Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n° 33 del 13 gennaio 2005
in redazione:
M. Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini

GLI EVENTI DI GENNAIO: Incontri

> Raccolta firme organizzata dal Comitato promotore in difesa dei consultori contro la Legge Regionale da Sabato 15 a Sabato 22

Giù le mani dai consultori

La legge 15/76 regola nel Lazio i consultori familiari, pubblici e gratuiti. In questi trent’anni attraverso la prevenzione, la contraccezione, l’informazione e l’attenzione rivolta alla sessualità delle/gli adolescenti, i consultori sono riusciti a garantire la salute delle donne e le scelte di maternità libere e consapevoli. Grazie a questo anche il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza nel Lazio si è costantemente e significativamente ridotto in questi anni. In cinque anni di Governo regionale del centro destra molti consultori familiari sono stati chiusi ed è stata attuata una politica generale di smantellamento degli stessi, riducendo drasticamente i finanziamenti e il personale. Con la proposta di un’altra legge la Giunta regionale continua ad attaccare la libertà, la dignità e l’autodeterminazione delle donne.

Questa proposta di legge è pericolosa perché:
· Riduce i Consultori a luoghi di intervento genericamente assistenziale, privandoli del fondamentale compito di informazione e prevenzione.
· Obbliga gli operatori e le operatrici a svolgere un ruolo di dissuasione improprio nei confronti delle donne che chiedono l’interruzione di gravidanza attraverso meccanismi di schedatura.
· Esautora l’assemblea delle donne dei consultori che viene sostituita da un comitato consultivo a nomina della Giunta regionale.

Le Donne del Lazio non sono disposte a regalare 30 anni di lotte e conquiste.
Non vogliamo un’altra Legge!
La Legge n° 15/76 per essere applicata ha bisogno di stanziamenti in bilancio, che garantiscano alle operatrici e agli operatori gli strumenti utili all’ efficienza ed all’efficacia delle strutture esistenti, potenziandole e rendendole adeguate a rispondere alle esigenze vecchie e nuove delle donne di ogni cultura, età, paese.

Comitato Promotore in difesa dei Consultori

Casa Internazionale delle Donne; AFFI; Coord.Donne CGIL-CISL-UIL Roma e Lazio; Coord. Donne DS Roma; Coord.Donne DS Lazio: Forum Donne PRC; Ass. Cora; Ass. Vita di Donna; WILPF Italia; Pangeàs Women; Il Paese delle Donne; Coop. Libera Stampa; Centro Documentazione A. Sabatini; UDI romana LA GOCCIA; Comitato romano X Municipio; Centro Huesera; DWF; Emily Roma, Donne in Nero Roma, Ass. Ildegarda.


> Presentazione del numero DWF Bufera Canto V sul Canto V dell’Inferno di Dante (con articoli di Rosetta Stella, Franca Chiaromonte, Francesca Mambro, Rosa Rossi, Lucetta Scaraffia, Iaia Vantaggiato, Federica Giardini, Roberta Tatafiore, Raffaela Fiori)
Intervengono: Patrizia Cacioli, Paola Masi, Luisa Muraro, Federica Paoli.
Martedì 18 gennaio alle ore 19.00 (vedi approfondimenti)


> Presentazione del libro Antigone e la philía. Le passioni tra etica e politica di Francesca Brezzi Intervengono con l’autrice: Gabriella Bonacchi, M. Rosa Cutrufelli, Ida Dominijanni Coordina Francesca Koch, organizza: Zora Neale Hurston. Martedì 25 Ore 18.00

Perché ancora Antigone? Perché la sua autorità nell'immaginario dell'Occidente? Dopo aver analizzato alcune soluzioni offerte dalla filosofia il testo mostra la circolarità ermeneutica dell'"Antigone" in tempi come i nostri di crisi e di inquiete domande. In particolare ai nostri giorni è significativo re-interrogare l'"Antigone" proprio in uno dei suoi temi centrali: l'individuo di fronte a uno Stato e ad istituzioni più o meno autoritarie. Dall'Antigone può emergere un modo nuovo di concepire l'etica e la politica, grazie ad una sorta di rivoluzione morale e antropologica, che giustifica l'ipotesi qui presentata: la figlia di Edipo quale figura della diversità e paradigma del conflitto, in vista di una prassi politica altra.



