la news
di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri,
Patrizia Regazzoni, Stefania Vulterini
NOI
IN VACANZA NON CI ANDIAMO...
Dopo
gli stupri anche le
censure
Roma, 28
agosto 2006
Egregio Direttore,
l’Assemblea della Casa Internazionale delle Donne di Roma,
preoccupata dell’ennesima censura del suo giornale nei confronti
delle voci delle donne e delusa della linea editoriale che persegue
in particolare sui temi del femminismo e delle relazioni tra uomini
e donne e tra culture, le richiede di pubblicare la lettera che
accludiamo - di cui ribadiamo la significatività -, sollecitandole
contestualmente un incontro chiarificatore.
Spiace in particolare che un giornale “progressista” quale «la
Repubblica» vuole essere, sia totalmente cieco e sordo alle
iniziative delle donne italiane nella politica e nella società e
che si fermi solo al sensazionalismo antifemminista e alla celebrazione
di qualche rappresentante delle istituzioni.
In attesa di un suo riscontro inviamo cordiali saluti.
L’Assemblea
della Casa Internazionale delle Donne di Roma
Riportiamo di seguito la lettera sopracitata mai pubblicata sul quotidiano
La Repubblica
ALLA RUBRICA DELLE
LETTERE DI REPUBBLICA
Roma, 25 agosto 2006
Merlo infila l’ennesima perla: dopo l’opinione da
lui espressa il 15 agosto ‘06 nell’articolo “Un’umanità da
proteggere”, dove parla delle donne in termini di fragoline
e ogni sorta di verdura, stupisce l’ulteriore esternazione
comparsa il 24 agosto su quello che il giornalista definisce “stupro
etnico”.
Ci siamo prese la briga di consultare il dizionario (Dir) alla
voce “etnia”: insieme di individui con caratteri culturali
comuni (lingua, religione, costumi sociali).
Sorge spontaneo un dubbio: non sarà che questa storia dell’etnia
riguardi i maschi?
In realtà noi donne ci sentiamo in guerra (etnica), una
guerra che non abbiamo dichiarato noi, fatta di stupri, violenze,
omicidi quotidiani, fatta a prescindere dalla nazionalità,
dal contesto e dall’estrazione sociale, con buona pace dell’arcaico
delitto d’onore, che a nulla servirebbe.
Parimenti la disoccupazione femminile, la differenza salariale
e di posizione sono crimini commessi continuamente contro le donne
con il beneplacito delle istituzioni.
Basta leggere le cronache mondiali degli ultimi 20 anni, senza
andare troppo a ritroso, per rendersi conto che tali delitti sono
stati perpetrati nei confronti delle donne senza soluzione di continuità.
Per chiudere, il livore espresso contro le femministe, responsabili
di omertoso silenzio quando non di correità, si commenta
da solo. Una informazione: circa 30 anni or sono proprio le femministe
si fecero promotrici di una legge di iniziativa popolare, grazie
alla quale oggi in questo paese esiste una legge contro la violenza
sessuale (disattesa, comunque).
E dunque siate voi maschi responsabili delle vostre azioni.
Lucilla Ciambotti,
Rosina Gianandrea, Rossana Lorenzatti, Angela Mancini
NOVITA'
Abbiamo cambiato la veste grafica del sito, che ne pensate? Lasciate
i vostri suggerimenti, pensieri e critiche sul guest book che troverete
nella home del sito.
La redazione
EVENTI
>
XII SIMPOSIO IAPH Associazione
Internazionale delle Filosofe
Il
pensiero dell’esperienza Genealogie
al presente Sabato 2 ore 21.00
Organizza: Università Roma Tre, Area Cultura Casa Internazionale delle Donne
>Notte Bianca alla Casa
Notte argentina dedicata
a Graciela Boqué
Presentazione del progetto di realizzazione nel X Municipio di un mural di
Nilda Actis Goretta (Munú), pittrice argentina di lunga esperienza che
ha realizzato numerosi lavori nel proprio paese, in Brasile, Cuba, Venezuela.
Musica dell'America Latina del Coro
Soñero
Sostenibile.
Cena latinoamericana in giardino.
Sabato 9 ore 20.00 Organizza:
Area Cultura Casa Internazionale delle Donne
>
Presentazione dei due romanzi di Paulina
Chiziane "Il settimo giuramento", "Niketche. Una storia di poligamia".
