Avviso alle naviganti la news
di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°44 del 29 settembre 2005
in redazione:
M. Giulia Catemario, Giovanna Olivieri,
Stefania Vulterini
> Buon
compleanno UDI 1945-2005 Il nostro sessantesimo anniversario.
Ottobre è infatti il mese in cui in tante città,
nel 1945, si sono svolti primi congressi costitutivi. A questo
speciale
appuntamento sono invitate anche altre donne che hanno segnato in
diversi modi la nostra storia di ieri e di oggi. Sabato 1
ottobre ore 14.00 (vedi Approfondimenti)
> Presentazione
delle tesi di laurea vincitrici del premio
istituito in
ricordo della avvocata Simonetta Massaroni. Sabato
1 ottobre ore 16.00 Organizza Assolei (vedi Approfondimenti)
> Costanza
Fanelli e Francesca Molfino presentano il libro di Marina
Piazza Un po’ di
tempo per me ritrovare se stessi, vivere meglio. Sarà presente l'autrice.
Sociologa, Marina Piazza svolge attività di ricerca e formazione presso
la società Gender, di cui è presidente. In questo libro spiega
perché è importante ritagliarsi ogni giorno un po' di tempo
per il rapporto con se stessi. Non "tempo libero", quindi, ma un
momento strappato alla routine, allo stress della vita quotidiana, all'affollarsi
di impegni sociali e privati, per una "pausa di riflessione".
Giovedì 6 ottobre ore 21.00 Organizza Zora Neale Hurston
> Maria
Rosa Cutrufelli e Monica Storini presentano
con l’autrice
il libro Non dire il mio nome di
Paola Presciuttini. Non dire il mio nome è la cronaca,
insieme commossa e divertita, di un’avventura che racconta
infanzia e adolescenza, amore ed illusioni, di un’adolescente
ribelle che, fino alla fine, rifiuta di pronunciare il suo nome,
stanca di tutto quello che proprio quel nome le ricorda. Sullo
sfondo di un paesaggio urbano tipico degli anni Ottanta, dimesso
e proletario, la protagonista senzanome non riesce a guardare al
futuro come ad un destino già visto e troverà pace
solo incontrando la donna che, inaspettatamente, la farà innamorare,
dando il giro di vite finale al proprio destino. Venerdì 7
ottobre ore 19.00 Organizza
CLR e Zora Neale Hurston
ingresso via S. Francesco di Sales, 1b
> Presentazione
del libro di Mary Daly Quintessenza
realizzare il futuro arcaico con la curatrice
della collana Luciana
Percovich e l’editrice
Chiara Orlandini. Coordina Giovanna Olivieri. Femminista
radicale, filosofa, teologa, tra le più note e
amate ispiratrici del pensiero contemporaneo delle donne, Mary Daly è autrice
di una dozzina di libri, tra cui Al di là di Dio padre, il
testo che ha segnato l’irruzione del “divino femminile” nella
ricerca spirituale e ha scompaginato ogni discorso accademico sulle
origini filosofiche e teologiche del maschile e femminile, riportando
sulla scena il Coraggio Oltraggioso e la Speranza Indomita delle
Donne Selvagge.
Nel suo viaggio visionario nella Quintessenza - l’essenza ultima,
l’elemento più importante al centro dell’integrità e
della connessione elementale dell’universo - Mary la Viaggiatrice
quantica incontra nel Continente Perduto e Ritrovato, nel 2048, le
nostre Antenate Future, sopravissute alla catastrofe provocata dagli
orrori del patriarcato estinto e con loro intreccia un dialogo sulla
possibilità che abbiamo, qui e ora, di realizzare quel futuro
come superamento del “tempo morto” del patriarcato, delle
sue “necrotecnologie”, della violenza e della diaspora
delle donne.
Lunedì 17 ottobre ore 18.30 Organizza Zora Neale Hurston
> Consorzio Area Cultura
e Università Roma
Tre promuovono una Giornata di approfondimento
sull’associazionismo.