> Volontaria a Baghdad
incontro con Simona Torretta. Mercoledì 26 Ore 18.00

Seguirà in anteprima il documentario …e il Tigri placido scorre… Istantanee dalla Baghdad occupata di Michelangelo Severnini. Interviste: Karim Metref, montaggio Francesca Mor, illustrazioni: Giulia Galli.
Un'automobile di "invisibili" fa il suo ingresso in Baghdad dopo aver percorso il deserto, infiltrata da un punto qualsiasi degli incustoditi confini dell'Iraq. Uno sguardo anonimo s'aggira per la città su cui soffiano venti di morte. È il pretesto per incontrare i volti, le storie e i pensieri (sempre taciuti) dei suoi autentici abitanti che rivelano però una città tutt'altro che rassegnata. Una città millenaria, ricca di storia e cultura. Una città occupata e in balìa di lotte trasversali e spesso occulte. Ma quanto mai decisa a preservare una volta ancora la propria dignità.


> Convegno Internazionale su Omicidi e violenza in famiglia. Chi è S.A.R.A.? Dai maltrattamenti agli omicidi: una spirale da spezzare. Organizza Differenza Donna
Venerdì 28 e Sabato 29 - Ore 9.00-20.00 (vedi approfondimenti)


CORSI

>
Partono le iscrizioni per il Laboratorio di scrittura e narrazione condotto da Valeria Viganò
L’analisi e la pratica del narrare tra espressione del sé e immaginazione.

Il corso si svolgerà in 10 lezioni di due ore dalle 18.30 alle 20.30 il mercoledì nella Libreria della Casa Internazionale delle donne via della Lungara 19 00165 Roma.

L’inizio del corso è previsto per mercoledì 2 marzo 2005.
Il laboratorio sarà condotto in dieci lezioni di due ore ciascuna. Avrà due fasi che si alterneranno e faranno da supporto reciproco per la comprensione della materia “scrittura” , nel suo aspetto teorico e pratico. Vi sarà una parte dedicata alle ragioni e alla necessità della rappresentazione scritta, con frequenti incursioni nella saggistica che si è occupata direttamente dei metodi e dei modi della scrittura e il confronto con alcuni testi della narrativa novecentesca. Vi sarà poi l’aspetto più concreto nel quale le partecipanti si misureranno con molti esercizi e produzione di testi sui quali verrà proposta, in ogni lezione, un’analisi collettiva dell’espressione linguistica, della trama o dei personaggi, . L’aspetto di laboratorio assumerà qui il suo valore di lavoro collegiale nel quale tutte sono chiamate a esprimere un parere critico sulle pagine prodotte da sé e dalle altre. L’intento del laboratorio è perciò non solo quello di capire le forme del romanzo e del racconto e di imparare a solidificare le personali tensioni verso l’espressione di contenuti, ma anche quello di sviluppare una lettura attenta e diversa da quella del lettore comune, al fine di assumere la necessaria capacità di valutazione dei propri testi.
L’intento del laboratorio è anche la cura delle capacità sensoriali della percezione della realtà, dell’uso immaginativo della mente, dell’efficacia restitutiva della parola. Sarà la ricerca di un nuovo modo di vedere, pensare, immaginare lontano dagli stereotipi correnti alla ricerca di quella lingua nuova che Ingeborg Bachmann poneva come imperativo essenziale del lavoro dello scrittore.
Punti essenziali trattati:
· Acquisizione, visione, restituzione
· I personaggi, la storia, l’ambientazione
· Autobiografismo o autenticità
· La punteggiatura e il ritmo
· Tempo cronologico e acronologico: le unità di tempo e spazio
· Il punto di vista
· Il superfluo e il necessario
· Motivazioni, scopi, efficacia
· Trasformazione da lettura passiva a lettura attiva
· Etica della Scrittura
· La sessualità della scrittura


