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Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne n°51 del 18 marzo 2006 in redazione: M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini Martedì 21 marzo alle 12 sarà ospite
della Casa Internazionale Delle Donne Julia Kristeva per incontrare
le donne e le Associazioni della Casa. Dal 2002 sono venute qui molte
donne eccezionali, Vandana Shiva, Amalia Robinson, Shirin Ebadi,
Assia Djebar, Zahira Kamal, per nominarne solo alcune, e poter rincontrare
la Kristeva sarà un grande piacere. I suoi ultimi lavori sono
su altre donne importanti per la letteratura e il pensiero femminile,
sono libri su Colette, Hannah Arendt e Melanie Klein, i primi due
già pubblicate in Italia da Donzelli, che per ciò ha
vinto il premio Roma Amelia Rosselli, il terzo in via di pubblicazione.
Alle 17.30 la Kristeva sarà poi alla Sala Santa Rita, in via Montanara 8 (Piazza Campitelli) dove Nadia Fusini, Federica Giardini, Elisabetta Rasy Mariella Gramaglia e Pietro Montani presenteranno il suo libro su Hannah Arendt PROSSIMI EVENTI
Donne eccellenti Incontri su protagoniste della vita politica e culturale del ‘900 a partire dalla serie di documentari Vuoti di memoria un programma di Loredana Rotondo, prodotto da Rai Educational. Primo incontro Goliarda Sapienza - L’arte di una vita. di Loredana Rotondo, consulenza di Daniela Ughetta. Regia di Manuela Vigorita. Saranno presenti Piera Degli Esposti, Loredana Rotondo. Mercoledì 22 marzo ore 19.30 (vedi approfondimenti) Organizza Archivia e Area Cultura Casa Internaz.delle donne Mostra-performance In-Sabbia del coordinamento artisti ARTE PER. Da Venerdì 17 a Giovedì 23 Ore 21.00 Organizza: AFFI e Donne in nero La Fondazione Brodolini ha organizzato la Conferenza sui Flussi
migratori femminili. Verranno presentati i risultati dello studio
comparativo, condotto in 7 diversi paesi europei, sulle problematiche
che le donne migranti si trovano ad affrontare e le strategie-politiche
sociali adottate per favorire la loro integrazione. Lunedì 20
marzo Pomeriggio di lavoro in preparazione del Congresso dell'Associazione
Mondiale di Psicoanalisi che fa riferimento all'insegnamento e
alla clinica di J. Lacan, dal titolo Il nome del padre
farne a meno, servirsene. I lavori verteranno sulla clinica
della femminilità e
nome del padre. Interverranno: Giuliana Grando, Chiara
Mangiarotti,
Céline Menghi, Giuseppe Pozzi e Laura
Storti. Per informazioni
Il Cortile 066869698. 1 aprile 2006 dalle 16.00 alle 20.00 Terzo anno della SCUOLA DI STUDI FEMMINISTI. Programma 2006. L’APERTURA
In ricordo di Michi: le nostre differenze politiche per una grande
differenza femminista. Partecipano: Hela Mascia, Cloti Ricciardi,
Edda Billi, Lia Migale, Bianca Pomeranzi, Laura Gallucci FATTI
DAGLI ULTIMI EVENTI
L’8 marzo 2006 è stato ricco di eventi a partire dalla seduta straordinaria del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la proclamazione di “Roma città dei diritti delle donne” della quale vi proponiamo sia l’intervento di Costanza Fanelli sia quello di Patrizia Sentinelli > LA
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE PER UN PROGETTO DI CITTA'
DEI DIRITTI E DEL DIALOGO
di Costanza Fanelli, Presidente Consorzio Casa Internazionale delle Donne Roma città dei diritti delle donne: è un approdo, un disegno che si completa, ma anche l’inizio di una nuova progettualità. Una immagine di Roma in ascolto dei bisogni e delle libertà femminili. Nel settembre 2001 questo Consiglio Comunale, nell’approvare la delibera di affidamento del complesso Buon Pastore, riconosceva alla Casa Internazionale delle Donne un grande ruolo di luogo/ istituzione politica, sociale di cittadinanza delle donne. Quella decisione e quel progetto, oggi pienamente attuato, furono possibili perché scaturivano da una importante e intensa storia delle donne e dei loro movimenti a Roma. Storia che meriterebbe di essere oggi ripercorsa non per amore o dovere di memoria ma perché renderebbe più comprensibile e forte il segno delle