Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°56 del 4 settembre 2006

in redazione:
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri, Patrizia Regazzoni, Stefania Vulterini

NOI IN VACANZA NON CI ANDIAMO...
Dopo gli stupri anche le censure

Roma, 28 agosto 2006

Egregio Direttore,
l’Assemblea della Casa Internazionale delle Donne di Roma, preoccupata dell’ennesima censura del suo giornale nei confronti delle voci delle donne e delusa della linea editoriale che persegue in particolare sui temi del femminismo e delle relazioni tra uomini e donne e tra culture, le richiede di pubblicare la lettera che accludiamo - di cui ribadiamo la significatività -, sollecitandole contestualmente un incontro chiarificatore.
Spiace in particolare che un giornale “progressista” quale «la Repubblica» vuole essere, sia totalmente cieco e sordo alle iniziative delle donne italiane nella politica e nella società e che si fermi solo al sensazionalismo antifemminista e alla celebrazione di qualche rappresentante delle istituzioni.
In attesa di un suo riscontro inviamo cordiali saluti.

L’Assemblea della Casa Internazionale delle Donne di Roma

Riportiamo di seguito la lettera sopracitata mai pubblicata sul quotidiano La Repubblica

ALLA RUBRICA DELLE LETTERE DI REPUBBLICA
Roma, 25 agosto 2006

Merlo infila l’ennesima perla: dopo l’opinione da lui espressa il 15 agosto ‘06 nell’articolo “Un’umanità da proteggere”, dove parla delle donne in termini di fragoline e ogni sorta di verdura, stupisce l’ulteriore esternazione comparsa il 24 agosto su quello che il giornalista definisce “stupro etnico”.
Ci siamo prese la briga di consultare il dizionario (Dir) alla voce “etnia”: insieme di individui con caratteri culturali comuni (lingua, religione, costumi sociali).
Sorge spontaneo un dubbio: non sarà che questa storia dell’etnia riguardi i maschi?
In realtà noi donne ci sentiamo in guerra (etnica), una guerra che non abbiamo dichiarato noi, fatta di stupri, violenze, omicidi quotidiani, fatta a prescindere dalla nazionalità, dal contesto e dall’estrazione sociale, con buona pace dell’arcaico delitto d’onore, che a nulla servirebbe.
Parimenti la disoccupazione femminile, la differenza salariale e di posizione sono crimini commessi continuamente contro le donne con il beneplacito delle istituzioni.
Basta leggere le cronache mondiali degli ultimi 20 anni, senza andare troppo a ritroso, per rendersi conto che tali delitti sono stati perpetrati nei confronti delle donne senza soluzione di continuità.
Per chiudere, il livore espresso contro le femministe, responsabili di omertoso silenzio quando non di correità, si commenta da solo. Una informazione: circa 30 anni or sono proprio le femministe si fecero promotrici di una legge di iniziativa popolare, grazie alla quale oggi in questo paese esiste una legge contro la violenza sessuale (disattesa, comunque).
E dunque siate voi maschi responsabili delle vostre azioni.

Lucilla Ciambotti, Rosina Gianandrea, Rossana Lorenzatti, Angela Mancini


NOVITA'

Abbiamo cambiato la veste grafica del sito, che ne pensate? Lasciate i vostri suggerimenti, pensieri e critiche sul guest book che troverete nella home del sito.
La redazione



EVENTI


> XII SIMPOSIO IAPH Associazione Internazionale delle Filosofe
Il pensiero dell’esperienza Genealogie al presente
Sabato 2 ore 21.00
Organizza: Università Roma Tre, Area Cultura Casa Internazionale delle Donne


>Notte Bianca alla Casa Notte argentina dedicata a Graciela Boqué
Presentazione del progetto di realizzazione nel X Municipio di un mural di Nilda Actis Goretta (Munú), pittrice argentina di lunga esperienza che ha realizzato numerosi lavori nel proprio paese, in Brasile, Cuba, Venezuela. Musica dell'America Latina del Coro Soñero Sostenibile.
Cena latinoamericana in giardino. Sabato 9 ore 20.00 Organizza: Area Cultura Casa Internazionale delle Donne

> Presentazione dei due romanzi di Paulina Chiziane "Il settimo giuramento", "Niketche. Una storia di poligamia". Martedì 12 Ore 18.30. Organizza:Zora Neale Hurston, La Nuova Frontiera L'autrice ne parla con Monica Luongo, giornalista ed esperta di cooperazione internazionale, e Giorgio de Marchis, professore di letteratura portoghese all’Università di Salerno.(vedi approfondimenti)

>Vernissage della mostra d'arte di Ines Perlo Baras. Venerdì 15 Ore 18.00. Organizza: Casa Internazionale delle Donne.




