Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n° 29 del 5 novembre 2004
in redazione:
M. Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini


GLI EVENTI DI NOVEMBRE: MOSTRE E SPETTACOLI

> Appuntamento al Ristorante Luna e l’altra del Caffè filosofico. Chi è l’assassino? Visione del film di Pedro Almodovar "La mala educacion"
Sabato 13 novembre ore 17

> Proiezione del film "Donne in cammino nel Kurdistan turco" realizzato da Donne in Nero
Viaggio di conoscenza e denuncia in Turchia-Kurdistan della delegazione di Donne in Nero e non solo per partecipare come osservatrici internazionali alle elezioni amministrative turche del 28 marzo 2004. Organizza Commissione delle Elette del Comune di Roma.
Giovedì 18 novembre ore 19.30


GLI EVENTI DI NOVEMBRE: INCONTRI E CONVEGNI

> La democrazia ha bisogno delle donne Tavola rotonda con Lea Battistoni, Luigi Cocilovo, Lisa Liimatainen, Laura Pennacchi, Isaia Sales. Coordina Valeria Ajovalasit. Organizza Arcidonna all’interno dell’Assemblea nazionale.
Domenica 7 novembre ore 9.00

> Seminario per conoscere Libera contro le mafie
Organizza L’Associazione Quinoa e l’Associazione Libera contro le mafie (vedi approfondimenti)
Giovedì 11 novembre ore 18.00

> L'Associazione Quinoa e il Consorzio della Casa Internazionale delle Donne organizzano il terzo incontro con il banchiere ambulante Maurizio Spedaletti che terrà aperto, presso la Bottega, lo sportello di consulenza, informazione e operatività della Banca Etica. (vedi approfondimenti)
Giovedì 25 Novembre dalle 18.30


APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI

> Incontro con Lola Van Guardia autrice di "Con Pedigree"
di Giovanna Olivieri

Lola van Guardia, alias Isabel Franc, è un’insegnante quasi cinquantenne catalana, autrice di una trilogia che ha avuto un grande successo in Spagna e di cui è stato appena pubblicato in Italia da Il dito e la luna il primo libro Con Pedigree, tradotto da Sara Zanghì, con un’imperdibile prefazione di Margherita Giacobino, alias Elinor Rigby.
Sullo sfondo di una movimentata Barcellona i personaggi, tutte donne, intrecciano amori, tradimenti e riflessioni dedite alla polemica politica e linguistica, al pettegolezzo, alla coltivazione di un mistero, in un’azione ricca di colpi di scena che ha come luogo principale il Gay Night ritrovo della comunità lesbica.
“Perché, perché” – parla Adelaida Duarte, diva della letteratura lesbica – “perché non posso essere felice come lo sono i personaggi dei miei romanzi?”
Questa domanda, improponibile rispetto ai romanzi lesbici del passato - dal Pozzo della solitudine in poi - è il filo dell’excursus letterario che Isabel percorre (e propone al dibattito) sulla rappresentazione del lesbismo, caratterizzato da invisibilità o tragico destino e che vuol contribuire a cambiare.
Il romanzo propone una comunità varia “C’erano tutte, le organizzate, le indipendenti, le radicali, le storiche, le nuove, le sconosciute, le pazze, le separatiste” facenti capo a sigle probabili ma dissacrate (ALI Allegria Lesbica Indipendente, GLUP Gruppo di Lesbiche Unite e Pioniere, LA Lesbiche Autosufficienti…) narrata con umorismo e autoironia, dedicata positivamente al cambiamento, tanto da far considerare più corretto il plurale umano “tutte” - compresi gli uomini - che “tutti” -comprese le donne- usato dall’autora per indicare la totalità.
Dopo aver letto con divertimento il primo, aspettiamo la traduzione del seguito


