la news
di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri,
Stefania Vulterini
>Partecipiamo tutte!
Domenica 5 febbraio ore 15.00
Assemblea alla Casa Internazionale
delle Donne
Dopo Milano: l’incontro del 23 gennaio
A cura di Francesca Koch
La cifra di tutti gli interventi è l’emozione e l’entusiasmo
per la manifestazione del 14 gennaio, insieme alla consapevolezza
che siamo entrate in una nuova fase della politica del movimento.
Non a caso quasi tutte iniziano con il racconto del loro vissuto
( il viaggio- pullmans, treni cuccette ... - l’attesa, la
manifestazione, gli slogans più belli, le compagne, le diverse
generazioni, gli autogrill pieni di donne, gli uomini nel corteo
...) per offrire le loro considerazioni politiche.
Radicale il punto di vista di Edda che ora, nella fase elettorale,
vede il rischio di un ritorno alla normalità della politica
in cui le donne rimangono le portatrici d’acqua del potere
maschile.
L’assemblea però si concentra piuttosto sulla novità dell’evento
e del contesto: per Bianca Pomeranzi la non presenza di donne nello
spazio pubblico può essere superata oggi con una proposta
articolata di negozialità politica, con alleanze ampie,
con l’intreccio di relazioni tra le donne dentro e fuori
le istituzioni; da una pratica femminista non deriva necessariamente
un percorso nella politica istituzionale, ma dobbiamo approfittare
dei saperi costruiti in questi anni, in cui molte si sono impegnate
nelle istituzioni. Milano è stato un evento importante (
fa bene non solo a noi ma a tutta la politica), necessario, frutto
di una mobilitazione di tante e di tanti ( a cominciare dal lavoro
di ponte di Arcilesbica con la manifestazione romana per i PACS).
Esistono pratiche che ci rendono più vicine, e ci permettono
di tessere i fili della lontananza e della diversità, come
quella di una “competizione collaborativa”, la capacità di
mantenere la negozialità di tutti e con tutti , data l’urgenza
della sconfitta di questo governo
Patrizia Politelli, osservando la sproporzione tra la presenza
in piazza, le cose che diciamo e le logiche della politica, propone
un’azione simbolica e concreta “un elenco di nomi di
mille e una donna dai 20 ai 90 anni, non proponiamo candidature,
ma nominiamo le nostre risorse, le nostre capacità, il nostro
affetto, il nostro rispetto e la nostra gratitudine. Ed anche le
nostre aspettative...” ( v. sotto) Molti interventi appoggiano
questa proposta arricchendola negli aspetti simbolici ( un rotolo
che si possa allungare, espressione di riconoscimento reciproco,
ogni donna proponga dieci nomi per affermare relazioni e reti ...).
Ilaria, del Comitato “Siamo più della metà”,
ricorda che la mobilitazione di Milano non era solo sulla 194,
ma sul precariato, sulla assenza delle donne sulla politica, come
ha dimostrato il ricco dibattito nei giorni successivi.
La questione è dunque come fare tesoro di Milano e del dibattito
a livello politico, rispetto al percorso che abbiamo fatto; cosa
fare a Roma, noi, qui, ragiona Maria Luisa Boccia. Non ci sono
automatismi, ma si tratta di inventarsi forme efficaci per noi
e per le istituzioni, con altri soggetti che si attivano in questa
campagna elettorale. Quale politica? Con chi? Come? C’è bisogno
di momenti pubblici nei quali ci sia un discorso ( nella manifestazione
non c’è discorso anche se i corpi dicono moltissimo):
l’assemblea del 5 è l’opportunità per
preparare approfondimenti tematici. Le differenze ci sono e sono
da irrobustire: il rischio di disperdersi può essere superato
con un collante che non può essere solo la parte organizzativa,
ma è piuttosto la tessitura di relazioni e di scambio tra
le differenze. L’ipotesi su cui lavorare è una grande
assemblea, a Roma ma con carattere nazionale, con alcuni momenti
e caratteri specifici. La nostra non è una politica dei
diritti ma di prendere parola: non ci identifichiamo dunque con
il movimento dei diritti, né con lo scontro del laicismo
rispetto alla chiesa; anche in merito alla discussione sui Pacs,
c’è distinzione e non contrapposizione. Quale rapporto
con le istituzioni, quale campagna elettorale? Non dobbiamo ragionare
solo sullo scacco, ma sulla disponibilità di liberazione,
a cominciare dal fatto che a Milano si è saldato un rapporto
tra le due generazioni non più solo teorico, ma di condivisione
di un evento comune, nel quale erano rappresentati tutti i percorsi.
