Casa Internazionale delle Donne - via della Lungara, 19 - 00165 Roma
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Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa
n° 20 del 14 maggio 2004

in redazione:
M.Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini


Riflessioni sull’incontro con Luisa Muraro, Clara Jourdan e Vita Cosentino.
Anticipazione dell’articolo di prossima pubblicazione su il paese delle donne.
Attendiamo altri contributi. La registrazione dell’intero incontro sarà presto consultabile sul sito.

Giovedì 20 maggio Ore 18.30 presentazione di L’algebra della prevenzione
numero 4 2003 della rivista DWF(scritti di Paola Masi, Gabriella Bonacchi , Rosetta Stella, Tamar Pitch, Rita Corsi, Emanuela Piovano, Marilù Eustachio)
Con gli interventi di Fabrizia Giuliani, Valentina Russi, Bianca Pomeranzi, Marina Graziosi.
E brindisi di benvenuto della Casa Internazionale delle Donne alla redazione di DWF

Donne straniere in politica. Progetto della Consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità Franca Eckert Coen e della Casa Internazionale delle Donne per promuovere un percorso di autoformazione permanente

Violette and co: l’ultima nata delle librerie di donne a Parigi

La regista messicana Lourdes Portillo, in Italia per partecipare alla III edizione del Tekfestival – documentari corti e lungometraggi indipendenti – partecipa ad un incontro alla Casa Internazionale delle donne organizzato da Candelaria

Aggiornamenti sul calendario di maggio


 

Per approfondire

Riflessioni sull’incontro con Luisa Muraro, Clara Jourdan e Vita Cosentino.
Anticipazioni dall’articolo di prossima pubblicazione su il paese delle donne.
Attendiamo altri contributi.
A cura di Marina Pivetta