Martedì 12
Ore 18.30. Organizza:Zora Neale Hurston, La Nuova Frontiera L'autrice
ne parla
con
Monica Luongo, giornalista ed esperta di cooperazione internazionale, e Giorgio
de Marchis,
professore di letteratura portoghese all’Università di Salerno.(vedi
approfondimenti)
>Vernissage della mostra d'arte di Ines
Perlo Baras. Venerdì 15 Ore 18.00. Organizza: Casa Internazionale
delle Donne.
APPROFONDIMENTI
>
Presentazione dei due romanzi di Paulina
Chiziane
Di Giulia Mozzato da www.alicelibri.it e
www.www.wuz.it
Il settimo giuramento "L'uomo marito e l'uomo figlio le danno un gran da fare,
ma anche un grande piacere. La donna bantu è fatta così.
Ha il cuore troppo grande per tutti gli affetti e tutti i dolori,
del marito, dei figli e di tutte le cose che ci sono al mondo."
In questo romanzo viene presentata una interessante commistione
fra le tradizioni più antiche dell'Africa etnologicamente "pura" e
quelle importate dai colonialisti e diventate parte integrante
(ma non integrata) della cultura locale. La storia scritta da Paulina
Chiziane, la prima donna mozambicana ad aver pubblicato un romanzo,
ha per protagonista una famiglia bantu che apparentemente sembra
formata in una società di stampo occidentale, ma che nasconde
in potenza una forza di reazione a regole e abitudini che non sente
sue, assolutamente dirompente. A dare l'avvio alla trasformazione è il
padre, David, un dirigente piuttosto incapace che, avvilito da
una situazione economica e personale insoddisfacente, si rivolge
alla magia tradizionale per tentare di risollevare le sue sorti.
Il potere magico lo coinvolge in modo tale da mutare la sua personalità di
uomo tranquillo in quella di marito e padre violento, dedito a
riti a base di sangue e stupri da cui attingere coraggio e potenza.
La moglie Vera non si adatta remissivamente alla nuova personalità di
David e decide a sua volta di fare riferimento alla magia per combattere
l'incantesimo che probabilmente ha stregato il marito. Ma la situazione
si complica e la donna non riesce a raggiungere il suo scopo. Nel
frattempo il figlio Clemente, che l'ha sin dal primo momento appoggiata,
percorre una sua strada alla ricerca della forza della saggezza
e diventa un grande esperto di magia bianca, al punto da poter
fare ritorno a casa per sconfiggere il padre. Ma la morale della
complicata vicenda, come sottolinea molto bene Dacia Maraini nella
sua interessante Introduzione, sarà amara soprattutto per
le donne, non solo relegate in un ruolo marginale, ma destinate
a subire senza potersi realmente difendere le violenze di uomini "giustificati" dalla
cultura tradizionale e non ritenuti direttamente responsabili degli
atti commessi, per gravi che essi siano.
Niketche. Una storia di poligamia
Dopo più di venti anni di matrimonio, Rami scopre che suo
marito Tony la tradisce con diverse amanti, con le quali ha costituito
altre famiglie parallele. Sconvolta, la donna inizia una ricerca
febbrile nel disperato tentativo di salvare il suo matrimonio,
allontanando le amanti e legando a sé il marito. Comincia
così un affascinante viaggio tra gli usi e i costumi sessuali
del Mozambico, i misteri dei riti d’iniziazione, le danze
erotiche (il ballo del Niketche) delle promesse spose dell’etnia
Macua, gli incantesimi d’amore usati nella regione di Maputo
e gli ancestrali e inviolabili tabù. Rami verrà a
scoprire la condizione delle donne del suo Paese, accomunate tutte
da un destino di sofferenza e discriminazione, che quotidianamente
rinnova la tragedia della leggendaria principessa Vuyazi, pietrificata
sulla luna per aver osato opporsi al volere di suo marito., e deciderà di
trasformare lo scontro con le amanti in una temibile alleanza femminile,
che costringerà il marito a trasformare i piaceri dell’adulterio
negli obblighi imposti dalle regole della poligamia. Paulina Chiziane,
ancora una volta, ci svela il rovescio della medaglia dell’Africa
dei nostri giorni. In un labirinto di passioni, di contraddizioni
e laceranti ambiguità, l’autrice de Il settimo giuramento
rivela ai lettori italiani i segreti della femminilità africana.