Martedì 18 ore 9.30 Organizza Area Cultura Consorzio
> Donna in barca, presentazione
dell’equipaggio femminile ai campionati nazionali di vela.
Nel corso della presentazione sarà proposto un corso di
vela.
Mercoledì 19 ore 18.00 Organizza Generi e Generazioni (vedi
Approfondimenti)
> La Commissione delle
Elette presenta il libro di Ilda Bartoloni Come
lo fanno le ragazze sex inchiesta. Come vivono la sessualità e il piacere le
figlie e le nipoti di quelle donne che hanno fatto o attraversato
il ‘68, il femminismo, gli anni della rivoluzione sessuale,
e si sono trovate, grazie a quelle conquiste, con l’emancipazione
in tasca e un corpo liberato? Come lo usano questo corpo?
Il libro trae la sua forza dalla testimonianza di ventidue ragazze,
fra i 17 e i 34 anni, intervistate dall’autrice. Venerdì 21
ottobre ore 10.00
> Diario di un
viaggio Breve racconto di Nellij Duijndam partita a giugno 2005 dalla Casa Internazionale delle Donne e arrivata
a settembre ad Amsterdam.
“
Così accadde che il 3 giugno di questo anno ho preso il
via con la mia bici, partendo dalla Casa Internazionale delle Donne
di Roma, con la meta di arrivare ad Amsterdam superando le Alpi”.
(vedi Approfondimenti)
APPROFONDIMENTI
> Buon compleanno UDI 1945-2005 Il nostro sessantesimo
anniversario.
Programma della giornata:
Sabato 1 ottobre 2005 - Ore 15,00
Per il 60° anniversario della nascita dell’Unione Donne
Italiane ci incontreremo attorno ad alcuni temi: Fuori
moda: la
passione per il dialogo, la cura delle forme politiche, di Pina
Nuzzo. La globalizzazione delle donne: emancipazione senza
diritti – avventure
della povertà – forme di resistenza. Un progetto,
di Simonetta Spinelli, Fatoumata Guire, Isabella
Massamba, Annalisa
Marino. L’ordine mondiale della migrazione, il disordine
mondiale dello stupro, di Lidia Campagnano. Dedicato
alle bambine e ai bambini del mondo di Paola Castagnotto.
Seguirà un
rinfresco e la performance di Delia Caridi e Elena
La Puca
> Consegna
dei premi di laurea dedicati a “SIMONETTA
MASSARONI”
Consegna dei premi di laurea dedicati a Simonetta
Massaroni
Programma della giornata
Sabato 1 ottobre 2005 - Ore 16,00
Apertura dei lavori e benvenuto de l’AFFI e del Consorzio
della Casa Internazionale delle Donne - Area Cultura - Maria Palazzesi;
“
Una donna speciale: Simonetta Massaroni” di Carola Carlotti
Proiezione filmato. “Intervista a Simonetta Massaroni - Consigliera
di fiducia ACEA”
Presentazione delle Associazioni: Assolei - Sportello Donna con
Dalila Novelli, Codi con Rossella Santi, Donna Dire E Fare con
Viviana Tizi;
Presentazione delle vincitrici e premiazione delle TESI, Francesca
Brezzi - Universita’ Roma Tre;
Selene Conti: “La soggettività femminile al lavoro“ Università la
Sapienza / Antropologia. Relatori: Alessandro Simonicca e Laura
Faranda; Simona Ricotta: “La conciliazione tra lavoro remunerato
e resto della vita” Università di Torino / Psicologia.
Relatore: Claudia Piccardo
Prospettive future: Il premio “Simonetta Massaroni” sarà un
premio della Casa Internazionale delle donne finanziato dalle associazioni
e da donazioni - Irene Giacobbe
Ore 19,30 Aperitivo in giardino
Profilo di Simonetta Massaroni
di Carola Carlotti
Simonetta nasce a Roma il 23 Giugno 1946 da famiglia di modeste
origini.