“Lingua corrente” è di questo, ma non solo che si è discusso sabato 8 maggio alla Casa internazionale delle donne a Roma. Luisa Muraro ha iniziato nel dar conto, partendo dal suo articolo sul numero 67 di Via Dogana, dello sconcerto che la sua “provocazione” ha creato nel chiedersi se ci serve davvero sessuare la lingua. Mentre parlava pensavo a Edda Billi e a quanto da lei scritto in Euro e ghinee sul numero 7 del Foglio del paese delle donne, o alla mia fatica in Rai di trovare le parole giuste in ogni situazione. Non è riposante cercare le parole che corrispondano al proprio pensiero. Anche se piacevole, pensare è faticoso come ogni condizione dinamica dell’esistenza. Pensiero e parole sono legate e in continua trasformazione. Le frasi preconfezionate, segno di staticità, possono essere utilizzate come luoghi di sosta dove la parola si utilizza come semplice aggancio per far avvicinare due o più persone. Un pretesto, insomma, per trovare il tempo di comunicare con il linguaggio del corpo; un’occhiata, il modo di stringere la mano o di spostare i capelli può dire molto sulla predisposizione all’ascolto reciproco. Irrigidirsi alle prime battute ci farebbe cadere la possibilità di procedere nella comunicazione.
Anche la parola è identità. E qui , mentre si susseguivano gli interventi mi chiedevo se il termine identità potesse essere utilizzato tenendo conto del cambiamento individuale. A Casa ho aperto il dizionario. Identità: ”l’insieme dei caratteri fisici e psicologici che rendono una persona quella che è, diversa da ogni altra”. Ma, mente e corpo, nell’arco di una vita rimangono uguali a se stessi? Negli anni Settanta pesavo 50 chili e avevo i capelli neri, oggi ne peso 15 in più e ho tutti i capelli bianchi. Allora mi sentivo forte dentro un linguaggio statico (ideologico) che mi dava identità di gruppo, oggi mi sento più sicura utilizzando parole che corrispondano alla mia identità di persona. Ho imparato che le parole hanno la pesantezza dei corpi e la leggerezza del tempo che li cambia. Ho imparato che quando si vuole comunicare con altri o altre ci sono anche i tempi dell’ attesa. Non vi è mai capitato dopo che si è avuto uno scontro o un confronto verbale di ripensare a quanto è accaduto, di riflettere sulle parole dell’altra/o, e magari di ripensare in modo critico alle proprie? O di riconfermarsi in quello che si è detto? Questo è ciò che rende creativa la parola e la propria esistenza. Tanti anni fa sentirmi apostrofare al maschile non mi suscitava alcun moto dell’anima, oggi mi infastidisce tanto quanto può irritarmi chi mi parla senza guardarmi, preferendo vedere in me la sua immagine riflessa.
Perché uso un linguaggio sessuato? Perché mi da la misura delle capacità di ascolto, delle distanze e dei posizionamenti di chi incontro. In me non scatta nessun giudizio su come uno o una parla. Ma, il collocarsi di chi mi parla all’interno di un lingua neutra mi costringe, ad un faticoso lavoro di ripulitura per disvelare nel contesto il significato delle sue parole. Solo facendo questo lavoro ho la possibilità di rispondere, prendendo in considerazione quello che dice.
Muraro quando nel suo articolo, parlando di un cassiere che saluta una donna scrive: …..”Buon giorno avvocato! Come sta, avvocato? Era il suo modo di dire: io sono un uomo e tu sei una donna, riconosco il tuo di più professionale e sociale con l’uso del maschile, onorando così te donna e il mio sesso…..”
Quello che io capisco ogni volta che ascolto questo modo di comunicare è che la misura del di più che le donne hanno conquistato nel sociale, è data utilizzando il metro del valore maschile che, se considerato neutro, diventa così molto rassicurante. Secondo Muraro, importante è sciogliere quella rigidità ideologica che pretende ad ogni costo che ci si esprima sessuando la propria parola cosa che ci impedisce il fluire di una capacità di ascolto necessaria a farci capire la realtà. Ma, capire la realtà e modificarla non sono due momenti separati perché noi siamo il mondo che vogliamo cambiare. Un mondo però che cambia anche a nostro dispetto perché è continuamente percorso da diversità vicine e lontane, spesso impensate. Questo convegno ne è stato un esempio. Con mia sorpresa si è detto che la Casa internazionale delle donne non ha un’identità univoca ma è un luogo dove si possono incontrare donne che ti danno anche del “lei” e decidere se ignorarle o entrare con loro in comunicazione. Ma chi ha frequentato in tutti questi anni la Casa internazionale delle donne ha sempre saputo che questo è stato il luogo delle diversità più stridenti e delle mediazioni più azzardate. E’stato per molte una grande scuola di politica .
Ma, tornando a quanto scritto da Muraro sul cassiere… e se la donna avesse garbatamente risposto: …oh, che distratto, questa mattina mi sono dimenticato di tagliarmi i baffi”… forse, nella monotonia di ore passate a battere cifre alla cassa, l’uomo in questione avrebbe avuto un sussulto. Un piacevole fuoricampo propostogli da chi magari quotidianamente gli risponde in modo distratto porgendogli i soldi. Spiazzare la lingua corrente è fatica ma significa aumentare attenzione e ascolto.
All’incontro si è parlato anche delle torture in Iraq inflitte ai prigionieri da uomini e donne. Dalle parole si è così sfiorato il problema della comunicazione per immagini. Dalle foto riproposte in televisione e sui giornali è emersa, come un urlo la forza comunicativa dei corpi martoriati. Che hanno azzittito ogni parola positiva sulla guerra. Letizia Paolozzi ha sottolineato come oggi quelle immagini ci possono far capire come siano affini forme aberranti di sessualità e tortura. Si è sempre detto che la guerra cancella i corpi di uomini e donne o li umilia in violenze e stupri . La differenza è che oggi, in una insana omologazione, alcune donne mutanti si fanno espressione banale del male. Hannah Arendt torna prepotentemente di attualità.
Marina Pivetta



Giovedì 20 maggio Ore 18.30 presentazione di L’algebra della prevenzione
numero 4 2003 della rivista DWF(scritti di Paola Masi, Gabriella Bonacchi , Rosetta Stella, Tamar Pitch, Rita Corsi, Emanuela Piovano, Marilù Eustachio)
Con gli interventi di Fabrizia Giuliani, Valentina Russi, Bianca Pomeranzi, Marina Graziosi.
E brindisi di benvenuto della Casa Internazionale delle Donne alla redazione di DWF

