Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°50 del 2 marzo 2006

in redazione:
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini

> Mese 8 marzo
La ripresa della mobilitazione e della parola delle donne a fronte degli attacchi all’autodeterminazione, al diritto alla salute, ad una visione laica dei rapporti e delle regole di convivenza civile e sociale hanno ridato risonanza e attualità ai contenuti e alle pratiche del femminismo. La Casa Internazionale ha un ruolo insostituibile di rilancio di tali contenuti, di dialogo e confronto tra generazioni ed esperienze diverse di donne, per trovare insieme anche nuovi linguaggi e percorsi di riconoscimento e cambiamento. La Casa, luogo e istituzione sempre più riconosciuta dalle donne e dalle istituzioni, intende per il mese di marzo contribuire a fare emergere questa nuova voglia di protagonismo nella politica, nelle istituzioni di governo, nelle pratiche e nei luoghi di democrazia diffusa, nella cultura.

Dibattiti, incontri, presenze di ospiti, che vengono da diversi paesi a portare la propria esperienze sul terreno dei diritti delle donne, mostre, momenti di cultura e di spettacolo ruotano intorno a temi che l’attualità, nel bene e nel male, riconsegna alle donne o che le donne mettono al centro dell’agenda politica: violenza alle donne, presenza e rappresentanza nei luoghi e percorsi decisionali, conflitti- pace, sviluppo sostenibile per i due generi.

La dimensione locale e globale dei diritti come visione dei rapporti tra uomini e donne sarà uno dei temi dell’iniziativa che ci sarà la mattina dell’8 marzo nella sala del Campidoglio con una sessione straordinaria del Consiglio Comunale che rilancerà, alla luce delle esperienze fatte dal Comune e dalla Casa internazionale delle donne, il ruolo di Roma come città dei diritti delle donne: diritti e cittadinanza di genere nell’accesso a opportunità, risorse, spazi, sia in chiave locale che internazionale, come fattore fondamentale di convivenza tra diversità.


> Per una nuova politica della convivenza
di Bianca Pomeranzi

Lo stato attuale del mondo e gli eventi che si sono succeduti dopo l’11 Settembre 2001 inducono a riflettere sulla parola democrazia che sembra aver subito un complesso processo di eterogenesi dei fini che la porta a coincidere spesso con la “supremazia” del più forte. Il XXI° secolo si è infatti aperto con una terribile ferita inflitta all’Occidente, che ha reagito in nome della propria idea di democrazia con forza superiore alla sfida, senza cercare le ragioni di quell’offesa. L’ONU, dopo la caduta del Muro di Berlino, con le Conferenze degli anni novanta, aveva riconosciuto la necessità di intervenire per la riduzione delle enormi disuguaglianze economiche e di status che erano all'origine dei grandi flussi migratori, ma anche della crescita delle ingiustizie e delle pratiche di dominio verso i soggetti più deboli . Le donne, che sono presenti sin dall’inizio in questa mobilitazione mondiale e che in moltissimi paesi del Sud del mondo hanno dimostrato di essere fondamentali per il mantenimento dei loro contesti di vita, possono esprimere un grande potenziale di innovazione nella definizione di nuove regole di convivenza , ma tuttora non godono di una sufficiente autonomia singola e collettiva per far valere i loro punti di vista. E’ dunque necessaria nell’attuale contesto politico globale una forte attenzione verso il mutamento delle relazioni tra uomini e donne e verso la soggettività femminile come risorsa per una migliore convivenza mondiale. In un epoca d’intolleranza crediamo che l’ascolto e il rispetto delle differenze, cominciando dalla differenza fondamentale tra uomini e donne , possano ispirare legislazioni e provvedimenti e essere di grande aiuto per governare con giustizia la complessa contemporaneità.