Bambina vivacissima e gracile, frequenta la scuola elementare
saltuariamente ma con buon profitto, divorando oltre i testi
scolastici, gli unici giornali (niente libri, niente fumetti)
che entrano dentro casa: l’Unità e Gente.
Dopo le medie, frequenta il liceo scientifico al Righi ( poi
Castelnuovo), anche se avrebbe preferito il classico per accedere
alla facoltà di Filosofia; inizia, inoltre, l’attività politica
presso la sezione del PCI di Monte Mario. Eccelle nelle materie
umanistiche, nelle altre improvvisa, protetta e incoraggiata
dalla considerazione che tutti i professori nutrono,
comunque, nei suoi confronti ( fra questi Asor Rosa per il quale
avrà sempre una, spesso canzonata, “venerazione”).
Per le amiche è geniale. Ultimato il liceo nel 1964, i
contrasti con i genitori, che le negano studi universitari ed
osteggiano il suo impegno politico,
divengono sempre più aspri.
Si sposa il 30 luglio 1966 con Gaetano Nesti, compagno di partito.
Nel dicembre del 1971 si laurea in pedagogia con 110 e lode.
Il suo relatore è Ferrarotti di cui sarà assistente
per alcuni mesi, ma la necessità economica la costringe
ad abbandonare l’idea, di una carriera universitaria. Uscita
dal Partito Comunista, svolge la sua attività politica
nell’ambito di Soccorso rosso. Conosce l’Avvocato
Giuseppe Mattina ed inizia a lavorare per lui come segretaria.
Nel 1975 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, dove
si laurea nel 1978 con il massimo e la lode.
Continua la collaborazione con l’Avv. Mattina, accanto
al quale matura esperienza nei processi politici legati al caso
Moro. Nel 1980 pubblica presso Savelli il libro “La politica
economica del Fascismo nell’analisi dello stato operaio
(1927 – 1932)”, di cui è coautrice insieme
a Sergio Marconi che è stato suo insegnante al liceo per
un breve periodo. Nel 1988 è accanto all’Avvocata
Tina Lagostena Bassi nel collegio di difesa di Carla Maria Cammarata,
vittima di stupro
a piazza Massimi la sera dell’8 marzo. Il 3 Aprile 1989,
insieme alle avvocate Lilia Mirella Bongiovanni, Simonetta Crisci,
Antonella Di Maggio, Chiara Gelsumino, Giovanna
Lombardi, Costanza Pomarici, Rossella Santi, Gavina Sulas e Catia
Tassone fonda il C.O.D.I. (Coordinamento Operatrici Diritto e
Informazione) per rappresentare e difendere le donne vittime
di violenza (affiancandole nei processi), per promuovere incontri,
convegni, dibattiti e iniziative legislative sulle norme vigenti
e i diritti delle donne. L’attività dell’associazione
si concretizza, oltre che nella opera di ascolto, assistenza
e sostegno delle donne che si rivolgono all’associazione,
in due convegni sulle azioni positive e le pari opportunità,
tenutisi nel luglio del 1996 e nel novembre del 2001; in due
corsi di formazione per gli Istituti Superiori, l’uno su “Violenza
e molestie”, affiancata da ASSOLEI, l’altro sulla “Femminilizzazione
del mondo del lavoro nella società contemporanea”;
nella redazione di progetti di legge sulle molestie sessuali
e sui maltrattamenti in famiglia; nella opera di ascolto, assistenza
e sostegno delle donne che si rivolgono all’associazione.
L’azione del C.O.D.I. si affianca ed intreccia a quella
di altre associazioni di donne o che si occupano di donne in
difficoltà, di cui è scudo od ariete legale in
molte circostanze, come ASSOLEI , DIFFERENZA DONNA, AFFI, PARSEC,
DONNA DIRE E FARE.