APPROFONDIMENTI


> Presentazione dei due romanzi di Paulina Chiziane
Di Giulia Mozzato da www.alicelibri.it e www.www.wuz.it

Il settimo giuramento
"L'uomo marito e l'uomo figlio le danno un gran da fare, ma anche un grande piacere. La donna bantu è fatta così. Ha il cuore troppo grande per tutti gli affetti e tutti i dolori, del marito, dei figli e di tutte le cose che ci sono al mondo."
In questo romanzo viene presentata una interessante commistione fra le tradizioni più antiche dell'Africa etnologicamente "pura" e quelle importate dai colonialisti e diventate parte integrante (ma non integrata) della cultura locale. La storia scritta da Paulina Chiziane, la prima donna mozambicana ad aver pubblicato un romanzo, ha per protagonista una famiglia bantu che apparentemente sembra formata in una società di stampo occidentale, ma che nasconde in potenza una forza di reazione a regole e abitudini che non sente sue, assolutamente dirompente. A dare l'avvio alla trasformazione è il padre, David, un dirigente piuttosto incapace che, avvilito da una situazione economica e personale insoddisfacente, si rivolge alla magia tradizionale per tentare di risollevare le sue sorti. Il potere magico lo coinvolge in modo tale da mutare la sua personalità di uomo tranquillo in quella di marito e padre violento, dedito a riti a base di sangue e stupri da cui attingere coraggio e potenza. La moglie Vera non si adatta remissivamente alla nuova personalità di David e decide a sua volta di fare riferimento alla magia per combattere l'incantesimo che probabilmente ha stregato il marito. Ma la situazione si complica e la donna non riesce a raggiungere il suo scopo. Nel frattempo il figlio Clemente, che l'ha sin dal primo momento appoggiata, percorre una sua strada alla ricerca della forza della saggezza e diventa un grande esperto di magia bianca, al punto da poter fare ritorno a casa per sconfiggere il padre. Ma la morale della complicata vicenda, come sottolinea molto bene Dacia Maraini nella sua interessante Introduzione, sarà amara soprattutto per le donne, non solo relegate in un ruolo marginale, ma destinate a subire senza potersi realmente difendere le violenze di uomini "giustificati" dalla cultura tradizionale e non ritenuti direttamente responsabili degli atti commessi, per gravi che essi siano.

Niketche. Una storia di poligamia
Dopo più di venti anni di matrimonio, Rami scopre che suo marito Tony la tradisce con diverse amanti, con le quali ha costituito altre famiglie parallele. Sconvolta, la donna inizia una ricerca febbrile nel disperato tentativo di salvare il suo matrimonio, allontanando le amanti e legando a sé il marito. Comincia così un affascinante viaggio tra gli usi e i costumi sessuali del Mozambico, i misteri dei riti d’iniziazione, le danze erotiche (il ballo del Niketche) delle promesse spose dell’etnia Macua, gli incantesimi d’amore usati nella regione di Maputo e gli ancestrali e inviolabili tabù. Rami verrà a scoprire la condizione delle donne del suo Paese, accomunate tutte da un destino di sofferenza e discriminazione, che quotidianamente rinnova la tragedia della leggendaria principessa Vuyazi, pietrificata sulla luna per aver osato opporsi al volere di suo marito., e deciderà di trasformare lo scontro con le amanti in una temibile alleanza femminile, che costringerà il marito a trasformare i piaceri dell’adulterio negli obblighi imposti dalle regole della poligamia. Paulina Chiziane, ancora una volta, ci svela il rovescio della medaglia dell’Africa dei nostri giorni. In un labirinto di passioni, di contraddizioni e laceranti ambiguità, l’autrice de Il settimo giuramento rivela ai lettori italiani i segreti della femminilità africana.