La Casa internazionale delle donne ha lavorato intensamente nel corso degli ultimi anni per aprire una nuova fase nella relazione tra donne che, a Roma, operano in ambiti differenti, ma volti ad esaltare la dimensione globale della politica . Non si può infatti trascurare il fatto che gli eventi accaduti negli ultimi tre o quattro anni, dalla guerra del Kossovo a quella preventiva, hanno creato una nuova attenzione a livello mondiale sui temi della globalizzazione. Infatti, quello che da molti è stato chiamato “il popolo della pace”, assieme alle ondate crescenti di migrazioni e al mutamento delle forme della politica internazionale da parte delle grandi e medie potenze dell’occidente sviluppato, hanno, in poco tempo, determinato una nuova consapevolezza dei diversi livelli in cui “si fa politica” anche in un paese come l’Italia e in una città come Roma che ha da tempo un ruolo internazionale e una presenza importante nella cooperazione decentrata.
L’idea di celebrare con grande forza e proprio l’8 Marzo questa dimensione locale e globale della Casa Internazionale delle Donne nasce soprattutto dalla storia dell’intricato rapporto tra il femminismo romano e il Comune per la Casa Internazionale delle Donne. Si tratta di un dialogo iniziato proprio trenta anni fa , nel 1976 e proseguito con coerenza fino ad oggi. Nel corso di questi anni la vocazione internazionale della Casa è stata testimoniata da presenze e fatti clamorosi come ad esempio la Conferenza stampa che fu tenuta nel 1978 dalla storica femminista americana Kate Millet al ritorno dall’Iran in cui si era appena instaurato Khomeini, oppure il seminario del 1995 dove tutte le associazioni italiane iniziarono a discutere del modo in cui si poteva mettere a frutto in Italia quanto era stato deciso alla IV Conferenza ONU sulle donne tenutasi a Pechino. In anni più recenti le visite di Vandana Shiva e Shirin Ebadi , quelle della Ministra Palestinese Zahira Kamal e quella delle donne afgane oppure la battaglia per Giuliana Sgrena e la costante presenza delle Donne in Nero e delle associazioni di Immigrate testimoniano un’ attenzione costante e partecipe di tutte le associazioni della casa alla costruzione di un dialogo tra culture e di una relazione tra donne che non è solo solidaristica o assistenziale , ma profondamente politica.

Il programma del futuro della Casa intende essere sempre più legato alla dimensione locale e al contesto globale in modo da contribuire alla realizzazione degli obiettivi della comunità internazionale, in particolare gli obiettivi del Millennio . Per fare questo occorre partire dallo scambio di pratiche tra donne situate in luoghi diversi ma che operano, all’interno dei propri contesti, per ottenere una maggiore presenza delle donne nello spazio pubblico e per rendere possibile la realizzazione e il pieno godimento da parte delle donne dei propri diritti. Infatti attraverso il dialogo e le reti transnazionali noi donne, in particolare insieme alle più vicine a noi, ovvero nel Mediterraneo, oppure quelle che tuttora vivono nelle zone in conflitto, abbiamo la possibilità di rafforzare le iniziative nei contesti locali in ci troviamo ad operare e nello stesso tempo concorriamo alla creazione di un contesto sovranazionale comune in cui le donne possano operare come agente del cambiamento per il conseguimento di uno sviluppo sostenibile. In questo contesto i diritti non sono una imposizione occidentale ma piuttosto sono il frutto di una relazione di “partenariato” favorita dal clima di libertà tra soggetti di pari dignità che esprimono la loro cultura.


