Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°57 del 29 settembre 2006

in redazione:
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri, Patrizia Regazzoni, Stefania Vulterini

Sono 30 anni che a Roma abbiamo una Casa
di Giovanna Olivieri

Trent’anni fa - il 2 ottobre 1976 – MLD Movimento di Liberazione della Donna occupava Palazzo Nardini di Via del Governo Vecchio a Roma. La tenace resistenza allo sgombero, la testardaggine nel rimboccarsi le maniche, il desiderio di una sede per le iniziative e lo scambio fra i gruppi, l’adesione sempre più massiccia di tante realtà trasformarono il vecchio palazzo in un luogo vivo di relazioni, attività, idee che segnarono la vicenda del femminismo romano e nazionale negli anni dal 1976 al 1981. Con le sintetiche note  che seguono vogliamo ricordare un’esperienza unica in Italia che ha coinvolto una generazione e che può ancora parlare alle giovani donne di oggi.
(vedi approfondimenti)


Una morte annunciata: Safia Ama Jan è stata uccisa a Kandahar
Fonte ANSA

Uccisa "perché lavorava per il governo" o forse semplicemente perché era impegnata da cinque anni nella difesa dei bistrattati diritti delle donne afghane. E' stato questo il destino di Safia Ama Jan, responsabile delle questioni dei diritti femminili per la provincia di Kandahar, assassinata oggi da uomini armati, forse taleban. Nell'Afghanistan che, dopo la caduta del regime fondamentalista nel 2001, sembrava destinato a ripensare il loro ruolo nella società, quello di Safia è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi di violenza contro le donne. Le afghane sono ancora vittime designate di ogni sorta di abuso, soprattutto se partecipano attivamente alla vita pubblica.
Safia Ama Jan, 50 anni, era davanti alla sua abitazione e stava salendo  sulla macchina che avrebbe dovuto portarla al lavoro.
Poco dopo, un comandante dei taleban, il mullah Hayat Khan, ha rivendicato l'omicidio con una chiamata effettuata da un telefono non rintracciabile. "Abbiamo detto parecchie volte alla gente - ha minacciato - che chiunque lavori per il governo verrà ucciso".
Safia lavorava per la difesa dei diritti delle donne sin dalla cacciata dei taleban dopo l'intervento anglo-americano in Afghanistan ed era entrata a far parte del ministero degli Affari femminili all'indomani della sua istituzione, nel 2002.
Dalle Nazioni Unite è immediatamente giunta una ferma condanna dell'omicidio: "L'Unama (la missione Onu in Afghanistan) è sconvolta da questo assassinio immotivato di una donna che stava solo lavorando per garantire a tutte le donne del suo Paese un ruolo nel futuro dell'Afghanistan", ha dichiarato un portavoce dell'Unama.
L'assassinio è avvenuto a Kandahar, ex roccaforte dei taleban nell'Afghanistan meridionale, dove evidentemente la condizione delle donne, sebbene molte siano oggi impegnate nella vita pubblica del Paese, non è migliorata di molto. Dopo il 2001 le donne hanno nuovamente avuto accesso all'istruzione, alle elezioni e ora non devono più indossare il burqa, ma grosse parti della società non le ritengono ancora legittimate ad avere gli stessi diritti degli uomini…
…Il suo non è un caso isolato: impiegate degli uffici elettorali, conduttrici televisive, collaboratrici di Ong straniere sono state tutte bersaglio di numerosi episodi di violenza. E oltre ai loro casi, denunciati e giunti alle orecchie degli occidentali, sono senza dubbio molti i soprusi consumatisi in segreto.



