Avviso alle naviganti
la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n° 33 del 13 gennaio 2005
in redazione:
M. Giulia Catemario, Giovanna Olivieri,
Stefania Vulterini
GLI EVENTI DI GENNAIO:
Incontri
>
Raccolta firme organizzata
dal Comitato promotore in difesa dei consultori contro la Legge Regionale
da Sabato 15 a Sabato 22
Giù le mani dai consultori
La legge 15/76 regola nel Lazio i consultori familiari, pubblici e
gratuiti. In questi trent’anni attraverso la prevenzione, la
contraccezione, l’informazione e l’attenzione rivolta
alla sessualità delle/gli adolescenti, i consultori sono riusciti
a garantire la salute delle donne e le scelte di maternità
libere e consapevoli. Grazie a questo anche il numero delle interruzioni
volontarie di gravidanza nel Lazio si è costantemente e significativamente
ridotto in questi anni. In cinque anni di Governo regionale del centro
destra molti consultori familiari sono stati chiusi ed è stata
attuata una politica generale di smantellamento degli stessi, riducendo
drasticamente i finanziamenti e il personale. Con la proposta di un’altra
legge la Giunta regionale continua ad attaccare la libertà,
la dignità e l’autodeterminazione delle donne.
Questa proposta di legge è pericolosa perché:
· Riduce i Consultori a luoghi di intervento
genericamente assistenziale, privandoli del fondamentale compito di
informazione e prevenzione.
· Obbliga gli operatori e le operatrici a svolgere
un ruolo di dissuasione improprio nei confronti delle donne
che chiedono l’interruzione di gravidanza attraverso meccanismi
di schedatura.
· Esautora l’assemblea delle donne dei consultori
che viene sostituita da un comitato consultivo a nomina della Giunta
regionale.
Le Donne del Lazio non sono disposte a regalare 30 anni di lotte e
conquiste.
Non vogliamo un’altra Legge!
La Legge n° 15/76 per essere applicata ha bisogno di stanziamenti
in bilancio, che garantiscano alle operatrici e agli operatori gli
strumenti utili all’ efficienza ed all’efficacia delle
strutture esistenti, potenziandole e rendendole adeguate a rispondere
alle esigenze vecchie e nuove delle donne di ogni cultura, età,
paese.
Comitato Promotore in difesa dei Consultori
Casa Internazionale delle Donne; AFFI; Coord.Donne CGIL-CISL-UIL
Roma e Lazio; Coord. Donne DS Roma; Coord.Donne DS Lazio: Forum Donne
PRC; Ass. Cora; Ass. Vita di Donna; WILPF Italia; Pangeàs Women;
Il Paese delle Donne; Coop. Libera Stampa; Centro Documentazione A.
Sabatini; UDI romana LA GOCCIA; Comitato romano X Municipio; Centro
Huesera; DWF; Emily Roma, Donne in Nero Roma, Ass. Ildegarda.
>
Presentazione del numero DWF
Bufera Canto V sul Canto V dell’Inferno di
Dante (con articoli di Rosetta Stella, Franca Chiaromonte, Francesca
Mambro, Rosa Rossi, Lucetta Scaraffia, Iaia Vantaggiato, Federica
Giardini, Roberta Tatafiore, Raffaela Fiori)
Intervengono: Patrizia Cacioli, Paola Masi,
Luisa Muraro, Federica Paoli.
Martedì 18 gennaio alle ore 19.00 (vedi approfondimenti)
>
Presentazione del libro Antigone
e la philía. Le passioni tra etica e politica
di Francesca Brezzi Intervengono con l’autrice:
Gabriella Bonacchi, M. Rosa Cutrufelli,
Ida Dominijanni Coordina Francesca Koch,
organizza: Zora Neale Hurston. Martedì 25 Ore 18.00
Perché ancora Antigone? Perché la sua autorità
nell'immaginario dell'Occidente? Dopo aver analizzato alcune soluzioni
offerte dalla filosofia il testo mostra la circolarità ermeneutica
dell'"Antigone" in tempi come i nostri di crisi e di inquiete
domande. In particolare ai nostri giorni è significativo re-interrogare
l'"Antigone" proprio in uno dei suoi temi centrali: l'individuo
di fronte a uno Stato e ad istituzioni più o meno autoritarie.