EVENTI DI MARZO

Presentazione del libro Prima di lasciarsi di Gabriella Ambrosio.
Ne discutono Luisa Morgantini e Toni Capuozzo, moderatrice Adele Cambria
Venerdì 3 Ore 19.00
Organizza: Zora Neale Hurston

Inaugurazione della mostra Nessuno che io conosca… Interni e arte femminista murale del Governo Vecchio di Irene Iorno. In occasione della mostra ci sarà un incontro a cui intervengono Edda Billi, Marina Pivetta, Manuela Fraire e Rosanna Cattaneo coordina Maria Palazzesi.
Sabato 4 Ore 17.00

Organizza: Paese delle Donne e Zora Neale Hurston

Proiezione di Un Processo per stupro di Maria Grazia Belmonti, Anna Carini, Roni Daopoulo, Paola de Mortiis, Annabella Miscuglio e Loredana Rotondo; regia di Loredana Dordi. Ad introdurre il documentario, parleranno con noi: Loredana Rotondo, Grazia Volo e Antonella di Maggio.
Lunedì 6 Ore 19.00
Organizza: Archivia e Area Cultura Consorzio Casa int. delle Donne
(vedi approfondimenti)

Donne e leggi sull’immigrazione. Variazioni su tematiche femministe classiche. Incontro con Sarah van Walsum (docente alla Facoltà di Giurisprudenza della Vrije Universiteit di Amsterdam) sulla Conferenza Internazionale Gendered Borders (Donne e diritto dell’Immigrazione in Europa) tenutasi ad Amsterdam nel 2004 in previsione della prossima conferenza a Roma
Mercoledì 8 Ore 16.00 Organizza: Candelaria, Consorzio Casa int. delle Donne e AFFI
(vedi approfondimenti)

Presentazione del libro Il femminismo degli anni Settanta, a cura di Teresa Bertilotti e Anna Scattigno. Edizioni Viella
Intervengono: Beatrice Busi, Mariella Gramaglia, Silvana Pisa, Maria Serena Sapegno
A seguito proiezione del cortometraggio Staffette di Paola Sangiovanni. Un documentario sulla resistenza delle donne in Italia. Mercoledì 8 Ore 18.00 Organizza: Società italiana delle Storiche. (vedi approfondimenti)

Inaugurazione della mostra fotografica: Un coraggioso faticare avanti. Donne per i diritti
di Pia Ranzato. Mercoledì 8 alle ore 18.00. La mostra rimarrà aperta fino a Giovedì 16 marzo
Organizza: Affi e Quinoa (vedi approfondimenti)

Proiezione del documentario: Le tradizioni antiche non sono verità assolute. La lotta delle donne africane contro le mutilazioni genitali femminili di Pia Ranzato
Giovedì 9 Ore 18.30 Organizza: AFFI (vedi approfondimenti)

Donne eccellenti Appuntamento ogni martedì per proiezione di documentari del ciclo Vuoti di memoria di Loredana Rotondo e conversazioni. Primo incontro Goliarda Sapienza 1924-1996: l’arte di una vita. di Manuela Vigorita. Dopo la proiezione Piera Degli Esposti racconterà la sua esperienza con Goliarda. Martedì 21 marzo ore 19.30
Organizza Archivia e Area Cultura casa Internaz.delle Donne

Terzo anno della SCUOLA DI STUDI FEMMINISTI. Programma 2006. L’APERTURA In ricordo di Michi: le nostre differenze politiche per una grande differenza, femminista. Partecipano: Hela Mascia, Cloti Ricciardi, Edda Billi, Lia Migale, Bianca Pomeranzi, Laura Gallucci
Lunedì 3 Aprile 2006, ore 19-21
Organizza generi e generazioni (vedi approfondimenti)


APPROFONDIMENTI

> Processo per stupro
di Giovanna Olivieri

Il documentario, andato in onda su Rai 2 il 26 aprile 1979 è stato realizzato montando il materiale ripreso alle due udienze del processo per lo stupro subito da Fiorella nel 1977, celebrato a Latina nelle udienze del 26 maggio e 26 giugno 1978.
6 i difensori degli imputati -“quattro bravi ragazzi sposati e con prole” condannati al minimo della pena e tornati in circolazione grazie alla libertà provvisoria – fra cui l’avvocato già difensore di Izzo al processo per le violenze del Circeo.
Fiorella è difesa da Tina Lagostena Bassi e Grazia Volo che ottengono, nonostante le resistenze del Pubblico Ministero, la pubblicità del processo. Ed è proprio grazie al processo a porte aperte che le donne possono dimostrare, con la presenza in aula, la loro solidarietà alla donna violentata e le autrici possono effettuare le riprese.