L'autrice
Paulina Chiziane (Manjacaze, Mozambico 1955) nasce in un
piccolo villaggio del sud del paese, in una famiglia ostile al regime
coloniale
dove anche l'uso della lingua portoghese viene rifiutato. Solo
sui banchi di scuola cominciano i suoi contatti con quella che
sarà la sua lingua letteraria. Dopo l'indipendenza, collabora
con la Croce Rossa Internazionale in una delle regioni maggiormente
colpite dalla guerra civile. In seguito riprende gli studi iscrivendosi
alla facoltà di linguistica dell'università di Maputo.
Solo nel 1990 vedrà realizzato il suo sogno di diventare
scrittrice e sarà la prima donna mozambicana a pubblicare
un romanzo Balada de Amor ao Vento. La sua seconda opera Ventos
so Apocalipse, ritenuta dalla critica uno dei migliori romanzi
africani contemporanei, viene pubblicata in Portogallo nel 1999
e immediatamente tradotta in tedesco. Il settimo giuramento, uscito
nel 2000, la consacra come una delle voci più originali
della nuova narrativa mozambicana.
Martedì 12
Ore 18.30
APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI
L’assemblea delle donne della Casa Internazionale
( 28 e 31 agosto)
di Francesca Koch
Convocate da un tam tam sui cellulari, ci siamo ritrovate in tante,
nel giardino della Casa il 28 agosto. In realtà, nei mesi
estivi, non ci eravamo mai perse di vista: dalle manifestazioni
per la fine della guerra in Libano, ai funerali di Angelo Frammartino,
alla marcia della pace ad Assisi, ci siamo sempre confrontate tra
di noi e condiviso le ansie, le emozioni, le analisi. In agosto
siamo inorridite di fronte al susseguirsi di spietate violenze
sulle donne, da Brescia, a Torino, a Siracusa, a Chieti.. e abbiamo
dovuto constatare che i fatti di sangue e le aggressioni (gli omicidi)
contro le donne, che avevamo sempre denunciato, in ogni modo possibile,
si moltiplicavano con una intensità e ferocia intollerabile.
Nell’assemblea di lunedì 28 ci siamo dette anche la
rabbia per il modo in cui gli organi di informazione hanno presentato
queste cronache, per la misoginia e la voluta disinformazione di
molte analisi ( come l’uso, volutamente razzista, della categoria
di “stupro etnico” da parte di Francesco Merlo), per
la manipolazione e la censura compiuta nei nostri confronti. Ci
hanno infatti accusato di silenzio ( “le femministe sono
in ferie?”), mentre censuravano i nostri documenti ( cfr.
la lettera inviata a La Repubblica dalle compagne del CFS), hanno
privilegiato una rappresentazione dei fatti attraverso categorie
fuorvianti e razziste. Il nostro rapporto con i media si è rivelato
nel corso della discussione un problema serio; si è deciso,
da un lato di pretendere da Repubblica la pubblicazione della lettera,
ormai fatta propria da tutta l’assemblea, ma contemporaneamente
di attivarci per una diversa presenza sulla scena dell’informazione,
anche attraverso gesti concreti ( l’incontro con il direttore,
la presenza in redazione, sit in...) . Da più parti si è sollecitata
una maggiore tempestività e molteplicità anche nell’informazione
politica sul sito della casa.
La questione della violenza alle donne rimane la questione di fondo,
contro la quale non bastano certo comunicati o documenti di condanna.
Per un reale cambiamento è necessaria una riflessione profonda,
una presa di coscienza -soprattutto da parte degli uomini- delle
radici e dei meccanismi della violenza; l’AFFI propone un
forum a più voci, nel quale confrontare le diverse esperienze,
le solitudini, le sofferenze, le strategie, le storie delle donne
migranti e native. Non è accettabile infatti la tendenza
diffusa a confondere il tema della violenza con quello dell’immigrazione,
né è pensabile di riproporre nei confronti delle
donne migranti quegli atteggiamenti paternalistici e protettivi
che abbiamo sempre rifiutato per noi.