La costituzione di parte civile delle associazioni, in particolare
quelle di donne, nei processi per reati contro le donne, diventa
per Simonetta il nodo cruciale intorno a cui ruota la maggior
parte della sua attività di elaborazione.
Nel novembre del 1998 Simonetta viene operata al seno per asportare
due carcinomi. All’intervento seguono le terapie di rito
che lei sopporta con coraggio ed ironia.
Nel febbraio del 1999 viene nominata dall’ACEA Consigliera
di fiducia per la tutela della dignità di donne e uomini
nei casi di molestie sessuali.
Nel febbraio del 2001 subisce un secondo intervento e poi un
terzo subito dopo. A questo punto la terapia diventa un impegno
come gli altri da scadenzare nell’agenda di studio.
Il suo lavoro non subisce battute d’arresto.
Nel gennaio 2002 ottiene, insieme agli Avvocati Mattina, Notarangelo
e Liguori, la costituzione di parte civile di Medicina Democratica
e del CUB (Confederazione Unitaria di Base) nel processo contro
l’Enichem di Manfredonia. Sempre a gennaio 2002, la 1°
Corte di Assise di Roma, nel condannare nove albanesi per racket
della prostituzione e riduzione in schiavitù delle
donne prostituite, riconosce a Differenza Donna, difesa da Simonetta,
il risarcimento degli oneri sostenuti per la costituzione di
parte civile. Nel febbraio 2002 invia alla rivista D&L, Rivista
critica di diritto del lavoro, l’articolo “La costituzione
di parte civile delle associazioni di fatto quale strumento per
l’emersione, nel processo, degli interessi diffusi e collettivi” che
sarà pubblicato nel numero di giugno.
Simonetta muore a Roma il 3 aprile 2002. L’amicizia e l’amore, la fantasia e la passione,
la letteratura e la pittura, il cinema e la fotografia, i motori
e le camicie di seta, i gatti e i cani, la pasta e il vino, hanno
dialogato tutta la vita col suo impegno civile e il suo lavoro,
aggiungendo colore e umanità alla professione di avvocata.
I
premi istituiti in suo ricordo, oltre a manifestare l’affetto
e la stima che ci hanno legato ad una donna dalla storia emblematica
(in relazione alle difficoltà che spesso le donne sono
costrette ad affrontare per realizzare se stesse), rappresentano
il riconoscimento al lavoro svolto da una donna che ha esercitato
la professione di avvocata dal 1982, compiendo buona parte della
sua attività a fianco delle donne, nei procedimenti penali
e civili, ed affinando gli strumenti tecnico-giuridici con lo
studio e l’esperienza.
In particolare:
- ha svolto attività di consulenza legale gratuita e assistenza
legale alle donne per la associazione CODI, della quale è stata
anche la Presidente;
- attività di consulente per le molestie e le discriminazioni
sul posto di lavoro per vari Comitati Pari Opportunità nazionali
e regionali;
- ha contribuito in maniera determinante all’organizzazione
di un vero e proprio Servizio legale (coadiuvata dalle Avvocate
Rossella Santi e Teresa Manente, nell’ambito della collaborazione
fra le associazioni CODI e DIFFERENZA DONNA), composto da avvocate
con competenze specifiche nelle materie del diritto di famiglia,
diritto minorile, diritto penale.
Il lavoro svolto dal Servizio legale, fondato sulla collegialità,
sulla competenza, sulla elaborazione teorica continua, con una
ottica di lettura delle norme processuali diversa dalla pretesa
neutralità dei Tribunali, ha ottenuto risultati apprezzabili
dal punto di vista tecnico-giuridico e culturale, riconosciuti
dalla Magistratura del Tribunale di Roma.
Tali premi vogliono
essere, inoltre, un apprezzamento dell’attività intrapresa
ed un incoraggiamento che noi, compagne di vita e di avventura
di Simonetta, siamo liete di offrire a giovani donne, affinché proseguano
sulla strada della ricerca e dell’impegno civile.