Il processo si apre con la richiesta dei Collettivi femministi di Latina e del Mld (Movimento di liberazione della donna) di costituzione di parte civile; richiesta respinta in quanto non viene giuridicamente riconosciuto il danno subito dal movimento delle donne e a cui fa seguito un’offerta di 2 milioni di lire a Fiorella come risarcimento del danno subito.

Girato in videotape, in presa diretta e senza commenti, il documentario registra le descrizioni forbite degli avvocati, i volti e le dichiarazioni contraddittorie degli stupratori, gli insulti delle mogli, madri e sorelle degli imputati, restituendoci con la sola potenza delle immagini la situazione di una ulteriore violenza ad una donna che, da parte lesa.
Lunedì 6 Ore 19.00



> Donne e leggi sull’immigrazione. Variazioni su tematiche femministe classiche

L’8 marzo 2006 alle 16, si terrà un’incontro con Sarah van Walsum sulla Conferenza Internazionale Gendered Borders (Donne e diritto dell’immigrazione in Europa) tenutasi ad Amsterdam nel 2004. L’obiettivo è quello di organizzare la seconda edizione della Conferenza, nell’autunno 2006, nella Casa Internazionale delle Donne. Nel suo intervento la Dr. Sarah van Walsum, docente di diritto di famiglia nella facoltà di giurisprudenza della Vrije Universiteit di Amsterdam, affronterà le problematiche delle donne che sono sottoposte alle leggi relative all’ immigrazione.

Nell’autunno 2004 la Vrije Universiteit di Amsterdam ha organizzato una Conferenza Internazionale su donne e diritto dell’ immigrazione nei paesi della Unione Europea, denominata Gendered Borders con l’intento di promuovere un’analisi di genere del contesto giuridico, affinché l’adozione di norme sull’immigrazione e l’asilo avvenga nel rispetto delle condizioni di tutte le donne.

Nel corso della conferenza è emerso chiaramente che le questioni in discussione non erano esclusivamente in relazione alle leggi sull’immigrazione, ma erano spesso legate alle tematiche classiche del femminismo: lavoro, uguaglianza e violenza sessuale.
Tanti argomenti di genere, che sembrano risolti nel discorso giuridico dominante, chiedono insistentemente una soluzione se presentati dalla prospettiva del diritto dell’immigrazione

- Il carattere gerarchico dei rapporti familiari
- Il carattere sbilenco del mercato di lavoro
- I diritti riproduttivi
- La protezione contro la violenza sessuale

Da 30 anni gruppi di avvocate e attiviste femministe nei paesi della UE si mobilitano per i diritti delle donne immigrate.
Da poco tempo questo tema sta sull’agenda politica per giustificare l’egemonia occidentale.
La sfida è doppia: partendo dal diritto dell’immigrazione, tante tematiche del femminismo possono nuovamente essere visibili; partendo dalle contraddizioni del diritto dell’immigrazione possono essere proposte alternative utili a tutte le donne che vivono nella UE.
Mercoledì 8 Ore 16.00


> Staffette
di Silvia Di Paola

La grande storia intrecciata con i fili sottili della piccola storia. La storia di un paese ma stretta alla storia di vite individuali. L’avventura della Resistenza ma filtrata dal registro delle emozioni private. La Resistenza di quattro partigiane piemontesi si può raccontare anche così, come un lavoro di tessitura di una memoria femminile della nostra evoluzione.
Le parole di Anna Cerchi, Claudia Balbo, Marisa Ombra e Nicoletta Soave che, in quel settembre del ’43 in cui entrarono nelle file dei partigiani piemontesi, avevano diciotto anni, servono a regalarci questa prospettiva nel film-documentario firmato da Paola Sangiovanni, “Staffette” che comincerà ad essere visto nelle scuole per poi arrivare in qualche sala.