Dall'Antigone può emergere un modo nuovo di concepire l'etica
e la politica, grazie ad una sorta di rivoluzione morale e antropologica,
che giustifica l'ipotesi qui presentata: la figlia di Edipo quale
figura della diversità e paradigma del conflitto, in vista
di una prassi politica altra.
> Volontaria a Baghdad
incontro con Simona Torretta. Mercoledì
26 Ore 18.00
Seguirà in anteprima il documentario …e il Tigri
placido scorre… Istantanee dalla Baghdad occupata di
Michelangelo Severnini. Interviste: Karim Metref,
montaggio Francesca Mor, illustrazioni: Giulia Galli.
Un'automobile di "invisibili" fa il suo ingresso in Baghdad
dopo aver percorso il deserto, infiltrata da un punto qualsiasi degli
incustoditi confini dell'Iraq. Uno sguardo anonimo s'aggira per la
città su cui soffiano venti di morte. È il pretesto
per incontrare i volti, le storie e i pensieri (sempre taciuti) dei
suoi autentici abitanti che rivelano però una città
tutt'altro che rassegnata. Una città millenaria, ricca di storia
e cultura. Una città occupata e in balìa di lotte trasversali
e spesso occulte. Ma quanto mai decisa a preservare una volta ancora
la propria dignità.
>
Convegno Internazionale su Omicidi
e violenza in famiglia. Chi è S.A.R.A.? Dai maltrattamenti
agli omicidi: una spirale da spezzare. Organizza Differenza
Donna
Venerdì 28 e Sabato 29 - Ore 9.00-20.00 (vedi
approfondimenti)
CORSI
> Partono le iscrizioni per
il Laboratorio di scrittura e narrazione
condotto da Valeria Viganò
L’analisi e la pratica del narrare tra espressione del sé
e immaginazione.
Il corso si svolgerà in 10 lezioni di due ore dalle
18.30 alle 20.30 il mercoledì nella Libreria della
Casa Internazionale delle donne via della Lungara 19 00165 Roma.
L’inizio del corso è previsto per mercoledì
2 marzo 2005.
Il laboratorio sarà condotto in dieci lezioni di due ore ciascuna.
Avrà due fasi che si alterneranno e faranno da supporto reciproco
per la comprensione della materia “scrittura” , nel suo
aspetto teorico e pratico. Vi sarà una parte dedicata alle
ragioni e alla necessità della rappresentazione scritta, con
frequenti incursioni nella saggistica che si è occupata direttamente
dei metodi e dei modi della scrittura e il confronto con alcuni testi
della narrativa novecentesca. Vi sarà poi l’aspetto più
concreto nel quale le partecipanti si misureranno con molti esercizi
e produzione di testi sui quali verrà proposta, in ogni lezione,
un’analisi collettiva dell’espressione linguistica, della
trama o dei personaggi, . L’aspetto di laboratorio assumerà
qui il suo valore di lavoro collegiale nel quale tutte sono chiamate
a esprimere un parere critico sulle pagine prodotte da sé e
dalle altre. L’intento del laboratorio è perciò
non solo quello di capire le forme del romanzo e del racconto e di
imparare a solidificare le personali tensioni verso l’espressione
di contenuti, ma anche quello di sviluppare una lettura attenta e
diversa da quella del lettore comune, al fine di assumere la necessaria
capacità di valutazione dei propri testi.
L’intento del laboratorio è anche la cura delle capacità
sensoriali della percezione della realtà, dell’uso immaginativo
della mente, dell’efficacia restitutiva della parola. Sarà
la ricerca di un nuovo modo di vedere, pensare, immaginare lontano
dagli stereotipi correnti alla ricerca di quella lingua nuova che
Ingeborg Bachmann poneva come imperativo essenziale del lavoro dello
scrittore.