EVENTI
di OTTOBRE

> Israele sul confine da Tel Aviv e Beirut, appunti di cronaca dalla Galilea.L’esperienza delle donne per la pace. Incontro con RONI BEN EFRAT giornalista, editor della rivista “Challenge”, Tel Aviv intervistata da: Nella Condorelli Ass. Articolo 21. Liberi di, Elisa Marincola, Rai  News 24. Mercoledì 4 ottobre, Ore 17.30 Organizza: WILPF–Italia, AWMR–Italia, Mediterranean Women Press Network con la collaborazione di: Articolo 21. Liberi di

> Incontro con una ragazza del secolo scorso ROSSANA ROSSANDA alla Casa Internazionale delle Donne. Maria Luisa Boccia, Manuela Fraire, Bianca Pomeranzi presentano l'ultimo libro di Rossana Rossanda (Einaudi, 2005). Il racconto di una vita: la politica come educazione sentimentale. Lunedì 9 ottobre ore 20.30 Organizza: Generi e generazioni

> Presentazione del libro Il giardino di Shahrzad di Vida (nome dietro cui si celano tre lesbiche e una transessuale che parlano da luoghi diversi: Iran, Europa e Stati uniti). Saranno presenti: Nadia Pizzuti giornalista, Maria Rosa Cutrufelli, scrittrice, Vladimir Luxuria parlamentare Mercoledì 11 ottobre ore 19.00  Organizza: Zora Neale Hurston (vedi approfondimenti)

> Inizia il corso di di Storia antica del genere femminile Rappresentazioni del femminile antico, a cura della dott.ra Maria Paola Fiorensoli. Lunedì 16 ottobre ore 18-19,30 (il programma è pubblicato sulla home del sito)

> Il corso avanzato di scrittura di Valeria Viganò riparte mercoledì 18 ottobre alle ore 18.30 sempre presso la Libreria della Casa Internazionale delle Donne per info vulterini@tiscali.it tel.347 8419378


SEGNALIAMO

>
Oggi, dopo 22 anni di abbandono, sono iniziati i lavori di restauro di Palazzo Nardini. In data ancora da definire (ma a breve, e ve ne daremo tempestiva notizia) nel cortile e nel portico sarà allestita una mostra fotografica e documentaria sulla vita del Governo Vecchio e i suoi graffiti nella quale saranno esposti a cura di Archivia, sia manifesti e locandine, sia foto, sia una cronologia delle attività della Casa della Donna. La mostra sarà itinerante e potrà essere esposta in altre sedi.


APPROFONDIMENTI

> Casa della donna di Via Governo Vecchio
di Maria Paola Fiorensoli

Il Governo Vecchio, perché sempre e solo così è stato chiamato Palazzo Nardini, sede del Bargello, delpotere civile nella Roma capitale dello Stato teocratico della Chiesa, è stato nei ricordi femministi uno spazio antico, articolato in un cortile, uno scalone, un loggiato, corridoi e stanze a perdersi tra calcinacci, affreschi vecchi e nuovi e scritte, che ha trasceso la sua spazialità fisica per acquisirne una sentimentale e politica, diventando il luogo romano del femminismo.

Eventi, relazioni e affetti ivi contenuti hanno superato le sue mura, dilatando l’esperienza di quel tempo breve nel proseguire delle vite e per nessuna è stato possibile lasciarlo. Spazio e tempo madre del successivo trascorrere dei giorni, nel privato e nel pubblico; del costruire altri luoghi individuali e collettivi, reali e immaginari; madre della Casa Internazionale delle donne alla Lungara.

Il palazzo, tratto dal silenzio e dall’abbandono dalle donne che ne hanno aperto le porte a una cittadinanza femminile, territoriale e di genere, ha visto crescere - attraverso l’autocoscienza, le pratiche della sorellanza e il libero relazionarsi delle idee e dei corpi - la partecipazione, i desideri, le lotte e la speranza di cambiare l’ordine dato, troppo frettolosamente considerato scomparso.

Giorno dopo giorno, è diventato luogo sempre più necessario d’incontro, di ricerca e d’affermazione d’identità. Un luogo sessuato, espressione di quella “stanza tutta per sé” che si dà come presupposto di libertà individuale e collettiva e permette la grande avventura del dirsi e dire il mondo. Non accade spesso che in tante, e nello stesso momento, si sperimenti questa forza e questa gioia, ed è l’eredità impiegata per costruire per noi e per le altre non il privilegio, ma il diritto agito alla parola.