Per informazioni e iscrizioni:
Libreria Casa Internazionale delle Donne tel. 0668193001 cell. 3478419378


APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI

> Linea lesbica Amica:
si è tenuta il 10 gennaio alla Casa la presentazione del progetto di counseling promosso dalla Commissione delle Elette e organizzato da Arcilesbica Roma

ArciLesbica Roma risponde ad una linea telefonica informativa da ormai 5 anni, e da tempo è forte
l’esigenza di far crescere questa linea e trasformarla in uno strumento efficace per raggiungere le numerose donne che spesso chiamano, non solo per sapere che attività si svolgono presso l’associazione, ma come fare ad affrontare la realtà di scoprirsi lesbiche.
Molte donne infatti si ritrovano a vivere questo primo momento di consapevolezza in solitudine e con paura. Spesso credono di essere le uniche al mondo e la paura di non essere accettate le rende ancora più sole. A volte sono donne non sostenute dalla famiglia o dalle amicizie che vanno alla ricerca di comprensione al di fuori degli ambienti abitualmente frequentati.
Altre volte sono completamente nascoste nella loro vita quotidiana e cercano confronto e rassicurazione. Abbiamo ritenuto necessario affrontare questa realtà, una realtà di persone che vivono nell’ombra con paura e disagio il proprio modo di essere. Come raggiungerle?
Privilegiamo la linea di ascolto quale mezzo di comunicazione in quanto da un lato, chi chiama mantiene l’anonimato, dall’altro perché può raccogliere un bacino di utenza molto ampio non limitato a quello locale. La linea telefonica di ascolto vuole essere un ponte, un collegamento per tutte queste persone. A volte riuscire a parlare di se, del proprio disagio può essere il primo passo per cambiare la vita e la propria realtà.
La linea è, insieme alle altre attività dell’Associazione, un mezzo per lavorare alla diffusione di una cultura nuova dove la non discriminazione divenga un valore indiscutibile e insieme ad un messaggio di visibilità si prenda atto che ciascuna deve poter avere la libertà di essere se stessa.
Nel 2004 ArciLesbica Roma ha partecipato alla campagna di visibilità “Il silenzio non è innocente” promossa da ArciLesbica Nazione nel marzo scorso. A seguito di questa esperienza abbiamo riflettuto con le compagne del circolo sulla possibilità di fare qualcosa di visibile e utile per le lesbiche. Grazie alla collaborazione della D.ssa Daniela Ciriello, Psicologa e Psicoterapeuta, che si è occupata per dieci anni di formazione al counseling e supervisione alla Linea Lesbica Amica di Milano, abbiamo strutturato un progetto di formazione per operatrici.
Il nostro progetto di Linea Lesbica Amica è stato sottoposto alla Commissione delle Elette del Comune di Roma, che lo ha accolto con estrema disponibilità e attenzione.

Il corso di formazione si propone essenzialmente due obiettivi:
1) offrire una prima occasione di formazione agli strumenti di base del counseling telefonico;
2) offrire uno spazio di riflessione e di consapevolezza sul proprio vissuto di lesbica in modo da evitare l’interferenza di temi personali nella relazione d’aiuto.