E’necessario, a Roma, continuare il confronto serrato sui
nostri contenuti anche in vista della, scadenza elettorale, costruire
laboratori sui temi come corpo, sessualità, pacs, i consultori,
ma anche il tema della guerra e della pace (Rita Corneli) E’ importante
tener conto della dimensione locale della politica sia per le scadenze
amministrative (Cristina Coccia) sia per la possibilità di
riaprire un confronto con le donne delle amministrazioni, per parlare
di come le donne stanno dentro ai partiti e alle istituzioni (Laura
Ferrari) e del lavoro capillare che riescono a svolgere ( Antonella
Cantaro: più forte è il rapporto con il movimento,
più incisiva l’azione delle donne nei partiti e nelle
istituzioni). La manifestazione di Milano va letta come un gesto
di forza, di affermazione più che di rottura; non solo eravamo
in tante, e di più generazioni, ma la qualità della
presenza maschile, di uomini diversi, di varia età, ci chiede
di porre a tema anche la relazione con gli uomini (Bia Sarasini).
Il rapporto con il centrosinistra si deve porre a partire dalla
nostra pratica e dalle nostre priorità: la relazione uomo-donna è centrale
nel ripensare la politica, nell’affrontare la crisi della
politica istituzionale, il discorso sulla rappresentanza, la abrogazione
della legge 40 e altri impegni chiari (Angela Azzaro)
L’assemblea si esprime dunque con una sostanziale adesione
alla proposta di avviare una riflessione di grande autonomia, di
costruzione di un laboratorio e impegno nello spazio pubblico,
che veda Roma come luogo simbolico per un percorso negoziale collettivo,
con la presenza delle tante differenze (“Ricominciare a lavorare
in modo circolare, con ragionamenti condivisi”, Bianca Pomeranzi)
senza enfatizzare lo scontro, ma puntando sulla ricchezza delle
esperienze, ad esempio, anche del mondo cattolico ( Marisa Gizzio).
A questo livello della riflessione se ne intreccia e se ne affianca
un altro, legato alla necessità di dare risposta a questioni
più immediate come le nuove manifestazioni dell’11
febbraio, a Napoli e a Roma, (con nuovo rischio di sovrapposizione)
e più in generale alla opportunità di mantenere alta
la visibilità e la mobilitazione. La continuazione di iniziative
in piazza è auspicabile; in questi momenti urge la visibilità (
Laura Ferrari); Ines Valanzuolo esprime la sua gioia per la mediazione
alta realizzata a Milano (anche se “non siamo mai state in
silenzio”), ritiene opportuna l’attività nelle
varie piazze (più sono le piazze e meglio è) per
poter dare spazio a tutti i nostri contenuti.
Doriana Goracci dichiara la necessità di sostenere la proposta di “Facciamo
breccia”, contro il potere della chiesa e mette in guardia sullo scontro
voluto da Berlusconi, sul passaggio di testimone a Isabella Bertolini, sulle
nuove dichiarazioni di ostilità della chiesa sulla donna. Del resto,
lo diranno in molte ( Elena, Marta, Silvia) “Facciamo breccia” non è un
soggetto chiuso e identitario, ma considera come primi interlocutori i gruppi
e collettivi femministi; la prossima assemblea dei collettivi all’Università di
Roma, La Sapienza (7-8) sarà per sostenere la manifestazione dell’11
febbraio e la sua piattaforma. Si deve valutare la partecipazione alla manifestazione
di Napoli a partire dalla mobilitazione che a Roma è stata intensa e
va valorizzata (Rita Corneli): nonostante le difficoltà di comunicazione
tra diverse esperienze e diverse generazioni, la partecipazione alle assemblee
nella casa è stata appassionata, le delegazioni numerosissime, la composizione
dei pullmans articolata come le presenze in assemblea (donne organizzate, ex
femministe, singole, giovani donne dei collettivi universitari ..). Per questo
le donne della Casa internazionale ( Nadia Cervoni) dovrebbero anche in questa
occasione farsi carico di organizzare e sostenere la partecipazione.