L’algebra della prevenzione
A cura della redazione di DWF

Dalla guerra preventiva teorizzata e praticata da Bush in Iraq, il significato della prevenzione si è esteso, è diventato un meccanismo - un teorema - per mettere in scacco e tenere a bada i ‘pacifici’ abitanti delle economie occidentali, trasformati in fragili esistenze minacciate dall’inatteso, dagli attentati terroristici, dalle malattie, dalle aggressioni, dalle povertà. Vittime, attuali o potenziali. Nulla sfugge all’ossessione preventiva. La guerra ai pericoli del vivere varca i confini individuali, penetra nell’intimo, sia corporeo che intrapsichico. La ruga va prevenuta esattamente come il cancro, in un invasione materiale come il chip biomaterico
La prevenzione combina e tiene insieme molte definizioni società contemporanea, dalla società del rischio alla società della vigilanza (surveillance): il buon cittadino è quello iper-responsabile che, individualmente e privatamente, previene tutti i possibili rischi della propria vita. Di più, la prevenzione è nei fatti una pratica sessuata, sia perché sono le donne che se ne fanno carico, sia perché ‘la vittima’ è per antonomasia ‘la donna’.
Nell’ansia di dominare il futuro, e nell’impossibilità di controllarlo, un compito fondamentale è affidato alla scienza, quello di costruire l’”ineluttabilità” della previsione, riducendo gli esseri umani, i loro affetti e le loro attività in tipi assolutamente prevedibili, casi e comportamenti visibili e codificati, senza storia se non quella delle proprie patologie ed eredità genetiche, annullati in un processo storico che rende impolitico, nello stesso tempo, il personale e il pubblico. L’algebra della prevenzione è quindi una nuova strategia di dominio che, dalle bio-tecnologie alla prevenzione medica, conserva intatte le proprie impronte sessiste e segna l’esito estremo di un processo di privatizzazione che accompagna i trionfi del mercato.
Eppure già oggi, di fronte a una civiltà ossessionata dal bisogno di controllo e dall’esercizio di una prepotente potenza, l’imprevedibile prende le forme estreme e tragiche dei “suicide-bombers”, assumendosi i paradossi e la potenza della visionarietà. Le inquietudini, le tensioni, i bisogni umani d’infinito, l’immaginario e i conflitti che abitano il personale stentano a trovare una ‘sfera pubblica’ che non sia l’imperio.




Donne straniere in politica. Progetto della Consigliera delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità Franca Eckert Coen e della Casa Internazionale delle Donne per promuovere un percorso di autoformazione permanente.
A cura di Franca Eckert Coen


La Casa Internazionale delle Donne ha accolto con interesse ed entusiasmo il mio progetto che riguarda le donne straniere che hanno partecipato in modo attivo alla elezione dei Consiglieri Aggiunti del Comune di Roma.
Questa iniziativa intende promuovere un percorso di autoformazione permanente finalizzato ad acquisire quella forza e quella autostima necessarie per poter intraprendere un'attiva partecipazione alla vita politica, sociale e imprenditoriale nella nostra città. Al primo incontro del 29.04.'04, a cui ne faranno seguito altri, sono intervenute una trentina di donne straniere di provenienze diverse, che vivono e operano nei 19 Municipi di Roma.



Violette and co: l’ultima nata delle librerie di donne a Parigi
A cura di Stefania Vulterini

Violette and Co: apre a Parigi la libreria delle “filles”e dei “garcons manqués”
L’ultima nata delle librerie di donne si è aperta a Parigi solo da un mese. Violette and Co. È una libreria di 80 metri quadri inaugurata in un quartiere che si prepara a diventare di moda, con la repentinità con cui queste cose avvengono a Parigi. Violette è Violette Leduc, passione di almeno una delle due libraie che hanno intraprese il coraggioso percorso della gestione di una libreria dedicata “ai testi e alle immagini che mettono in luce le donne e i diversi aspetti delle omosessualità in tutte le forme””
Romanzi, saggi, classici, gialli. fumetti, riviste sono riuniti in uno spazio unico dove si incontrano i femminismi, le realtà e gli immaginari lesbici e gay e tutte le questioni di genere.
E’ un luogo caldo e animato che invita tutte quelle e quelli che amano le letterature fuori dai sentieri battuti e che si interrogano senza dare niente per scontato.
“Proponiamo in questo luogo opere affascinanti, ribelli, sensuali, attraenti, riferimenti essenziali, novità sconfinate, e perché no, classici di domani”.
E dato che, se i libri si leggono in solitudine, si vivono piuttosto insieme, il soppalco è predisposto per incontri letterari, letture dibattiti e mostre. Il calendario già prevede almeno un incontro a settimana.
La libreria riserva mensilmente una “vetrina” a un’autrice o un tema.
Adesso naturalmente è il momento di Violette Leduc!
Per visitare la libreria l’indirizzo è 102, rue de Charonne Paris 11° o www.violetteandco.com