Breve storia di un'occupazione
di Giovanna Olivieri

Convocata come caccia al tesoro riservata alle donne da MLD - Movimento di Liberazione della Donna – attraverso Radio Donna, con appuntamento a Chiesa Nuova, il 2 ottobre 1976 comincia l’occupazione di Palazzo Nardini di Via Governo Vecchio. Per fronteggiare lo sgombero si stabiliscono turni notturni di presenza, si organizzano attività di sostegno all’occupazione e iniziative di presenza politica. Il 10 ottobre la festa Aspettando la polizia organizzata dal Gruppo Romano di Teatro femminista Le streghe, con Giovanna Marinuzzi, Daisy Lumini, Ines Carmona, Gabriella Ferri, Michela Caruso, Stefania Casini, Dacia Maraini, Maria Monti, Giovanna Marini, Emanuela Kusterman e Simo & Susy richiama tante donne alla Casa; nello stesso mese sono inaugurati il Consultorio del Collettivo Self Help MLD e l’Asilo nido, aperto anche al quartiere, e si forma il Collettivo contro la violenza alle donne. A novembre e dicembre si svolgono i convegni su informazione sessuale e contraccettiva  e sulla proposta di legge per il 50% di posti di lavoro alle donne e la preparazione della manifestazione con fiaccolata Riprendiamoci la notte contro la violenza alle donne alla quale arrivarono, inaspettate, migliaia di donne.
Rintuzzata l’ennesima minaccia di sgombero, da maggio 1977 iniziano le adesioni all’occupazione di gruppi femministi, collettivi di quartiere, collettivi scolastici e universitari; anche il secondo e il terzo piano dello stabile vengono occupati e fervono i lavori di sistemazione. La casa, senza luce fino a settembre, nonostante le molte petizioni e una manifestazione al Campidoglio, diventa punto di incontro fra varie realtà romane per assemblee di mobilitazione e convegni: la violenza sessuale e l’aborto sono i temi di due grandi manifestazioni, e fra gli eventi più significativi dell’anno si annoverano il Convegno internazionale sulla salute delle donne, la partecipazione alla manifestazione dei metalmeccanici con uno spezzone separato, l’assemblea dopo lo choc dell’uccisione di Giorgiana Masi e la manifestazione di solidarietà con Claudia Caputi; ed è alla casa che MLD, UDI e gruppi femministi cominciano riunirsi per il progetto di legge sull’aborto.
Il 1978 vede al centro dell’agenda: il Convegno sul separatismo, il Convegno sul salario alle donne per la riproduzione della forza lavoro, il Convegno nazionale Donne e informazione, l’ Incontro nazionale sulle pratiche del parto e sulla maternità, il Convegno internazionale femminista sulla violenza contro la donna, il Convegno nazionale su contraccettivi e aborto che richiama 2000 donne da tutta l’Italia. E nella stanza affrescata con i fenicotteri si inaugura la redazione di Quotidiano donna (che è poi un settimanale), nato il 6 maggio '78, tiratura 80 mila copie, direttrice responsabile Emanuela Moroli, autogestito e autofinanziato con le vendite e le sottoscrizioni.
La discussione sul terrorismo  - sia quello dell’assalto a Radio Città Futura durante la trasmissione di Radio Donna con il ferimento delle donne del Collettivo Casalinghe da parte di un commando neofascista, sia dell’assalto al carcere di Torino del “gruppo di fuoco di sole compagne” o delle nuove leve dell’Autonomia alle manifestazioni - aprono il calendario del 1979. Gli incontri sul lavoro e le elezioni europee, il Convegno Sessualità e denaro,  l’elaborazione della Legge di iniziativa popolare contro la violenza sessuale, la Conferenza stampa di Kate Millet, il Concerto Rock nel cortile, le trasmissioni di Radio Lilith nello studio al Primo Piano, l’entrata in funzione dell’ostello e del bar, l’inaugurazione del Centro Culturale Virginia Woolf Università delle donne, i tanti tavoli di raccolta firme per la legge sulla violenza sessuale animano un incessante andirivieni fra le sue stanze e l’esterno.
La difesa della legge sull’aborto, sia per la sua attuazione, messa in difficoltà dall’obiezione di coscienza, sia per i referendum abrogativi proposti dal Movimento per la Vita e dal Partito Radicale è motivo di molte mobilitazioni del 1980, così come la legge sul finanziamento ai giornali che esclude i periodici e la consegna delle 300.000 firme raccolte per la proposta di legge contro la violenza sessuale. Il Convegno sull’infanticidio, il Convegno Ristrutturazione economica e sociale: organizzazione autonoma delle donne nella attuale fase politica, il Convegno nazionale Cinema e video delle donnee ilConvegno Donne e lavoro propongono altri temi di discussione, mentre cominciano a farsi sentire le difficoltà di un palazzo che ha bisogno di più radicali restauri e il problema di una difficile convivenza dei Collettivi con le donne in difficoltà che vi arrivano sempre più numerose in cerca di casa, lavoro, sostegno psicologico ed economico.
Nel 1981 proseguono i Corsi del Centro Virginia Woolf, alla Casa si trasferisce il Centro Documentazione Studi sul Femminismo,  viene aperta una ludoteca, si protesta contro i missili e si manifesta per il disarmo, si organizza una Rassegna di film e audiovisivi realizzati da donne. A giugno e a dicembre si svolgono il Primo e il Secondo Incontro nazionale di donne lesbiche e nasce la redazione della Bollettina del CLI Collegamento Lesbiche Italiane. Il 21/22 novembre il Convegno I diritti e gli spazi delle donne, come difenderli e conquistarne di nuovi si concluderà con la petizione popolare al sindaco sulla invivibilità della Casa della Donna. A maggio del 1982 il Sindaco in visita alla Casa constata le condizioni di fatiscenza e comincia la trattativa che vedrà all’inizio due opzioni: restauro o nuova sede. La trattativa si concluderà con l’assegnazione di una parte del Palazzo del Buon Pastore, mentre il Governo Vecchio, già abbandonato dai collettivi, sarà sgomberato dalle ultimi abitanti che vi si erano installate con un’irruzione della polizia il 17 Settembre del 1984.
Alla Casa delle donne hanno operato tantissimi gruppi e collettivi; di alcuni abbiamo trovato tracce e ve li proponiamo in ordine alfabetico. Ovviamente l’elenco é lacunoso e ci auguriamo che possa essere integrato da ulteriori ricerche.