tante cose che le donne hanno fatto e fanno oggi a Roma e di Roma, in una visione complessa, ricca e globale dei diritti, della politica, della cittadinanza di genere. Ci piacerebbe pensare che per l'8 marzo del 2007 si possa lavorare intorno a questa idea, a mille mani e con un metodo partecipativo, investendo la città, i suoi spazi, le sue tantissime realtà di donne, tutti i livelli istituzionali interessati. Una vera collettiva femminile. Intanto oggi con orgoglio possiamo dire che la Casa Internazionale delle Donne di Roma è diventata, per la sua attività quotidiana di accoglienza e servizio per le donne, per la quantità e qualità di presenze e di iniziative culturali, sociali e politiche, realizzate in chiave locale, nazionale e internazionale "una istituzione " riconosciuta, a volte una sorta di "ambasciatore collettivo" di una idea di Roma come città dell’incontro, dei diritti, del protagonismo delle donne. Nel confronto con altre esperienze ci siamo rese conto della unicità di questa nostra realtà e della importanza di avere a Roma una Casa come quella che abbiamo saputo realizzare, frutto di un percorso autonomo delle donne e di una relazione vera, basata su principi di reciprocità e di rispetto con le istituzioni. In questi anni, la ricca rete di movimenti, di associazioni, di istituzioni, ha fatto emergere e dato corpo ad una vocazione internazionale di Roma anche dal punto di vista delle donne. Una vocazione che si deve misurare con gli scenari inquietanti e impegnativi mondiali in cui siamo sempre di più coinvolti tutti e tutte. Un contesto nel quale anziché agire in linea con gli obiettivi della Comunità internazionale per la riduzione delle enormi diseguaglianze economiche, di stato e di genere, si sta reagendo agli eventi succeduti all'11 settembre con logiche di supremazia del più forte, di guerra , di contrapposizioni, giocando in modo strumentale e distorto parole e concetti importanti come la democrazia, lasciando inalterate cause e condizioni di disparità. Le donne, spesso anche assumendo ruoli di leader nella mobilitazione mondiale contro le diseguaglianze e economiche e di genere, hanno espresso e possono esprimere un grande potenziale di innovazione nella definizione e attuazione di nuove regole di convivenza e sviluppo. In un'epoca d'intolleranza l'ascolto e il rispetto delle differenze, a cominciare da quella fondamentale tra uomini e donne, possono ispirare politiche e interventi innovativi di grande aiuto per governare con giustizia la complessa contemporaneità. La Casa Internazionale delle donne ha partecipato intensamente ad aprire una nuova fase anche nelle relazioni tra donne. Ha determinato una nuova consapevolezza dei livelli in cui si fa politica in una città come Roma che ha da tempo un ruolo internazionale e una presenza nella cooperazione decentrata. L'idea di una dimensione locale e globale della politica per i diritti delle donne ha radici lontane nella storia del percorso che ha portato alla Casa Internazionale. Basti ricordare la Conferenza stampa del 1978 tenuta nella sede del Governo Vecchio dalla storica femminista Kate Millet al ritorno dall'Iran in cui si era appena instaurato Khomeini, oppure l'incontro del 1995 dove tutte le associazioni italiane iniziarono a discutere con passione come mettere a frutto in Italia quanto deciso alla IV Conferenza ONU sulle donne di Pechino. In anni più vicini ricordiamo gli incontri nelle nostra Casa con Vandana Shiva e Shirin Ebadi, quella della Ministra palestinese Zahira Kamal, e la lunga permanenza delle donne Afgane venute su invito del Comune a partecipare ad un corso nel settore sanitario. Oppure la battaglia per Giuliana Sgrena, la presenza e le iniziative delle Donne in nero e delle Associazioni di immigrate che testimoniano la attenzione costante di tutte le associazioni della Casa alla costruzione di un dialogo tra culture e di una relazione tra donne che non è solo solidaristica o assistenziale ma profondamente politica. Su questa linea stiamo lavorando perchè sia Roma