Nel secondo incontro, il 31 agosto, si sono delineate alcune linee
di azione, anche in base al proseguimento del dibattito e ad alcune
proposte ( come quella avanzata dalla Rete di donne di Bologna
per una manifestazione nazionale). Non condividiamo le linee dei
primi provvedimenti annunciati da esponenti del governo e delle
amministrazioni ( i “taxi rosa” a Milano, la protezione,
una maggiore repressione): la violenza alle donne non si può ridurre
a una questione di ordine pubblico, ma richiede un radicale mutamento
della cultura della convivenza. Rifiutiamo ancora una volta una
rappresentazione delle donne come vittime da proteggere, vogliamo
essere riconosciute come soggetti, capaci di libertà e di
autonomia. Né l’emergenza sociale rappresentata dagli
stupri può essere ricondotta solo agli episodi per strada
che, come sappiamo, sono solo il 3% delle violenze che per la maggior
parte avvengono in famiglia, ad opera di uomini “normali” e
noti.
L’assemblea è convocata di nuovo lunedì 4 settembre
dalle 18 alle 20 .
Incontro con University of Washington
Jackson School of International Studies e FILIPINO WOMENS COUNCIL
(FWC)
Il 26 agosto 2006 FILIPINO WOMENS COUNCIL (FWC) ha ospitato alla
Casa Internazionale delle Donne un incontro con una delegazione
di studenti e professori della University of Washington
Jackson School of International Studies nel quale si è discusso
della vita delle donne emigranti filippine a Roma per un approfondimento
di esperienza del corso accademico tenutosi a Roma. All'incontro
con le donne filippine è stato presentato il lavoro “Io,
Noi e Loro: realtà e illusioni delle COLF filippine”e
si è approfondito
la storia della Casa e la collaborazione tra la Casa e l'associazione
FILIPINO WOMENS COUNCIL (FWC).
Intervento di Archivia al Simposio XII
SIMPOSIO IAPH Associazione Internazionale delle Filosofe. Sala Protomoteca
Campidoglio Roma, 31 agosto
Il progetto Archivia
L’Associazione Archivia Archivi, Biblioteche, Centri di
documentazione delle donne si è costituita il 2 luglio 2003.
Socie fondatrici le rappresentanti di:
- Centro di documentazione internazionale Alma Sabatini, operativo
dal 1988;
- Centro di Documentazione Studi sul Femminismo, nato nel 1972
- Paese delle donne associazione per l’informazione, nata
nel 1986
- Centro Simonetta Tosi nato come consultorio autogestito nel 1973
- Circolo UDI La goccia di Roma nato nel 1984
- CLI Collegamento lesbiche italiane nato nel 1981
- Cooperativa Libera Stampa editrice della testata Noi Donne nata
nel 1944
- Associazione Differenza Donna nata nel 1989
- Archivio fotografico Franca Zacchei foto del femminismo a partire
dagli anni '70.
- Udi - Scienza della vita quotidiana - Lidia Menapace nato nel
1998.
- Movimento di liberazione della donna nato all'inizio degli anni
'70.
E’ necessaria una breve premessa per ben definire il progetto
Archivia.
Il materiale bibliografico e archivistico prodotto dai movimenti
femministi e femminili, romano, nazionale e internazionale, custodito
gelosamente dai gruppi citati, costituisce il suo patrimonio prezioso. È infatti
tale non solo per le donne che lo hanno prodotto e contemporaneamente
raccolto e conservato, ma anche per la Sovrintendenza Archivistica
del Lazio che lo ha valutato per la maggior parte di notevole interesse
storico e pertanto sottoposto alla disciplina del decreto legislativo
29/10/1999 n. 490 per “l’importanza che riveste per
la storia politica e sociale italiana del ’900”.
Consapevoli di ciò, le responsabili di fondi diversi per
storia e consistenza, si sono aggregate con lo scopo di conservare,
incrementare, valorizzare e soprattutto socializzare il loro patrimonio,
in vista di una evoluzione auspicabile, quanto inevitabile, della
ricerca storiografica; evoluzione richiesta da una ridefinizione
di metodi e contenuti, in rapporto a settori sottostimati o addirittura
non considerati della cultura, quali quelli femminili, sempre presenti
e determinanti, emersi per volontà del movimento femminista
del sec. XX e attuale.
