto la scrittrice -
mi dicono che quando si parla del velo si vuole esorcizzare
altre cose. E questo vale per il mondo musulmano come per quello
occidentale. Si parla del velo e cosi' si evita di affrontare la
condizione degli immigrati, dell'integrazione fallita, del
razzismo''. Focalizzare l'attenzione sul velo serve, quindi,
''per ammantare un persistente razzismo''.
Con Fatima, l'Italia si e' accorta di esse re un paese
multiculturale: e' ''significativo - ha aggiunto - che questo
richiamo alla realta' abbia a che vedere con una questione
legata alle donne e al loro corpo''. Non e' infrequente che ''il
discorso intorno a cui si tesse un'idea di civilta' e di mondo''
ruota intorno alle questioni delle donne. ''Come quando - ha
osservato - si parte con le bombe'' e si va in Afghanistan con
la scusa di andare a liberare le donne dal burqa. ''Le donne -
ha sottolineato Cutrufelli che collabora con la Casa
Internazionale delle donne di Roma - desiderano essere aiutate a
liberarsi da sole ma senza bombe e senza leggi''.
La scrittrice ha giudicato ''di buon senso'' la posizione
assunta da piu' rappresentanti del governo di reintegrare la
donna nell'asilo nido. Anche se, in termini generali, visto che
in Italia c'e' l'ora di religione perche' un insegnante prete o
suora, con il loro abito, non fanno paura mentre una d onna con
velo si?. ''Se ha diritto al velo la suora ce l'ha anche una
donna musulmana. Fra l'altro per quest'ultima il velo non e'
solo un simbolo religioso ma e' anche un usanza tradizionale e
culturale. L'Italia e' un paese laico e l'impostazione che
decide di assumere deve valere per tutte le religioni''. Infine:
come possono i bambini, per loro natura attratti dalle
diversita', a mostrare paura verso il velo? Se si sono impauriti
- ha concluso - Cutrufelli - ''e' perche' qualcuno ha instillato
in loro l'idea della diversita' uguale pericolo e paura''.


Strategie sapienziali
Riflessioni del sé
A cura di Elena Rafanelli
Giovedì 25 marzo si è concluso, presso la libreria della Casa internazionale della donna, il ciclo di incontri “Strategie spienziali riflessioni del sé”, cui hanno partecipato in qualità di relatrici Giacometta Limentani, Rosetta Stella e Antonia Tronti. Si è parlato di percorsi sapienziali a partire da luoghi segnati da sguardi differenti ma che rendevano possibile un dialogo ricco e intenso.
Nell’ultimo incontro le partecipanti hanno fatto osservazioni, rivolto domande e critiche, mostrando il desiderio di portare aventi un progetto che ponga al centro pratiche concrete come letture, meditazioni e quant’altro, per fare di questi incontri così atipici un laboratorio che sviluppi nuove prospettive di approfondimento dei nostri vissuti interiori.
“Strategie del sé”: è evidente la dimensione esperienziale della proposta e infatti il coinvolgimento personale delle relatrici è stato forte, in ogni incontro.
Giacometta Limentani ha cominciato mostrando la stretta relazione che intercorre fra identità e memoria, nella tradizione ebraica così come nella sua storia di vita. Nel nome, nei nomi – ha spiegato – è racchiusa l’identità dell’individuo ma al tempo stesso la sua relazione con gli altri e con il mondo perché i nomi portano con sé, funzionando come il patrimonio genetico, storia e potenzialità, promessa di vita, destino personale.
Rosetta Stella, invece, è andata al cuore della tradizione cristiana rileggendo, da quel confine creativo che sta fra ortodossia ed eresia, il mistero dell’incarnazione.
Qui l’identità passa per il corpo: Dio si fa corpo e la donna è la potenza mediatrice di questo evento. La donna è il passaggio necessario. Duemila anni fa lo si è raccontato e poi scritto semplicemente perché vero, senza che ci si rendesse bene conto di quali prospettive di valore tutto questo ci apriva. Oggi reinterpretiamo la narrazione evangelica con diversa consapevolezza della forza delle donne: le donne danno vita alla vita, le donne sono capaci di amore incondizionato.
Cogliamo in questo l’istanza di superamento del “piccolo sé” di cui ci ha parlato Antonia Tronti, quell’andare oltre l’investimento egoico che è liberazione e che solo permette di attingere alla dimensione dell’interdipendenza di tutte le cose che è il senso stesso della vita.
Antonia Tronti ha così riportato ad una tradizione molto antica, l’induismo, ad un orizzonte di pensiero che oggi si va facendo sempre più vicino alla sensibilità di tante e tanti, in occidente.
In quella tradizione anche l’essere donna e una contingenza, una sfaccettatura dell’essere. È così in questa vita, nella prossima potrebbe essere diverso. Ma noi siamo qui ed ora e l’essere donne è denso di significato e ci carica di una grande responsabilità: dobbiamo saperne fare buon uso in questa vita!
La cosa più interessante emersa dagli incontri sulle “Strategie del sé” è stata la capacità mostrata da tutte di dialogare interrogando le diverse tradizioni in uno scambio che non aveva nulla di teologico o filosofico, che non ruotava intorno a idee e concetti astratti riportando invece, continuamente, ai desideri e alle aspirazioni radicate nella vita di ciascuna. L’augurio finale è stato quello di incontrarci di nuovo per continuare su questa strada.

