Riflessioni sull’incontro con Luisa
Muraro, Clara Jourdan e Vita Cosentino.
Anticipazione dell’articolo
di prossima pubblicazione su il paese delle donne.
Attendiamo altri contributi. La registrazione dell’intero
incontro sarà presto consultabile sul sito.
Giovedì 20 maggio
Ore 18.30 presentazione di L’algebra della prevenzione
numero 4 2003 della rivista DWF(scritti di Paola Masi, Gabriella
Bonacchi , Rosetta Stella, Tamar Pitch, Rita Corsi, Emanuela Piovano,
Marilù Eustachio)
Con gli interventi di Fabrizia Giuliani, Valentina Russi, Bianca
Pomeranzi, Marina Graziosi.
E brindisi di benvenuto della Casa Internazionale delle Donne
alla redazione di DWF
Donne straniere in politica.
Progetto della Consigliera delegata del Sindaco alle Politiche
della Multietnicità Franca Eckert Coen e della Casa Internazionale
delle Donne per promuovere un percorso di autoformazione permanente
Violette and co:
l’ultima nata delle librerie di donne a Parigi
La regista messicana Lourdes
Portillo, in Italia per partecipare alla III edizione
del Tekfestival – documentari corti e lungometraggi indipendenti
– partecipa ad un incontro alla Casa Internazionale delle
donne organizzato da Candelaria
Aggiornamenti sul calendario di maggio
Per approfondire
Riflessioni sull’incontro
con Luisa Muraro, Clara Jourdan e Vita Cosentino.
Anticipazioni dall’articolo di prossima pubblicazione su
il paese delle donne.
Attendiamo altri contributi.
A cura di Marina Pivetta
“Lingua corrente”
è di questo, ma non solo che si è discusso sabato
8 maggio alla Casa internazionale delle donne a Roma. Luisa Muraro
ha iniziato nel dar conto, partendo dal suo articolo sul numero
67 di Via Dogana, dello sconcerto che la sua “provocazione”
ha creato nel chiedersi se ci serve davvero sessuare la lingua.
Mentre parlava pensavo a Edda Billi e a quanto da lei scritto
in Euro e ghinee sul numero 7 del Foglio del paese delle donne,
o alla mia fatica in Rai di trovare le parole giuste in ogni situazione.
Non è riposante cercare le parole che corrispondano al
proprio pensiero. Anche se piacevole, pensare è faticoso
come ogni condizione dinamica dell’esistenza. Pensiero e
parole sono legate e in continua trasformazione. Le frasi preconfezionate,
segno di staticità, possono essere utilizzate come luoghi
di sosta dove la parola si utilizza come semplice aggancio per
far avvicinare due o più persone. Un pretesto, insomma,
per trovare il tempo di comunicare con il linguaggio del corpo;
un’occhiata, il modo di stringere la mano o di spostare
i capelli può dire molto sulla predisposizione all’ascolto
reciproco. Irrigidirsi alle prime battute ci farebbe cadere la
possibilità di procedere nella comunicazione.
Anche la parola è identità. E qui , mentre si susseguivano
gli interventi mi chiedevo se il termine identità potesse
essere utilizzato tenendo conto del cambiamento individuale. A
Casa ho aperto il dizionario. Identità: ”l’insieme
dei caratteri fisici e psicologici che rendono una persona quella
che è, diversa da ogni altra”. Ma, mente e corpo,
nell’arco di una vita rimangono uguali a se stessi? Negli
anni Settanta pesavo 50 chili e avevo i capelli neri, oggi ne
peso 15 in più e ho tutti i capelli bianchi. Allora mi
sentivo forte dentro un linguaggio statico (ideologico) che mi
dava identità di gruppo, oggi mi sento più sicura
utilizzando parole che corrispondano alla mia identità
di persona. Ho imparato che le parole hanno la pesantezza dei
corpi e la leggerezza del tempo che li cambia. Ho imparato che
quando si vuole comunicare con altri o altre ci sono anche i tempi
dell’ attesa. Non vi è mai capitato dopo che si è
avuto uno scontro o un confronto verbale di ripensare a quanto
è accaduto, di riflettere sulle parole dell’altra/o,
e magari di ripensare in modo critico alle proprie? O di riconfermarsi
in quello che si è detto? Questo è ciò che
rende creativa la parola e la propria esistenza. Tanti anni fa
sentirmi apostrofare al maschile non mi suscitava alcun moto dell’anima,
oggi mi infastidisce tanto quanto può irritarmi chi mi
parla senza guardarmi, preferendo vedere in me la sua immagine
riflessa.