Saranno argomento di corso, quindi, sia le tecniche di base del Counseling e le caratteristiche del colloquio d’aiuto che il processo di acquisizione di un’identità lesbica, l’omofobia sociale e interiorizzata, il coming out, l’autostima e la vergogna, le relazioni di coppia.
Il quadro di riferimento teorico-applicativo è il Counseling non direttivo centrato sulla persona inspirato a C.Rogers e la Psicologia Umanistica Integrata con un addestramento mediante esercitazioni pratiche.
Il corso è gratuito ed e rivolto alle operatrici o aspiranti operatrici della Linea Lesbica Amica di ArciLesbica Roma.
Il corso inizierà il 12 febbraio 2005, avrà una durata complessiva di 42 ore suddivise in 6 incontri e si svolgerà nella giornata di sabato.
Per informazioni e iscrizioni: 06/4180211 – 3208117916
ArciLesbica Roma, V.le G. Stefanini 15 - 00157 Roma , Tel. 064180211
www.arcilesbicaroma.org e mail:roma@arcilesbica.it


APPROFONDIMENTI

> Bufera canto V “DWF” (63-64) luglio-dicembre 2004

Un numero particolare questa “Bufera canto V” costruito, come “DWF” fa da tempo, in relazione con donne disparate, ma soprattutto costruito in grande libertà a partire dal Quinto canto della Divina commedia di Dante, il canto che tratta dell’amore attraverso le parole di Francesca da Rimini. Amore infernale più che beato. Da lì si è sviluppato un primo sguardo sullo stato delle relazioni amorose tra uomini e donne, ma poi anche più ampiamente sull’amore.
Il testo ha dato un appoggio di segno duplice e contraddittorio al pensiero della realtà: da una parte l’estraneità di un classico sull’amore tra uomini e donne, un amore d’altri tempi che non necessariamente si ritraduce pari pari nelle nostre vite, dall’altra, il fatto stesso di essere un classico fa del testo un’immagine più che storica dell’amore, qualcosa di familiare, che si ritrova nelle fibre dell’esperienza amorosa, se non compiuta perlomeno desiderata.
Lo stato dell’amore per una donna è anche lo stato delle relazioni amorose tra donne e uomini. Un’urgenza da pensare: la realtà tradisce tanti cambiamenti – se le foto nelle carceri di Abughraib ne sono il picco, l’aumento di quel che sembrava un residuato dell’ordine basato sulla famiglia patriarcale, le violenze domestiche, ne è espressione più insidiosa e opaca nel suo significato, e ancora numerosi episodi di cronaca, insieme a una crescente presenza femminile, talora anche di voci autorevoli, in paesi non solo del Nord del mondo, passando per il ritorno di veri e propri fantasmi nella legge sulla fecondazione assistita promulgata dal Parlamento italiano, fino alla discussa apertura esplicita della Chiesa romana alla questione della differenza dei sessi. Ogni autrice ha così scelto un verso del Canto, entrando in dialogo con le riflessioni della lettera che le invitava a contribuire al numero: la fine di un ordine delle relazioni tra uomini e donne che vede, da una parte, il venire meno del sostegno femminile a certi valori e ruoli sociali, ma dall’altra, una partecipazione delle donne a modelli tradizionalmente maschili; la rivoluzione femminista è da contare tra le cause che hanno portato alla situazione contemporanea, in cui le rispettive posizioni tra i sessi non sono più facilmente decodificabili; dalla fine della famiglia tradizionale, alle vite dal quotidiano solitario, dalle reti di amicizia e solidarietà, alla difficoltà di ritrovare il luogo delle relazioni in cui avviene quell’amore-passione...


> Convegno Internazionale su omicidi e violenza in famiglia Chi è S.A.R.A.?
Dai maltrattamenti agli omicidi: una spirale da spezzare.