> “Nominiamole!
di Patrizia
Politelli
Siamo uscite dal silenzio. Ma non basta.
E’ necessario che ci prendiamo
il potere di nominare, ossia di rappresentare, essere e di far essere. Di esistere
per quello che siamo e di forgiare secondo i nostri bisogni e desideri. Donne
ovunque: che vivono, operano, esercitano le loro capacità, sono riconosciute
da coloro che sono loro vicine e vicini, che muovono questo paese capillarmente,
molecolarmente, profondendo intelligenze, affetti, professionalità, lavoro,
impegno, bellezza e sguardi attenti. Donne sapienti perché dentro: nelle
relazioni, nelle fatiche quotidiane, nell’allegria e nella durezza di quello
che i giorni impongono e regalano in questo mondo complesso e spesso feroce.
Queste presenze non note o note sono qua: a disposizione di chiunque si prenda
la briga di cercare. Vanno fatte uscire dall’ombra o dall’ovvio.
Dichiarate, rese pubbliche. Nominiamo a cominciare dai nomi propri”
EVENTI DI FEBBRAIO
Mercoledì 1 ore 18.30 presentazione del
libro
Unguento poesie d’amore di
Elena Falgheri
Parole di Monica Maggi e Gabriella Schina, Musiche di Angelo Magnifico
Organizza: Zora Neale Hurston
Giovedì 2 ore 10.30 Congresso
La terra delle donne. Presentazione della Carta
delle donne per l’agricoltura l’alimentazione
e il territorio rurale
Organizza: Ds Forum Delle Donne
Giovedì 2
ore 18.00 Convegno Costruire
la pace: un progetto per le donne. Progetto Rwanda presenta
La casa della pace e della riconciliazione Kicukiro, Rwanda
Organizza: Progetto Rwanda o.n.l.u.s.
Sabato 4 ore 9.00 Convegno La politica e le donne: il
patto è possibile
Organizza: Consulta femminile regionale del Lazio
Sabato 4 ore 16.30 Incontro sulle Elezioni
in Palestina con la partecipazione di Luisa Morgantini
Organizza: Donne in nero
Domenica 5 febbraio ore 15.00 Assemblea alla Casa Internazionale delle Donne USCIAMO DAL SILENZIO
Lunedì 6
ore 18.30 Incontro
con Monica Guerritore per parlare insieme del suo ultimo spettacolo
teatrale Giovanna D’Arco
Organizza: Ufficio Stampa Casa int. delle Donne
Martedì 7
ore 9.30 Convegno Guarire da trauma? La violenza
sessuale sui bambini. Presentazione di una proposta di legge
Organizza Differenza Donna (vedi approfondimenti)
Giovedì 9 ore 18.30 Discussione
del testo della piattaforma/petizione per la smilitarizzazione
del Lazio
Organizza: Affi e Ass. Basta Guerra
Mercoledì 15 ore 21.00 Presentazione del
libro L’esperienza
problematica. Generi e scrittura nella narrativa italiana del ’900 di
Monica Storini. Presentano Manuela Fraire e Maria
Serena Sapegno Conduce Maria Rosa Cutrufelli
Organizza: Zora Neale Hurston
Sabato 18 ore 17.30 Presentazione
del libro Concepire
l’infinito a cura di Annarosa Buttarelli
Baldini Castoldi Dalai edit
Organizza: Comune di Roma Assessorato Alle Politiche Culturali,
Sistema Bibliotecario
(vedi approfondimenti)
Sabato 18 ore 18.00 Serata per Santa Valentina
Organizza:CLR
Lunedì 20 ore 9.30 Giornata d’incontro Il bilancio
di genere: percorsi ed esperienze in Italia
Organizza: Regione Lazio Assessorato al Lavoro, alle Pari Opportunità ed
alle Politiche Giovanili,
in collaborazione con Casa Internazionale delle Donne e Università degli
Studi Roma TRE
(vedi
approfondimenti)
Lunedì 20 ore 16.30 Presentazione dell’opera di Letizia
Gianformaggio,raccolta postuma a cura di Tamar Pitch
Organizza: Provincia di Roma, Ufficio del Consiglio Commissione
delle Elette
Mercoledì 22
ore 17.00 TESI e INCONTRI
temi ed argomenti in discussione a partire da tesi di laurea di
donne Differenze
di genere nella mobilità per il lavoro nel Comune
di Roma di Assunta Sera Introduce Costanza
Fanelli, coordina Maria Palazzesi, ne
discutono: Silvia
Macchi e Flavia Cristaldi
Organizza: Area Cultura Consorzio Casa int. delle donne (vedi
approfondimenti)
Sabato 25 ore 17.30 Presentazione del libro Uno
sguardo musicale sul mondo arabo islamico di Cinzia Merletti
Organizza: MMC edizioni
APPROFONDIMENTI
> Guarire da trauma? La
violenza sessuale sui bambini provoca spessissimo una prolungata
rimozione, i ricordi
dolorosi affiorano molto più tardi
e troppo spesso lo spuntare di un desiderio di giustizia non può essere
esaudito perché il reato è caduto in prescrizione.