a ospitare la seconda Conferenza Europea "Gendered Borders" sui diritti e la legislazione per le donne immigrate nello spazio europeo. E' qui presente Sarah van Walsum, la organizzatrice della prima Conferenza tenuta ad Amsterdam. Riteniamo che questo del dialogo e delle reti trasnazionali sia il terreno fertile su cui innestare ogni iniziativa per i diritti delle donne, ogni giorno calpestati in ogni parte del mondo. Alla Casa Internazionale delle donne aiutiamo a costruire condizioni di autonomia, di presenze femminili nello spazio pubblico all'interno dei propri contesti, per fare valere insieme ai diritti anche i loro punti di vista. Forti di questa storia e consapevolezza riteniamo che dobbiamo tutti insieme lavorare nei prossimi mesi e anni ad un grande progetto per fare di Roma in modo pieno una città riconoscibile e riconosciuta perché diritti, cittadinanza, valori delle donne siano punti cardine del suo essere grande capitale a livello nazionale e internazionale. La Casa intende contribuire in modo decisivo a costruire e realizzare questo progetto gettando un ponte per i prossimi anni tra generazioni diverse di donne e di uomini. Roma è oggi una grande città aperta, anche alle donne. Ma c’è ancora una città da leggere o rileggere con gli occhi e a partire dai vissuti delle donne. Ci sono state importanti opportunità create in questi ultimi anni ma c’è ancora tanta, troppa fatica nella vita quotidiana delle donne, native e immigrate. Ci sono diseguaglianze nell'accesso a risorse e opportunità che partono dall’essere donne. Ci sono dignità ancora calpestate o non adeguatamente riconosciute. La città è spazio di vita e movimento ma è anche spazio di tanta solitudine e a volte di violenza per molte donne. Su queste condizioni, problemi si deve creare una attenzione, un monitoraggio permanente per leggere, capire, cambiare. Si devono costruire modalità di ascolto , di concertazione tra realtà e rappresentanze delle donne e istituzioni ai diversi livelli, spazi nuovi per un governo delle decisioni e delle scelte che veda le donne non solo presenti ma anche protagoniste. Ci piacerebbe pensare ad un percorso partecipato che, rileggendo anche i risultati delle cose importanti promosse in questi anni dal Comune, ridefinisca una mappa dei diritti e delle opportunità da garantire: alla differenza culturale e di genere, alla sicurezza in chiave di prevenzione, accoglienza, rispetto oltrechè di legalità, diritto alla conciliazione tra diverse dimensioni e tempi della vita, diritto alla salute in un'ottica di rispetto della soggettività delle donne, di accesso equo alle risorse, di tipo economico, in servizi, in cultura; diritto anche a disporre di spazi, nelle diverse zone in cui si vive, per esserci, partecipare, organizzarsi come donne, ritenendo l'associazionismo delle donne un valore da promuovere e sostenere. Pensiamo che la vocazione di Roma come Città dei diritti e del dialogo a livello globale/ mondiale si possa tradurre nella creazione proprio a Roma di un Centro Permanente di Alta formazione per le donne dei paesi dove di più sono ostacolati non solo i diritti ma la presenza di donne in spazi pubblici, sociali, professionali rilevanti. Infine proponiamo un grande incontro internazionale su diritti e cittadinanza delle donne invitando e facendo confrontare a Roma esperienze di Case delle Donne di altri paesi, europei e extraeuropei. > 8 marzo 2006. Seduta
Straordinaria del Consiglio Comunale di Roma Ringrazio la Presidente Monica Cirinnà e tutti coloro
che hanno accolto l’invito a partecipare a questa iniziativa
pensata da tempo e oggi finalmente realizzata. APPROFONDIMENTI > Donne Eccellenti Incontri su protagoniste della vita politica e culturale del ‘900 a partire dalla serie di documentari Vuoti di memoria un programma di Loredana Rotondo, prodotto da Rai Educational. Primo incontro: Goliarda Sapienza. L’arte di una vita di Giovanna Olivieri Siciliana di Catania, Goliarda arriva sedicenne a Roma con una
borsa di studio per l’Accademia d’arte drammatica.
