APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI
> Noi
lesbo-femministe, donne di frontiera
a cura di Edda Billi
Intervento di Edda Billi
al Convegno “Percorsi storici del movimento omosessuale: prospettive
e programmi” organizzato il 9 aprile alla Casa da Di gay project
Noi , lesbo-femministe, abbiamo
picchettato i nostri percorsi di vita: linee di confine che abbiamo
definito nei modi più fantasiosi per tentare di toglierci
di dosso le maglie strette che ci soffocavano.
Ci siamo definite nomadi quasi che il solo nominare l’altrove
ci facesse scoprire libere; fuori dalle definizioni nelle quali
l’altro ti inchiodava, fuori dal paese della tolleranza e
del paternalismo a scoprire la vita che tutte e tutti ci meritiamo,
intera.
Ma nominare non basta più: l’altrove va raggiunto per
liberarci dalla legge del padre, unidirezionale, assoluta, monosessuata.
Dalla legge della madre succube, ancella del patriarcato, quella
stessa che lo supporta e lo nutre. Mi sarebbe piaciuto dire con
Mary Daly “Al di là del dio padre”, ma è
ancora voce senza echi, appena udibile.
Il patriarcato non è neppure moribondo, regna sovrano su
troppe coscienze, su troppe vite in questo nostro mondo ancora a
misura d’uomo. In cui religioni d’ogni colore e grado
usano il corpo delle donne, eterno contenitore, per avere podestà
e controllo sulle famiglie, sulla vita sociale, politica e spirituale
in stati che stanno perdendo il senso pieno della laicità
nei trionfi di porpora e di sperperi d’intelligenze.
Divieti di profilattici così da condannare a morte milioni
anche di cattolici nei paesi dove l’AIDS imperversa, mutilazioni
genitali per i diktat di un’incultura che non accenna a scemare
in troppi luoghi della terra, autodeterminazioni in pericolo, strampalati
mistici di estrema destra che governano stati imponenti, le teorie
della teologia della liberaszione ridotti al silenzio, fra croci
e spade fiammeggianti di chi usa, senza vergogna, il “dio
è con noi”.
Ecco perché sono stanca della tolleranza, questa bieca parola
che significa anche offerte di spazi nella spazzatura mediatica,
con i nostri visi e i nostri corpi le nostre intelligenze usate
ipocritamente come bertucce allo zoo.
Tristezza sconfinata.
Io non voglio essere l’eccentrica che diverte, che fa audience,
l’alibi alla loro tracotanza.
Voglio esistere per me, con voi, senza etichette, stereotipi, divisioni
che fanno, come sempre, imperare gli altri; esistere politicamente
tutta intera, con le mie differenze fra le vostre differenze ma
ritrovandoci poiché è da sudditi il bisogno di essere
riconosciuti da qualcuno che perciò stesso vorrebbe di più.
Io ho la mia stella polare, il femminismo, non come ideologia poiché
non avendo noi agito potere, non lo è stata, ma modo d’essere
che impegna corpi e menti, che agisce orizzontalmente, passione
di qualità di vita che contempla le diversità tutte
senza annullarle.
Non domina ma dialoga, che odia le armi e le guerre, il sessismo
e il razzismo, la tracotanza delle proprietà, gli unti del
signore, gli uomini della provvidenza dalle mani sporche di sangue,
gli stermini per fame, i giochi di potere che giustificano schiavi
e padroni, che ama la libertà di esistere anche nelle diversità,
che apre un mare da veleggiare “non più in piccoli
vascelli, ognuno il suo, verso direzioni diverse a combattere venti
e tempeste, ma flotta gioiosa che va verso terra da raggiungere
insieme”.
Un’utopia ma unica realtà possibile, che mi rallegra
il cuore – così appestato dalla realtà che invece
domina - perché l’oscurantismo, il fondamentalismo
possano essere combattuti, a viso scoperto, con qualche speranza
di vittoria.
Certo, lo so, siamo ancora donne di frontiera.
APPROFONDIMENTI
> Antonietta
Pirandello nata Portolano. Dialogo mancato con Luigi
a cura di Marina Argenziano
Nella mia ormai più
che ventennale frequentazione di Luigi Pirandello, mi veniva spesso
incontro la figura di Antonietta Portolano, moglie dell’autore,
con la sua fragilità psichica, che andò accentuandosi
in un tragico crescendo. Antonietta fu internata in una casa di
cura per malattie mentali nel gennaio del 1919. Vi rimase fino alla
morte, avvenuta nel dicembre del 1959.
