|
Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne n°52 del 14 aprile 2006 in redazione: M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri, Stefania Vulterini PROSSIMI EVENTI APPUNTI E SPUNTI
DAGLI EVENTI
>Per un tempo genealogico di Federica Giardini Julia Kristeva e Hannah Arendt, Sala Santa Rita, 21 marzo 2006. Nel leggere l’opera di Kristeva la mia posizione fa cadere
l’accento sul rapporto con il pensiero e la politica delle
donne. Non con “il femminismo” – relazione
inquieta questa, espressa dalla stessa Kristeva quando, nella
periodizzazione che compie all’inizio del volume Hannah
Arendt, prende lo spazio e la distanza necessari alla singolarità di
un’autrice, di una donna. Il pensiero e la politica delle
donne è una dimensione composita, fluida nel divenire
storico e che, qui in Italia e dalla mia posizione, prende la
piega del pensiero della differenza sessuale nella sua dimensione
politica. Una formulazione a intensità minimale che si
può dare oggi di questo è che avere/essere un corpo
sessuato è occasione per dischiudere l’esistente
alle sue possibilità. Sia Kristeva che Arendt hanno il tempo tra i temi a loro urgenti. Che occasione si dà in questa relazione tra donne e opere
attraverso i secoli? Che occasione c’è qui per dischiudere
un pensiero sul tempo? > Un ricordo di Michi parlando di Differenze dedicato alla politica di Lia Migale Del passato, per me che sono una senza memoria, rimangono solo
alcune (poche) immagini. Una di queste riguarda la presentazione
del primo numero di differenze. C’era Michi Staderini seduta
su di un tavolo, accanto a lei se non sbaglio c’era Ela
Mascia, e mi ricordo la sua foga nel descrivere “questa
idea”, e il fatto che il primo numero riguardava la storia
di donne importanti per le donne. L’idea era quella di
una rivista che non avesse un centro, una redazione, ma che ogni “collettivo
femminista” ne curasse un numero e che i soldi ricavati
dalla vendita passassero al collettivo che avrebbe fatto il numero
seguente per pagare i costi di stampa. Ogni collettivo avrebbe
parlato della propria “pratica” e dei contenuti che
più lo caratterizzavano. Il primo numero invece era un
po’ speciale perché, più che di pratica,
parlava dei risultati di una ricerca sulla Mozzoni e sulla Kuliscioff. APPROFONDIMENTI > Le grida del silenzio Di Paola Melchiori Quando ho incontrato Norma Fernandez, saggista, cineasta, direttrice della rivista “Alternativa Latino Americana”, membro del Consiglio generale del Forum Sociale Mondiale, (cv allegato in spagnolo), ero al Forum Sociale Mondiale del 2002, a Porto Alegre. L’Argentina era in pieno fermento, nel mezzo della crisi e dei vari esperimenti di sopravvivenza, autogestioni produttive, monete autonome. Norma mi aveva raccontato delle molte iniziative inventate e guidate da donne, in questi movimenti sociali, in particolare di questo movimento spontaneo, iniziato da una sola donna, di discendenza italiana, che da sola aveva messo insieme un movimento che stava tenendo in scacco il saccheggio della proprietà delle terre da parte delle grandi banche, locali e straniere. La cosa, allora, era finita lì. In seguito, quando ho visto il documentario di Naomi Klein su questi stessi movimenti, “The take”, mi ha colpito l’assenza della visibilità del protagonismo femminile. Ho deciso di chiedere a Norma di fare un video su queste lotte, paradigmatiche in molti sensi, sia per il tipo di protagonismo femminile, sia per la tipologia di lotta, sia per il terreno cui si applicano. Il video è stato prodotto, in maniera totalmente indipendente, con pezzi di donazioni messi insieme, nel giro di due anni, dalla sottoscritta e con il particolare appoggio di Gen Vaughan. La storia è la seguente: i piccoli produttori agrari di tutto il paese avevano creduto alla “revolución productiva”, al “peso uguale al dollaro per sempre”, soprattutto alla consegna della modernizzazione attraverso trasformazioni tecnologiche e l’entrata nel mondo della competizione internazionale. Richiesero crediti di dieci, venti mila pesos/dollari per comprare macchinari, migliorare l’infrastruttura, la loro proprietà. Pochi anni dopo, tra interessi e svalutazioni, quei crediti si erano convertiti in centinaia di migliaia di dollari, ovviamente