APPROFONDIMENTI

> Libera contro la mafia
a cura di Quinoa*

Libera è nata il 25 marzo del 1995, con l’intento di coordinare e sollecitare l’impegno della società civile contro tutte le mafie. Fino ad oggi, hanno aderito a Libera più di 1000 gruppi tra nazionali e locali, oltre a singoli sostenitori. Libera agisce per favorire la creazione di una comunità alternativa alle mafie, certa che il ruolo della società civile sia quello di affiancare la necessaria opera di repressione propria dello Stato e delle Forze dell’Ordine, con una offensiva di prevenzione culturale. Libera ha organizzato la sua azione in alcuni particolari settori:
il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi, con la valorizzazione e l’informazione sulla legge 109/96, per la quale Libera ha raccolto un milione di firme;
l’educazione alla legalità: nelle scuole, per diffondere, soprattutto tra i più giovani, una cultura della legalità e far maturare coscienza civile e partecipazione democratica attraverso lo sport, per recuperare l’enorme potenzialità educativa dello sport e contrastare l’uso del doping e la politica della vittoria ad ogni costo;
il sostegno diretto a realtà dove è molto forte la penetrazione mafiosa, con progetti tesi a sviluppare risorse di legalità umane, sociali ed economiche presenti sul territorio;
la formazione e l’aggiornamento sul mutare del fenomeno mafioso e sulle soluzioni di contrasto ad esso, attraverso campi di formazione, convegni e seminari;
l’informazione sul variegato fronte antimafia, attraverso strumenti di diffusione notizie e di approfondimento tematico sia a stampa che elettronici.
Libera è presente su tutto il territorio nazionale attraverso sedi regionali e coordinamenti provinciali; le associazioni che aderiscono a Libera, nominano un referente che sia in grado di seguirne direttamente i momenti organizzativi e favorire, così, lo scambio di proposte e informazioni sulle attività da svolgere.
Cuntrastamu è una parola del dialetto siciliano; nella Sicilia orientale fino al secondo dopoguerra era la risposta alla domanda "come stai?". "Cuntrastamau" stava a significare resistiamo, andiamo avanti, ci difendiamo, tipico di un ambiente difficile, misero, quasi disperato. Ma non sconfitto. L'Associazione Cuntrastamu sceglie di parlare di mafia con la ferma convinzione che la difesa della legalità non sia un’opzione, un accessorio. E’ invece un requito essenziale, anzi è il pre-requisito per una convivenza pacifica e una crescita sul piano sociale, politico e civile. Il nostro tentativo principale è quello di portare l'attenzione sulla presenza delle mafie in Italia, una realtà spesso sottovalutata ma che costituisce un serio ostacolo alla crescita culturale, economica e sociale del nostro paese. E' un discorso che riguarda tutti, dai semplici cittadini ai responsabili degli organi di informazione ai politici che siedono in Parlamento, agli amministratori locali, ai gestori di imprese economiche. «La mafia non dimentica mai, ha interesse però che siano gli altri a dimenticare». Lo diceva Giovanni Falcone e questo in estrema sintesi è il motivo per cui esiste Cuntrastamu: quello di costituire un luogo – al momento virtuale – di discussione e di confronto fra cittadini contro le mafie.


* L'Associazione Quinoa è nata dal sogno di un mondo solidale ed equo dove culture e persone si incontrano e scambiano beni secondo giusta regola. La quinoa, antica pianta coltivata dagli Incas che ancora ma a stento sopravvive sulle Ande, è simbolo dell'impegno attivo e concreto dell'associazione a sostegno dei produttori del Sud del Mondo e di una cultura economica che valorizzi in egual misura la qualità dei beni, la dignità dei lavoratori e la ricchezza delle tradizioni. L'associazione Quinoa svolge le sue attività a Roma, ospite permanente presso la Casa Internazionale delle Donne, dove ha aperto una Bottega del Mondo per il commercio equo e solidale.



> Donne in cammino
A cura di Nadia Cervoni – Donne in Nero

Attraverso le immagini del nostro reportage, tentiamo di raccontare e dare voce alle tante realtà incontrate e di trasmettere la preziosità della conoscenza e della comunicazione fatta non solo di parole ma anche e soprattutto di sguardi, di strette di mano, di abbracci .
Tante le occasioni di incontro, soprattutto con le associazioni di donne, ma anche visite a luoghi e città che meriterebbero un'attenzione internazionale, come la struggente magia della città millenaria di Hasankeyf sulle rive del fiume Tigri minacciata, lì dove ora nidificano indisturbate le cicogne, di essere sommersa da una gigantesca diga che inghiottirebbe anche uno dei più importanti siti archeologici esistenti al mondo.
La nostra scelta di andare nei villaggi curdi dove erano le donne a candidarsi alla carica di sindache, 13 in tutto di cui 9 elette, ci ha dato l'opportunità di incontri straordinari ai quali vorremmo dare continuità, costruendo ponti di sorellanza, facendo conoscere e sostenendo i progetti delle sindache e delle tante altre realtà di donne che operano sul territorio.
Obiettivo ricorrente e necessità comune in molte delle situazioni conosciute: costruire, aprire e gestire case di donne e per donne vittime di violenza in situazione di guerra e l'insostenibilità di un patriarcato feudale che , soprattutto nelle zone più arretrate, le donne continuano a subire.