L'autrice
Paulina Chiziane (Manjacaze, Mozambico 1955) nasce in un piccolo villaggio del sud del paese, in una famiglia ostile al regime coloniale dove anche l'uso della lingua portoghese viene rifiutato. Solo sui banchi di scuola cominciano i suoi contatti con quella che sarà la sua lingua letteraria. Dopo l'indipendenza, collabora con la Croce Rossa Internazionale in una delle regioni maggiormente colpite dalla guerra civile. In seguito riprende gli studi iscrivendosi alla facoltà di linguistica dell'università di Maputo. Solo nel 1990 vedrà realizzato il suo sogno di diventare scrittrice e sarà la prima donna mozambicana a pubblicare un romanzo Balada de Amor ao Vento. La sua seconda opera Ventos so Apocalipse, ritenuta dalla critica uno dei migliori romanzi africani contemporanei, viene pubblicata in Portogallo nel 1999 e immediatamente tradotta in tedesco. Il settimo giuramento, uscito nel 2000, la consacra come una delle voci più originali della nuova narrativa mozambicana.
Martedì 12 Ore 18.30

APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI

L’assemblea delle donne della Casa Internazionale ( 28 e 31 agosto)
di Francesca Koch

Convocate da un tam tam sui cellulari, ci siamo ritrovate in tante, nel giardino della Casa il 28 agosto. In realtà, nei mesi estivi, non ci eravamo mai perse di vista: dalle manifestazioni per la fine della guerra in Libano, ai funerali di Angelo Frammartino, alla marcia della pace ad Assisi, ci siamo sempre confrontate tra di noi e condiviso le ansie, le emozioni, le analisi. In agosto siamo inorridite di fronte al susseguirsi di spietate violenze sulle donne, da Brescia, a Torino, a Siracusa, a Chieti.. e abbiamo dovuto constatare che i fatti di sangue e le aggressioni (gli omicidi) contro le donne, che avevamo sempre denunciato, in ogni modo possibile, si moltiplicavano con una intensità e ferocia intollerabile.
Nell’assemblea di lunedì 28 ci siamo dette anche la rabbia per il modo in cui gli organi di informazione hanno presentato queste cronache, per la misoginia e la voluta disinformazione di molte analisi ( come l’uso, volutamente razzista, della categoria di “stupro etnico” da parte di Francesco Merlo), per la manipolazione e la censura compiuta nei nostri confronti. Ci hanno infatti accusato di silenzio ( “le femministe sono in ferie?”), mentre censuravano i nostri documenti ( cfr. la lettera inviata a La Repubblica dalle compagne del CFS), hanno privilegiato una rappresentazione dei fatti attraverso categorie fuorvianti e razziste. Il nostro rapporto con i media si è rivelato nel corso della discussione un problema serio; si è deciso, da un lato di pretendere da Repubblica la pubblicazione della lettera, ormai fatta propria da tutta l’assemblea, ma contemporaneamente di attivarci per una diversa presenza sulla scena dell’informazione, anche attraverso gesti concreti ( l’incontro con il direttore, la presenza in redazione, sit in...) . Da più parti si è sollecitata una maggiore tempestività e molteplicità anche nell’informazione politica sul sito della casa.
La questione della violenza alle donne rimane la questione di fondo, contro la quale non bastano certo comunicati o documenti di condanna. Per un reale cambiamento è necessaria una riflessione profonda, una presa di coscienza -soprattutto da parte degli uomini- delle radici e dei meccanismi della violenza; l’AFFI propone un forum a più voci, nel quale confrontare le diverse esperienze, le solitudini, le sofferenze, le strategie, le storie delle donne migranti e native. Non è accettabile infatti la tendenza diffusa a confondere il tema della violenza con quello dell’immigrazione, né è pensabile di riproporre nei confronti delle donne migranti quegli atteggiamenti paternalistici e protettivi che abbiamo sempre rifiutato per noi.
Nel secondo incontro, il 31 agosto, si sono delineate alcune linee di azione, anche in base al proseguimento del dibattito e ad alcune proposte ( come quella avanzata dalla Rete di donne di Bologna per una manifestazione nazionale). Non condividiamo le linee dei primi provvedimenti annunciati da esponenti del governo e delle amministrazioni ( i “taxi rosa” a Milano, la protezione, una maggiore repressione): la violenza alle donne non si può ridurre a una questione di ordine pubblico, ma richiede un radicale mutamento della cultura della convivenza. Rifiutiamo ancora una volta una rappresentazione delle donne come vittime da proteggere, vogliamo essere riconosciute come soggetti, capaci di libertà e di autonomia. Né l’emergenza sociale rappresentata dagli stupri può essere ricondotta solo agli episodi per strada che, come sappiamo, sono solo il 3% delle violenze che per la maggior parte avvengono in famiglia, ad opera di uomini “normali” e noti.
L’assemblea è convocata di nuovo lunedì 4 settembre dalle 18 alle 20 .