Da questa constatazione, riscontrata anno dopo anno nei centri
antiviolenza, nasce la proposta di Differenza Donna: far partire
la prescrizione dal 18° anno di età
Ore 15.30 Presentazione del libro: Guarire
dal trauma. Affrontare le conseguenze della violenza, dall’abuso
domestico al terrorismo di Judith Lewis Herman
Martedì 7 ore 9.30
> Il libro CONCEPIRE
L’INFINITO
Con Annarosa Buttarelli, Federica
Giardini, Giacomo Marramao, Maria
Palazzesi, Padre Piersandro Vanzan
Presenzieranno Igino Poggiali, Presidente delle Biblioteche di Roma e Adriana
Spera,
Presidente della Commissione Cultura
Comune di Roma
Nell’occasione sarà esposta la mostra
fotografica Concepire l’infinito
curata per le Biblioteche di Roma da Domizia Alliata, Maristella
Campolunghi, Patrizia Pieri
Concepire l’infinito suppone un infinito più libero,
creativo e inaddomesticabile di quello stretto nelle definizioni
a accademiche…il problema è dunque non che cos’è l’infinito
e cosa se ne deve pensare, quanto come farne esperienza… Annarosa
Buttarelli
Concepire l’infinito è atto che nasce da un attaccamento
alla realtà, da un tenersi presso la sua finitezza letterale,
e concepirlo si fa in due almeno. Se la politica delle donne
insegna a trovare l’altra per concepirlo anche nelle parole
delle scrittrici… Federica Giardini
Tenterò di restare aderente a questo “concepire” che
intende Annarosa e di restare aderente all’esperienza di
Virginia Woolf: “…l’oltre è racchiuso
nel bozzolo stesso del presente, è il suo miracolo, il
suo fiammifero… “ Liliana Rampello
…”presentare qualcosa per cui il tempo non è ancora
venuto”: rendere presente, dice Ingeborg Bachmann, ciò che
non ha ancora un tempo.Uno dei compiti della poesia è concepire
ciò che è fuori dai confini, ciò che è (ancora)
indicibile… Anita Raja
Iris Murdoch per me è una che, come Simone Weil, ma in
maniera sua originale ha saputo concepire l’infinito dall’interno
della crisi della modernità e ha cercato come metterlo
al mondo, aprendo una” porta stretta” … Luisa
Muraro
Se con il pensiero possiamo conoscere la realtà, è con
il sentire che possiamo conoscere la nostra realtà. E’ solo
in questo ineludibile patire che ci è dato con-cepire
l’essere…Senza sofferto concepimento non c’è “concetto” per
Maria Zambrano… Rossella Prezzo
La presenza dell’infinito nel piccolo, su cui tanto insiste
Cristina Campo: ”infinitamente più delicata e tremenda è la
presenza dell’immenso nel piccolo che non la dilatazione
del piccolo nell’immenso”… Margherita Pieracci
Harwell
L’esperienza dell’infinito, il sentirlo in presenza
e il sentirsene parte…di accoglierlo dentro i limiti del
proprio pensiero, appare per Anna Maria Ortese, come qualcosa
di già accaduto prima del suo mostrarsi al mondo… Monica
Farnetti
Per Flannery O’Connor tutto è nato dalla sua incredulità nei
confronti della durezza del male…Lei ha saputo farne un
mistero da sopportare, senza negazioni e senza illusioni e le è arrivato
in dono il contatto con l’infinitezza del reale… Annarosa
ButtarelliPer Emily Dickinson la Natura e l’Uomo sono il miracolo
quotidiano che tutti possono contemplare. Perciò l’infinitamente
piccolo vale quanto e più dell’infinitamente grande
e la massaia può diventare una regina. E infatti lo diventa…. Bianca Tarozzi
L’impreparazione di chi ama fa nella siepe il buco da
cui passa l’infinito, come una volpe…Il poeta Leopardi
sapeva che c’è una siepe tra noi e l’infinito….la
volpe passa dai buchi che il contadino non vede.Li vide Leopardi?...