Perché uso un linguaggio sessuato? Perché mi da
la misura delle capacità di ascolto, delle distanze e dei
posizionamenti di chi incontro. In me non scatta nessun giudizio
su come uno o una parla. Ma, il collocarsi di chi mi parla all’interno
di un lingua neutra mi costringe, ad un faticoso lavoro di ripulitura
per disvelare nel contesto il significato delle sue parole. Solo
facendo questo lavoro ho la possibilità di rispondere,
prendendo in considerazione quello che dice.
Muraro quando nel suo articolo, parlando di un cassiere che saluta
una donna scrive: …..”Buon giorno avvocato! Come sta,
avvocato? Era il suo modo di dire: io sono un uomo e tu sei una
donna, riconosco il tuo di più professionale e sociale
con l’uso del maschile, onorando così te donna e
il mio sesso…..”
Quello che io capisco ogni volta che ascolto questo modo di comunicare
è che la misura del di più che le donne hanno conquistato
nel sociale, è data utilizzando il metro del valore maschile
che, se considerato neutro, diventa così molto rassicurante.
Secondo Muraro, importante è sciogliere quella rigidità
ideologica che pretende ad ogni costo che ci si esprima sessuando
la propria parola cosa che ci impedisce il fluire di una capacità
di ascolto necessaria a farci capire la realtà. Ma, capire
la realtà e modificarla non sono due momenti separati perché
noi siamo il mondo che vogliamo cambiare. Un mondo però
che cambia anche a nostro dispetto perché è continuamente
percorso da diversità vicine e lontane, spesso impensate.
Questo convegno ne è stato un esempio. Con mia sorpresa
si è detto che la Casa internazionale delle donne non ha
un’identità univoca ma è un luogo dove si
possono incontrare donne che ti danno anche del “lei”
e decidere se ignorarle o entrare con loro in comunicazione. Ma
chi ha frequentato in tutti questi anni la Casa internazionale
delle donne ha sempre saputo che questo è stato il luogo
delle diversità più stridenti e delle mediazioni
più azzardate. E’stato per molte una grande scuola
di politica .
Ma, tornando a quanto scritto da Muraro sul cassiere… e
se la donna avesse garbatamente risposto: …oh, che distratto,
questa mattina mi sono dimenticato di tagliarmi i baffi”…
forse, nella monotonia di ore passate a battere cifre alla cassa,
l’uomo in questione avrebbe avuto un sussulto. Un piacevole
fuoricampo propostogli da chi magari quotidianamente gli risponde
in modo distratto porgendogli i soldi. Spiazzare la lingua corrente
è fatica ma significa aumentare attenzione e ascolto.
All’incontro si è parlato anche delle torture in
Iraq inflitte ai prigionieri da uomini e donne. Dalle parole si
è così sfiorato il problema della comunicazione
per immagini. Dalle foto riproposte in televisione e sui giornali
è emersa, come un urlo la forza comunicativa dei corpi
martoriati. Che hanno azzittito ogni parola positiva sulla guerra.
Letizia Paolozzi ha sottolineato come oggi quelle immagini ci
possono far capire come siano affini forme aberranti di sessualità
e tortura. Si è sempre detto che la guerra cancella i corpi
di uomini e donne o li umilia in violenze e stupri . La differenza
è che oggi, in una insana omologazione, alcune donne mutanti
si fanno espressione banale del male. Hannah Arendt torna prepotentemente
di attualità.
Marina Pivetta
Giovedì 20 maggio Ore 18.30 presentazione di L’algebra
della prevenzione
numero 4 2003 della rivista DWF(scritti di Paola Masi, Gabriella
Bonacchi , Rosetta Stella, Tamar Pitch, Rita Corsi, Emanuela Piovano,
Marilù Eustachio)
Con gli interventi di Fabrizia Giuliani, Valentina Russi, Bianca
Pomeranzi, Marina Graziosi.