Incontro con University of Washington Jackson School of International Studies e FILIPINO WOMENS COUNCIL (FWC)
Il 26 agosto 2006 FILIPINO WOMENS COUNCIL (FWC) ha ospitato alla Casa Internazionale delle Donne un incontro con una delegazione di studenti e professori della University of Washington Jackson School of International Studies nel quale si è discusso della vita delle donne emigranti filippine a Roma per un approfondimento di esperienza del corso accademico tenutosi a Roma. All'incontro con le donne filippine è stato presentato il lavoro “Io, Noi e Loro: realtà e illusioni delle COLF filippine”e si è approfondito la storia della Casa e la collaborazione tra la Casa e l'associazione FILIPINO WOMENS COUNCIL (FWC).



Intervento di Archivia al Simposio XII SIMPOSIO IAPH Associazione Internazionale delle Filosofe. Sala Protomoteca Campidoglio Roma, 31 agosto

Il progetto Archivia
L’Associazione Archivia Archivi, Biblioteche, Centri di documentazione delle donne si è costituita il 2 luglio 2003.
Socie fondatrici le rappresentanti di:
- Centro di documentazione internazionale Alma Sabatini, operativo dal 1988;
- Centro di Documentazione Studi sul Femminismo, nato nel 1972
- Paese delle donne associazione per l’informazione, nata nel 1986
- Centro Simonetta Tosi nato come consultorio autogestito nel 1973
- Circolo UDI La goccia di Roma nato nel 1984
- CLI Collegamento lesbiche italiane nato nel 1981
- Cooperativa Libera Stampa editrice della testata Noi Donne nata nel 1944
- Associazione Differenza Donna nata nel 1989
- Archivio fotografico Franca Zacchei foto del femminismo a partire dagli anni '70.
- Udi - Scienza della vita quotidiana - Lidia Menapace nato nel 1998.
- Movimento di liberazione della donna nato all'inizio degli anni '70.