Gruppi e Collettivi della Casa della donna Via Governo Vecchio:

  • Associazione culturale Casa della Donna
  • Centro Documentazione e Studi sul femminismo
  • CLI, Collegamento Lesbiche Italiane; riunione il martedì ore 20
  • Collettivo alimentazione alternativa e salute della donna; riunione il venerdì ore 16.30
  • Collettivo Alitalia
  • Collettivo Artemide, donne lesbiche in rivolta
  • Collettivo autogestione; riunione martedì giovedì e sabato ore 15
  • Collettivo Camera oscura
  • Collettivo contro la violenza sulle donne; riunione mercoledì ore 17 e 30
  • Collettivo danza del Governo Vecchio; riunione il martedì e venerdì 2° piano portico
  • Collettivo delle casalinghe; riunione il lunedì ore 17
  • Collettivo delle studentesse Mariarosa è minorenne
  • Collettivo di artigianato le rospe nere
  • Collettivo donna e immagine
  • Collettivo donne e lavoro
  • Collettivo Donne e malattia mentale
  • Collettivo Donne e Politica
  • Collettivo eroina del Governo Vecchio
  • Collettivo Insegnanti
  • Collettivo la Mimosa; riunione mercoledì ore 19, sabato ore 15
  • Collettivo Lotta femminista
  • Collettivo per il salario al lavoro domestico
  • Collettivo per l’autofinanziamento (vendita usato)
  • Collettivo self-help MLD; lunedì, mercoledì e venerdì ore 16 e 30
  • Collettivo separate sole e divorziate; riunione martedì ore 17
  • Collettivo sul parto
  • Comitato di gestione del Governo Vecchio; riunione sabato ore 18
  • Comitato donne unite CDU
  • Consulenza legale con Tina Lagostena Basso e Grazia Volo
  • Coordinamento dei Consultori
  • Coordinamento donne contro l’energia nucleare
  • Coordinamento giuridico; lunedì ore 17 e 30
  • Donne insieme; giovedì e sabato corsi di lingue e di chitarra
  • Gruppo AIDOS
  • Gruppo astrologico del Governo Vecchio
  • Gruppo di teatro Le streghe
  • Gruppo Erba Voglio
  • Gruppo rifiutare
  • Ludoteca delle donne
  • MLD - Movimento di Liberazione della Donna
  • Ostello La bella addormentata, poi cambia nome e si chiama Pink Panter
  • Posto di ristoro Alla luna guduriona poi l’oca ladra
  • Radio donna, riunione il martedì, trasmette a Radio Città futura
  • Redazione Bollettino del CLI
  • Redazione Quotidiano Donna
  • Redazione Radio Lilith