E brindisi di benvenuto della Casa Internazionale delle Donne
alla redazione di DWF
L’algebra della
prevenzione
A cura della redazione di DWF
Dalla guerra preventiva teorizzata
e praticata da Bush in Iraq, il significato della prevenzione
si è esteso, è diventato un meccanismo - un teorema
- per mettere in scacco e tenere a bada i ‘pacifici’
abitanti delle economie occidentali, trasformati in fragili esistenze
minacciate dall’inatteso, dagli attentati terroristici,
dalle malattie, dalle aggressioni, dalle povertà. Vittime,
attuali o potenziali. Nulla sfugge all’ossessione preventiva.
La guerra ai pericoli del vivere varca i confini individuali,
penetra nell’intimo, sia corporeo che intrapsichico. La
ruga va prevenuta esattamente come il cancro, in un invasione
materiale come il chip biomaterico
La prevenzione combina e tiene insieme molte definizioni società
contemporanea, dalla società del rischio alla società
della vigilanza (surveillance): il buon cittadino è quello
iper-responsabile che, individualmente e privatamente, previene
tutti i possibili rischi della propria vita. Di più, la
prevenzione è nei fatti una pratica sessuata, sia perché
sono le donne che se ne fanno carico, sia perché ‘la
vittima’ è per antonomasia ‘la donna’.
Nell’ansia di dominare il futuro, e nell’impossibilità
di controllarlo, un compito fondamentale è affidato alla
scienza, quello di costruire l’”ineluttabilità”
della previsione, riducendo gli esseri umani, i loro affetti e
le loro attività in tipi assolutamente prevedibili, casi
e comportamenti visibili e codificati, senza storia se non quella
delle proprie patologie ed eredità genetiche, annullati
in un processo storico che rende impolitico, nello stesso tempo,
il personale e il pubblico. L’algebra della prevenzione
è quindi una nuova strategia di dominio che, dalle bio-tecnologie
alla prevenzione medica, conserva intatte le proprie impronte
sessiste e segna l’esito estremo di un processo di privatizzazione
che accompagna i trionfi del mercato.
Eppure già oggi, di fronte a una civiltà ossessionata
dal bisogno di controllo e dall’esercizio di una prepotente
potenza, l’imprevedibile prende le forme estreme e tragiche
dei “suicide-bombers”, assumendosi i paradossi e la
potenza della visionarietà. Le inquietudini, le tensioni,
i bisogni umani d’infinito, l’immaginario e i conflitti
che abitano il personale stentano a trovare una ‘sfera pubblica’
che non sia l’imperio.
Donne straniere in politica.
Progetto della Consigliera delegata del Sindaco alle Politiche
della Multietnicità Franca Eckert Coen e della Casa Internazionale
delle Donne per promuovere un percorso di autoformazione permanente.
A cura di Franca Eckert Coen
La Casa Internazionale delle Donne ha accolto con interesse ed
entusiasmo il mio progetto che riguarda le donne straniere che
hanno partecipato in modo attivo alla elezione dei Consiglieri
Aggiunti del Comune di Roma.
Questa iniziativa intende promuovere un percorso di autoformazione
permanente finalizzato ad acquisire quella forza e quella autostima
necessarie per poter intraprendere un'attiva partecipazione alla
vita politica, sociale e imprenditoriale nella nostra città.
Al primo incontro del 29.04.'04, a cui ne faranno seguito altri,
sono intervenute una trentina di donne straniere di provenienze
diverse, che vivono e operano nei 19 Municipi di Roma.
Violette and co: l’ultima nata delle librerie
di donne a Parigi
A cura di Stefania Vulterini
Violette and Co: apre a Parigi
la libreria delle “filles”e dei “garcons manqués”
L’ultima nata delle librerie di donne si è aperta
a Parigi solo da un mese. Violette and Co. È una libreria
di 80 metri quadri inaugurata in un quartiere che si prepara a
diventare di moda, con la repentinità con cui queste cose
avvengono a Parigi. Violette è Violette Leduc, passione
di almeno una delle due libraie che hanno intraprese il coraggioso
percorso della gestione di una libreria dedicata “ai testi
e alle immagini che mettono in luce le donne e i diversi aspetti
delle omosessualità in tutte le forme””
Romanzi, saggi, classici, gialli. fumetti, riviste sono riuniti
in uno spazio unico dove si incontrano i femminismi, le realtà
e gli immaginari lesbici e gay e tutte le questioni di genere.
E’ un luogo caldo e animato che invita tutte quelle e quelli
che amano le letterature fuori dai sentieri battuti e che si interrogano
senza dare niente per scontato.