Archivia si propone di facilitare questo processo, dando possibilità di
accesso ad una cultura di genere che per dinamiche tradizionali,
purtroppo sempre rinnovabili, tende ad essere tacitata, o addirittura
ad autocensurarsi, determinando:
•
una ricostruzione parziale, e quindi falsata, del passato
•
una mancata reale evoluzione democratica della società che
non prevede gli apporti di genere femminile nel contesto generale.
•
una impropria fama di antistoricismo dei vari femminismi che in
realtà non negavano, e non negano, la storia ma, mentre
agivano, scrivevano e conservavano, elaboravano progettando un’altra
storia.
Archivia ha quindi radici lontane tanto quanto i primordi del femminismo
moderno in Italia e ne raccoglie l’eredità nei singoli “fondi”;
le dà spazio, accesso, perché questa storia altra
esista nella lettura della contemporaneità e nella progettazione
del futuro.
Questa storia altra trova così testimonianza: nelle collezioni
di Noi Donne e nel fondo dell’Udi La Goccia sulle lotte per
l’emancipazionismo e l’incontro difficile ma fecondo
tra le tradizioni e i saperi dell’emancipazionismo e il neofemminismo;
nel Centro di documentazione internazionale Alma Sabatini sulle
questioni relative alla modernizzazione sessuata del linguaggio;
nel Fondo Simonetta Tosi sulle differenze tra emancipazione e liberazione
della donna, in rapporto all’autodeterminazione circa sessualità,
contraccezione, maternità, aborto e la necessità di
controllo politico sulla ricerca scientifica e medica, ancora al
centro dell’attuale dibattito bioetica; nel Fondo Lidia Menapace,
e Michi Staderini sulla riflessione delle donne intorno alla violenza
e alla guerra, la soluzione dei conflitti e la qualità della
partecipazione delle donne alla vita politica nazionale e locale.
La storia del femminismo, dagli anni ’70 in poi, è documentata
con puntualità dal Fondo del Centro di documentazione e
studi sul femminismo - che con lungimiranza, fin dall’inizio,
oltre che conservare, avviò un processo di schedatura digitale
di tutto il materiale, organizzando anche corsi di formazione per
documentariste - e la storia del lesbismo, dagli anni ottanta rintracciabile
negli Archivi lesbici del CLI, sfata l’invisibilità del
lesbismo italiano.
Esempio da “Scuola politica delle donne” è poi
il luogo, il momento dell’ “epifania” di questi
tesori di carta: quando cioè la radicalità del femminismo
romano e nazionale, intransigente sull’autonomia, antiistituzionale
nel suo complesso e quindi al di là delle esperienze dei
singoli gruppi, attraverso conflitti, mediazioni sempre più alte
e difficili, ha incontrato le istituzioni, passando dalla occupazione
alla gestione di uno spazio significativo per storia e bellezza
qual è il Buon Pastore.
Alcune delle associazioni fondatrici, che operavano all’ex “Buon
Pastore” a Roma dal 1985 e hanno partecipato alla lunga e
laboriosa trattativa con il Comune di Roma per il restauro del
palazzo e la sua destinazione alla cittadinanza femminile, hanno
sostenuto - sia nei confronti delle istituzioni, sia nel percorso
della costituenda Casa Internazionale delle Donne - la necessità di
un luogo di conservazione e trasmissione della cultura delle donne.
Archivia fa osmoticamente parte della Casa Internazionale delle
Donne essendone il cuore e la memoria storica.
Archivia eredita dalle singole storie delle socie fondatrici:
•
una tradizione di conservazione, catalogazione, incrementazione,
apertura al pubblico, servizio di references per studenti e studiose
- che caratterizzano la sua funzione oggi di miniera storica e
di biblioteca;
•
numerose iniziative di valorizzazione e diffusione della cultura
delle donne attraverso mostre, pubblicazioni, incontri e seminari
- che orientano oggi le sue scelte di politica culturale;
•
un lavoro di ricerca e discussione sulla visibilità e valorizzazione
del soggetto donna nei poli delle biblioteche – che produce
oggi le adesioni a SBN e ad Archivi del Novecento.