I diritti delle donne sono fondati su un terreno instabile, insidioso,
che spesso minaccia di inghiottirli. E’ compito di noi
tutte predisporre una solida e rassicurante platea di fondazione
da cui non possano essere scalzati mai più.
Carola Carlotti
> DONNE IN BARCA
presentazione dell’equipaggio femminile che ha partecipato
ai Campionati nazionali di vela e presentazione del corso di
iniziazione alla navigazione organizzato dalla Scuola di Navigazione
d’Altura.
Verranno proiettate diapositive; le componenti dell’equipaggio
racconteranno le loro esperienze (www.womensailingteam.it). Verranno
illustrati
programma e costi del corso che si terrà presso la Casa
internazionale delle donne ed il porto turistico di Riva di Traiano
(Civitavecchia). Per informazioni: tethys.international@libero.it
Un equipaggio di 12 donne, legate non solo dalla passione per
il mare e per la vela, ma da un progetto che perdura: quello
di vivere e trasmettere la complessità di un'esperienza.
Perché la vela non è solo sport, è un rapporto
con la natura non contemplativo né retorico, ma di conoscenza
e empatia. Perchè la vela è corpo, con tutti i
sensi in allerta, ed è cervello, scienza, esperienza.
Perchè un team di donne che partecipa alle regate e compete
per stare insieme e divertirsi, significa che in gara si urla,
ci si infervora, ma poi, arrivate in porto, si discute, si rielaborano
sbagli e successi, incomprensioni e conflitti, e, chiarito tutto,
l'indomani si riparte. Perché bisogna capirsi, bisogna
essere in sintonia, per fare squadra.
E tutto ciò ce lo sapranno trasmettere il 19 ottobre,
ci appassioneranno tanto da indurci a iscriverci al corso - una
full immersion di lezioni teoriche di base, con relativo manuale
e 5 uscite in mare, tutto compreso -, intanto, per iniziare,
e poi magari, imbarcarsi con loro.
APPUNTI E SPUNTI
DAGLI EVENTI
>
Due danze di donne.
La sensualità delle
donne: danza orientale e flamenco
a cura del Coordinamento Lesbiche Romane
Con questo invito oltre cento donne si sono incontrate sabato 24
settembre nello splendido giardino della Casa Internazionale delle
Donne di Roma, serata d’inizio della nuova stagione del Centro
Femminista Separatista, del Coordinamento Lesbiche Romane e del
Collegamento Lesbiche Italiane.
Lo spettacolo è stato poetico e coinvolgente, passionale
e struggente, una vera magia per la quale ancora grazie a Clara
Berna, Libe, Julia e Stefania.
Sappiamo che esistono più forme di sensualità delle
donne, che essa è fatta di molteplici aspetti, forse infiniti
ed estremamente complessi - dato, che come è noto, siamo “soggette
superiori”-, molteplici soprattutto come le molte differenze
che vivono dentro e tra le donne. Sappiamo anche che questa sensualità ci è stata
spesso negata ed interdetta e che abbiamo introiettato questo divieto,
tanto che forse non saremmo neanche in grado di descrivere la nostra
e di dire cosa appare ai nostri occhi come sensuale. Ma non vorremmo
precluderci questo linguaggio profondo, antico del corpo, vorremmo
al contrario cercare di esplorarlo e di comprenderlo.