Era nata nel 1872. Se il silenzio mi appariva il modo migliore di
accogliere il dolore di questa donna, spesso mi sorprendevo ad esprimere
le sue ragioni. Creatura fragile, senza una sua dimensione, senza
una sua precisa identità – come spesso accadeva alle
donne (soprattutto in Sicilia) tra Ottocento e Novecento –
Antonietta mi sembrava l’anello debole che si spezza.
Vista prevalentemente come una presenza che aveva portato sofferenza
intorno a sé, si presentava ai miei occhi – nella drammatica
vicenda della malattia mentale – come sofferente in prima
persona, in un tormento devastante, totale. Senza filtri. Senza
la difesa dell’arte, come avvenne invece per il marito. Ne
è nato questo “dialogo mancato”, in cui i protagonisti
esprimono ognuno la sua prospettiva senza possibilità di
incontro.
> Elisabetta
Mondello e Bia Sarasini presentano il
romanzo di Patrizia Bisi Daimon
a cura di Stefania Vulterini
“Non sarà il daimon a scegliere
voi, ma voi a scegliere il vostro daimon” Platone La Repubblica
Diletta ha tre anni. All’asilo
si distingue nel lancio di coltelli in sala mensa, ma seduta sulle
gambe di suo padre suona il piano come un angelo. Diletta ha otto
anni. La sua mente è popolata di fantasmi, e la musica sotto
le sue mani prende toni diabolici, selvaggi.
Diletta ha tredici anni. Suona deviando da ogni partitura, l’ombra
di un demone ballerino la dirige. Invece che al Conservatorio, entra
in un istituto psichiatrico.
Diletta a ventun anni parte da sola per New York. E’ cresciuta
senza mai guarire da quella strana malattia che si chiama anima.
Perché crescere, a tutte le età, significa imparare
ad ascoltare la propria musica interiore.
Daimon come destino, come necessità
che ogni vita si porta dentro, ma anche come segno distintivo della
differenza, una differenza irriducibile, che non si piega, che non
scende a patti.
Dice Patrizia Bisi “ nel libro non c’è nulla
di veramente autobiografico, se non il rapporto drammatico con la
musica, che è stato il mio sogno irrealizzato (Patrizia è
una matematica). La sofferenza di cui parlo però la conosco
bene, per averla attraversata o per essere stata vicina a qualcuno
che soffriva”.
Diletta, invece, esiste davvero, una diagnosi di autismo, due mani
che dalla tastiera spremono il meglio.
Solo un incontro, ma per Patrizia fatale e così per le lettrici
e i lettori.
Come scrive Isabella Bossi Fedrigotti sul Corsera” il piccolo
infelice daimon va sommessamente ad aggiungersi alla lunga fila
dei personaggi letterari che sono cari e familiari al lettore ,che
gli fanno compagnia e che si porta dentro da quando ha cominciato
a leggere”.
> Il soggetto lesbica. Sovvertire
il pensiero egemone per una ri-scrittura del simbolico
Centro Femminista Separatista, via San Francesco di Sales, 1b
Una iniziativa di:
CLR Coordinamento Lesbiche Romane - Roma, Associazione Separatista
Desiderandae - Bari, Fuoricampo Lesbian Group - Bologna, CFS Centro
Femminista Separatista - Roma
Un soggetto che si nomina lesbica rappresenta un'identità
che, all'interno di una pratica di relazioni con donne e fra donne,
decostruisce la dualità maschile/femminile e coglie l'(auto)inganno
del pensarsi al di fuori di quei due generi quando in realtà
si continua a subirne l'influenza attraverso la fiducia nel neutro.
Le nostre esistenze, il nostro essere lesbiche e dichiararci tali
sovvertono l'ordine dato, il pensiero unico, l'assoluto della concezione
etero-patriarcale e il simbolico che ne deriva.
Se queste sono la soggettività e la pratica da cui partiamo,
vorremmo allora chiederci:
- da quali visioni muove la nostra necessità di ri-scrivere
il simbolico?
- con quale strategia sapiente (perché inscritta nel corpo)
possiamo smascherare le trappole del linguaggio?
- a partire da quali genealogie, forme della memoria, modalità
di trasmissione identifichiamo gli strumenti per ri-scrivere il
mondo?
- lo riscrivono i movimenti che rivendicano l'omologazione alla
coppia eterosessuale/eterosociale e alla famiglia come luoghi di
privilegi?
