Avviso alle naviganti
la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°43 del 9 settembre 2005

in redazione:
M. Giulia Catemario, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini

GLI EVENTI DI SETTEMBRE

> Incontro con LIBERATE KAITESI, parlamentare rwandese, nell'ambito del programma "Adotta un popolo" Lunedì 12 settembre ore 16.30
Organizza: A.F.F.I e Provincia di Roma

> Incontro con le donne africane Mercoledì 14 settembre ore 18.30
Organizza: A.F.F.I. e Donne in nero

> Presentazione del libro di Munù Actis, Cristina Aldini, Liliana Gardella, Miriam Lewin, Elisa Tokar
tradotte da Fiamma Lolli LE REAPARECIDE Sequestrate, torturate, sopravvissute al terrorismo di stato in Argentina Editore: Stampa Alternativa
Ne parlano: Liliana Gardella (autrice e desaparecida) Miriam Lewin (autrice e desaparecida) Fiamma Lolli (traduttrice e curatrice) Marimé Arias (Candelaria) Maria Palazzesi (Area cultura della Casa Internazionale delle Donne)
Giovedì 15 settembre ore 18.00
Organizza: Zora Neale Hurston

> Sabato 17 settembre dalle ore 20.00
Notte Bianca
E’ nata una nuova piazza a Roma alla Casa Internazionale delle Donne

Una casa per uscire di casa e entrare nelle 1000 attività gestite dalla casa internazionale delle donne. Una piazza come luogo di incontro che ti farà scoprire una realtà unica in Europa, una piazza come luogo di scambio dove sentire l’odore e degustare il pane e i biscotti appena sfornati. Girare intorno a libri rari, provarsi i gioielli di vetro realizzati dalle artiste della Casa, cenare in sotto la magnolia, ascoltare musica dal vivo sotto le stelle. Oltre ad una notte che si sfoglia come un libro avvincente la Casa è un laboratorio permanente della creatività e del pensiero politico delle donne.

> Presentazione del libro: Da madre a madre di Magona Sindiwe, sarà presente l'autrice. Edizione Gorée Venerdì 23 settembre ore 18.00 Organizza: Zora Neale Hurston (vedi approfondimenti)

> Festa spettacolo di fine estate
Sabato 24 settembre ore 17.30 Organizza: CFS

> Incontro con la realtà Uruguayana Disfrute Uruguayanos con Luisa Di Gaetano
Martedì 27 settembreore 18.00 Organizza: Commissione delle Elette (vedi Approfondimenti)

> Lezione dimostrativa gratuita di danza del ventre organizzata da Anna Osman
Giovedì 29 settembre ore 17.30


APPROFONDIMENTI

>
LE REAPARECIDE Sequestrate, torturate, sopravvissute al terrorismo di stato in Argentina di Munù Actis, Cristina Aldini, Liliana Gardella, Miriam Lewin, Elisa Tokar tradotte da Fiamma Lolli
a cura di Stampa Alternativa

Argentina, novembre 1975. Di fronte a lotte popolari impetuose, a un fronte di guerriglia urbana e rurale tra i più vasti e intraprendenti dell'America Latina, a innovativi esempi di autogestione operaia e di quartiere, il generale J. R. Videla affermava: "In Argentina dovranno morire tutte le persone necessarie affinché torni a regnare la pace". Pochi giorni dopo dava al governo un ultimatum di 90 giorni "per evitare anarchia e immoralità". Lo rispetterà alla lettera: all'alba del 24 marzo 1976 una giunta militare prendeva il potere e annunciava l¹inizio del "Processo di riorganizzazione nazionale", il periodo più buio della repressione.
Da questo momento fino al 1982 la sequenza, perfezionata in "sequestro-tortura-sparizione", si ripeté trentamila volte. Trentamila desaparecidos privati di libertà, dignità e diritto, privati della vita e pure della morte. Migliaia di donne e uomini, alla fine di torture indicibili concepite decise e pianificate da una feccia umana che si proclamava Stato, erano ammassati in stive di aerei da carico e gettati di notte ancora vivi, a grappoli, nelle acque melmose del Rio de la Plata o caricati su camion e fucilati sull'orlo di improvvisate fosse comuni.
Cinque ex desaparecidas della Escuela de Mecanica de la Armada, indiscussa protagonista di questo libro, hanno deciso di non tacere "prima che svaniscano dalla nostra memoria" e, tra dolore e contrastanti momenti di allegria, con parole che sono pietre, ci sono riuscite.