L’Associazione Differenza Donna, Onlus, associazione contro la violenza alle donne, che a Roma gestisce i Centri antiviolenza della Provincia e del Comune di Roma e l’Associazione Italiana di psicologia e criminologia (AIPC) sta realizzando il progetto Daphne dell’Unione Europea ‘Spousal Assault Risk Assessment (SARA) in Europa’ insieme a due partner europei: Svezia e Grecia e alla supervisione esterna da parte dei Paesi Bassi.
Il progetto è stato accolto molto positivamente dall’Unione Europea, in quanto “un grado di migliorare la qualità della condizione della salute psicofisica delle vittime di reato nonché la professionalità delle Forze dell’Ordine, e garantire l’avanzamento di un know-how specifico”.
“Chi è SARA? Spousal Assault Risk Assessment. Dai maltrattamenti agli omicidi, una spirale da spezzare", 28-29 gennaio 2005 a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne.
Organizzato dall'Associazione Differenza Donna, associazione di donne contro la violenza alle donne, all'interno del progetto europeo Daphne, insieme all'Osservatorio Nazionale contro lo Stalking (ONS) e ai partner di Grecia e Svezia.
In concomitanza del convegno vengono organizzati due workshops formativi tenuti dai massimi esperti nel settore su "Terapie con gli uomini violenti" (27 gennaio, Prof. Donald Dutton) e "La valutazione del rischio di recidiva nei casi di maltrattamenti" (29 gennaio, Dott. Randy Kropp).
Il programma del Convegno e dei workshop nonché tutte le informazioni utili per registrarsi sono disponibili sul sito web http://www.sara-project.org. Ogni informazione può essere richiesta a

Segreteria scientifica ed organizzativa:
Associazione Differenza Donna
via delle Tre Cannelle, 15 Roma
Tel 066780537 Fax 066780563
e-mail: d.donna@flashnet.it
www.sara-project.org.

I maltrattamenti in famiglia, e nel caso particolare, la violenza domestica sono un problema sociale che ormai non può essere più ignorato o relegato a qualche sporadico caso. Le indagini svolte a livello internazionale riferiscono che 1 donna su 4 nel corso della propria vita subisce violenza da parte del suo partner attuale o passato. Le conseguenze nel breve e nel lungo termine sono gravissime anche per i bambini esposti a queste violenze. In ultima istanza, gli omicidi commessi da parte di partners o ex-partners sono aumentati nelle statistiche al punto che a partire dagli anni 2001 se ne sono registrati una media di uno ogni 2-3 giorni.
Il convegno è rivolto a tutti coloro che per motivi professionali o di studio si occupano e si interessano di violenza in famiglia e in particolare ai maltrattamenti e che operando nel settore sono anche interessati a conoscere nuovi approcci e metodologie per cercare di debellare un problema di portata e costi elevatissimi anche a livello sociale oltre che individuale.

Interverranno:
Donald Dutton, Randy Kropp, Frans Willem Winkel, Chatzifotiou Sevasti, Henrik Belfrage, Isabella Merzagora, Gianbattista Traverso, Adolfo Ceretti, Fabio Roia, Emanuela Moroli, Anna C. Baldry, Raffaella Calabrese, Giuseppina Muratore, Paolo Gambescia, Vincenza Pasconcino, Simona Napoletani, Barbara Vitale.
Sarà diponibile la traduzione simultanea


> In tunisia le donne hanno dei diritti, ma guai a chi fa politica
di Nadia Pizzuti, giornalista