•
un lavoro sulle peculiarità del soggetto donna nella catalogazione
informatizzata, sfociato nella messa a punto di un applicativo
di catalogazione specifico – che ha determinato oggi l’adesione
alla rete Lilith dei Centri di documentazione delle donne.
Le attività pianificate e monitorate dal Consiglio
hanno avuto come obiettivi:
•
la sistemazione dei fondi per salvaguardarne la conservazione e
la fruibilità
•
la catalogazione per renderli accessibili e consultabili attraverso
la rete SBN del Polo dell’Università La Sapienza e
la rete dei Centri di Documentazione delle donne Lilith e, per
la parte archivistica, la rete Archivi del ‘900
•
l’apertura al pubblico e il servizio di references per studenti
e ricercatrici
•
la progettazione di incontri, convegni e mostre che valorizzano
il patrimonio di materiali e di saperi delle associazioni.
Sotto la Direzione della Dott. Maria Paola Fiorensoli fino a gennaio
2005 e poi della Dott. Stefania De Biase lavorano: Tiziana Busti,
addetta all’Emeroteca, e Mila Corvino, addetta alla Biblioteca;
Ambretta Rosicarelli Archivista con la la collaborazione di stagiste
della Scuola Archivistica dell’Università La Sapienza.
Il lavoro di restauro del materiale fotografico e dei manifesti è sotto
la direzione della Dott. Stefania Passerini Docente di restauro
della carta all’Accademia di Belle Arti di Torino.
Oltre alle Socie, collabora - con rigore scientifico e passione
- alla gestione della Biblioteca la Dott. Irene Baldi.
Le numerose iniziative - convegni, mostre, incontri - hanno portato
ad una visibilità e ad un riconoscimento dell’Associazione
sempre più estesi e consolidati.
- La serie di incontri, in collaborazione con l’Area Cultura
del Consorzio, (40-50 presenze ad incontro) “Settore tesi
con indirizzo di genere” ha proposto ad un pubblico più vasto
un confronto sul lavoro della laureata con specialiste del tema
oggetto della tesi mettendo in relazione ambiti diversi e stimolando
nuovi snodi (anche lavorativi).
- Il ciclo, in collaborazione con l’Area Cultura del Consorzio, “Il
dolore come fatto pubblico” ha segnato un momento di elaborazione
e riflessione a partire dall’irruzione del “privato” sulla
scena pubblica e ha visto la partecipazione di 60-80 presenze ad
incontro con la richiesta di una pubblicazione (che speriamo di
poter produrre).
- La mostra fotografica documentaria “Agenda 1974” ha
suscitato forte interesse per la ricchezza del patrimonio visuale
di Archivia. Tante le richieste di giornalisti, ricercatrici, registi,
architetti che a vario titolo stanno lavorando sul nostro materiale.
La mostra portata al Festival di cinema delle donne di Bologna
dal 17 al 20 novembre 2005 è stata apprezzata da più di
800 partecipanti.
- Il Convegno “Tesori di carta” ha prodotto una sinergia
fra specialisti, istituzioni e utenti della Biblioteca dando impulso
a nuovi progetti fra cui l’incontro con le/gli parlamentari
europee/i di Strasburgo (10 - 12 dicembre 2005) sulla Casa Internazionale
delle Donne
- I seminari “Gli Archivi delle donne” e “Le
riviste femministe degli anni ‘70” con la partecipazione
di docenti e dottorande dell’Università La Sapienza,
che hanno stimolato un proficuo rapporto di collaborazione fra
ricercatrici e biblioteca per tesi di laurea e dottorati.
- La rassegna, in collaborazione con l’Area Cultura del Consorzio, “Donne
eccellenti”, documentari sulle donne della cultura del ‘900
della serie “Vuoti di memoria“ prodotti da Rai Educational
con la presenza di ospiti altrettanto eccellenti conclusosi con
l’intervento di Rita Levi Montalcini, ha visto la presenza
di moltissime/i giovani desiderosi di storia e memoria.
Un forte incremento dell’utenza ha caratterizzato l’andamento
del 2005 costituita da circa 300 persone alcune delle quali hanno
frequentato la Biblioteca per settimane. E’ un’utenza
diversificata che va dal docente di storia dell’Università di
Sidney alla regista che gira un documentario per la RAI, dall’architetto
che lavora sui luoghi di reclusione delle donne alla studentessa
liceale che scrive una relazione su Elsa Morante, dalla laureanda
in Conservazione della carta alla ricercatrice americana che lavora
ai temi del femminismo anni ‘70. A tutte/i si forniscono
materiali, bibliografie, contatti.