Una prospettiva che cerca un taglio inedito nel farsi “genere”, introducendo categorie interpretative nello studio della storia per arrivare a una risposta su ciò che la Resistenza ha dato alla storia delle donne nel nostro paese.
Da qui è partita la Sangiovanni e da qui l’hanno seguita le quattro ex-staffette sul filo di conversazioni piuttosto che interviste lungo questo film puzzle di racconti in prima persona integrati da immagini di repertorio provenienti da archivi privati, in gran parte inediti, rielaborati e sonorizzati, cui si aggiungono foto d’epoca, documenti e repertorio sonoro.
Così, in questo passato riafferrato ma continuamente legato al presente, in questo andirivieni, si cerca di restituire non la cristallizzata memoria di testimonianze ripiegate solo sui fatti storici ma la memoria di qualcosa di personale, di intimo quasi, che in quel particolare momento si è trovato a scorrere nel fiume in piena delle grande storia. Con la consapevolezza, di tutte le nostre protagoniste e già da allora, da sempre, che ciò che stavano facendo avrebbe legato le proprie vite a un’utopia. Anzi all’Utopia della creazione di un mondo nuovo.
Mercoledì 8 Ore 18.00


> Un coraggioso faticare avanti. Donne per i diritti
mostra fotografica di Pia Ranzato

La lotta delle donne per i diritti è un fenomeno di dimensioni epocali che ha segnato in modo determinante la storia contemporanea. Tuttavia essa viene sistematicamente sottovalutata, occultata o addirittura negata - velata- , in modo particolare quando a lottare sono le donne dei paesi ex-coloniali e neo-coloniali, Africa, Asia, America Latina.
Questo occultamento sistematico viene confermato dall'abuso che la pubblicistica attuale fa del tema dei diritti delle donne. Nella retorica dello "scontro di civiltà", le donne rappresentano sempre di più un oggetto del contendere, mentre vengono negate come soggetti politici, e i loro diritti, sottratti al protagonismo delle donne stesse, diventano un pretesto per le potenze che si contendono il dominio su territori e popolazioni.
In questo scenario le donne restano «congelate nello stereotipo di vittime archetipiche», per usare un'espressione di Nira Yuval-Davis: vengono rappresentate come vittime passive e inerti di politiche o tradizioni che attentano ai loro diritti e spesso alla loro vita, mentre viene cancellata tutta una storia fatta di resistenze e di strategie di liberazione, di attivismo politico, sociale e culturale, di conquiste di spazi negati.
L'obiettivo fondamentale di questa mostra è quello di contribuire alla demolizione dello stereotipo vittimista, restituendo visibilità al protagonismo delle donne.
La mostra presenta alcuni episodi esemplificativi della lotta delle donne per i diritti in Europa, in Africa, in Asia. L'accostamento di immagini provenienti da continenti e paesi lontani non solo geograficamente, ma soprattutto nell’immaginario collettivo, vuole sottolineare il carattere diffuso e senza confini della lotta delle donne per la conquista dei diritti, al di là e spesso in contrasto con le rispettive "appartenenze" culturali, religiose o sociali.
Accanto alle immagini di attiviste e militanti vengono presentate foto di donne ritratte negli spazi consueti della vita quotidiana, che spesso è già un territorio fondamentale di resistenza e di conquista della propria autonomia.