Abbiamo deciso di iniziare dalla sensualità di un corpo
di donna che balla e si muove, per cercare l’eco che esso
produce dentro di noi, il codice che ci trasmette e riconoscerci
o differenziarci da esso. Abbiamo deciso di iniziare dal flamenco
e dalla danza orientale. Abbiamo scelto due danze e sappiamo che
potevamo sceglierne molte altre, ma abbiamo privilegiato una “relazione
significativa”, quella con Clara Berna e il suo El Mirabràs
atelier di flamenco, una relazione politica ed empatica, determinata
dalla condivisione del luogo, la Casa delle Donne, e della passione
per la ricerca: quella sulla capacità di espressione delle
donne. Insieme a Clara si è esibita Libe. E poi le straordinarie
Julia Haussener e Stefania Di Dio della scuola di danza orientale
di Maria Strova. Tutte e quattro le danzatrici col pallino della
ricerca, proprio come noi. Ma c’è anche una “strana
vicinanza” fra le due espressioni corporee che abbiamo scelto – flamenco
e danza orientale -: entrambe traggono origine e diffusione da
popoli nomadi che con buona probabilità le hanno “esportate”;
entrambe provocano una straordinaria suggestione da corpi che parlano
di sé e delle donne, della loro fisiologia e della loro
creatività, in contrasto con l’ineluttabile “trasformazione
di senso” che il patriarcato ha operato su di esse, riducendole
a mero utilizzo
Sappiamo anche che spesso – troppo spesso- queste due danze
in particolare sono state utilizzate in contesti di schiavitù delle
donne e di loro sottomissione al potere patriarcale, eterosessuali,
fallocratico, maschile, che private dello strumento “potente” della
parola hanno utilizzato la danza per esprimersi. Ma sappiamo anche
che non siamo in grado – noi, almeno, - di capire esattamente
che cosa hanno rappresentato per le donne che le hanno praticate
e le praticano, perché spesso ciò che conosciamo
dei rituali e delle danze amorose appartenenti alle culture altre – ci
riferiamo in particolare alla danza orientale – è mediato
dalla traduzione che ne fa l’occidente, mediazione che spesso
falsa e riduce a sé ciò che appare e si sente come
pericolosamente differente (vedi quanto dice per esempio Fatema
Mernissi in testi come La terrazza proibita e L’harem e l’occidente).
La stessa Mernissi che, lo ricordiamo, ha indicato la burqua occidentale
nella taglia 42 e ha disvelato quanto i coloni imperialisti occidentali
abbiano manipolato le culture diverse da quella bianca fin’anco
a strasvolgere il significato di harem, di danza del ventre e così via.
Vorremmo che fossero le donne appartenenti alle cosiddette “culture
altre” a dirci come sentono la propria cultura, la lingua
del loro corpo, il loro essere donne, la loro soggettività e
la loro sensualità. Questa è la nostra ricerca, come
hanno testimoniato, per esempio, iniziative degli scorsi anni che
ci hanno permesso di confrontarci con la realtà delle mutilazioni
genitali femminili insieme con le compagne di No.Di. o gli stupri
all’interno della comunità afroamericana di colore
insieme alla filmaker di colore Aisha Saddham Simmons.
Crediamo poi che sia il nostro sguardo, lo sguardo di una donna,
a dare valore: a sé, all’altra, al proprio corpo sessuato
e al corpo sessuato dell’altra. Non vogliamo precluderci
alcuno sguardo possibile: vogliamo sceglierlo, vogliamo capire
se vediamo, sentiamo, proviamo sensualità e come, riappropriandoci
anche di ciò che ci è stato imposto, perché non
ci sia per noi più nulla di interdetto a priori, per avere
la possibilità di ridefinire, di ridare senso e significato – il
nostro senso e significato (risemantizzare) – alle parole
dell’Altro. Insomma, pensiamo che sia giunta l’ora
di riscrivere il simbolico, certo partendo anche dalla cultura
in cui siamo calate, decodificandola e confrontandoci con la decodificazione
delle altre. C’è ancora molto da lottare e … tutto
da inventare. Se ci va di farlo. Insieme.
E ancora per continuare con le donne che si esprimono vi invitiamo
alla prossima iniziativa, stavolta in collaborazione con la libreria
Zora Neale Hurston, nella quale presenteremo il libro Non dire
il mio nome di Paola Presciuttini. La presentazione si terrà venerdì 7
ottobre 2005 alle 19. Sarà presente l’autrice, presentata
da Maria Rosa Cutrufelli e da Monica Storini (CLR), vi aspettiamo
per costruire insieme gli spazi del sogno e della realtà.