Luisa Muraro
Sospetto che fra la gente comune (e quindi ahimè anche
fra i politici, i legislatori ecc.) il fenomeno più frequente
e rischioso non è tanto la capacità di concepire
l’infinito quanto piuttosto la disastrosa incapacità di
concepire il finito… Laura Conti
Sabato 18 ore 17.30
>
Aspettando la giornata di incontro
sul bilancio di genere
Un contributo di
Maria Giulia Catemario
Gender auditing, gender budgeting, gender budget analysis: tutti sinonimi
che individuano l’analisi dei bilanci pubblici per genere. Il presupposto
teorico del bilancio di genere è che le politiche economiche non sono
neutre ma riflettono la distribuzione di potere esistente nella società:
le scelte dei governi locali o nazionali hanno, quindi, conseguenze diverse
sulle donne o su gli uomini perché diverso è il loro ruolo nella
famiglia, nell’economia, nella società. Il gender budgeting è una
applicazione del mainstreaming (integrazione della prospettiva dell’uguaglianza
di genere in tutte le fasi e a tutti i livelli delle politiche pubbliche da
parte degli attori coinvolti nei processi decisionali) nella procedura di bilancio;
applicare una strategia di gender budgeting vuol dire integrare la prospettiva
di genere a tutti i livelli della procedura di bilancio e ristrutturare le
entrate e le uscite al fine di promuovere l’uguaglianza tra uomini e
donne. Ma perché i governi e gli enti locali dovrebbero occuparsi delle
questioni legate al genere? Essenzialmente per tre motivi. Per l’equità:
la riduzione delle disuguaglianze fra i cittadini comporta la riduzione delle
disuguaglianze tra uomini e donne. Per l’efficienza: con il bilancio
di genere si offre una migliore
conoscenza del proprio territorio e quindi un migliore impiego delle risorse
e un maggiore coordinamento tra gli enti. Per la trasparenza: i cittadini,
ma anche gli amministratori pubblici
devono essere consapevoli dei risultati delle scelte effettuate dagli amministratori.
Decriptare il bilancio e ricomporlo in modo da renderlo trasparente evidenziandone
gli impatti sul genere è una operazione di trasparenza.
La finalità dell’analisi di bilancio dal punto di vista del genere
comporta da un lato, persuadere il policy maker di come sia necessaria un’attenta
analisi dell’impatto di ogni sua decisione sulle condizioni di vita dei
due generi, dall’altro, rendere evidente come alcune politiche,
apparentemente neutrali rispetto al genere, sortiscano effetti differenziati
sulla condizione economica e sociale della popolazione femminile e maschile.
L’origine dell’approccio gender nasce in Australia e in Sudafrica
nella metà degli anni ’80, quando i governi hanno impostato i
propri bilanci utilizzando degli indicatori di genere. Da allora molte iniziative
in vari Paesi hanno contribuito alla definizione di questa teoria che si è articolata
con nuovi spunti e riflessioni. Tra i molti Paesi che hanno attivato esperienze
di gender budgeting vi sono il Regno Unito il Canada, la Francia e la Svizzera,
ma anche il Brasile, l’India, il Messico, le Filippine. In Italia sono
in corso diverse sperimentazioni di analisi del bilancio di genere in diverse
realtà locali. Le prime iniziative promosse dalla Regione Emilia Romagna
e dalla Provincia di Genova hanno portato, nel maggio del 2003, alla definizione
di un protocollo di intesa da parte delle Province di Genova, Modena e Siena.