A queste domande vorremmo
rispondere insieme, in un convegno che rappresenti una pratica percorribile
per sovvertire e ricostruire l'esistente. E vorremmo farlo partendo
dal nostro posizionarci come soggetto lesbica.
PROGRAMMA
Venerdì 13 Maggio
h 19.00
Inaugurazione e presentazione della mostra "Immagine Parola".
L'intreccio di immagini e parole stimola e raccoglie suggestioni,
echi, rimandi. Le artiste hanno liberamente interpretato il legame
fra due linguaggi, quello visivo e quello della parola, nel piacere
di sconfinare.
Espongono: Loredana Baldin, Emilia Vitale, Grazia Ursini, Luki Massa,
Maria Onetti, Mimma Pisani, Emilia Marzocchi, Pina Nuzzo, Paola
Pieretto, Petra Bialas
Sabato 14 maggio
h 10.30 Apertura dei lavori e benvenuto.
Presentazione del convegno Lucilla Ciambotti e Rosina Gianandrea
- CLR
h 11.00 Lucilla Ciambotti - CLR “Valérie Solanas: la
mistica dell’utopia”
h 11.30 Michèle Causse “Chi ha paura di Valérie
Solanas?”
Introduce Lucilla Ciambotti
a seguire dibattito
Pausa pranzo
h 15.00 Jacqueline Julien “F(emale) to L(esbian): per un nuovo
genere di visibilità”
Introduce Luki Massa
a seguire dibattito
h 15.30 Katy Barasc “Per una genealogia della parola lesbica:
dal subire al gioire”
Introduce Ida Carogioiello
a seguire dibattito
h 16.30 Rosanna Fiocchetto “Fenomenologia e pratica della
rabbia - Amazzoni di ieri e di oggi”
Introduce Lucilla Ciambotti
a seguire dibattito
h 18.00 chiusura giornata
h 20.00 Cena a cura del Centro Femminista Separatista
h 22.30 Spettacolo teatrale: Primo piano di Elena Rossi con Angela
Soldani
Come si fa a vedere il quadro di insieme se non si toglie l'occhio
dall'obiettivo? Primo piano di coppia lesbica: Alisca e Mirrina
si amano di un amore eterno e totalizzante (e forse un po' soffocante?),
vivono nella stessa casa, condividono lo stesso lavoro. Si amano
talmente tanto che si lasciano senza capire bene perché,
o meglio, vengono sulla scena una dopo l'altra a dare spiegazioni
e offrire ragioni. E poi? E poi la vita, le storie, le relazioni
continuano, esattamente uguali a prima. Si possono cambiare lenti
e obiettivi, ma la foto resta sempre la stessa.
h 23.30 Festa Coup de foudre
Domenica 15 maggio
h 10.00 Rosy Paparella e Vinci Fiore - Desiderandae, Luki Massa
- Fuoricampo
“Il rovescio del diritto: integrazione o auto-rappresentazione?”
h 10.30 Danielle Charest ”Omologazione: i contratti affiliati
al matrimonio. Una fuga indietro”
Introducono Rosy Paparella e Vinci Fiore
a seguire dibattito
h 11.30 Simonetta Spinelli “Dalle guerrigliere alle civilizzate”
Introduce Luki Massa
a seguire dibattito
h 14.00 Chiusura lavori
Alcuni interventi:
Katy Barasc > Per una genealogia della parola
lesbica: dal subire al gioire
La parola ‘lesbica’ nasce senza territorio, la nominazione
stessa essendo negazione. Tale è la falla del logos. Ma possiamo
re/investire nel giubilo, un vocabolo inospitale, facendo emergere
la soggettività di chi, liberata dal reclutamento nel genere
e dal neutro, crea la propria figura finora inesistente nel simbolico,
privo di universale “concreto“.
Michèle Causse > Chi ha paura di Valérie
Solanas?
Valérie Solanas, famosa per aver tentato di uccidere Andy
Warhol, è un’“arpia” che ha scritto il
pamphlet “Scum” (Manifesto per l’eliminazione
dei maschi), enumerando i delitti, i crimini commessi dagli uomini
contro le donne, è la prima che ha osato proporre l’eliminazione
materiale degli uomini e a suggerire proposte di società
alternativa molto ispirata.
Danielle Charest > Omologazione: i contratti
affiliati al matrimonio. Una fuga all’indietro
Invece di lottare contro le istituzioni dell'eterosocialità,
gli integrazionisti danno la loro cauzione esigendo di farne parte
e così negano i diritti universali che sono quelli dell'individuo
e non della coppia, nel senso più reazionario. Contro l'impero
etero-omosociale, le lesbiche e le donne dovrebbero associarsi,
cioè dotarsi dello strumento della lesbosocialità.