Visita in Italia di Maria Elena Ruiz Yera. Il primo maggio incontro alla Casa internazionale delle donne.
A cura di Rossella Russo

La compagna cubana Maria Elena Ruiz Yera - segretaria generale della Federazione delle donne cubane (FMC) della Provincia di Sancti Spiritus - è venuta in Italia dal 20 aprile dal 2 maggio 2004, invitata e ospitata dal “Comitato di solidarietà con Cuba, Fabio di Celmo”.
Il suo viaggio in Italia ha toccato varie località italiane - Roma, Gubbio, Canino, Bologna, Genova – dove ha incontrato rappresentanze delle donne italiane che hanno espresso amore ed ammirazione per le donne , per la rivoluzione e per il socialismo cubano.
Maria Elena Ruiz Yera è stata accompagnata in Italia da 4 artisti cubani- Maria Elena Pena, Carlos Ruiz de la Tejera, Tactica, Jesus del Valle- che si sono esibiti a Roma ed in altre città.
La televisione nazionale – RAI3- e le TV locali- Teleambiente e Teledonna- hanno ripreso alcuni di questi eventi. Ripartendo per Cuba, lascia questo messaggio:
“ Ho molto apprezzato il sentimento di solidarietà di alcuni italiani per Cuba nella difesa dei 5 eroi cubani incarcerati illegalmente negli USA. Il grande rispetto e l’ammirazione per la resistenza e la forza per la lotta delle donne cubane di fronte al blocco degli USA.
Molta simpatia ed ospitalità ho trovato a Roma e in Italia. Una particolare emozione ho avuto nel conoscere la mamma di Fabio di Celmo, un giovane italiano vittima del terrorismo contro Cuba.
Per merito della Ambasciata cubana e del Comitato di solidarietà con Cuba Fabio Di Celmo” ho partecipato a importanti ed interessanti incontri, in particolare, con i compagni del partito dei comunisti italiani e la deputata del Parlamento Katia Belillo. Ho anche incontrato una delegazione della “Casa internazionale delle donne” con le quali continuerà il nostro rapporto .
Rientrando a Cuba con piena soddisfazione, ho verificato che le donne italiane lottano per la parità e per il riconoscimento dei propri diritti. Ho anche verificato l’interesse delle donne italiane a partecipare al prossimo “ 8^ Congresso della federazione delle donne cubane” che si terrà a marzo del 2005 a l’Avana.
Esprimo gratitudine ed amicizia a coloro che mi hanno invitato ed ospitato, consentendomi di far conoscere la realtà delle donne cubane”.


La regista messicana Lourdes Portillo, in Italia per partecipare alla III edizione del Tekfestival – documentari corti e lungometraggi indipendenti – partecipa ad un incontro alla Casa Internazionale delle donne organizzato da Candelaria
a cura di Stefania Vulterini