Ho appena trascorso due mesi in Tunisia e lì ho toccato con mano quanto l’emancipazione femminile promossa e sostenuta da un regime autoritario porti in sè i germi di un’involuzione o di una regressione per le donne. È vero che si rischia di tornare indietro anche là dove le conquiste delle donne sono il frutto delle battaglie femministe (Italia docet)… ma questa è un’altra storia.
In Tunisia, il paese più occidentalizzato del mondo arabo, le donne godono di diritti impensabili per gran parte delle musulmane: il “Codice dello statuto personale”, promulgato nel 1956, vietò infatti la poligamia, istituì il divorzio giudiziario e fissò a 17 anni l’età minima del matrimonio per le ragazze. Per quanto riguarda l’eredità, invece, la legge è rimasta fedele al diritto islamico e garantisce alle donne solo la metà di quanto spetta agli uomini.
Ma, nel regno di Zin el Abidin Ben Ali, il laico presidente caro ai governanti occidentali, vi è ben poco spazio per il dissenso e alle donne è concessa solo una qualche forma di attivismo sociale, non una vera e propria militanza politica. Lo stesso vale per gli uomini, del resto. In altri termini, si possono rivendicare più diritti, ma a patto che non si contesti apertamente il regime. Inoltre, il crescente attaccamento all’identità arabo-islamica e alla religione, con cui l’opinione pubblica tunisina ha reagito al perdurare del conflitto israelo-palestinese e alla guerra in Iraq, si riflette negativamente sulla condizione delle donne.
L’esempio più evidente di tale tendenza è il ritorno al velo islamico, la cui interdizione nelle scuole e nella pubblica amministrazione è uno dei pilastri della guerra all’integralismo scatenata dal governo negli anni Ottanta. Nelle strade delle città tunisine si vedono sempre più ragazze con lo hijab, proprio come avviene in altri paesi musulmani o nei paesi occidentali con una forte presenza islamica, dove indossare il velo è anche un gesto di rivolta contro l’Occidente. Sin dallo scorso anno, la ong femminista più battagliera, l’Atfd (Association tunisienne des femmes démocratiques) aveva ammonito sulla recrudescenza dello hijab, giudicandola “inquietante”. Dal canto suo, a dimostrazione di quanto la questione sia complessa, la Lega tunisina per la difesa dei diritti umani (legale ma appena tollerata dalle autorità) ha denunciato aggressioni della polizia nei confronti di donne velate e ha chiesto la libertà di scelta nell’abbigliamento. Per non alienarsi la parte della popolazione più sensibile al richiamo dell’Islam conservatore, alcuni mesi fa il governo ha emanato un decreto che alleggerisce le sanzioni per chi trasgredisce la legge, allentando di fatto le restrizioni sul velo.
Il ritorno allo hijab si accompagna con una più assidua frequentazione delle moschee e con una crescente influenza degli imam (le guide della preghiera) e delle tv satellitari arabe che diffondono messaggi religiosi, mi hanno riferito alcune femministe vicine all’Atfd e ad un’altra ong, l’Afturd (Association des femmes tunisiennes pour la recherche et le développement).
In effetti, per tagliare l’erba sotto ai piedi degli estremisti islamici, le autorità non si sono limitate a mettere al bando il loro movimento (Ennhada) e ad incarcerare centinaia di militanti. Hanno anche incoraggiato la costruzione di moschee, aumentato lo spazio dedicato ai programmi religiosi in tv, lanciato una campagna per la “moralizzazione dei costumì” e offerto incentivi economici ai fedeli che vogliono compiere il pellegrinaggio alla Mecca.
Così, sono aumentate anche le pressioni degli ambienti tradizionalisti sulle donne, dicono le femministe.
Inoltre, come avviene spesso, c’è una netta discrepanza tra le leggi e la loro attuazione. Il problema è particolarmente acuto sul piano economico. Oggi, secondo dati ufficiali, il tasso di scolarizzazione delle ragazze supera largamente il 70%, mentre era solo del 36,7% nel 1996. Ma rimane difficile l’accesso al mercato del lavoro: nel Paese nordafricano afflitto dalla piaga della disoccupazione, le donne rappresentano solo un quarto della popolazione attiva. E sussistono forti disparità tra le città e gli ambienti rurali.
Ricco – ancorché largamente asservito al regime e alla pratica della censura /autocensura) - l’associazionismo femminile in Tunisia. Le due ONG più “indipendenti” e più attive, specie per quanto riguarda la riforma dell’eredità e l’assistenza alle vittime della violenza domestica, sono l’Afdt e l’Afturd. Quest’ultima è parte attiva di un progetto, su scala maghrebina, sovvenzionato dalla Commissione europea e coordinato dall’Istituto per il Mediterraneo (Imed) con sede a Roma. Più politicizzata, l’Afdt ha denunciato anche la violenza di Stato, affermando in un opuscolo che molte donne sono “state gettate in prigione e torturate per aver osato partecipare liberamente alla vita pubblica e politica, operando al di fuori, se non contro, il potere costituito’’.
La prigioniera politica più famosa in Tunisia è Sihem Bensedrin, un’esponente dell’opposizione non legale tornata a piede libero grazie ad una forte mobilitazione internazionale. Un’altra ‘bestia nerà del regime è l’avvocata Radhia Nasrawi, che difende i prigionieri politici e dirige un’associazione (non riconosciuta dal governo) di lotta contro la tortura. Nasrawi è vittima di una doppia persecuzione, come avvocata e come moglie del leader del Partito dei lavoratori comunisti tunisini (Pcot, fuorilegge), Hami Hammami. Il suo studio è stato saccheggiato, i suoi clienti hanno subito intimidazioni, le sue figlie sono state minacciate e terrorizzate dalla polizia. La situazione è migliorata dopo che l’avvocata ha fatto uno sciopero della fame di 56 giorni, nel 2003, e quando sono scese in campo le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani.