Nei primi mesi del 2004 il protocollo è stato firmato anche da altre
province e comuni. Ultima, tra le iniziative, il bilancio di genere del comune
di Ferrara presentato il 3 febbraio 2006
Lunedì 20 ore 9.30
> Differenze
di genere nella mobilità per il lavoro nel Comune di
Roma
Tesi in geografia umana discussa nell’anno
accademico 2002/03, facoltà di lettere e filosofia, corso
di laurea in lettere, indirizzo storico-geografico di Assunta Sera
“Gender and Transport”: l’approccio
geografico internazionale
“
Gender and Transport”: l’approccio geografico italiano
Differenze di genere nella mobilità per lavoro nel campione
totale
Differenze di genere nella mobilità per lavoro nelle coppie
Silvia Macchi Università La
sapienza di Roma, Flavia Cristaldi docente di
geografia umana Università La
sapienza di Roma, Coordina Maria Palazzesi Area
Cultura Consorzio Casa Internazionale delle Donne ne parlano con Assunta
Sera
“La
donna è mobile...”
Esistono differenze negli
spostamenti in città tra uomini
e donne? Esse sono in parte influenzate delle costrizioni sociali
che la donna subisce da millenni? Cosa ci dicono le ricerche e
cosa possiamo apprendere da esse? E’ a queste importanti
domande che una tesi di laurea dal titolo “Differenze di
genere nella mobilità per lavoro nel Comune di Roma”,
discussa il 12 Dicembre 2003, presso il Dipartimento di Geografia
Umana de “La Sapienza” di Roma, cerca di dare delle
risposte. Nella prima parte di questo lavoro un’accurata
ricerca bibliografica ha permesso di delineare i contorni del problema
della differenza di genere negli spostamenti urbani grazie ai contributi
di numerosi ricercatori nazionali ed esteri. In questo modo è emersa
una realtà molto poco edificante per le donne del secondo
millennio, le quali ancora sono costrette a vivere in condizioni
di discriminazione e disagio che si manifesta con una evidente
submobilità urbana. Nella seconda parte della tesi vengono
riportati i risultati di una indagine statistica, condotta dalla
stessa laureanda Assunta Sera, nella quale sono state verificate
alcune delle conclusioni ottenute nelle ricerche prima accennate
riguardo un tipo specifico di spostamenti, la mobilità per
lavoro, in un contesto urbano particolare come quello della città di
Roma. I risultati mostrano come anche in un piccolo campione della
popolazione si riscontri la realtà quotidiana delle donne
per la quale, parafrasando i versi di una famosa aria del Rigoletto
di Verdi, “La donna è immobile...”.
di Assunta Sera
Mercoledì 22 ore 17.00
APPUNTI E SPUNTI
> La decostruzione dei pregiudizi e l’attraversamento delle culture:
strumenti di lotta alle discriminazioni sessuali. Un’esperienza di scambio
a cura di
Rosa Campese
Cosa avranno mai da dirsi 6 giovani italiane/i, 5 tedesche/i,
6 argentine/i, 10 brasiliane/i con culture ed esperienze diverse e dagli orientamenti
sessuali
differenti? Quale significato ha per la Casa Internazionale delle Donne aver
inviato una propria rappresentanza a questa prima tappa di scambio internazionale
sulla tematica delle discriminazioni sessuali?
Sono partita per questa avventura avendo l’intento di tornare con delle
risposte convincenti.
Già in aeroporto il gruppo italiano mi è parso estremamente eterogeneo
ma straordinariamente interessante e giunta a Porto Alegre sono stata accolta
e travolta dal calore (oltre che dalla calura estiva sui 42°!) latino-americano.
Nonostante le diverse provenienze ed esperienze politiche, lavorative, sessuali è stato
semplice trovare ampi spazi di scambio e condivisione: i/le giovani brasiliani/e
vengono dai quartieri poveri di Porto Alegre, vivono nelle favelas o in strada
e partecipano ad un laboratorio teatrale sostenuto dall'UNESCO. Si impegnano
inoltre presso organizzazioni umanitarie ed associazioni omosessuali-lesbiche.
Le/Gli argentine/i fanno parte dell’associazione Vox, un’organizzazione
che prende parte a manifestazioni contro la discriminazione di omosessuali
e lesbiche. Organizzano sit-in e spazi di consulenza e prevenzione all’aperto.