Le autrici

Liliana Gardella (Chaco, 20 agosto 1954). Trasferitasi a Buenos Aires per frequentare la facoltà di Antropologia, inizia presto a militare finché, il 25 novembre del 1977, a Mar del Plata, la sequestrano. Reclusa in vari centri clandestini, tra cui la ESMA, rimane desaparecida più di un anno: l'8 gennaio del 1979, sempre sotto sorveglianza, le permettono di tornare a casa dei suoi e, a maggio dello stesso anno, lascia il paese per l'Italia, dove ha vissuto l'esilio e dov'è nata la sua unica figlia. Tornata in Argentina alla fine della dittatura, ha concluso gli studi interrotti dalla repressione e si è laureata in antropologia. Oggi è impegnata in progetti politici e sociali per conto di enti privati e pubblici.
Miriam Lewin (Buenos Aires, 1957). Inizia la propria attività politica al Colegio Nacional nei gruppi della sinistra; all¹Università entra nella Juventud Peronista. Sequestrata il 17 maggio 1977, per quasi due anni, fino a gennaio del 1979, è stata desaparecida in più centri clandestini, tra cui la ESMA e, per altri due anni, è restata sotto il controllo dei militari. Solo nell'aprile del 1981 ha potuto lasciare l'Argentina per gli Stati Uniti dove ha vissuto in esilio, impegnandosi nella lotta per la difesa dei diritti umani, fino al ritorno della democrazia nel proprio paese. Oggi è giornalista televisiva a Canal 13, autrice di programmi di approfondimento e di inchieste su clamorosi casi di corruzione.


Dalla curatrice
Mancano pochi giorni al momento in cui inizierò ad accompagnare Liliana Gardella e Miriam Lewin in giro per l'Italia a presentare Le reaparecide. Il libro diventerà un ponte per incontrarsi, uno spazio per discutere.
È stato dunque possibile? È stata davvero possibile una dittatura come quella argentina, inumana fuor di misura? E a che cosa ha preparato le donne e gli uomini del paese in cui si è dispiegata in tutto il suo raccapriccio? Come decifrare e riconoscere la necessità di resistere prima che sia tardi?
Non voglio nemmeno lontanamente suggerire che possano essere le autrici a risponderci: quel che però possiamo far nostro del loro racconto, delle loro cinque storie, è solo il dovere di non chiudere gli occhi - e la porta di casa - a chi dovesse sentirsi straniero, diverso. Possiamo far nostro solo il diritto a ricordare, in pubblico, per conto delle decine di migliaia di desaparecidos che non potrà mai più accadere.
Possiamo solo sostenerle, con le forze che abbiamo e tessere "una grande coperta di memoria, immensa, materna, "consolatrice, che offra riparo dal possibile ripetersi dei crimini del passato, poiché questi sopravvivono in ciò che di essi si tace nel presente". Le reaparecide è solo un pezzetto della coperta di memoria di cui parla Juan Gelman; una coperta che ci avvolga e ci riscaldi, tutte e tutti, definitivamente".
Fiamma Lolli



> SINDIWE MAGONA alla Casa Internazionale delle donne
a cura di Valentina Pinello