Jacqueline Julien - Bagdam Espace Lesbien >
F(emale) to L(esbian): per un nuovo genere di visibilità
Il CORPO lesbico, appena visibilizzato, invariabilmente scompare
dal palcoscenico sociale e dal campo simbolico. Ridotta alla lettera
L nell'occulta sigla LGTB, la corporeità lesbica viene meramente
cancellata. Si tratta di riproporre la questione della visibilità,
se NON vogliamo sottoscrivere al contratto etero-omosociale che
strutturalmente ci nega.
Rosanna Fiocchetto > Fenomenologia e pratica
della rabbia - Amazzoni di ieri e di oggi
La rabbia delle donne ha una storia, una dimensione simbolica e
un valore politico che il patriarcato cerca costantemente di mistificare
o di reprimere. E' un potente strumento di trasformazione con cui
il movimento lesbico può materializzare il mito delle antiche
Amazzoni nelle lotte del nuovo millennio.
Simonetta Spinelli > Dalle guerrigliere alle
civilizzate.
Abbiamo costruito, faticosamente e con coraggio, un patrimonio di
consapevolezza lesbica, segnato il pensiero, la cultura, la politica
della modernità con le nostre vite e le nostre pratiche.
Oggi sembra che la nostra aspirazione sia solo adeguarci ad un sistema
di diritti che santifica le discriminazioni legalizzate. Da quando
e come ci siamo così distratte da pensare che l'autolesionismo
sia una conquista politica?
Lucilla Ciambotti - CLR > Valérie Solanas:
la mistica dell’utopia
Fra le donne che hanno costruito una prospettiva diversa del mondo,
Valérie Solanas, con il coraggio della sua visionarietà,
ci ha indicato un linguaggio in grado di rivelare gli inganni del
sistema dominante e di scardinarne il pensiero egemone. La sua fantasia
utopica rappresenta per noi una forma di insubordinazione con cui
ri-significare il mondo a partire dalle nostre esistenze.
Rosy Paparella e Vinci Fiore - Desiderandae >
Luki Massa - Fuoricampo > Il rovescio del diritto: integrazione
o auto-rappresentazione?
Danielle Charest compie un'analisi critica della politica integrazionista
che perpetua l'adesione ad un modello delle relazioni umane di tipo
conservatore, basato sull'eterosocialità e sulla sacralità
del numero due.
Le sue considerazioni rappresentano un'occasione preziosa di riflessione
per la comunità lesbica italiana, suggerendo una voce diversa
che combatte radicalmente le istituzioni reazionarie e frena la
corsa legislativa, sostenuta a maggioranza dalla comunità
omosessuale, al volervi appartenere a tutti i costi.
Per informazioni sul convegno e richiesta materiali:
CLR-Coordinamento Lesbiche Romane
- Roma
tel > 06 6864201 (mercoledì 20.30 > 23.30)
cell > 338 4146682 (solo per sms)
e-mail > contatti@clrbp.it
sito > www.clrbp.it
Fuoricampo Lesbian Group - Bologna
tel - fax > 051 349969 (martedì 18.00 > 23.00)
cell > 339 1408010 (tutti i giorni 12.00 > 19.00)
e-mail > info@fuoricampo.net
sito > www.fuoricampo.net
Associazione Separatista Desiderandae
- Bari
cell > 333 7155187 (tutti i giorni 19.00 > 22.00)
e-mail > info@desiderandae.it
sito > www.desiderandae.it
SEGNALAZIONI
> Incontro di
presentazione del Focusing
a cura di Stefania Vulterini
La libreria Zora neale Hurston organizza
un incontro introduttivo di presentazione del metodo del Focusing
tenuto da Letizia Baglioni. L’incontro, a numero chiuso, si
svolgerà nella prima settimana di giugno. Per informazioni
e prenotazioni tel. 06 68193001 - 347 8419378
L’incontro di tre ore si propone di
presentare le caratteristiche e le applicazioni del processo di
Focusing, secondo il metodo elaborato da Eugene T. Gendlin, Ph.D.*
Il momento teorico sarà intrecciato a momenti esperienziali
e a dimostrazioni pratiche del processo.
Per chi è interessata ad un approfondimento si consiglia
la lettura di Eugene Gendlin, Focusing, Roma, Ubaldini Editore,
2001.
Che cos’è
il Focusing?