“Proponiamo in questo luogo opere affascinanti, ribelli,
sensuali, attraenti, riferimenti essenziali, novità sconfinate,
e perché no, classici di domani”.
E dato che, se i libri si leggono in solitudine, si vivono piuttosto
insieme, il soppalco è predisposto per incontri letterari,
letture dibattiti e mostre. Il calendario già prevede almeno
un incontro a settimana.
La libreria riserva mensilmente una “vetrina” a un’autrice
o un tema.
Adesso naturalmente è il momento di Violette Leduc!
Per visitare la libreria l’indirizzo è 102, rue de
Charonne Paris 11° o www.violetteandco.com
Visita in Italia di Maria
Elena Ruiz Yera. Il primo maggio incontro alla Casa internazionale
delle donne.
A cura di Rossella Russo
La compagna cubana Maria Elena Ruiz Yera - segretaria generale
della Federazione delle donne cubane (FMC) della Provincia di
Sancti Spiritus - è venuta in Italia dal 20 aprile dal
2 maggio 2004, invitata e ospitata dal “Comitato di solidarietà
con Cuba, Fabio di Celmo”.
Il suo viaggio in Italia ha toccato varie località italiane
- Roma, Gubbio, Canino, Bologna, Genova – dove ha incontrato
rappresentanze delle donne italiane che hanno espresso amore ed
ammirazione per le donne , per la rivoluzione e per il socialismo
cubano.
Maria Elena Ruiz Yera è stata accompagnata in Italia da
4 artisti cubani- Maria Elena Pena, Carlos Ruiz de la Tejera,
Tactica, Jesus del Valle- che si sono esibiti a Roma ed in altre
città.
La televisione nazionale – RAI3- e le TV locali- Teleambiente
e Teledonna- hanno ripreso alcuni di questi eventi. Ripartendo
per Cuba, lascia questo messaggio:
“ Ho molto apprezzato il sentimento di solidarietà
di alcuni italiani per Cuba nella difesa dei 5 eroi cubani incarcerati
illegalmente negli USA. Il grande rispetto e l’ammirazione
per la resistenza e la forza per la lotta delle donne cubane di
fronte al blocco degli USA.
Molta simpatia ed ospitalità ho trovato a Roma e in Italia.
Una particolare emozione ho avuto nel conoscere la mamma di Fabio
di Celmo, un giovane italiano vittima del terrorismo contro Cuba.
Per merito della Ambasciata cubana e del Comitato di solidarietà
con Cuba Fabio Di Celmo” ho partecipato a importanti ed
interessanti incontri, in particolare, con i compagni del partito
dei comunisti italiani e la deputata del Parlamento Katia Belillo.
Ho anche incontrato una delegazione della “Casa internazionale
delle donne” con le quali continuerà il nostro rapporto
.
Rientrando a Cuba con piena soddisfazione, ho verificato che le
donne italiane lottano per la parità e per il riconoscimento
dei propri diritti. Ho anche verificato l’interesse delle
donne italiane a partecipare al prossimo “ 8^ Congresso
della federazione delle donne cubane” che si terrà
a marzo del 2005 a l’Avana.
Esprimo gratitudine ed amicizia a coloro che mi hanno invitato
ed ospitato, consentendomi di far conoscere la realtà delle
donne cubane”.
La regista messicana Lourdes
Portillo, in Italia per partecipare alla III edizione
del Tekfestival – documentari corti e lungometraggi indipendenti
– partecipa ad un incontro alla Casa Internazionale delle
donne organizzato da Candelaria
a cura di Stefania Vulterini
Alla III edizione del Tekfestival,
organizzato dall’associazione delle Tecniche, donne giovani
e intraprendenti, ha dato un piccolo contributo la Casa Internazionale
delle Donne, ospitando nella sua foresteria Orsa maggiore, la
regista messicana Lourdes Portillo.
L’associazione Candelaria ha organizzato, durante le giornate
del festival, un incontro molto partecipato con la regista, dopo
averla letteralmente buttata giù dal letto, durante la
siesta, necessaria per recuperare le grandi maratone a cui i festival
sottopongono.
Lourdes Portillo, scrittrice, regista, produttrice, è,
come ama definirsi. “messicana di nascita e chicana d’identità”.