Il 23 settembre alle ore 18 la Casa Internazionale delle Donne ospita Sindiwe Magona, scrittrice sudafricana, da sempre impegnata in prima linea per rivendicare i diritti dei neri oppressi dall’Apartheid, e membro presso l’ONU del Tribunale Internazionale per i crimini contro le donne. La sua visita nel nostro Paese coincide con la presentazione del suo romanzo, Da madre a madre, tradotto per la prima volta in Italia e pubblicato dalla casa editrice Gorée, attenta fin dagli esordi nel mese di aprile scorso, alle tematiche che riguardano la violazione dei diritti umani e i problemi del Sud del mondo. Roma è la prima di una serie di tappe che vedranno l’autrice in giro per l’Italia, ospite anche del Forum di GreenAccord sulla salvaguardia dell’ambiente e pace.
Il romanzo Da madre a madre (pp. 216, Euro 16,00-Edizioni Gorèe) prende spunto da una storia vera. Nell'agosto del 1993, Amy Biehl, alunna del Fulbright College, venne uccisa a Città del Capo da un gruppo di giovani neri, istigati da un insorgente movimento "anti bianco". La madre dell'assassino, Mandisa, scrive alla madre della vittima una lettera aperta e tenta, parlando del suo dolore, di ottenere la comprensione per suo figlio Mxolisi attraverso il drammatico racconto della mille difficoltà di crescere un figlio, nato quando lei aveva solo quattordici anni: diventare adulti sotto l'apartheid, senza istruzione, con una povertà inimmaginabile, senza prospettive, senza futuro; Mxolisi si perde, la rabbia dilaga, ogni volto di un bianco diventa il volto del nemico e il riscatto si conquista solo attraverso sangue e violenza. Uscito in Sud Africa nel 1998, il romanzo ha visto poi la pubblicazione negli Stati Uniti nel '99 ottenendo successo di critica e di pubblico, facendo della Magona una delle voci di riferimento della narrativa sudafricana nera.


L’autrice
Sindiwe Magona, nata nel Transkei, è cresciuta nei duri sobborghi di Città del Capo. I suoi ricordano la difficile giovinezza in Sud Africa e le sue lotte, personali e politiche, di donna nera sudafricana vissuta sotto la segregazione, cercando di realizzare l’armonia razziale e sessuale nel suo Paese.
Donna straordinaria, Magona ha svolto i suoi studi per corrispondenza, dovendo occuparsi da single dei tre figli, senza disporre di una residenza fissa e lavorando come domestica. Si è quindi laureata all’Università del Sud Africa e ha svolto un master in Scienze dell’Organizzazione Sociale del Lavoro presso la Columbia University.
L’impegno politico della Magona è stato finalmente riconosciuto nel 1976, quando è entrata a far parte del Tribunale Internazionale per i crimini contro le donne a Bruxelles e nel 1977 quando fu fra le dieci finaliste per il Woman of the Year Award. Al culmine del suo impegno politico ha deciso che la penna può fare di più della spada; così attraverso la sua scrittura cerca di sfidare e influenzare l'opinione pubblica del suo paese, spingendo i giovani neri, soprattutto le donne, a svolgere un ruolo attivo nella crescita del nuovo Sud Africa. Recentemente ha lasciato il suo incarico presso l’ONU svolto per molti anni, ed è tornata a vivere a Città del Capo.


> Incontro con la realtà Uruguayana
MONTEVIDEO-STOCCOLMA A/R Tre storie
di Luisa di Gaetano

Armonia, Maria Emilia e Zulma non hanno nulla in comune, se non la lingua, il genere femminile e il luogo di appartenenza. Sono tutte e tre uruguayane, esiliate in Svezia dai tempi della dittatura. E a Stoccolma si sono conosciute nei tempi dell’esilio.
Incontrarle in Svezia è stato piacevole: i latinoamericani sono allegri e alle loro feste ci si diverte sempre molto. Incontrarle quest’anno a Montevideo è stata una autentica rivelazione.
Queste tre donne così differenti avevano un grande senso della complicità, un’abitudine all’aiuto reciproco, all’affetto e alla solidarietà di chi ne ha passate tante e ha vissuto i tristi momenti della lontananza dal proprio paese.
Il tramite, per me, è stata una grande amica italiana che ha vissuto e diviso con loro il dolore dell’esilio e alla quale volevano mostrare il loro magnifico paese, la loro città, i luoghi dove erano vissute “prima”: insomma quella grande quantità di cose che uniscono e emozionano e che si vogliono condividere con gli amici.
Ho voluto raccontare tre destini di donne comuni in circostanze non comuni nell’Uruguay degli anni ‘70. E il prezzo che hanno dovuto pagare per conservare la loro integrità e la loro dignità e la ricchezza che hanno acquisito. Spero di riuscire a trasmettere la grande emozione, l’affetto profondo, la commozione che la semplicità dei loro racconti mi hanno trasmesso. E anche la generosità con cui hanno collaborato a questo progetto sorprendendosi divertite del mio interessamento.
Ringrazio Zulma, Maria Emilia e Armonia per avermi generosamente lasciato entrare nelle loro famiglie e nella loro intimità e per aver accettato di rimuovere insieme a me ricordi spesso molto dolorosi. Lo hanno fatto perché tutte credono nel valore della testimonianza su quello che é stato, perché tutti sappiano e perché non torni a succedere
Luisa Di Gaetano