> Finanza etica e credito alle donne
Testo rielaborato, liberamente tratto da AIDOS NEWS
Sito internet: www.unimondo.org/aidos

La Grameen Bank, fondata nel 1976 da Muhammad Yunus in Bangladesh, è una banca rurale (grameen in bengalese significa contadino) che concede prestiti e supporto organizzativo ai più poveri, altrimenti esclusi dal sistema di credito tradizionale. Fino a oggi la banca ha concesso prestiti a più di 2 milioni di persone, il 94% delle quali donne.
Questo istituto finanziario, che è il più riuscito e noto progetto di microcredito nel mondo, ha una storia particolare. Dopo aver insegnato per molti anni alla Middle Tennessee State University, Usa, Muhammad Yunus decise nel 1972 che era tempo di rientrare nel suo paese, il Bangladesh. Nonostante la conquistata indipendenza dal Pakistan, la situazione in Bangladesh non era migliorata e la terribile carestia che colpì il paese nel 1974 peggiorò ulteriormente le condizioni di vita della popolazione. Cercando di capire cosa si potesse fare per aiutare quel popolo Yunus incontrò una vedova con le sue due figlie: Sufia Khatun, una dei 55 milioni di contadini bengalesi nullatenenti. Prendeva in prestito soldi per costruire sgabelli di bambù che poi vendeva. Ma l'esorbitante tasso di interesse che le veniva applicato e l'essere costretta a vendere gli sgabelli alla stessa persona che le prestava il denaro e al prezzo da lui stabilito, faceva sì che il suo effettivo guadagno giornaliero si riducesse all'equivalente di 2 centesimi di dollaro. Tutto ciò di cui Sufia aveva bisogno per emanciparsi da quel lavoro forzato era il denaro per acquistare il bambù: 20 centesimi. Yunus si informò e scoprì che c'erano altre quarantadue persone nelle sue stesse condizioni. Decise allora di prestare quei ventisette dollari di tasca sua. Disse agli studenti che lo assistevano nella ricerca di spiegare a quelle persone che stavano ricevendo un prestito che doveva essere restituito. Nel frattempo potevano vendere i loro manufatti a prezzo libero.

Quello fu l'inizio. Yunus continuò nel suo progetto e riuscì a fondare nel 1976 la Grameen Bank che cominciò a concedere prestiti a quelle categorie di persone cui veniva rifiutato dagli istituti di credito tradizionali: poveri, analfabeti, donne. Contro tutte le aspettative che vedevano l'esperimento destinato al fallimento, il successo superò di gran lunga ogni sua più rosea previsione. Il tasso di restituzione dei prestiti (che si aggirano in media sui 100 dollari l'uno) infatti è altissimo: circa il 98 per cento. Ma la Grameen Bank è molto più di una banca. Oltre a incoraggiare l'attività economica di coloro che ottengono i prestiti sensibilizza su temi quali la salute, l'igiene, la nutrizione, l'istruzione e la pianificazione familiare.

I risultati della strategia "Grameen"
Uno studio recente mostra che il 46 per cento dei nuclei familiari che hanno ricevuto dei prestiti dalla Banca Mondiale tramite la Grameen Bank per un periodo di almeno otto anni è riuscita a oltrepassare la soglia della povertà. Un altro 34 per cento è in procinto di farlo. Tra il 1990 e il 1995 più di 1000 Ong che operano nel paese hanno investito circa 1,97 miliardi di dollari in progetti di sviluppo rurale. I rapporti di valutazione confermano che le donne che hanno ricevuto prestiti hanno aumentato la loro incidenza nelle decisioni familiari e sono meno dipendenti da mariti e parenti. I prestiti hanno conferito alle donne nuove identità e maggiore autostima, anche se il controllo e l'accesso alle fonti di reddito non è sempre stato soddisfacente. Le valutazioni confermano inoltre che per le banche le donne sono buone clienti: sono determinate a ripagare rapidamente i prestiti e investono i guadagni nell'istruzione dei figli e nel miglioramento delle proprie condizioni di vita.