Punti essenziali trattati:
· Acquisizione, visione, restituzione
· I personaggi, la storia, l’ambientazione
· Autobiografismo o autenticità
· La punteggiatura e il ritmo
· Tempo cronologico e acronologico: le unità di tempo
e spazio
· Il punto di vista
· Il superfluo e il necessario
· Motivazioni, scopi, efficacia
· Trasformazione da lettura passiva a lettura attiva
· Etica della Scrittura
· La sessualità della scrittura
Per informazioni e iscrizioni:
Libreria Casa Internazionale delle Donne tel. 0668193001 cell. 3478419378
APPUNTI
E SPUNTI DAGLI EVENTI
> Linea lesbica Amica:
si
è tenuta il 10 gennaio alla Casa la presentazione del progetto
di counseling promosso dalla Commissione delle Elette e organizzato
da Arcilesbica Roma
ArciLesbica Roma risponde ad
una linea telefonica informativa da ormai 5 anni, e da tempo è
forte
l’esigenza di far crescere questa linea e trasformarla in uno
strumento efficace per raggiungere le numerose donne che spesso chiamano,
non solo per sapere che attività si svolgono presso l’associazione,
ma come fare ad affrontare la realtà di scoprirsi lesbiche.
Molte donne infatti si ritrovano a vivere questo primo momento di
consapevolezza in solitudine e con paura. Spesso credono di essere
le uniche al mondo e la paura di non essere accettate le rende ancora
più sole. A volte sono donne non sostenute dalla famiglia o
dalle amicizie che vanno alla ricerca di comprensione al di fuori
degli ambienti abitualmente frequentati.
Altre volte sono completamente nascoste nella loro vita quotidiana
e cercano confronto e rassicurazione. Abbiamo ritenuto necessario
affrontare questa realtà, una realtà di persone che
vivono nell’ombra con paura e disagio il proprio modo di essere.
Come raggiungerle?
Privilegiamo la linea di ascolto quale mezzo di comunicazione in quanto
da un lato, chi chiama mantiene l’anonimato, dall’altro
perché può raccogliere un bacino di utenza molto ampio
non limitato a quello locale. La linea telefonica di ascolto vuole
essere un ponte, un collegamento per tutte queste persone. A volte
riuscire a parlare di se, del proprio disagio può essere il
primo passo per cambiare la vita e la propria realtà.
La linea è, insieme alle altre attività dell’Associazione,
un mezzo per lavorare alla diffusione di una cultura nuova dove la
non discriminazione divenga un valore indiscutibile e insieme ad un
messaggio di visibilità si prenda atto che ciascuna deve poter
avere la libertà di essere se stessa.
Nel 2004 ArciLesbica Roma ha partecipato alla campagna di visibilità
“Il silenzio non è innocente” promossa da ArciLesbica
Nazione nel marzo scorso. A seguito di questa esperienza abbiamo riflettuto
con le compagne del circolo sulla possibilità di fare qualcosa
di visibile e utile per le lesbiche. Grazie alla collaborazione della
D.ssa Daniela Ciriello, Psicologa e Psicoterapeuta, che si è
occupata per dieci anni di formazione al counseling e supervisione
alla Linea Lesbica Amica di Milano, abbiamo strutturato un progetto
di formazione per operatrici.
Il nostro progetto di Linea Lesbica Amica è stato sottoposto
alla Commissione delle Elette del Comune di Roma, che lo ha accolto
con estrema disponibilità e attenzione.
Il corso di formazione si propone essenzialmente due obiettivi:
1) offrire una prima occasione di formazione agli strumenti di base
del counseling telefonico;
2) offrire uno spazio di riflessione e di consapevolezza sul proprio
vissuto di lesbica in modo da evitare l’interferenza di temi
personali nella relazione d’aiuto.
Saranno argomento di corso, quindi, sia le tecniche di base del Counseling
e le caratteristiche del colloquio d’aiuto che il processo di
acquisizione di un’identità lesbica, l’omofobia
sociale e interiorizzata, il coming out, l’autostima e la vergogna,
le relazioni di coppia.