PREMI

> Sabato 1 ottobre 2005 (sala Simonetta Tosi, ore 16.00) avverrà la cerimonia di consegna dei Premi di Laurea in ricordo dell’Avvocata Simonetta Massaroni.
Questi premi, indirizzati a giovani laureate, sono stati istituiti dalle Associazioni C.O.D.I., ASSOLEI, DONNA DIRE E FARE, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Roma Tre, per promuovere l’approfondimento di genere in campo giuridico, sociologico ed antropologico.



CORSI

>
Sono aperte le iscrizioni per Corso di storia antica di genere Orizzonti sociali, culturali e religiosi al femminile in Egitto: periodi pre-dinastico, tolemaico e Tardo Antico.
A cura della dott.ra Maria Paola Fiorensoli


Presso la Libreria Zora Neale Hurston, Casa Internazionale delle donne, Via della Lungara 19, Roma. Tutti i Lunedì, dalle 18,00 alle 19,30
17 ottobre: Le prime donne: arte rupestre e società pre-dinastiche.
24 ottobre: La Regina Iside.
31 ottobre: Regine o Faraone? L’Antico Regno da Merneith a Nicotris.
7 novembre: Le donne nella poesia sacra e d’amore.
14 novembre: Hatshepsut e i suoi nomi.
21 novembre: La nascita, l’educazione, il lavoro.
28 novembre: La rivoluzione della regalità (I parte): Tiy “la luminosa”, Nefertiti “la sposa del Sole”, Tuya “la potente”.
5 dicembre: La rivoluzione della regalità (II parte): Ahmes-Nefertari “la diplomatica”, la Dinastia sacra delle divine adoratrici tebane, Arsinoe “la divina”.
12 dicembre: L’arte magica, alchemica e medica.
19 dicembre: Cleopatra. L’ultimo sogno faraonico.

Contributo spese, con dispense: 70 euro.
Prenotazioni: 3470336462; marij@quipo.it


> LABORATORIO AVANZATO DI SCRITTURA E NARRAZIONE
condotto da Valeria Viganò
Riservato a donne che hanno seguito corsi di scrittura o che hanno già esperienza di scrittura

L'analisi e la pratica del narrare tra espressione del sé e immaginazione in un contesto piò approfondito e specifico rispetto al corso base.

Il corso si svolgerà in 10 lezioni di due ore dalle 18.30 alle 20.30 il mercoledì nella Libreria della Casa Internazionale delle Donne via della Lungara, 19 00165 Roma.

L'inizio del corso è previsto per mecoledì 5 ottobre 2005.
Per informazioni e iscrizioni tel. 3478419378
o scrivere mail vulterini@tiscali.it

Si segnala inoltre che a gennaio 2006 prenderà avvio per il terzo anno consecutivo il laboratorio propedeutico di scrittura e narrazione condotto da Valeria Viganò


Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

Per commenti e suggerimenti scrivere a:
redazione.cidd@tiscali.it

Ricevi questa mail di informazione perchè sei iscritta/o alla mailing list della Casa.
Per nuove iscrizioni o per cancellarti usa il form sulla home del sito della
Casa Internazionale delle Donne