> DIARIO DI VIAGGIO
Dominare le Alpi.
di Nellij Duijndam
Guardando intorno a me vedo il mondo ai miei piedi. Qualche
lacrima scivola sulle mie guance; mi sento leggera e gioiosa
e d’accordo con
la vita. Sulla bicicletta sono arrivata in cima del passo
Silvretta, nelle Alpi. Ho raggiunto l’altitudine di
2034 metri. Ora sono a metà strada della mia gita
in bici da Roma ad Amsterdam. Mi ha preso quattordici giorni
per arrivare qui da Roma, sempre da sola. Essendo olandese,
sono molto abituata a viaggiare in bici: mi muovo in modo
piacevole, non costa tanto e se hai tempo,
puoi arrivare dovunque. L’anno passato già ero
andata in bici da Amsterdam a Marsiglia, dove vive una mia
amica. Abituata a pedalare nelle pianure, non avevo assolutamente
voglia delle montagne. All’altezza delle montagne
Giura, a metà strada fra Roma e le Alpi,
avevo capito a fondo la tecnica per salire. Facevo lo sbaglio
di usare troppa forza, per cui ogni volta dopo qualche centinaia
di metri dovevo scendere per aspirare. Il clou è pedalare
velocemente su un ritmo durevole, in un rapporto basso,
senza vigore. Dal momento che compresi questo, ho cominciato
ad amare le montagne e ho anche voluto dominare le Alpi. Così accadde che il 3 giugno di questo anno ho preso
il via con la mia bici, partendo dalla Casa Internazionale
delle Donne di Roma, con la meta di arrivare ad Amsterdam
superando le Alpi. In precedenza
ero stata ospite dalle mie amiche Brit e Linda e ho potuto
visitare Roma in bici.
La mia bicicletta era venuta con me in aereo, per un prezzo
di soltanto 71 Euro, me inclusa. In confronto alla somma
che pagano i profughi per raggiungere la terra firma di
Europa, questo è un amaro contrasto. Inoltre i profughi
corrono il rischio di essere subito rimandati.i.
Non avevo
pensato che il viaggio per Italia mi avrebbe portato ad
una onda meditativa.
Essendo a lungo da sola, con soltanto i mezzi più necessari,
(viaggiavo con una piccola tenda e cucinavo su un unico
fornello a gas), non mi restava che concentrarmi su me stessa.
Mi sentivo unita con ciò che mi stava intorno
e inquiete con me stessa e ritenevo speciale incontrare
tante persone nella ricerca di dare significato alla propria
esistenza.
Ovviamente c’erano talvolta anche dei momenti pesanti;
dubitavo della mia capacità di superare le tante
cima erte. Di solito sentivo il privilegio di andare in
bici attraversando l’Italia meravigliosa,
con la sua diversità impressionante di paesaggi,
le belle città antiche, i piccoli paesi pittoreschi.
Dal lago di Costanza mi ha raggiunto una amica e insieme
abbiamo
continuate a
pedalare per Amsterdam, dove siamo arrivate all’inizio
di luglio.
Nellij Duijndam
CORSI
> Laboratorio avanzato di scrittura e narrazione
condotto da Valeria Viganò
Riservato a donne che hanno seguito corsi di scrittura o che hanno
già esperienza di scrittura
L'analisi e la pratica del narrare tra espressione del sé e
immaginazione in un contesto piò approfondito e specifico
rispetto al corso base. Il corso si svolgerà in 10 lezioni
di due ore dalle 18.30 alle 20.30 il mercoledì nella Libreria
della Casa Internazionale delle Donne via della Lungara, 19 00165
Roma. L'inizio del corso è previsto per mecoledì 5
ottobre 2005.