Il quadro di riferimento teorico-applicativo è il Counseling
non direttivo centrato sulla persona inspirato a C.Rogers e la Psicologia
Umanistica Integrata con un addestramento mediante esercitazioni pratiche.
Il corso è gratuito ed e rivolto alle operatrici o
aspiranti operatrici della Linea Lesbica Amica di ArciLesbica Roma.
Il corso inizierà il 12 febbraio 2005, avrà una durata
complessiva di 42 ore suddivise in 6 incontri e si svolgerà
nella giornata di sabato.
Per informazioni e iscrizioni: 06/4180211 –
3208117916
ArciLesbica Roma, V.le G. Stefanini 15
- 00157 Roma , Tel. 064180211
www.arcilesbicaroma.org e mail:roma@arcilesbica.it
APPROFONDIMENTI
> Bufera
canto V “DWF” (63-64) luglio-dicembre
2004
Un numero particolare questa “Bufera canto V” costruito,
come “DWF” fa da tempo, in relazione con donne disparate,
ma soprattutto costruito in grande libertà a partire dal Quinto
canto della Divina commedia di Dante, il canto che tratta dell’amore
attraverso le parole di Francesca da Rimini. Amore infernale più
che beato. Da lì si è sviluppato un primo sguardo sullo
stato delle relazioni amorose tra uomini e donne, ma poi anche più
ampiamente sull’amore.
Il testo ha dato un appoggio di segno duplice e contraddittorio al
pensiero della realtà: da una parte l’estraneità
di un classico sull’amore tra uomini e donne, un amore d’altri
tempi che non necessariamente si ritraduce pari pari nelle nostre
vite, dall’altra, il fatto stesso di essere un classico fa del
testo un’immagine più che storica dell’amore, qualcosa
di familiare, che si ritrova nelle fibre dell’esperienza amorosa,
se non compiuta perlomeno desiderata. Lo
stato dell’amore per una donna è anche lo stato delle
relazioni amorose tra donne e uomini. Un’urgenza da pensare:
la realtà tradisce tanti cambiamenti – se le foto nelle
carceri di Abughraib ne sono il picco, l’aumento di quel che
sembrava un residuato dell’ordine basato sulla famiglia patriarcale,
le violenze domestiche, ne è espressione più insidiosa
e opaca nel suo significato, e ancora numerosi episodi di cronaca,
insieme a una crescente presenza femminile, talora anche di voci autorevoli,
in paesi non solo del Nord del mondo, passando per il ritorno di veri
e propri fantasmi nella legge sulla fecondazione assistita promulgata
dal Parlamento italiano, fino alla discussa apertura esplicita della
Chiesa romana alla questione della differenza dei sessi. Ogni
autrice ha così scelto un verso del Canto, entrando in dialogo
con le riflessioni della lettera che le invitava a contribuire al
numero: la fine di un ordine delle relazioni tra uomini e donne che
vede, da una parte, il venire meno del sostegno femminile a certi
valori e ruoli sociali, ma dall’altra, una partecipazione delle
donne a modelli tradizionalmente maschili; la rivoluzione femminista
è da contare tra le cause che hanno portato alla situazione
contemporanea, in cui le rispettive posizioni tra i sessi non sono
più facilmente decodificabili; dalla fine della famiglia tradizionale,
alle vite dal quotidiano solitario, dalle reti di amicizia e solidarietà,
alla difficoltà di ritrovare il luogo delle relazioni in cui
avviene quell’amore-passione...
>
Convegno Internazionale su omicidi e violenza in famiglia Chi è
S.A.R.A.?
Dai maltrattamenti agli omicidi: una spirale da spezzare.
L’Associazione Differenza Donna, Onlus, associazione contro
la violenza alle donne, che a Roma gestisce i Centri antiviolenza
della Provincia e del Comune di Roma e l’Associazione Italiana
di psicologia e criminologia (AIPC) sta realizzando il progetto Daphne
dell’Unione Europea ‘Spousal Assault Risk Assessment (SARA)
in Europa’ insieme a due partner europei: Svezia e Grecia e
alla supervisione esterna da parte dei Paesi Bassi.