La scuola che vogliamo
A cura di Elena Doni
Il 23 marzo si è svolta alla Casa delle Donne una riunione sul tema “La scuola che vogliamo” organizzata da Paola Gaglianone. Sono intervenute Dacia Maraini, Angela Nava del Coordinamento Genitori Democratici e l’on. Alba Sasso dei DS.
Ha aperto i lavori Paola Gaglianone che si è detta fortemente allarmata per la situazione in cui si trova oggi la scuola italiana: “Si ha l’impressione che la scuola delle pari opportunità stia subendo un vero e proprio attentato sotto i colpi del mito della produttività. Stiamo certamente attraversando un momento di pericolo che provoca tensioni sociali. Ci può confortare il fatto che in passato i momenti difficili hanno poi stimolato i passi avanti”. Paola Gaglianone ha poi elencato i punti di cui ci sarebbe bisogno oggi nella scuola: certezza del tempo pieno con totale integrazione dei momenti curricolari e non; progettualità che stimoli la collaborazione tra genitori e insegnanti e si proponga di accompagnare i ragazzi in tutto il processo di crescita; assicurazione che non venga ridotto il già scarso orario scolastico.
Angela Nava del Coordinamento Genitori Democratici ha ricordato come, fin dalla convocazione degli Stati Generali della Scuola (denominazione che avrebbe di per sé dovuto allarmare, per l’implicita dichiarazione di voler rovesciare l’ordine esistente), sia stata manifestata una forte diffidenza di studenti e insegnanti, non fosse che per il modo in cui erano stati prescelti gli studenti ammessi a entrare nella sala del convegno. Altro inquietante indizio: il riferimento alla volontà di difendere “i valori spirituali, anche ottemperando a quanto indicato nella Costituzione”: come se si trattasse di una benevola concessione! La Nava ha poi condannato l’invenzione del “portfolio”: “questa sorta di guinzaglio che si vorrebbe mettere al ragazzo nel suo percorso scolastico” e giudicato assurda l’intenzione di inserirvi il giudizio dei genitori, raramente lucidi nei confronti dei figli.
E’ quindi intervenuta Dacia Maraini deplorando che da decenni la scuola venga usata come parcheggio: senza investimenti, senza miglioramenti, con ambienti gelidi d’inverno e caldi d’estate, tant’è che la scuola di S. Giuliano, che cade addossi ai suoi alunni, appare simbolica. Ma il cambiamento previsto dalla riforma Moratti è solo peggiorativo. La cancellazione della cultura umanistica a favore della produttività è assurda: la scuola non è un’azienda. Si parla di “bonus”, di “tutor”, di “portfolio” e non ci si preoccupa di risolvere problemi concreti.
Ha concluso gli interventi l’on. Alba Sasso dichiarando: “Dietro la riforma Moratti c’è l’idea di una società meno libera e senza uguali diritti per tutti. Non c’è stata una politica dell’ascolto, non si è tenuto conto delle opinioni di insegnanti e genitori. Dietro questa riforma c’è l’assurda logica del risparmio che colpisce la scuola pubblica e privilegia quella privata: la quale usufruirà del soldi del fondo per le Politiche Sociali. Bisognerebbe creare un sistema formativo professionale, capace di collegarsi ai bisogni territoriali, ripristinare corsi di qualifica per insegnanti e, certo, aumentare i loro stipendi.
Al termine c’è stato un animato dibattito con il pubblico da cui è emersa, tra l’altro, la volontà di molti insegnanti di fare resistenza passiva non accettando le novità della riforma.