Quello che cerco di ottenere con questo accostamento all’insegna della forza e del protagonismo delle donne nelle sue diverse manifestazioni è un effetto spiazzante che sconvolga le sicurezze di un mondo diviso in aree di "modernità" e aree di "arretratezza" e induca a riconsiderare le molteplici forme di resistenza e di liberazione spirituale e materiale che le donne hanno saputo elaborare.
Mercoledì 8 ore 18.00


> Le tradizioni antiche non sono verità assolute la lotta delle donne africane contro le mutilazioni genitali femminil
Video di Pia Ranzato

Le immagini di questo video documentario sono state girate nell'ambito dell'Incontro Internazionale promosso da Inter African Committee, svoltosi a Bamako (Mali) dal 5 al 7 marzo 2005. L'inter-African Committee è il più grande network africano di organizzazioni di donne. Fondato nel 1984, riunisce istituzioni e organizzazioni attive in 28 paesi africani, e ha delegazioni in Europa, Canada, Giappone e Nuova Zelanda, USA. L'obiettivo dell'IAC è l'affermazione dei diritti delle donne e delle bambine, e l'eliminazione delle pratiche tradizionali nefaste come la mutilazione genitale femminile, i matrimoni forzati e precoci, i tabù nutrizionali, attraverso un approccio multisettoriale e integrato e un'intensa attività di advocacy svolta a livello regionale, nazionale e internazionale.
Attraverso le immagini, l'ascolto delle testimonianze e degli interventi e l'approfondimento in interviste mirate, il video documenta la ricchezza, la varietà e la complessità dei percorsi di liberazione intrapresi dalle donne africane, che nel corso degli ultimi dieci anni hanno ottenuto importantissimi risultati: l'approvazione di leggi ad hoc contro le Mgf; la ratifica del Protocollo di Maputo, che impegna i governi sottoscrittori ad eliminare le Mgf entro il 2010; l'adesione di strati sempre più ampi di popolazione a percorsi individuali e collettivi di sradicamento delle pratiche stesse; il diffondersi tra le donne e gli uomini africani della consapevolezza non soltanto sulle gravi conseguenze sanitarie, ma anche sulle radici culturali e simboliche che legittimano il perpetuarsi di queste pratiche.
Giovedì 9 Ore 18.30


CORSI

> Scuola di studi femministi
di Bianca Pomeranzi

La Scuola di Studi Femministi, nata quasi per gioco tra amiche che volevano provare a mescolare i propri saperi, si è trovata a dare risposta a un bisogno di riflessione e di critica femminista che era in qualche modo "necessario” a Roma. Infatti le iniziative avviate alla Casa Internazionale delle Donne hanno consentito non solo di creare una relazione costante e proficua con le Università , ma soprattutto hanno permesso la valorizzazione politica degli approfondimenti femministi su molte delle tematiche affrontate. Questo a sua volta ha consentito uno scambio con le donne più giovani che si accostano a questo tipo di pensiero per esigenze “formative” (anche in senso esistenziale). La Scuola, infatti, mantiene quel “di più” di conoscenza che le pratiche femministe sono riuscite a esprimere in Italia, e a Roma in particolare, spesso in modo intermittente e sporadico, ma sempre con grande generosità. Anche quest’anno le iniziative mantengono una notevole vicinanza con l’attualità politica: le tematiche sottoposte all’analisi femminista sono quelle della appartenenza religiosa , della visione delle donne sul mondo globalizzato e della biopolitica. Anzi quest’anno proprio quelle pratiche femministe sono in qualche modo oggetto di particolare approfondimento, poiché si intende celebrare il trentennale di una rivista romana degli anni del femminismo diffuso , ovvero “Differenze”, pubblicata, con qualche discontinuità, dal 3 Aprile 1976 al giugno 1982 . Quella rivista – come altre importanti imprese del femminismo a Roma quali il Centro Culturale Virginia Woolf – era stata voluta fortemente da Michi Staderini, che ne aveva anche ideato la formula, assolutamente originale, che consisteva nell’affidare la redazione e la responsabilità di ciascun numero a un collettivo che riceveva il denaro per pubblicare dal collettivo precedente e a sua volta lo lasciava al successivo. La Scuola di Studi Femministi propone nel prossimo autunno una rilettura collettiva dei dodici numeri della rivista, attraverso le voci di chi vi ha lavorato, ma intende soprattutto dedicare a Michi Staderini una memoria, proprio nel giorno in cui è uscita, trenta anni fa, Differenze . Il 3 Aprile alle ore 18,30 dunque, alla sala grande della Casa Internazionale delle Donne, con In ricordo di Michi: le nostre differenze politiche per una grande differenza femminista, intendiamo lanciare l’apertura ufficiale di questo terzo anno della scuola . La forza delle donne, che si manifesta di nuovo, ci riporta il ricordo di Michi Staderini, che ha dato moltissimo al femminismo romano fatto di atti e riflessioni politiche. Vorremmo che fosse anche di buon auspicio per un grande cambiamento politico, per il quale Michi certamente, con la sua intelligenza e generosità, si sarebbe battuta.