Il progetto è stato accolto molto positivamente dall’Unione
Europea, in quanto “un grado di migliorare la qualità
della condizione della salute psicofisica delle vittime di reato nonché
la professionalità delle Forze dell’Ordine, e garantire
l’avanzamento di un know-how specifico”.
“Chi è SARA? Spousal Assault Risk Assessment. Dai maltrattamenti
agli omicidi, una spirale da spezzare", 28-29 gennaio 2005 a
Roma presso la Casa Internazionale delle Donne.
Organizzato dall'Associazione Differenza Donna, associazione di donne
contro la violenza alle donne, all'interno del progetto europeo Daphne,
insieme all'Osservatorio Nazionale contro lo Stalking (ONS) e ai partner
di Grecia e Svezia.
In concomitanza del convegno vengono organizzati due workshops formativi
tenuti dai massimi esperti nel settore su "Terapie con gli uomini
violenti" (27 gennaio, Prof. Donald Dutton) e "La valutazione
del rischio di recidiva nei casi di maltrattamenti" (29 gennaio,
Dott. Randy Kropp).
Il programma del Convegno e dei workshop nonché tutte le informazioni
utili per registrarsi sono disponibili sul sito web http://www.sara-project.org.
Ogni informazione può essere richiesta a
Segreteria scientifica ed organizzativa:
Associazione Differenza Donna
via delle Tre Cannelle, 15 Roma
Tel 066780537 Fax 066780563
e-mail: d.donna@flashnet.it
www.sara-project.org.
I maltrattamenti in famiglia, e nel caso particolare, la violenza
domestica sono un problema sociale che ormai non può essere
più ignorato o relegato a qualche sporadico caso. Le indagini
svolte a livello internazionale riferiscono che 1 donna su 4 nel corso
della propria vita subisce violenza da parte del suo partner attuale
o passato. Le conseguenze nel breve e nel lungo termine sono gravissime
anche per i bambini esposti a queste violenze. In ultima istanza,
gli omicidi commessi da parte di partners o ex-partners sono aumentati
nelle statistiche al punto che a partire dagli anni 2001 se ne sono
registrati una media di uno ogni 2-3 giorni.
Il convegno è rivolto a tutti coloro che per motivi professionali
o di studio si occupano e si interessano di violenza in famiglia e
in particolare ai maltrattamenti e che operando nel settore sono anche
interessati a conoscere nuovi approcci e metodologie per cercare di
debellare un problema di portata e costi elevatissimi anche a livello
sociale oltre che individuale.
Interverranno:
Donald Dutton, Randy Kropp, Frans Willem Winkel, Chatzifotiou
Sevasti, Henrik Belfrage, Isabella Merzagora, Gianbattista Traverso,
Adolfo Ceretti, Fabio Roia, Emanuela Moroli, Anna C. Baldry, Raffaella
Calabrese, Giuseppina Muratore, Paolo Gambescia, Vincenza Pasconcino,
Simona Napoletani, Barbara Vitale.
Sarà diponibile la traduzione simultanea
> In tunisia le
donne hanno dei diritti, ma guai a chi fa politica
di Nadia Pizzuti, giornalista
Ho appena trascorso due mesi in Tunisia e lì ho toccato con
mano quanto l’emancipazione femminile promossa e sostenuta da
un regime autoritario porti in sè i germi di un’involuzione
o di una regressione per le donne. È vero che si rischia di
tornare indietro anche là dove le conquiste delle donne sono
il frutto delle battaglie femministe (Italia docet)… ma questa
è un’altra storia.
In Tunisia, il paese più occidentalizzato del mondo arabo,
le donne godono di diritti impensabili per gran parte delle musulmane:
il “Codice dello statuto personale”, promulgato nel 1956,
vietò infatti la poligamia, istituì il divorzio giudiziario
e fissò a 17 anni l’età minima del matrimonio
per le ragazze. Per quanto riguarda l’eredità, invece,
la legge è rimasta fedele al diritto islamico e garantisce
alle donne solo la metà di quanto spetta agli uomini.