Per informazioni e iscrizioni tel. 3478419378
o scrivere mail vulterini@tiscali.it
Si segnala inoltre che a gennaio
2006 prenderà avvio per
il terzo anno consecutivo il laboratorio propedeutico di scrittura
e narrazione condotto da Valeria Vigano
> Sono aperte le iscrizioni per Corso
di storia antica di genere. Orizzonti
sociali, culturali e religiosi al femminile in Egitto: periodi pre-dinastico,
tolemaico e Tardo Antico.
A cura della dott.ra Maria Paola Fiorensoli presso la Libreria Zora
Neale Hurston
Tutti i Lunedì, dalle 18,00 alle 19,30
17 ottobre: Le prime donne: arte rupestre e società pre-dinastiche.
24 ottobre: La Regina Iside.
31 ottobre: Regine o Faraone? L’Antico Regno
da Merneith a Nicotris.
7 novembre: Le donne nella poesia sacra e d’amore.
14 novembre: Hatshepsut e i suoi nomi.
21 novembre: La nascita, l’educazione, il lavoro.
28 novembre: La rivoluzione della regalità (I parte): Tiy “la
luminosa”, Nefertiti “la sposa del Sole”, Tuya “la
potente”.
5 dicembre: La rivoluzione della regalità (II parte): Ahmes-Nefertari “la
diplomatica”, la Dinastia sacra delle divine adoratrici tebane,
Arsinoe “la divina”.
12 dicembre: L’arte magica, alchemica e medica.
19 dicembre: Cleopatra. L’ultimo sogno faraonico.
Contributo
spese, con dispense: 70 euro.
Prenotazioni: 3470336462; marij@quipo.it
CALENDARIO OTTOBRE 2005
> Sabato 1 ottobre ore 14.00
Buon compleanno UDI 1945-2005 Il nostro sessantesimo anniversario.
> Sabato 1 ottobre ore 16.00
Presentazione delle tesi di laurea vincitrici del
premio istituito in ricordo della avvocata Simonetta Massaroni.
Organizza Assolei
> Mecoledì 5 ottobre ore 18.30
Inizio del Laboratorio avanzato di scrittura e narrazione
condotto da Valeria Viganò
> Giovedì 6 ottobre ore 21.00
Presentazione del libro di Marina Piazza Un
po’ di
tempo per me ritrovare se stessi, vivere meglio. Coordinano
Costanza Fanelli e Francesca Molfino. Sarà presente
l'autrice.
Organizza Zora Neale Hurston
> Venerdì 7 ottobre ore 19.00
Maria Rosa Cutrufelli e Monica
Storini presentano con l’autrice
il libro Non dire il mio nome di Paola
Presciuttini. Organizza
CLR e Zora Neale Hurston
ingresso via S. Francesco di Sales, 1b (riservato alle donne)
> Lunedì 17 ottobre ore 18.30
Presentazione dell’ultimo libro di Mary Daly Quintessenza
realizzare il futuro arcaico con la curatrice
della collana
Luciana Percovich e l’editrice Chiara
Orlandini. Coordina
Giovanna Olivieri. Organizza Zora Neale
Hurston
> Martedì 18 ore 9.30
Consorzio Area Cultura, Università Roma Tre
Giornata
di approfondimento sull’associazionismo Organizza
Area Cultura
> Lunedì 17 ottobre ore 18.00
Inizio Corso di storia antica di genere Orizzonti
sociali, culturali e religiosi al femminile in Egitto: periodi
pre-dinastico, tolemaico e Tardo Antico. A cura della
dott.ra Maria Paola Fiorensoli
> Mercoledì 19 ore 18.00
Donna in barca, presentazione dell’equipaggio femminile
ai campionati nazionali di vela. Nel corso della presentazione
sarà proposto un corso di vela. Organizza Generi
e Generazioni
> Venerdì 21 ottobre ore 10.00
La Commissione delle Elette presenta il libro di Ilda
Bartoloni Come lo fanno le ragazze sex inchiesta.
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