> I vent’anni del filo di arianna
Festeggiamo la lunga vita dell’associazione il filo di arianna proponendovi una breve sintesi della loro vita inviataci dall’associazione.

Un gruppo di donne, alcune già unite da progetti politici e sociali comuni, fonda nel 1984 l’associazione culturale femminista “il filo di arianna”.
Sono guidate dal desiderio di definire la loro identità femminile a partire dal riconoscimento e dalla valorizzazione della differenza sessuale: la terra non è abitata dall’ “uomo”, ma da donne e da uomini, con specificità ben definite.
Lo scopo è quello di creare un luogo di incontro tra donne, in cui, liberamente, possa avvenire un confronto e uno scambio tra esperienze e saperi, che, nella differenza che è all’origine di ogni linguaggio, porti all’elaborazione di un pensiero che evidenzi il diverso sguardo di donne sul mondo.
La via che l'associazione ha scelto per realizzare il suo progetto si articola fondamentalmente in tre momenti:
· gruppi di studio delle socie organizzatrici, i cui risultati serviranno di base per l'elaborazione dei programmi annuali;
· organizzazione di seminari di studio, articolati in un certo numero di lezioni, rivolti alle socie iscritte;
· organizzazione di conferenze e convegni, aperti a tutti, previsti come momenti che consentano una più larga partecipazione di pubblico, un più ampio raggio di coinvolgimento e divulgazione.

Coerentemente con questo scopo, il filo di arianna invita filosofe, storiche, psicanaliste, letterate, sociologhe, favorisce confronto e discussione tra donne di diverse formazioni, intreccia relazioni con altre associazioni, collegandosi ai lavori di altre realtà in altre città, si presenta anche sulla scena pubblica, stabilendo rapporti con gli enti locali e collaborando con altre importanti istituzioni culturali, quali l’università e la società letteraria di Verona.
Nel corso degli anni l’interesse rivolto alla politica e all’attualità pone particolare attenzione a questioni quali la difficile partecipazione delle donne alla vita istituzionale, con la conseguente necessità di una formazione alla vita politica, e la complessa relazione con le culture extraeuropee.
Gli ultimi anni sono stati dedicati soprattutto a un bilancio del lavoro svolto e alla ricerca di nuove interlocutrici e nuovi interlocutori, prima giovani donne, per un incontro con le nuove generazioni, poi uomini interessati al confronto tra nuova identità femminile e nuova identità maschile.
Si esce dalla separatezza dei primi anni, che era stata vissuta come necessaria per acquistare sicurezza e libertà dal condizionamento della presenza culturale maschile, che spesso aveva reso le donne mute, per aprire, riaprire, un confronto politico sul cambiamento della relazione tra donne e uomini negli ultimi trent’anni.
La ricerca non è conclusa: l’identità sessuata non è infatti fissa e immutabile, ma in continuo divenire; identità nomade che si costruisce e decostruisce in un processo continuo di definizione di sé. Un lungo percorso aspetta ancora il filo di arianna.
Il filo di arianna ha festeggiato, il 4 dicembre scorso, i vent’anni della sua attività, con una piccola festa e un concerto per le socie e con una pubblicazione identità e memoria. I vent’anni del filo di arianna, in cui si ricorda la storia di questi vent’anni, la variegata, interessante e ricca attività finora svolta e si sono raccolte le riflessioni di molte illustri docenti amiche, che hanno seguito l’associazione con particolare attenzione nel corso degli anni, e delle associazioni femminili veronesi con cui il filo di arianna ha condiviso dei percorsi.
La pubblicazione si può avere al prezzo di 10,00 euro, rivolgendosi a: mageneth@libero.it o a anna.tantini@tin.it .