Ma, nel regno di Zin el Abidin Ben Ali, il laico presidente caro ai
governanti occidentali, vi è ben poco spazio per il dissenso
e alle donne è concessa solo una qualche forma di attivismo
sociale, non una vera e propria militanza politica. Lo stesso vale
per gli uomini, del resto. In altri termini, si possono rivendicare
più diritti, ma a patto che non si contesti apertamente il
regime. Inoltre, il crescente attaccamento all’identità
arabo-islamica e alla religione, con cui l’opinione pubblica
tunisina ha reagito al perdurare del conflitto israelo-palestinese
e alla guerra in Iraq, si riflette negativamente sulla condizione
delle donne.
L’esempio più evidente di tale tendenza è il ritorno
al velo islamico, la cui interdizione nelle scuole e nella pubblica
amministrazione è uno dei pilastri della guerra all’integralismo
scatenata dal governo negli anni Ottanta. Nelle strade delle città
tunisine si vedono sempre più ragazze con lo hijab, proprio
come avviene in altri paesi musulmani o nei paesi occidentali con
una forte presenza islamica, dove indossare il velo è anche
un gesto di rivolta contro l’Occidente. Sin dallo scorso anno,
la ong femminista più battagliera, l’Atfd (Association
tunisienne des femmes démocratiques) aveva ammonito sulla recrudescenza
dello hijab, giudicandola “inquietante”. Dal canto suo,
a dimostrazione di quanto la questione sia complessa, la Lega tunisina
per la difesa dei diritti umani (legale ma appena tollerata dalle
autorità) ha denunciato aggressioni della polizia nei confronti
di donne velate e ha chiesto la libertà di scelta nell’abbigliamento.
Per non alienarsi la parte della popolazione più sensibile
al richiamo dell’Islam conservatore, alcuni mesi fa il governo
ha emanato un decreto che alleggerisce le sanzioni per chi trasgredisce
la legge, allentando di fatto le restrizioni sul velo.
Il ritorno allo hijab si accompagna con una più assidua frequentazione
delle moschee e con una crescente influenza degli imam (le guide della
preghiera) e delle tv satellitari arabe che diffondono messaggi religiosi,
mi hanno riferito alcune femministe vicine all’Atfd e ad un’altra
ong, l’Afturd (Association des femmes tunisiennes pour la recherche
et le développement).
In effetti, per tagliare l’erba sotto ai piedi degli estremisti
islamici, le autorità non si sono limitate a mettere al bando
il loro movimento (Ennhada) e ad incarcerare centinaia di militanti.
Hanno anche incoraggiato la costruzione di moschee, aumentato lo spazio
dedicato ai programmi religiosi in tv, lanciato una campagna per la
“moralizzazione dei costumì” e offerto incentivi
economici ai fedeli che vogliono compiere il pellegrinaggio alla Mecca.
Così, sono aumentate anche le pressioni degli ambienti tradizionalisti
sulle donne, dicono le femministe.
Inoltre, come avviene spesso, c’è una netta discrepanza
tra le leggi e la loro attuazione. Il problema è particolarmente
acuto sul piano economico. Oggi, secondo dati ufficiali, il tasso
di scolarizzazione delle ragazze supera largamente il 70%, mentre
era solo del 36,7% nel 1996. Ma rimane difficile l’accesso al
mercato del lavoro: nel Paese nordafricano afflitto dalla piaga della
disoccupazione, le donne rappresentano solo un quarto della popolazione
attiva. E sussistono forti disparità tra le città e
gli ambienti rurali.
Ricco – ancorché largamente asservito al regime e alla
pratica della censura /autocensura) - l’associazionismo femminile
in Tunisia. Le due ONG più “indipendenti” e più
attive, specie per quanto riguarda la riforma dell’eredità
e l’assistenza alle vittime della violenza domestica, sono l’Afdt
e l’Afturd. Quest’ultima è parte attiva di un progetto,
su scala maghrebina, sovvenzionato dalla Commissione europea e coordinato
dall’Istituto per il Mediterraneo (Imed) con sede a Roma. Più
politicizzata, l’Afdt ha denunciato anche la violenza di Stato,
affermando in un opuscolo che molte donne sono “state gettate
in prigione e torturate per aver osato partecipare liberamente alla
vita pubblica e politica, operando al di fuori, se non contro, il
potere costituito’’.