Alla III edizione del Tekfestival, organizzato dall’associazione delle Tecniche, donne giovani e intraprendenti, ha dato un piccolo contributo la Casa Internazionale delle Donne, ospitando nella sua foresteria Orsa maggiore, la regista messicana Lourdes Portillo.
L’associazione Candelaria ha organizzato, durante le giornate del festival, un incontro molto partecipato con la regista, dopo averla letteralmente buttata giù dal letto, durante la siesta, necessaria per recuperare le grandi maratone a cui i festival sottopongono.
Lourdes Portillo, scrittrice, regista, produttrice, è, come ama definirsi. “messicana di nascita e chicana d’identità”. Durante la sua quasi trentennale carriera ha centrato la sua ricerca artistica sull’identità latina, ricorrendo a molteplici forme narrative.
Il lavoro che ha portato Lourdes Portillo all’attenzione del pubblico internazionale è il pluripremiato documentario Les madres de Plaza de Mayo del 1985.
All’incontro, che si è svolto alla libreria della Casa erano presenti fra le altre molte donne argentine attive nell’associazione Candelaria e il dialogo con la regista è stato serrato su i temi della politica nei paesi latino americani, ma anche sulla situazione delle donne rifugiate o migrate in altri paesi per motivi politici ed economici.
Nel 2001 Lourdes Portillo ha realizzato il lungometraggio Senorita Extraviata, il primo documento che ha portato all’attenzione pubblica internazionale la terribile vicenda delle centinaia di donne di Ciudad Juarez rapite e uccise 1993 senza che i colpevoli o i moventi siano stati resi noti. In undici anni, a partire dal 1993, le donne scomparse o ritrovate uccise sono quasi quattrocento.
La denuncia di Lourdes ha costretto il governo e i media a occuparsi delle scomparse e a prendere posizione rompendo il blocco di omertà fra polizia di frontiera, traffico di droga e connivenze politiche.


AGGIORNAMENTI DEL CALENDARIO


15 Sabato
Ore 18.00 Sala Riunioni Piano Terra
In occasione dell'apertura della propria sede
L'Associazione Quinoa è lieta di presentare il libro
Chiara e l'uso responsabile del denaro.
Finanza etica e commercio equo spiegato ai più piccoli.

di Maurizio Spedaletti
Illustrazioni di Rachele Lo Piano. Sinnos Edizioni.
Saranno presenti l'Autore e l'Illustratrice.
si potranno degustare specialità degli indiani d’America
offerte da Elena e Rosella dell’Ass. ‘Saperi e Sapori’
Organizza: Quinoa

15 Sabato
Ore 9.30 - 12.30
Workshop Gratuito
L’Organizzazione di un evento: Il caso Aziendale IKEA
L’agenzia LA FENICE EVENTI si occupa di organizzare eventi privati e aziendali. Il workshop è una occasione di approccio dell’organizzazione di un evento attraverso l’analisi di un caso aziendale, il Christmas Party organizzato per IKEA a dicembre 2003.
workshop CASO AZIENDALE – IKEA
Proiezione delle immagini dell’evento organizzato dall’agenzia come spunto di approfondimento su “come si è proceduto”.
Coordina: Tiziana Lucioli, Durata: 3 ore, Prenotazione obbligatoria,
rivolgersi a Tiziana Lucioli 347.1710268 – 06.39388688


18 Martedì
Ore 16.00 Sala Convegni Primo Piano
Incontro con le Delegate Straniere
Sarà presente la consigliera Franca Coen

18 Martedì
ore 18.00 la Convegni Primo Piano
pubblico dibattito
Il prigioniero e l’aguzzina
Sessualità, potere, dominio.
L’impatto sconvolgente delle foto del carcere iracheno di Abu Ghraib.
Cosa succede quando i torturatori sono soldate?
Organizza: DeA-donne e altri, Generi e Generazioni, Leggendaria, Master Politiche dell'incontro Università Roma TRE
in collaborazione con Affi e Casa Internazionale delle donne

20 Giovedì
Ore 18.30 Sala Convegni Piano Terra
Presentazione del numero di DWF
L’algebra della Prevenzione
saranno presenti le autrici
e brindisi per festeggiare il trasferimento della redazione DWF alla Casa Internazionale delle Donne

dal 19 al 21
Ore 9.30-18.00 Sala Riunioni Primo Piano
Riunione interna con partner europei della campagna
Countdown 2015
Organizza: AIDOS

25 Martedì
ore 19.00 Sala Convegni piano terra
Concerto di violino

25 Martedì
ore 20.00 giardino
CONCEPIRE L’INFINITO
Letture dai romanzi di Iris Murdoch
con Anna Bonaiuto, presenta Gabriella Fiori

31 Lunedì
Ore 17.00 Sala Convegni Primo Piano
Presentazione del video ‘Donne in cammino nel Kurdistan Turco
A cura di Donne in Nero
Organizza: Commissione delle Elette e Donne in Nero


Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

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redazione.cidd@tiscali.it

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