I partecipanti tedeschi sono attivi presso diverse organizzazioni omosessuali-lesbiche
tra cui la sezione di Amnesty International che si occupa delle discriminazioni
sessuali.
Il fatto stesso di essere lì ci ha immersi immediatamente nel cuore
della tematica dello scambio, le discriminazioni per differenze sessuali, per
colore della pelle, per povertà e appartenenza etnica.
Attraverso le esperienze personali, le diverse prospettive culturali e il lavoro
in comune siamo riusciti a riflettere e a confrontarci su questi argomenti
attraverso costruttivi lavori di gruppo, approfondendo tre dimensioni che abbiamo
ritenuto fondamentali, legate alla tematica: quella politico-culturale-educativa,
quella giuridica, quella familiare quali ambiti salienti nei quali spesso con
maggiore preponderanza si palesano forme più o meno esplicite di discriminazione.
Dai lavori di gruppo, sono emersi stimoli molto concreti e operativi circa
l’impegno politico e sociale ‘dal basso’dei gruppi formali
e informali di omosessuali e ‘simpatizzanti’ (che ad esempio in
Brasile sono una grande risorsa), un confronto circa gli sviluppi possibili
e i risvolti giuridici legati al riconoscimento di alcuni diritti, nonché la
testimonianza degli stessi nei Paesi in cui tali diritti sono già in
vigore e una riflessione in merito alla costruzione culturale del tradizionale
modello di famiglia accanto al quale si sono elaborati modelli alternativi
possibili che tengano conto delle unioni tra omosessuali.
Un contributo determinante alla co-costruzione di uno scambio che non passasse
esclusivamente attraverso le parole ma attraverso il corpo è stato l’uso
del teatro come modalità comunicativa di elezione grazie al supporto
di due registi brasiliani membri dello staff.
Fortunatamente la realtà di Porto Alegre, ci ha permesso di non rimanere
chiusi nella nostra ‘isola felice’ in cui si è spontaneamente
si è creata una piacevole e quanto mai ‘paritaria’ convivenza
(non rispetto al numero ma alla sostanza) tra omosessuali, eterosessuali, bisessuali,
transessuali, nel rispetto assoluto delle scelte di ciascuna/o.
Abbiamo toccato con mano la fervida e viva realtà delle associazioni
locali che sintetizzano con coerenza l’impegno sociale e politico a tutela
dei diritti delle/i cittadine/i discriminate/i.
Abbiamo conosciuto ad esempio un modello interessante di ‘passaggio di
saperi al femminile’ all’interno di un’associazione di avvocate
che da 12 anni lavora con donne vittime di violenza in famiglia nella periferia
di Porto Alegre. Oltre al sostegno legale, hanno costruito un percorso di formazione
per ‘giovani donne moltiplicatrici di cittadinanza’, con l’obiettivo
di in-formare ai diritti di cittadinanza attiva donne, soprattutto giovani
adulte e adolescenti, che vivono in periferia perché, dopo il percorso
formativo previsto, diventino esse stesse accompagnatrici di altre donne, una
sorta di ‘tutoraggio’ alla pari per donne in difficoltà.
Altre occasioni di contatto con le realtà locali sono state due progetti:
uno di accompagnamento di giovani adolescenti omosessuali (14-17 anni) con
un lavoro di prevenzione dell’Aids e inserimento sociale attraverso attività e
laboratori culturali proprio nel cuore culturale e commerciale della città,
l’altro per adolescenti, omosessuali e non, di una favela alla periferia
della città, che utilizza le risorse giovani del quartiere per costruire
un gruppo di ‘facilitatori’ che lavorano poi con bambini/e e adolescenti
del territorio.
Molto forte sul piano del confronto e della ‘diversità’ di
visione politica è stato l’incontro con un’associazione
per la tutela dei diritti di travestiti e transessuali. La povertà materiale
e la mancanza di lavoro lascia intravedere esclusivamente la scelta della prostituzione
per la maggior parte dei transessuali del luogo, privati di ogni diritto e
visibilità sociale che non sia quella di ‘mercanti di sesso’ di
notte e difensori dei diritti dei transessuali di giorno. Un interrogativo
ha continuato ad interpellarci dopo il nostro incontro: “Quali diritti
cercano di far riconoscere?”.