La Biblioteca per rispondere alle esigenze delle/gli studiose/i,
che spesso provengono da altre regioni, oltre che martedì e
mercoledì dalle 10 alle 18 è oggi aperta su appuntamento
anche il giovedì dalle 10 alle 15
Per sostenersi economicamente Archivia promuove sottoscrizioni,
presenta progetti e partecipa a bandi con alterne fortune. Fondamentale
il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, e
importanti quelli di Istituzioni quali la Regione, Il Ministero
per i beni culturali, la Commissione delle Elette del Comune di
Roma. Ma altrettanto significativi per la sua esistenza sono stati
i contributi di singole donne e della Sezione CGIL Esteri e il
sostegno ed il riconoscimento della Sovrintendenza ai Beni Archivistici
del Lazio, del Polo della Università di Roma la Sapienza
e dell’europarlamentare Pasqualina Napoletano.
Fra le iniziative in corso vogliamo accennare qui ad una in particolare:
il seminario Minimo Comun Denominatore. Nell’ampio dibattito
apertosi fra nuove e vecchie generazioni su sessualità e
corpo, dopo la battaglia per la Legge sulla procreazione assistita, è emersa
una domanda di elaborazione sui temi che erano all’origine
del pensiero femminista da parte di giovani studiose. Archivia
ha allora proposto riletture e analisi di documenti originali,
spesso inediti, degli anni ’70 per riproporli, al di là di
manipolazioni, di contese, di revisioni, come esperienza, da accettare
o da contestare, ma ancora viva e stimolante nella attuale politica
delle donne.
Archivia è al centro di una rete di relazioni tra passato
e presente, tra donne organizzate, autonome e amministrazione locale;
istituzione essa stessa, nella nuova istituzione della casa Internazionale
delle Donne, che suggerisce, prima nell’immaginario del femminismo
romano, ora nella realtà, un modo diverso di fare politica.
Calendario di settembre
Sabato 2 ore 21.00
XII SIMPOSIO IAPH Associazione
Internazionale delle Filosofe
Il
pensiero dell’esperienza Genealogie al presente
Organizza:
Università Roma Tre, Area Cultura Casa Internazionale
delle Donne
Mercoledì 6 ore 20,30
Il ristorante rimarrà chiuso a
cena perchè riservato
a chi partecipa all'incontro con la delegazione di Peace Boat
organizzato da Donne in nero
Mercoledì 6 ore 14.30
Incontro/seminario con
una delegazione di PEACE BOAT Organizza:Donne in Nero
Sabato 9 ore 20.00 Notte
Bianca. Notte Argentina dedicata a Graciela Bouquet
Organizza:Area Cultura
Lunedì 11 ore 18.00
Incontro
50th Anniversary of South African
Women
Organizza: Ambasciata della Repubblica Sudafricana
Martedì 12 Ore 18.30
Presentazione dei due romanzi di
Paulina Chiziane
"Il settimo giuramento" , "Niketche. Una storia di poligamia" Paulina
Chiziane dialoga con Monica Luongo, giornalista ed esperta di cooperazione internazionale,
e Giorgio de Marchis,
professore di letteratura portoghese all’Università di Salerno.
Organizza:Zora Neale Hurston, La Nuova Frontiera
Venerdì 15 Ore 18.00
Vernisage della mostra d'arte dedicata alle opere di
Ines
Perlo Baras
Organizza: Casa Internazionale delle Donne.
Sabato 23 ore 18.00
Grande tour immaginaria 2006
Organizza: CLR, Immaginaria Bologna
Sabato 30 ore 9.30
Maternità e psicologia: esperienze
di assistenza psicologica alla maternità
Organizza: Coordinamento alla maternità, con il patrocinio dell'Ordine
degli Psicologi del Lazio
Sabato 30 ore 18.30 Presentazione della rivista di poesia L’Ulisse
n.1:
I mondi creativi femminili. Argomenti di poesia e pratica
culturale Organizza: Lieto Colle editrice