E’ necessaria una breve premessa per ben definire il progetto Archivia.
Il materiale bibliografico e archivistico prodotto dai movimenti femministi e femminili, romano, nazionale e internazionale, custodito gelosamente dai gruppi citati, costituisce il suo patrimonio prezioso. È infatti tale non solo per le donne che lo hanno prodotto e contemporaneamente raccolto e conservato, ma anche per la Sovrintendenza Archivistica del Lazio che lo ha valutato per la maggior parte di notevole interesse storico e pertanto sottoposto alla disciplina del decreto legislativo 29/10/1999 n. 490 per “l’importanza che riveste per la storia politica e sociale italiana del ’900”.
Consapevoli di ciò, le responsabili di fondi diversi per storia e consistenza, si sono aggregate con lo scopo di conservare, incrementare, valorizzare e soprattutto socializzare il loro patrimonio, in vista di una evoluzione auspicabile, quanto inevitabile, della ricerca storiografica; evoluzione richiesta da una ridefinizione di metodi e contenuti, in rapporto a settori sottostimati o addirittura non considerati della cultura, quali quelli femminili, sempre presenti e determinanti, emersi per volontà del movimento femminista del sec. XX e attuale.
Archivia si propone di facilitare questo processo, dando possibilità di accesso ad una cultura di genere che per dinamiche tradizionali, purtroppo sempre rinnovabili, tende ad essere tacitata, o addirittura ad autocensurarsi, determinando:
• una ricostruzione parziale, e quindi falsata, del passato
• una mancata reale evoluzione democratica della società che non prevede gli apporti di genere femminile nel contesto generale.
• una impropria fama di antistoricismo dei vari femminismi che in realtà non negavano, e non negano, la storia ma, mentre agivano, scrivevano e conservavano, elaboravano progettando un’altra storia.
Archivia ha quindi radici lontane tanto quanto i primordi del femminismo moderno in Italia e ne raccoglie l’eredità nei singoli “fondi”; le dà spazio, accesso, perché questa storia altra esista nella lettura della contemporaneità e nella progettazione del futuro.
Questa storia altra trova così testimonianza: nelle collezioni di Noi Donne e nel fondo dell’Udi La Goccia sulle lotte per l’emancipazionismo e l’incontro difficile ma fecondo tra le tradizioni e i saperi dell’emancipazionismo e il neofemminismo; nel Centro di documentazione internazionale Alma Sabatini sulle questioni relative alla modernizzazione sessuata del linguaggio; nel Fondo Simonetta Tosi sulle differenze tra emancipazione e liberazione della donna, in rapporto all’autodeterminazione circa sessualità, contraccezione, maternità, aborto e la necessità di controllo politico sulla ricerca scientifica e medica, ancora al centro dell’attuale dibattito bioetica; nel Fondo Lidia Menapace, e Michi Staderini sulla riflessione delle donne intorno alla violenza e alla guerra, la soluzione dei conflitti e la qualità della partecipazione delle donne alla vita politica nazionale e locale.
La storia del femminismo, dagli anni ’70 in poi, è documentata con puntualità dal Fondo del Centro di documentazione e studi sul femminismo - che con lungimiranza, fin dall’inizio, oltre che conservare, avviò un processo di schedatura digitale di tutto il materiale, organizzando anche corsi di formazione per documentariste - e la storia del lesbismo, dagli anni ottanta rintracciabile negli Archivi lesbici del CLI, sfata l’invisibilità del lesbismo italiano.
Esempio da “Scuola politica delle donne” è poi il luogo, il momento dell’ “epifania” di questi tesori di carta: quando cioè la radicalità del femminismo romano e nazionale, intransigente sull’autonomia, antiistituzionale nel suo complesso e quindi al di là delle esperienze dei singoli gruppi, attraverso conflitti, mediazioni sempre più alte e difficili, ha incontrato le istituzioni, passando dalla occupazione alla gestione di uno spazio significativo per storia e bellezza qual è il Buon Pastore.
Alcune delle associazioni fondatrici, che operavano all’ex “Buon Pastore” a Roma dal 1985 e hanno partecipato alla lunga e laboriosa trattativa con il Comune di Roma per il restauro del palazzo e la sua destinazione alla cittadinanza femminile, hanno sostenuto - sia nei confronti delle istituzioni, sia nel percorso della costituenda Casa Internazionale delle Donne - la necessità di un luogo di conservazione e trasmissione della cultura delle donne. Archivia fa osmoticamente parte della Casa Internazionale delle Donne essendone il cuore e la memoria storica.

Archivia eredita dalle singole storie delle socie fondatrici:
• una tradizione di conservazione, catalogazione, incrementazione, apertura al pubblico, servizio di references per studenti e studiose - che caratterizzano la sua funzione oggi di miniera storica e di biblioteca;
• numerose iniziative di valorizzazione e diffusione della cultura delle donne attraverso mostre, pubblicazioni, incontri e seminari - che orientano oggi le sue scelte di politica culturale;
• un lavoro di ricerca e discussione sulla visibilità e valorizzazione del soggetto donna nei poli delle biblioteche – che produce oggi le adesioni a SBN e ad Archivi del Novecento.
• un lavoro sulle peculiarità del soggetto donna nella catalogazione informatizzata, sfociato nella messa a punto di un applicativo di catalogazione specifico – che ha determinato oggi l’adesione alla rete Lilith dei Centri di documentazione delle donne.