impagabili. Le ipoteche e garanzie erano state fatte sulla terra, come richiesto dalle banche. Iniziarono allora le aste, che fecero scomparire centinaia di piccoli agricoltori per mano degli speculatori di sempre, rinnovando una vecchia tendenza nazionale: la concentrazione delle migliori terre del paese in poche mani, nazionali e straniere. Tutti sanno cosa significa la terra per un contadino. Sapendo della perdita, gli uomini si deprimevano fino all’ isolamento, al suicidio. Non rimase altro da fare alle donne, che –come dicono sempre- “togliersi il grembiule” e uscire in lotta. Dalla cucina alla strada, senza vie di mezzo. Iniziò Lucy de Cornelis en un paesino della Pampa. Si mise al telefono. Divennero centinaia in un baleno, in tutta l’Argentina. Totalmente ignoranti dei sistemi di lotta tradizionali, iniziarono da dove potevano. Si e autoconvocavano alle aste , a tutte le aste, le donne coinvolte e gli uomini. Si sedevano in prima fila e appena l’asta iniziava, si mettevano a cantare l’inno nazionale e pregavano a voce alta in modo da rendere non udibile gli annunci d’asta. Funzionò: gli uomini iniziarono a uscire dalla depressione, l’establishment si trovò spiazzato. Che fare con queste pazze, cosi simili a quelle della Piazza di Maggio? Casalinghe che affrontavano solo con il corpo e la voce i finanzieri, i funzionari municipali, la polizia e le altre forze dell’ordine? Lo smarrimento era creato dal fatto che queste donne usavano come strumento di lotta l’inno nazionale, la preghiera, mantenevano una solidarietà che impediva i tentativi di comprarle o dividerle, tanto che nella maggior parte dei casi le aste si fermarono. La gente, i funzionari stessi si stufavano di ascoltare per un’ora di fila l’inno nazionale! Questo permise loro di avere moratorie, rifinanziamenti, proroghe del debito anche per una ventina d’anni. Questa la storia. Il video racconta questa storia, il significato di questa lotta per le donne che vi hanno partecipato, i loro rapporti, le loro motivazioni ed autorappresentazioni. Il video, che ha già vinto un premio, nel 2004 come miglior documentario al festival di Cordoba, può essere per noi documento per la riflessione sul significato delle lotte di donne comuni, lotte che si stanno diffondendo per il mondo, lotte diverse dalle nostre, tuttavia riconoscibili, per l’invenzione politica, l’approfondimento di una riflessione sul rapporto con il sociale, l’economia, lotte da conoscere e su cui riflettere. Ve lo proponiamo, con la presentazioni di chi l’ha voluto, Paola Melchiori, di chi l’ha sostenuto, Gen Vaughan, di chi l’ha realizzato, Norma Fernandez, della sua protagonista, Lucy de Cornelis, che stiamo cercando di portare a vedere la terra dei suoi nonni: la Sicilia. > Leggendaria –n. 54 Madri Editoriale della rivista Madri. Ebbene sì, ancora. Perché è un tema
su cui non smettiamo di interrogarci. Da figlie, ancora. Ma ormai
di più generazioni. Approfittiamo per farlo a ridosso
dell'anno dedicato a Sigmund Freud, nel 150esimo anniversario
della nascita, perché la pratica psicoanalitica e la ricerca
teorica sono stati per le studiose uno strumento formidabile
per interrogare e smontare proprio quella narrativa della relazione
uomo-donna, madre-figlio/figlia che il grande viennese ci ha
consegnato. Tra le madri reali e le madri simboliche le scrittrici
ci propongono quelle madri immaginarie che possono aiutarci alla
riconciliazione con figure percepite come "cattive",
causa del disamore per sé che tante donne patiscono. È una
delle strade per "imparare ad amare la madre", contronarrazione
del testo patriarcale che racconta le donne in conflitto tra
di loro. Di madri e mostri e macchine parla Rosi Braidotti per
ridisegnare lo scenario post-patriarcale mentre l'anticipazione
di un volume di Barbara Duden ci consente di mettere a tema come
i nuovi discorsi della bio-scienza, ormai entrati nel linguaggio
comune, contribuiscano a privarci della dimensione del corpo,
come donne, come madri. CALENDARIO MAGGIO Mercoledì 3 Ore 17.00 Giovedì 4 Ore 18.00 Sabato 6 Ore 10.00 Lunedì 8 Ore 18.30 Sabato 13 Ore 9.00 Per informazioni su queste e altre iniziative
consulta il sito Ricevi questa mail di informazione perchè
sei iscritta/o alla mailing list della Casa. |