La democrazia incompiuta
A cura delle UDI romane

Si è svolto a Roma il 26 maggio 2004 alla Casa Internazionale delle Donne organizzato dalle UDI romane e promosso dalla Commissione delle Elette del Comune di Roma, un seminario sulla rappresentanza politica delle donne, cui hanno partecipato studentesse e molte donne presenti da tempo nel movimento femminile.
Nel corso del seminario si sono approfonditi i temi riguardanti “La democrazia incompiuta” che ha nella scarsissima presenza di donne nelle istituzioni una sua motivazione cardine.
Ciò si è dimostrato con ricchezza di dati e di esperienze.
Di grande interesse è stato il confronto serrato tra le donne direttamente impegnate nelle istituzioni, non solo per quanto riguarda la loro attività istituzionale, ma anche per le modalità difficili di un rapporto, peraltro necessario e ineludibile , con il movimento delle donne.
Naturalmente l’iniziativa promossa ha posto, anche per le associazioni, la necessità di trovare voci concordi nel momento in cui si evidenziano grandi difficoltà in parlamento per le leggi di attuazione dell’art.51 della Costituzione.
Nelle conclusioni sono stati presi impegni per proseguire un’azione comune, verso le forze politiche parlamentari e verso tutti i gruppi e associazioni femminili, al fine di ottenere una specifica visibilità delle donne, a partire dalle prossime elezioni europee ed amministrative.


Calendario

Giovedì 15 aprile ore 18 presentazione “Il vino e i gelsomini
Di Maria Sandias con Daniela Monteforte Maria Teresa Giuffrè Graziella Pesenti
Sala Simonetta Tosi

Domenica 18 dalle ore 16 Fiera della diversità reinventare per non sprecare
Mostra mercato di oggetti e cose varie a sostegno della Fondazione “Città del sole”
mostra mercato Città del Sole Festa per Clara Sereni
Mostra quadri di Anna Belardinelli
Giardino

Martedì 20 ore 18 libreria presentazione “Le indemoniate” Superstizione e scienza medica - Il caso di Verzegnis"
di Luciana Borsatti “A decine si credevano possedute dal demonio, e si lasciavano andare ai comportamenti più strani e blasfemi: accadde a Verzegnis, un paese tra le montagne della Carnia in Friuli, tra il 1878 e il 1879.”
Libreria Zora Neale Hurston

Giovedì 22 17.30 presentazione Amalasunta di Neria Di Giovanni con Maria Paola Fiorensoli
Libreria Zora Neale Hurston

Mercoledì 28 aprile ore 18 presentazione del libro Sposata a un palestinese Vivere nella terra dell’Intifada Paoline
Di Alessandra Antonelli
Presentano Enza Talciani e Riccardo Cristiano
Letture di Emanuela Giordano
Sarà presente l’autrice
Sala Simonetta Tosi


Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

Per commenti e suggerimenti scrivere a:
redazione.cidd@tiscali.it

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