Il Focusing è accedere a una modalità di attenzione
disponibile a tutti, ma diversa dall’attenzione ordinaria:
un'attenzione rilassata e aperta, sgombra da pregiudizi, curiosa
e amichevole, rivolta verso l’interno, dentro il corpo, centrata
nel presente.
Il Focusing è andare oltre le sensazioni, le emozioni e i
concetti già noti per ascoltare e dare spazio all'implicito,
all'oscuro, al nuovo, al non ancora formato.
Il Focusing è un orientamento nel counselling e nella terapia,
una preziosa risorsa per l’auto conoscenza e la crescita personale,
una modalità di incontro fra due persone in cui ci si offre
a vicenda ascolto empatico, non giudicante e non intrusivo.
Il Focusing implica un processo di valutazione organica di una situazione
o di un problema che esula dai limiti della formazione culturale
e dei ruoli appresi. Dalla “congruenza interna” scaturiscono
idee e azioni nuove.
Il Focusing permette di:
- comprendere quello che veramente si sente e si vuole
- superare i blocchi, prendere decisioni e risolvere i problemi
creativamente
- divenire più attenti, gentili e accettanti verso se stessi
e con gli altri
- integrare corpo mente e spirito
- trovare sollievo dalla tensione e dai disturbi cronici
- approfondire e rendere più efficaci un percorso di counselling
o psicoterapia, i processi artistici e creativi, le abilità
da offrire in una relazione d'aiuto
Letizia Baglioni
Psicologa con una formazione in psicoterapie a mediazione corporea.
Laureata in lettere con indirizzo orientalistico, tiene corsi sul
buddhismo e la meditazione di consapevolezza (vipassana). Si è
formata al Focusing con Nicoletta Corsetti ed è associata
al Focusing Institute di New York come Trainer-in-Training.
>
Amazzoni dell’Arcobaleno
2005 Incontri riservati a donne
Iniziative dell'Associazione Amazzoni dell’Arcobaleno
Podere Petraia, Ghirlanda - 58024 Massa Marittima (GR) - Tel. 0566/902925
Sabato 30 aprile
FUOCO di MEZZANOTTE*
Domenica 29 maggio ore 16.00,
L’OMEOPATIA UNICISTA*
Imogen Gruben spiega i principi base dell’omeopatia classica
unicista e risponde a domande e curiosità
Domenica 26 giugno ore 10.30
CANTI E TAMBURI DELL’OVEST*
Un canto di guarigione per il femminile, Canti sacri di diverse
tradizioni (inclusi i Nativi Americani) che hanno come focalizzazione
la Dea, la Terra, il femminile. Saranno condotti, in modo rituale
da Gianna Donna Renna [si prega portare un dono per Gianna]
Sabato 2 luglio
TORNEO DI CALCETTO dedicato a Stefia’
per iscrizioni si prega contattare la sede entro il 19 giugno 2005
23 e 24 luglio
QI GONG PER DONNE con Fatima
La Fata di Giada [è prevista una quota di partecipazione,
si prega dare conferma entro il 10 luglio]
Sabato 30 luglio, ore 18.00,
RACCONTI DI... STREGHE* un cerchio di donne e racconti
Sabato 6 agosto ore 18.30
ESIBIZIONE DELLE AMAZZONI*
Equitazione con Momo, Tai Ji Quan con Natalie, Qi Gong con Fatima
e le altre “amazzoni” Sil, Anto, Ale e Franci
Sabato 20 agosto
FESTA di MEZZAESTATE*
24 e 25 settembre
RIFLESSOLOGIA PLANTARE con Brit
Le pratiche base della riflessologia plantare [è prevista
un quota di partecipazione, si prega dare conferma entro il 15 settembre]
E’ inoltre possibile prenotare:
Lezioni di equitazione e passeggiate per amazzoni più esperte
con Salome (Momo) de Nève
Lavori in cuoio (esperienze in selleria ) con Salome (Momo) de Nève
Incontri di Tai Ji e massaggio cinetico con Natalie Romer
Incontri di Qi Gong e massaggio cranio sacrale con Fatima Da Silva
Riflessologia plantare e massaggio completo con Brit Hermann
Scambi Astrologici con Francesca
* Gli incontri sono gratuiti e prevedono una cena
in cui ognuna è invitata a portare cibo da condividere. [Si
prega dare conferma 3gg. prima dell’incontro]
Le Amazzoni dell’Arcobaleno. E’ un’Associazione
creata da Donne e rivolta a Donne che vogliono ritrovare un contatto
più profondo con la Terra ed i suoi abitanti.