Le attività pianificate e monitorate dal Consiglio hanno avuto come obiettivi:
• la sistemazione dei fondi per salvaguardarne la conservazione e la fruibilità
• la catalogazione per renderli accessibili e consultabili attraverso la rete SBN del Polo dell’Università La Sapienza e la rete dei Centri di Documentazione delle donne Lilith e, per la parte archivistica, la rete Archivi del ‘900
• l’apertura al pubblico e il servizio di references per studenti e ricercatrici
• la progettazione di incontri, convegni e mostre che valorizzano il patrimonio di materiali e di saperi delle associazioni.

Sotto la Direzione della Dott. Maria Paola Fiorensoli fino a gennaio 2005 e poi della Dott. Stefania De Biase lavorano: Tiziana Busti, addetta all’Emeroteca, e Mila Corvino, addetta alla Biblioteca; Ambretta Rosicarelli Archivista con la la collaborazione di stagiste della Scuola Archivistica dell’Università La Sapienza.
Il lavoro di restauro del materiale fotografico e dei manifesti è sotto la direzione della Dott. Stefania Passerini Docente di restauro della carta all’Accademia di Belle Arti di Torino.
Oltre alle Socie, collabora - con rigore scientifico e passione - alla gestione della Biblioteca la Dott. Irene Baldi.

Le numerose iniziative - convegni, mostre, incontri - hanno portato ad una visibilità e ad un riconoscimento dell’Associazione sempre più estesi e consolidati.

- La serie di incontri, in collaborazione con l’Area Cultura del Consorzio, (40-50 presenze ad incontro) “Settore tesi con indirizzo di genere” ha proposto ad un pubblico più vasto un confronto sul lavoro della laureata con specialiste del tema oggetto della tesi mettendo in relazione ambiti diversi e stimolando nuovi snodi (anche lavorativi).
- Il ciclo, in collaborazione con l’Area Cultura del Consorzio, “Il dolore come fatto pubblico” ha segnato un momento di elaborazione e riflessione a partire dall’irruzione del “privato” sulla scena pubblica e ha visto la partecipazione di 60-80 presenze ad incontro con la richiesta di una pubblicazione (che speriamo di poter produrre).
- La mostra fotografica documentaria “Agenda 1974” ha suscitato forte interesse per la ricchezza del patrimonio visuale di Archivia. Tante le richieste di giornalisti, ricercatrici, registi, architetti che a vario titolo stanno lavorando sul nostro materiale. La mostra portata al Festival di cinema delle donne di Bologna dal 17 al 20 novembre 2005 è stata apprezzata da più di 800 partecipanti.
- Il Convegno “Tesori di carta” ha prodotto una sinergia fra specialisti, istituzioni e utenti della Biblioteca dando impulso a nuovi progetti fra cui l’incontro con le/gli parlamentari europee/i di Strasburgo (10 - 12 dicembre 2005) sulla Casa Internazionale delle Donne
- I seminari “Gli Archivi delle donne” e “Le riviste femministe degli anni ‘70” con la partecipazione di docenti e dottorande dell’Università La Sapienza, che hanno stimolato un proficuo rapporto di collaborazione fra ricercatrici e biblioteca per tesi di laurea e dottorati.
- La rassegna, in collaborazione con l’Area Cultura del Consorzio, “Donne eccellenti”, documentari sulle donne della cultura del ‘900 della serie “Vuoti di memoria“ prodotti da Rai Educational con la presenza di ospiti altrettanto eccellenti conclusosi con l’intervento di Rita Levi Montalcini, ha visto la presenza di moltissime/i giovani desiderosi di storia e memoria.