TERZO ANNO DELLA SCUOLA DI STUDI FEMMINISTI
Programma 2006

L’APERTURA 3 Aprile 2006, ore 19-21
In ricordo di Michi: le nostre differenze politiche per una grande differenza, femminista
Partecipano: Hela Mascia, Cloti Ricciardi, Edda Billi, Lia Migale, Bianca Pomeranzi, Laura Gallucci

LE LEZIONI
Generi e cristianesimo appartenenze religiose nella storia e nell'attualita' dell'occidente
docente: Sara Cabibbo

dal 23 marzo 2006 ore 18-20 per 4 giovedì consecutivi
Biologismo e biopolitica: letture femministe
Corso coordinato da Maria Luisa Boccia e Isabella Peretti
dall’8 maggio 2006 ore 18-20 per 5 lunedì consecutivi

La globalizzazione delle donne
docente: Bianca M. Pomeranzi
dal 10 maggio 2006, ore 18-20 per 3 mercoledì consecutivi

LA LETTURA COLLETTIVA

Differenze e le sue autrici
coordina: Bianca M. Pomeranzi
3 incontri in autunno: date da definire

PER ISCRIVERSI AI CORSI RIVOLGERSI A:
Stefania Vulterini 347/8419378 vulterini@tiscali.it
Isabella Peretti 347/6983202 perettiisabella@hotmail.com



CALENDARIO MARZO

Giovedì 2 Ore 18.00
Incontro: New Orleans del dopo Katrina: Liz Carter, volontaria a N.O. nei mesi successivi a Katrina, racconta l’esperienza corredata dalle sue foto
Organizza: AFFI e U.S. Citizens for Peace & Justice

Venerdì 3 Ore 19.00
Presentazione del libro Prima di lasciarsi di Gabriella Ambrosio
Organizza: Zora Neale Hurston

Sabato 4 Ore 17.00
Inaugurazione della Mostra Nessuno che io conosca… Interni e arte femminista murale del Governo Vecchio di Irene Iorno
Organizza: Paese delle Donne e Zora Neale Hurston

Lunedì 6 Ore 19.00
Proiezione di Un Processo per stupro di Maria Grazia Belmonti, Anna Carini, Roni Daopoulo, Paola de Mortiis, Annabella Miscuglio e Loredana Rotondo, regia di Loredana Dordi
Saranno presenti: Loredana Rotondo, Grazia Volo e Antonella di Maggio
Organizza: Archivia e Area Cultura Consorzio Casa int. delle Donne

Martedì 7 Ore 18.00
presentazione del volume Nel cuore della politica, dal silenzio del femminismo alla grande manifestazione di Milano del 14 gennaio "Usciamo dal silenzio".
Beatrice Busi, Elettra Deiana, Alberto Leiss, Bianca Pomeranzi, Marina Pivetta,
ne discutono con:
Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, Angela Azzaro e Carla Cotti, curatrici del volume
Organizza:Forum delle donne di Rifondazione comunista

Mercoledì 8
in loop nella Casa Proiezione del video: Rome for women 2004-2006.
Il Comune di Roma per i diritti delle donne
Organizza: Pari Opportunità Comune di Roma