Il circolo virtuoso dei prestiti alle donne
"Lo stipendio guadagnato da una donna produce una serie di miglioramenti per tutta la famiglia", afferma John Hatch, fondatore della Fondazione per l'assistenza comunitaria internazionale. "Innanzitutto verrà acquistato più cibo. Una alimentazione migliore contribuirà a migliorare le condizioni di salute. Essere in buona salute aumenterà la resistenza alle malattie, darà più energia, maggiore capacità di apprendimento e più voglia di lavorare, fattori che renderanno più alta la produttività. Se alimentazione e salute sono stabili è probabile che aumentino gli investimenti nell'istruzione dei figli e che dopo l'istruzione si cominci a investire nella casa". Ma non basta. "Tutti questi risultati", conclude Hatch, "fanno crescere il senso di autostima di chi richiede il prestito". E questo è il primo passo per il riconoscimento e l'affermazione dei propri diritti.

> Calendario novembre

Venerdì 5 Ore 18.00-20.00 Sala Convegni 1° p.
Seminario (partecipazione aperta e gratuita per tutti)
Organizza: Istituto Gestalt Firenze, Scuola quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia

Sabato 6 Ore 9.00-13.00 e 15.00-19 e Domenica 7 Ore 9.00-13.00 Sala Convegni p.t
Seminario “La cultura per la scuola del terzo millennio”
Organizza: Centro di iniziativa democratica degli insegnanti

Domenica 7 alle ore 10.00 Tavola rotonda, Organizza: ARCIDONNA

Martedì 9 Ore 21.00-23.00 Mercoledì 10 Ore 9.00 -19.00 Venerdì 12 Ore 9.00 –13.00
Sabato 13 Ore 9.00 – 12.00
Seminario sulla violenza domestica (ingresso riservato) Progetto Fighting domestic violence
Finanziato dalla comunità europea
Organizza: (Afsai) Associazione per la formazione gli scambi e le attività interculturali, Ass. Differenza Donna

Giovedì 11 Ore 18.00-21.00
Seminario Per conoscere Libera. Presentazione del progetto LIBERA, promosso dall’associazione Libera contro le mafie
Organizza: Ass. QUINOA Bottega del Mondo, Ass. Libera

Venerdi 12 Ore 17.00-23.00
Riunione in ricordo di Irene Spezzano, sindacalista UIL
Organizza: Alfa

Sabato 13 Ore 17.00 - Ristorante
Caffè filosofico: chi è l’assassino. Visione del film di Pedro Almodovar "La mala education"

Giovedì 18 Ore 19.30
Proiezione filmato: "Donne in cammino nel Kurdistan turco" Realizzato da Donne in Nero
Organizza: Commissione delle Elette

Venerdi 19 15.00-19.00
Incontro con le Parlamentari Europee
Organizza: Arcidonna

Venerdì 19 Ore 18.00-22.00 Sabato 20 Ore 9.00-19.00
Laboratori per gli studenti del Master in Politiche dell’incontro e mediazione culturale
Organizza: Master P.i.m.c., Università degli studi Roma Tre

Sabato 20 Ore 9.00-13.30
Formazione e Aggiornamento per Educatrici di Asili Nido (ingresso riservato)
Organizza: Comune di Roma

Da Lunedì 22 a venerdì 26 Ore 10.00-18.00
Formazione: Studio e sviluppo delle Metodiche Mezieres (Ingresso riservato)
Organizza: A.I..F.I.M.M.

Giovedì 25 Ore 18.30
Incontro con Maurizio Spedaletti della Banca Etica. La finanza etica per le donne
Organizza: Quinoa

Venerdi 26 Ore 17.00-20.00
Presentazione con lettura del libro "Todo Tango" di Meri Lao Bompiani editore. Con Daria Siciliani De Cumis e Cristiano Pasca
Organizza: La scena sensibile

Sabato 27 Ore 9.00-17.00
Formazione in psicoterapia
Organizza: IPR. Istituto di Psicoterapia Relazionale (Ingresso riservato)

Domenica 28 Ore 8.00-20.00
Torna…tacchi, dadi e datteri. Mercatino dell’usato e dell’artigianato femminile
Organizza: Ass. Smalto

Domenica 28 Ore 10.00-18.00
Corso di Decoro Natalizio
Organizza: la Fenice Eventi

Lunedì 29 Ore 9.00-19.00
Convegno "Sentieri invisibili dell’identità femminile"
Organizza: Cooperativa sociale di solidarietà ASPIC, Promosso dalla Provincia di Roma

Martedì 30 Ore 19.30-22.00
Presentazione del progetto di costruzione di una nuova scuola per donne Tuareg. Esposizione di fotografie, e mostra di oggetti fatti da donne tuareg
Organizza: Ecoles du Sahara onlus


Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

Per commenti e suggerimenti scrivere a:
redazione@casainternazionaledelledonne.org

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