Lavora con successo a teatro in ruoli pirandelliani e al cinema
in vari film (con Visconti in Senso e con Maselli in Gli sbandati),
ma abbandona poi la recitazione per la scrittura, che resterà il
suo spazio di felicità anche nei duri momenti della depressione,
dei tentativi di suicidio, del carcere. Il documentario (2002- 30 minuti) di Loredana Rotondo (regista e dirigente capostruttura di Rai Educational e ideatrice e curatrice del progetto "Vuoti di memoria") con la consulenza di Daniela Ughetta e la regia di Manuela Vigorita ci fa riscoprire Goliarda in tutta la sua forza e la sua bellezza selvaggia. Le prossime proiezioni 28 marzo ore 19.00 Amelia Rosselli
- La rissa degli angeli di
Loredana Rotondo. Regia di Manuela
Vigorita. Saranno presenti
Marina Camboni, Sara Zanghì, Manuela Vigorita > Gabriella Romano e i suoi Sapori della seduzione. Il ricettario dell'amore tra donne nell'Italia degli anni '50 Una serie di storie, raccontate in prima persona, di lesbiche italiane e dei loro amori, nella tradizionalista e perbenista Italia degli Anni Cinquanta. Amori vissuti nella clandestinità, spesso coperti dalla rispettabilità di un'amicizia, consumati in fretta, a casa, con l'alibi di un invito a cena tra conoscenti o tra vicine di casa, in assenza dei mariti. Amori che non potevano mai uscire al di fuori delle mura domestiche per evitare lo scandalo o, ancora peggio, le cure psichiatriche imposte a chi era anche solo sospettata di lesbismo, una prassi tristemente molto diffusa in quegli anni per "curare" quella che era considerata a tutti gli effetti una malattia mentale. Le protagoniste confessano oggi i segreti occultati dalle leggendarie tendine di pizzo della provincia italiana. Queste impeccabili donne di casa, sotto la patina dell'angelo del focolare, seducevano e si lasciavano sedurre con la scusa di un invito a cena o di un tè con i pasticcini, rigorosamente fatti in casa, naturalmente. Al termine ci sarà una cena al ristorante della Casa, preparata con le ricette del libro I sapori della seduzione Il Menu Crostini toscani guelfi e ghibellini, Pasta alla siciliana, Zucchine in carpione, Carciofo alla romana, Tozzetti con vino santo, Acqua e vino della Casa. Il prezzo della cena è di Euro 18 a persona. CORSI > Scuola di studi femministi Programma 2006 La scuola di studi femministi, giunta alla sua terza edizione, inizia quest’anno con il corso su “Generi e cristianesimo” tenuto da Sara Cabibbo. Il corso, svoltosi già nel giugno 2005, approfondisce ulteriormente quest’anno le ragioni e i percorsi storici che ci possono spiegare le influenze che i modelli religiosi di genere, diversi nella cultura delle sette protestanti e nella cultura cattolica, hanno avuto ed hanno nei vari paesi dell’Occidente, dagli Usa al Nord Europa ai paesi mediterranei. Una chiave per capire anche i fenomeni più attuali, dai teocon alle teologie femministe. GENERI E CRISTIANESIMO APPARTENENZE RELIGIOSE NELLA STORIA E NELL'ATTUALITA' DELL'OCCIDENTE docente: Sara Cabibbo sede: Libreria Zora Neale Hurston, ore 18-20 (4 giovedì consecutivi) 23 marzo 2006 BIOLOGISMO E BIOPOLITICA: LETTURE FEMMINISTE LA GLOBALIZZAZIONE DELLE DONNE LA LETTURA COLLETTIVA: DIFFERENZE E LE SUE AUTRICI PER ISCRIVERSI AI CORSI RIVOLGERSI A: Per informazioni su queste e altre iniziative
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