Un forte incremento dell’utenza ha caratterizzato l’andamento del 2005 costituita da circa 300 persone alcune delle quali hanno frequentato la Biblioteca per settimane. E’ un’utenza diversificata che va dal docente di storia dell’Università di Sidney alla regista che gira un documentario per la RAI, dall’architetto che lavora sui luoghi di reclusione delle donne alla studentessa liceale che scrive una relazione su Elsa Morante, dalla laureanda in Conservazione della carta alla ricercatrice americana che lavora ai temi del femminismo anni ‘70. A tutte/i si forniscono materiali, bibliografie, contatti.
La Biblioteca per rispondere alle esigenze delle/gli studiose/i, che spesso provengono da altre regioni, oltre che martedì e mercoledì dalle 10 alle 18 è oggi aperta su appuntamento anche il giovedì dalle 10 alle 15

Per sostenersi economicamente Archivia promuove sottoscrizioni, presenta progetti e partecipa a bandi con alterne fortune. Fondamentale il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, e importanti quelli di Istituzioni quali la Regione, Il Ministero per i beni culturali, la Commissione delle Elette del Comune di Roma. Ma altrettanto significativi per la sua esistenza sono stati i contributi di singole donne e della Sezione CGIL Esteri e il sostegno ed il riconoscimento della Sovrintendenza ai Beni Archivistici del Lazio, del Polo della Università di Roma la Sapienza e dell’europarlamentare Pasqualina Napoletano.

Fra le iniziative in corso vogliamo accennare qui ad una in particolare: il seminario Minimo Comun Denominatore. Nell’ampio dibattito apertosi fra nuove e vecchie generazioni su sessualità e corpo, dopo la battaglia per la Legge sulla procreazione assistita, è emersa una domanda di elaborazione sui temi che erano all’origine del pensiero femminista da parte di giovani studiose. Archivia ha allora proposto riletture e analisi di documenti originali, spesso inediti, degli anni ’70 per riproporli, al di là di manipolazioni, di contese, di revisioni, come esperienza, da accettare o da contestare, ma ancora viva e stimolante nella attuale politica delle donne.
Archivia è al centro di una rete di relazioni tra passato e presente, tra donne organizzate, autonome e amministrazione locale; istituzione essa stessa, nella nuova istituzione della casa Internazionale delle Donne, che suggerisce, prima nell’immaginario del femminismo romano, ora nella realtà, un modo diverso di fare politica.



Calendario di settembre

Sabato 2 ore 21.00

XII SIMPOSIO IAPH Associazione Internazionale delle Filosofe

Il pensiero dell’esperienza
Genealogie al presente
Organizza: Università Roma Tre, Area Cultura Casa Internazionale delle Donne


Mercoledì 6 ore 20,30
Il ristorante rimarrà chiuso a cena
perchè riservato a chi partecipa all'incontro con la delegazione di Peace Boat organizzato da Donne in nero

Mercoledì 6 ore 14.30

Incontro/seminario
con una delegazione di
PEACE BOAT
Organizza:Donne in Nero

Sabato 9 ore 20.00
Notte Bianca. Notte Argentina dedicata a Graciela Bouquet
Organizza:Area Cultura

Lunedì 11 ore 18.00
Incontro50th Anniversary of South African Women
Organizza: Ambasciata della Repubblica Sudafricana

Martedì 12 Ore 18.30
Presentazione dei due romanzi di Paulina Chiziane
"Il settimo giuramento" , "Niketche. Una storia di poligamia"
Paulina Chiziane dialoga con Monica Luongo, giornalista ed esperta di cooperazione internazionale, e Giorgio de Marchis, professore di letteratura portoghese all’Università di Salerno.
Organizza:Zora Neale Hurston, La Nuova Frontiera

Venerdì 15 Ore 18.00
Vernisage della mostra d'arte dedicata alle opere di Ines Perlo Baras
Organizza: Casa Internazionale delle Donne.

Sabato 23 ore 18.00
Grande tour immaginaria 2006
Organizza: CLR, Immaginaria Bologna

Sabato 30 ore 9.30

Maternità e psicologia:
esperienze di assistenza psicologica alla maternità
Organizza: Coordinamento alla maternità, con il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio

Sabato 30 ore 18.30
Presentazione della rivista di poesia L’Ulisse n.1:
I mondi creativi femminili. Argomenti di poesia e pratica culturale
Organizza: Lieto Colle editrice

Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

Per commenti e suggerimenti scrivere a:
redazione.cidd@tiscali.it

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