Un interessante gioco di ruolo ci ha dato
l’opportunità di esplorare
e conoscere la città come culla delle arti del Sud del Brasile con le
sue ‘case della cultura’ che raccolgono in grandi palazzi pieni
di storia teatri, cinema, sale per mostre e per convegni e tanti altri servizi
che danno il senso di un grande interesse per il sapere nella sua accezione
più ampia e complessa. Abbiamo constatato come la presenza femminile,
ancora un po’ dietro le quinte, stia facendo sentire il proprio peso
anche in questo ambito sebbene il percorso sia ancora piuttosto lungo: sono
infatti promotrici di rassegne teatrali e di attività culturali vivaci.
Ovviamente
non sono mancate occasioni di svago: il paesaggio portoalegrense con le bellezze
naturali ha contribuito a rendere ancora più piacevole
la nostra permanenza a Porto Alegre con una escursione in barca e a piedi nella
riserva naturale di Itapua, una meravigliosa laguna immersa nella foresta.
Colori,
feste, frutta fresca hanno caratterizzato le serate interculturali in cui ciascun
Paese ha presentato uno spaccato della propria cultura collegandolo
al tema trattato. Questi momenti informali sono stati i più ricchi di
scambi di esperienze e quelli in cui ciascun gruppo ‘politico’ ha
costruito relazioni e ha fatto ipotesi su collaborazioni e sviluppi futuri
partendo da questa esperienza.
Ci siamo dati infatti appuntamento a Berlino per la prossima estate!
CORSI
> Si stanno chiudendo le iscrizioni al
laboratorio di scrittura di
Valeria
Viganò che
inizierà
mercoledì 22 febbraio alle ore 18 presso la libreria
della Casa Internazionale delle Donne
SEGNALAZIONI
>
Lunedì 6 febbraio 2006 ore 17.00 alla Biblioteca Rodari
di Via Olcese, 28
Presentazione del libro
Sopportare il disordine Una teologia
fatta in casa di
Rosetta Stella
>
Mercoledì 8 febbraio ore 11.00 Sala del Carroccio – Campidoglio
Conferenza stampa per
presentare l’Agenzia di Genere proposta all’Associazione
Zora
Neale Hurston della Casa Internazionale delle Donne.
Commissione
delle Elette del Comune di Roma presieduta da
Patrizia
Sentinelli e Commissione delle
Elette della Provincia di Roma presieduta da
Cecilia
D’Elia
L’Agenzia di Genere (AdG) è una struttura di servizio
di genere per associazioni e enti pubblici e privati per la raccolta,
produzione, diffusione e moltiplicazione di materiali, dati,
studi e argomenti in campi inerenti la cittadinanza attiva.
Una vera e propria agenzia di genere, agile e veloce nell’espletare
i propri compiti, così come in grado di fornire analisi
ed approfondimenti qualificati e qualificanti.
La forza dell’AdG è la sua collocazione logistica
e relazionale all’interno del grande laboratorio politico
Casa internazionale delle donne, fulcro di elaborazione del pensiero
della pratica e dei saperi delle donne attraverso la collaborazione
delle più di 50 associazioni che ne fanno parte.
L’Agenzia è stata infatti concepita per soddisfare
domande anche molto difformi tra di loro grazie alla versatilità ed
elasticità del servizio offerto in virtù di un’organizzazione
basata su una rete di relazioni con soggetti molteplici e specializzati
in più campi operativi
Le Commissioni delle Elette del Comune e della Provincia di Roma
hanno accolto la proposta dell’associazione Zora Neale
Hurston e hanno partecipato all’ideazione del progetto
e reso possibile l’avvio diventando le committenti delle
prime ricerche dell’AdG - “Corpi delle donne corpo
della politica ” “Buone Prassi e Pari opportunità nelle
Istituzioni”, “Nuove soggettività dell’agire
politico”.
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Mercoledì 8 febbraio ore 16,30 - Musei Capitolini,
Sala Pietro da Cortona
Premio Amelia Rosselli sessione ordinaria 2005 e sessione speciale sui diritti
umani delle donne
Intervento di
Dacia Maraini
Organizza: Comune di Roma Assessorato alla semplificazione, la comunicazione
e le pari opportunità