Mercoledì 8 Ore 9.30
Convegno Conoscere e riconoscere: donne e pari opportunità nelle aziende di servizio pubblico locale Intervengono : On. Silvia Costa (Assessore Regione Lazio), On. Rosa Rinaldi (Vicepresidente Provincia di Roma), On. Mariella Gramaglia (Assessore Comune di Roma), Giuseppe Labarile (Presidente Confservizi Lazio), Caterina Isabella (Coordinamento Pari Opportunità Confservizi Lazio), Anna Rita Marocchi (responsabile del progetto V.A.R.C.O.)
Organizza: Coordinamento Pari Opportunità Confservizi Lazio

Mercoledì 8 Ore 16.00
Donne e diritto dell’immigrazione.Variazioni su tematiche classiche femministe
Incontro con Sarah van Walsum (docente alla Facoltà di Giurisprudenza della Vrije Universiteit di Amsterdam) sulla Conferenza Internazionale Gendered Borders (Donne e diritto dell’Immigrazione in Europa) tenutasi ad Amsterdam nel 2004
Organizza: Candelaria, Consorzio Casa int. delle Donne e AFFI

Mercoledì 8 Ore 18.00
Presentazione del libro Il femminismo degli anni Settanta, a cura di Teresa Bertilotti e Anna Scattigno Intervengono: Beatrice Busi, Mariella Gramaglia, Silvana Pisa, Maria Serena Sapegno

Proiezione del documentario Staffette di Paola Sangiovanni. Un documentario sulla resistenza delle donne in Italia.
Organizza: Società italiana delle Storiche

Mercoledì 8 alle 18.00
Mostra fotografica: Un coraggioso faticare avanti. Donne per i diritti di Pia Ranzato
Organizza: Affi e Quinoa

Mercoledì 8 Ore 18.00
8 marzo Recital Cena e festa. Aperto solo alle donne
Organizza: CLR

Giovedì 9 Ore 14.00
Incontro Il diritto delle donne nel diritto dei paesi africani
Organizza: Istituto per la Promozione della Cultura Risorse e Ricerche avanzate africane Pacrari

Giovedì 9 Ore 18.30
Proiezione del documentario: Le tradizioni antiche non sono verità assolute.
La lotta delle donne africane contro le mutilazioni genitali femminili
di Pia Ranzato
Organizza: AFFI

Venerdì 10 Ore 18.00
Incontro-Convegno: A cosa serve il senso di colpa?
Marta Prandi prova a sfidare Simona Argentieri, Carol Beebe Tarantelli, Donata Francescato, Gaetano de Leo Organizza: Donna ascolta Donna

Sabato 11 Ore 10.00
Seminario: Donne e uomini nello spazio pubblico: conflitto, relazione, linguaggio
Dea in occasione della propria costituzione in associazione con il progetto di sviluppare l’iniziativa nel campo dell’informazione, insieme alla Fondazione Basso, e all’associazione Generi e Generazioni organizza un incontro sul tema della rappresentazione del rapporto tra i sessi nei media e nella politica
Organizza: Dea e Generi e Generazioni

Sabato 11 Ore 18.00
Proiezione del film spagnolo: Ti do i miei occhi dell’attrice e regista Itziar Bollain
A seguire dibattito: Le donne e la violenza familiare
Organizza: Candelaria

Da Venerdì 17 a Mercoledì 22 Ore 21.00
Mostra-performance In-Sabbia del coordinamento artisti ARTE PER
Organizza: AFFI e Donne in nero

Martedì 21 Ore 19.00
Proiezione primo filmato della serie Vuoti di memoria. L’arte di una vita: Goliarda Sapienza di Manuela Vigorita.
Sarà presente Piera Degli Esposti che racconterà la sua amicizia con Goliarda Sapienza
Organizza: Area Cultura Consorzio e Archivia

Da Lunedì 27 a Sabato 1 Aprile Ore 10.00
Atelier Esposizione: Donne internazionali: opere d’arte
Organizza: Gruppo donne dell’Accademia d’Arte di Roma


Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

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