Durante la sua quasi trentennale carriera ha centrato la sua ricerca
artistica sull’identità latina, ricorrendo a molteplici
forme narrative.
Il lavoro che ha portato Lourdes Portillo all’attenzione
del pubblico internazionale è il pluripremiato documentario
Les madres de Plaza de Mayo del 1985.
All’incontro, che si è svolto alla libreria della
Casa erano presenti fra le altre molte donne argentine attive
nell’associazione Candelaria e il dialogo con la regista
è stato serrato su i temi della politica nei paesi latino
americani, ma anche sulla situazione delle donne rifugiate o migrate
in altri paesi per motivi politici ed economici.
Nel 2001 Lourdes Portillo ha realizzato il lungometraggio Senorita
Extraviata, il primo documento che ha portato all’attenzione
pubblica internazionale la terribile vicenda delle centinaia di
donne di Ciudad Juarez rapite e uccise 1993 senza che i colpevoli
o i moventi siano stati resi noti. In undici anni, a partire dal
1993, le donne scomparse o ritrovate uccise sono quasi quattrocento.
La denuncia di Lourdes ha costretto il governo e i media a occuparsi
delle scomparse e a prendere posizione rompendo il blocco di omertà
fra polizia di frontiera, traffico di droga e connivenze politiche.
AGGIORNAMENTI
DEL CALENDARIO
15 Sabato
Ore 18.00 Sala Riunioni Piano Terra
In occasione dell'apertura della propria sede
L'Associazione Quinoa è lieta di presentare il libro
Chiara e l'uso responsabile del denaro.
Finanza etica e commercio equo spiegato ai più piccoli.
di Maurizio Spedaletti
Illustrazioni di Rachele Lo Piano. Sinnos Edizioni.
Saranno presenti l'Autore e l'Illustratrice.
si potranno degustare specialità degli indiani d’America
offerte da Elena e Rosella dell’Ass. ‘Saperi e Sapori’
Organizza: Quinoa
15 Sabato
Ore 9.30 - 12.30
Workshop Gratuito
L’Organizzazione di un evento: Il caso Aziendale IKEA
L’agenzia LA FENICE EVENTI si occupa di organizzare
eventi privati e aziendali. Il workshop è una occasione
di approccio dell’organizzazione di un evento attraverso
l’analisi di un caso aziendale, il Christmas Party organizzato
per IKEA a dicembre 2003.
workshop CASO AZIENDALE – IKEA
Proiezione delle immagini dell’evento organizzato dall’agenzia
come spunto di approfondimento su “come si è proceduto”.
Coordina: Tiziana Lucioli, Durata: 3 ore, Prenotazione obbligatoria,
rivolgersi a Tiziana Lucioli 347.1710268 – 06.39388688
18 Martedì
Ore 16.00 Sala Convegni Primo Piano
Incontro con le Delegate Straniere
Sarà presente la consigliera Franca Coen
18 Martedì
ore 18.00 la Convegni Primo Piano
pubblico dibattito
Il prigioniero e l’aguzzina
Sessualità, potere, dominio.
L’impatto sconvolgente delle foto del carcere iracheno di
Abu Ghraib.
Cosa succede quando i torturatori sono soldate?
Organizza: DeA-donne e altri, Generi e Generazioni, Leggendaria,
Master Politiche dell'incontro Università Roma TRE
in collaborazione con Affi e Casa Internazionale delle donne
20 Giovedì
Ore 18.30 Sala Convegni Piano Terra
Presentazione del numero di DWF
‘L’algebra della Prevenzione’
saranno presenti le autrici
e brindisi per festeggiare il trasferimento della redazione DWF
alla Casa Internazionale delle Donne
dal 19 al 21
Ore 9.30-18.00 Sala Riunioni Primo Piano
Riunione interna con partner europei della campagna
‘Countdown 2015’
Organizza: AIDOS
25 Martedì
ore 19.00 Sala Convegni piano terra
Concerto di violino
25 Martedì
ore 20.00 giardino
CONCEPIRE L’INFINITO
Letture dai romanzi di Iris Murdoch
con Anna Bonaiuto, presenta Gabriella Fiori
31 Lunedì
Ore 17.00 Sala Convegni Primo Piano
Presentazione del video ‘Donne in cammino nel Kurdistan
Turco’
A cura di Donne in Nero
Organizza: Commissione delle Elette e Donne in Nero