> Calendario Gennaio 2005

Sabato 8 Ore 17.00
Dopo le feste…manifesto ateo Leggiamo insieme un breve sunto del filosofo Herman Philipse, Università di Utrecht - Organizza: Caffè Filosofico

Lunedì 10 Ore 18.00
Presentazione di Linea Lesbica Amica Roma. Corso gratuito di formazione per operatrici. Progetto di Arcilesbica Roma, - Organizza: Commissione delle Elette

Giovedì 13 Ore 19.00
in Libreria Fare Filosofia. Corso per sperimentare il piacere di pensare attraverso conversazioni guidate a tema libero. Il corso si propone di avviare alla filosofia, partendo dagli strumenti fondanti di questa disciplina: la parola, il confronto, i metodi. Tenuto da: Patrizia Politelli - Organizza: Zora Neale Hurston

Da Sabato 15 a Sabato 22
Settimana di mobilitazione contro la legge proposta dalla Regione Lazio sui Consultori. Raccolta firme nei locali della Casa

Martedì 18 Ore 19.00
Presentazione del numero DWF "Bufera Canto V" sul Canto V dell’Inferno di Dante. Intervengono: Patrizia Cacioli, Paola Masi, Luisa Muraro, Federica Paoli - Organizza: DWF

Sabato 22 Ore 17.00
Presentazione del primo numero della rivista EIDOS - Organizza: Eidos/cinema, psiche e arti visive

Martedì 25 Ore 18.00
Presentazione del libro "Antigone e la philía. Le passioni tra etica e politica" di Francesca Brezzi
Intervengono con l’autrice: Gabriella Bonacchi, M. Rosa Cutrufelli, Ida Dominijanni
Coordina Francesca Koch - Organizza: Zora Neale Hurston

Mercoledì 26 Ore 18.00
Volontaria a Baghdad Incontro con Simona Torretta
Seguirà in anteprima il documentario…e il Tigri placido scorre… Istantanee dalla Baghdad occupata di Michelangelo Severnini - Organizza: AFFI e Consorzio Casa Internazionale delle Donne

Giovedì 27 Ore 9.00-14.00 Sabato 29 Ore 14.30-18.00
Workshop a prenotazione su omicidi e violenza in famiglia. Dai maltrattamenti agli omicidi:
una spirale da spezzare - Organizza: Differenza Donna (Per informazioni e prenotazioni 06 6780537)

Venerdì 28 e Sabato 29 Ore 9.00-20.00
Convegno Internazionale su omicidi e violenza in famiglia Chi è SARA? Dai maltrattamenti agli omicidi: una spirale da spezzare - Organizza: Differenza Donna

Domenica 30 Ore 17.00
“Oggi…immagini e poesia” Presentazione di Sole d’Aral opera poetica di Leda Palma. Proiezione di due video di Augusto Pantoni. Coordina M. Paola Fiorensoli Interviene l’editora Mara Maffia -
Organizza: Il Paese delle Donne


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