La prigioniera politica più famosa in Tunisia è Sihem
Bensedrin, un’esponente dell’opposizione non legale tornata
a piede libero grazie ad una forte mobilitazione internazionale. Un’altra
‘bestia nerà del regime è l’avvocata Radhia
Nasrawi, che difende i prigionieri politici e dirige un’associazione
(non riconosciuta dal governo) di lotta contro la tortura. Nasrawi
è vittima di una doppia persecuzione, come avvocata e come
moglie del leader del Partito dei lavoratori comunisti tunisini (Pcot,
fuorilegge), Hami Hammami. Il suo studio è stato saccheggiato,
i suoi clienti hanno subito intimidazioni, le sue figlie sono state
minacciate e terrorizzate dalla polizia. La situazione è migliorata
dopo che l’avvocata ha fatto uno sciopero della fame di 56 giorni,
nel 2003, e quando sono scese in campo le organizzazioni internazionali
per la difesa dei diritti umani.
>
I vent’anni del filo di arianna
Festeggiamo la lunga vita dell’associazione il filo di arianna
proponendovi una breve sintesi della loro vita inviataci dall’associazione.
Un gruppo di donne, alcune già
unite da progetti politici e sociali comuni, fonda nel 1984 l’associazione
culturale femminista “il filo di arianna”.
Sono guidate dal desiderio di definire la loro identità femminile
a partire dal riconoscimento e dalla valorizzazione della differenza
sessuale: la terra non è abitata dall’ “uomo”,
ma da donne e da uomini, con specificità ben definite.
Lo scopo è quello di creare un luogo di incontro tra donne,
in cui, liberamente, possa avvenire un confronto e uno scambio tra
esperienze e saperi, che, nella differenza che è all’origine
di ogni linguaggio, porti all’elaborazione di un pensiero che
evidenzi il diverso sguardo di donne sul mondo.
La via che l'associazione ha scelto per realizzare il suo progetto
si articola fondamentalmente in tre momenti:
· gruppi di studio delle socie organizzatrici, i cui risultati
serviranno di base per l'elaborazione dei programmi annuali;
· organizzazione di seminari di studio, articolati in un certo
numero di lezioni, rivolti alle socie iscritte;
· organizzazione di conferenze e convegni, aperti a tutti,
previsti come momenti che consentano una più larga partecipazione
di pubblico, un più ampio raggio di coinvolgimento e divulgazione.
Coerentemente con questo scopo,
il filo di arianna invita filosofe, storiche, psicanaliste, letterate,
sociologhe, favorisce confronto e discussione tra donne di diverse
formazioni, intreccia relazioni con altre associazioni, collegandosi
ai lavori di altre realtà in altre città, si presenta
anche sulla scena pubblica, stabilendo rapporti con gli enti locali
e collaborando con altre importanti istituzioni culturali, quali l’università
e la società letteraria di Verona.
Nel corso degli anni l’interesse rivolto alla politica e all’attualità
pone particolare attenzione a questioni quali la difficile partecipazione
delle donne alla vita istituzionale, con la conseguente necessità
di una formazione alla vita politica, e la complessa relazione con
le culture extraeuropee.
Gli ultimi anni sono stati dedicati soprattutto a un bilancio del
lavoro svolto e alla ricerca di nuove interlocutrici e nuovi interlocutori,
prima giovani donne, per un incontro con le nuove generazioni, poi
uomini interessati al confronto tra nuova identità femminile
e nuova identità maschile.
Si esce dalla separatezza dei primi anni, che era stata vissuta come
necessaria per acquistare sicurezza e libertà dal condizionamento
della presenza culturale maschile, che spesso aveva reso le donne
mute, per aprire, riaprire, un confronto politico sul cambiamento
della relazione tra donne e uomini negli ultimi trent’anni.