La nostra è una piccola
realtà che esiste da sei anni nella Maremma toscana. In questo
tempo abbiamo creato bei momenti di incontro collettivo con altre
donne espandendo le attività della nostra associazione. Oltre
all’equitazione, svolgiamo lavori di artigianato (cuoio, candele
e ceramica), arti marziali con il Tai Ji Quan e massaggi.
Stiamo cercando di organizzarci in un’economia il più
possibile autosufficiente e di recuperare conoscenze di guarigione
basate sulla medicina naturale e, quindi, cercare di ristabilire
un rapporto più equilibrato e corretto con l’ambiente
ed il nostro corpo.
Ci troviamo nella zona di Massa Marittima (GR) con la presenza nelle
vicinanze di mare, lago, terme ed una natura ancora viva e selvatica.
La nostra è una piccola casa in pietra, presa in affitto,
dove sono tenuti diversi animali domestici (galline, piccioni, conigli,
caprette, cani, gatti e cavalli), è circondata da un oliveto
e si trova piuttosto a ridosso delle mura storiche di Massa Marittima.
Oltre all’oliveto, c’è un’area, sempre
vietata alla caccia, dove è facile vedere, nelle stagioni
appropriate: tartarughe, istrici, volpi, ghiandaie, fagiani, gazze,
pettirossi, cardellini, upupe, civette, poiane tra querce e castagni
secolari e rovi, che in estate si coprono di more saporite e danno
rifugio a tanti altri animaletti.
Raccogliamo frutta per le marmellate, mangiamo le uova delle nostre
galline, facciamo la conserva e torte e dolci buonissimi, coltiviamo
un piccolo orto, partecipiamo alle raccolte locali (olive ed uva)
dai vicini contadini, restando così in contatto con le tradizioni
e gli usi del territorio.
Non abbiamo la presunzione di aver creato un ambiente armonioso
ed ideale ma ci proviamo e, soprattutto, ci stiamo divertendo in
questo. Non mancano difficoltà di diverso genere ma il confronto,
anche se impegnativo, è stimolante.
Se volete venirci a trovare potete chiamare lo 0566/902925.
Calendario dal 1
al 15 Maggio
> Lunedì
2 maggio, ore 18.00
Presentazione libro Nuove virtù di Barbara
Mapelli, Guerini e Associati Editori.
Intervengono Francesca Brezzi, Maria Rosa Cutrufelli, Margarete
Durst
Organizza: Generi e Generazioni
> Martedì
3 maggio ore 17.00
Convegno: Le donne e il I° Maggio dal 1890 a tutto il
Novecento: giorno di festa o giorno di lotta? Organizza:
Commissione delle Elette
> Martedì
3 maggio ore 19.00
Presentazione Antonietta Pirandello nata Portolano Dialogo
mancato con Luigi di Marina Argenziano
con Maria Paola Conrado e Alessandro Marrapodi
direzione artistica Paolo Orlandelli, organizzazione
Maria Rita Conrado. Introducono la lettura l’autrice
Marina Argenziano e la psicoanalista Laura
Storti
Organizza: Donna Ascolta Donna e Zora Neale Hurston
> Lunedì
9 maggio 2005 ore 17.30
Incontro dibattito GIORNATA DELL’EUROPA Opportunità
Europa
Organizza: Consulta Femminile Regionale del Lazio e il suo Gruppo
Europa e AFFI, Associazione Federativa Femminista Internazionale.
> Martedì
10 maggio ore 18.00
Presentazione libro Daimon di Patrizia
Bisi, Ed. Einaudi 2005. Introducono Elisabetta
Mondello e Bia Sarasini. Letture e interventi
musicali
Organizza: Zora Neale Hurston
> Mercoledì 11 maggio ore 18.00
Presentazione del libro di cooperazione Perle e pirati
di Luciano Carrino.
Organizza: Generi e Generazioni
> Giovedì 12 maggio ore 18.30
Sesto e ultimo incontro del ciclo Il dolore come fatto pubblico
con Lidia Campagnano sul tema Lutti infiniti, Nostalgie
clandestine.
Organizza: Consorzio - Area Culturae e Archivia
> Sabato 14 ore 19.00 Domenica 15 ore 10.30
Convegno Il soggetto lesbica. Sovvertire il pensiero egemone
per una ri-scrittura del simbolico
Organizza: CLR - Roma, Desiderandae Bari, Fuoricampo Lesbian
Group Bologna, CFS - Roma.