La ricerca non è conclusa: l’identità sessuata
non è infatti fissa e immutabile, ma in continuo divenire;
identità nomade che si costruisce e decostruisce in un processo
continuo di definizione di sé. Un lungo percorso aspetta ancora
il filo di arianna.
Il filo di arianna ha festeggiato, il 4 dicembre scorso, i vent’anni
della sua attività, con una piccola festa e un concerto per
le socie e con una pubblicazione identità e memoria. I vent’anni
del filo di arianna, in cui si ricorda la storia di questi vent’anni,
la variegata, interessante e ricca attività finora svolta e
si sono raccolte le riflessioni di molte illustri docenti amiche,
che hanno seguito l’associazione con particolare attenzione
nel corso degli anni, e delle associazioni femminili veronesi con
cui il filo di arianna ha condiviso dei percorsi.
La pubblicazione si può avere al prezzo di 10,00 euro, rivolgendosi
a: mageneth@libero.it o a anna.tantini@tin.it .
> Calendario
Gennaio 2005
Sabato 8 Ore 17.00
Dopo le feste…manifesto ateo Leggiamo insieme un breve sunto
del filosofo Herman Philipse, Università di Utrecht - Organizza:
Caffè Filosofico
Lunedì 10 Ore
18.00
Presentazione di Linea Lesbica Amica Roma. Corso gratuito di formazione
per operatrici. Progetto di Arcilesbica Roma, - Organizza: Commissione
delle Elette
Giovedì 13 Ore
19.00
in Libreria Fare Filosofia. Corso per sperimentare il piacere di pensare
attraverso conversazioni guidate a tema libero. Il corso si propone
di avviare alla filosofia, partendo dagli strumenti fondanti di questa
disciplina: la parola, il confronto, i metodi. Tenuto da: Patrizia
Politelli - Organizza: Zora Neale Hurston
Da Sabato 15 a Sabato
22
Settimana di mobilitazione contro la legge proposta dalla Regione
Lazio sui Consultori. Raccolta firme nei locali della Casa
Martedì 18 Ore
19.00
Presentazione del numero DWF "Bufera Canto V" sul Canto
V dell’Inferno di Dante. Intervengono: Patrizia Cacioli, Paola
Masi, Luisa Muraro, Federica Paoli - Organizza: DWF
Sabato 22 Ore 17.00
Presentazione del primo numero della rivista EIDOS - Organizza: Eidos/cinema,
psiche e arti visive
Martedì 25 Ore
18.00
Presentazione del libro "Antigone e la philía. Le passioni
tra etica e politica" di Francesca Brezzi
Intervengono con l’autrice: Gabriella Bonacchi, M. Rosa Cutrufelli,
Ida Dominijanni
Coordina Francesca Koch - Organizza: Zora Neale Hurston
Mercoledì 26
Ore 18.00
Volontaria a Baghdad Incontro con Simona Torretta
Seguirà in anteprima il documentario…e il Tigri placido
scorre… Istantanee dalla Baghdad occupata di Michelangelo Severnini
- Organizza: AFFI e Consorzio Casa Internazionale delle Donne
Giovedì 27 Ore
9.00-14.00 Sabato 29 Ore 14.30-18.00
Workshop a prenotazione su omicidi e violenza in famiglia. Dai maltrattamenti
agli omicidi:
una spirale da spezzare - Organizza: Differenza Donna (Per informazioni
e prenotazioni 06 6780537)
Venerdì 28 e
Sabato 29 Ore 9.00-20.00
Convegno Internazionale su omicidi e violenza in famiglia Chi è
SARA? Dai maltrattamenti agli omicidi: una spirale da spezzare - Organizza:
Differenza Donna
Domenica 30 Ore 17.00
“Oggi…immagini e poesia” Presentazione di Sole d’Aral
opera poetica di Leda Palma. Proiezione di due video di Augusto Pantoni.
Coordina M. Paola Fiorensoli Interviene l’editora Mara Maffia
- Organizza: Il Paese delle Donne