Essere omosessuali in Iran è una malattia mortale
di Stefania Vulterini

"Chi è la misteriosa Shahrzad che dà il titolo a questo libro? Di Shahrzad si sa che non è una reincarnazione della celebre narratrice delle Mille e una Notte. Si sa invece che è nata a Shiraz, vive a Roma, studia la civiltà del vino nell’antica Persia ed è da sempre innamorata della sua amica d’infanzia Parvin….
E chi è Vida? Dietro questa firma si cela un gruppo di persone. Persone coraggiose al punto da osare denunciare la condizione delle minoranze sessuali in Iran, ma non incoscienti al punto di uscire allo scoperto, quando, sfumate le speranze di una svolta libertaria, il loro paese rischia di ripiombare nell’oscurantismo. Vida è un nome di donna persiana, acronimo di tre giovani lesbiche e una transessuale che parlano da luoghi diversi: l’Iran, l’Europa e gli Stati Uniti.  Vida è l’equivalente di Chiara, in italiano, ma rimanda anche alla conoscenza, in sanscrito, e alla vita, in spagnolo.
Il testo, inedito in persiano, e ora pubblicato in Italia pubblicato, è una composizione a più voci, la storia di un percorso personale e collettivo verso la consapevolezza. Ma è anche un duro atto di accusa contro la sharia, la legge islamica che punisce con la pena capitale i rapporti tra persone dello stesso sesso”.
Le parole di Virginia Gorgan, traduttrice di questo testo meritoriamente pubblicato da Il dito e la luna, ci portano direttamente al cuore del libro, che è nello stesso tempo un discorso sull’amore, una riflessione politica sulle relazioni fra donne, un romanzo di formazione, una cavalcata nel Weblogestan- la blogosfera iraniana-, una decisa denuncia del fondamentalismo , ma anche una dichiarazione di appartenenza e di rispetto per il proprio paese, l’Iran e per quelle donne e uomini che combattono per riportare nella società iraniana la cultura della vita, dei diritti, del rispetto delle diversità, della poesia e, perché no, del vino.
Perché se forse mai la Persia è stata il paese delle mille e una notte, certo non è neanche quello della notte buia in cui lo vuole inghiottire un regime oscurantista che ha in odio soprattutto la libertà femminile e l’espressione delle singolarità e delle differenze.
“Essere omosessuali in Iran è una malattia mortale” annota Shahrzad nel suo diario.
Ma la società iraniana ha sempre attuato delle strategie di resistenza e forme di contrattacco e la comunità LGBT ha da subito cominciato ad utilizzare internet per esprimersi liberamente e sono fioriti associazioni e siti LGBT sia nel paese degli ayatollah sia tra gli iraniani della diaspora.
La seconda parte del libro offre a noi lettori occidentali la possibilità di leggere moltissimi di questi scambi in rete  su tematiche centrali anche da noi quali visibilità, omofobia, censura e autocensura, coming out e omosocialità, transessualità e poi Corano e legge islamica, compatibilità tra fede in Dio e omosessualità, mobilitazione internazionale contro la repressione, diritto d’asilo.
Giustamente scrive la curatrice del libro “Il blog segna il passaggio da un io ripiegato su se stesso, oppresso dalla vergogna e dalle interdizioni, a un sé collettivo e ancora più a un Noi”.


APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI

>La tappa romana di Europan Truck Tour For Diversity - Against Discrimination
di Patrizia Regazzoni

Il 14 settembre Roma ha messo in piazza (del Popolo), per un'intera giornata, storie di ordinaria discriminazione della sua città e della sua provincia- dal sessismo, alla violenza, alla prevaricazione verso gli omosessuali- con tir tematici e stand. Nel primo pomeriggio le donne delle associazioni e della Casa Internazionale delle Donne, che era presente con uno stand, hanno parlato con grande passione sul tema "Le radici sessiste dell'Europa: dalla cultura dello stupro alla libertà femminile". Quindi c'è stato l'incontro tra le associazioni e le istituzioni rappresentate dalla ministra delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini. Un diluvio universale e implacabile è venuto giù per tutta la giornata impedendo all' Orchestra di Piazza Vittorio di finirla in musica e a noi di tornare a casa asciutte.

ARTICOLI

> Chi ha paura di Ahmadinejad? Un milione di firme per le donne iraniane
di Nadia Pizzuti (dal sito www.controparola.it)

Ai tempi di Khatami il riformista, le iraniane speravano che le cose sarebbero cambiate, soprattutto speravano che sarebbero cambiate le leggi, ispirate alla sharia, che considerano le donne cittadini di serie B. Oggi le iraniane hanno una maggiore visibilità e le norme sul 'velo' coatto appaiono meno rigide, ma le leggi sono rimaste praticamente immutate. Con l'avvento di Ahmadinejad l'oltranzista, il regime islamico vorrebbe vedere le donne tornare al focolare domestico, ridotte al ruolo di madri di famiglia. O al massimo le usa per riempire le piazze, quando urge mostrare al mondo il consenso delle masse sul diritto dell'Iran a sviluppare un programma nucleare.
In un paese dove le donne rappresentano oltre il 65% della popolazione universitaria e sono presenti in tutti i settori della società, la legge autorizza la poligamia e, in caso di divorzio, garantisce all'uomo diritti molto superiori a quelli della donna, a cominciare dalla custodia dei figli, quasi sempre concessa agli ex mariti. In Iran, inoltre, alle donne spetta soltanto la metà dell'eredità rispetto ai fratelli maschi, così come la metà rispetto agli uomini vale la testimonianza di una donna in tribunale e la metà è il valore del 'prezzo del sangue', cioè la somma da pagare se si provoca la morte accidentale di una persona.
Oggi in Iran qualsiasi istanza, protesta o proposta a favore delle donne rischia di finire in un vicolo cieco o di essere duramente repressa. L'8 marzo scorso, la polizia ha picchiato e arrestato decine di attiviste che celebravano la giornata mondiale della donna in un parco di Teheran.
Ma le iraniane non si danno per vinte. L'ultima sfida l'ha lanciata Shirin Ebadi, la prima musulmana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la pace, nel 2003. L'avvocata e giurista è infatti la prima firmataria di un appello per una riforma radicale delle leggi che discriminano le donne. La campagna, avviata a fine agosto, punta a raccogliere un milione di firme - in Iran e all'estero - per poi presentare un disegno di legge al parlamento di Teheran.
"Le leggi non sono al passo con l'evoluzione della nostra società. Noi chiediamo una riforma che rispecchi gli impegni assunti dal nostro governo quando ha sottoscritto le convenzioni internazionali sui diritti umani'', ha spiegato Ebadi a un gruppo di giornaliste e giornalisti a Roma.
L'iniziativa prevede tra l'altro una raccolta di firme porta a porta, anche in località remote dell'Iran, e la possibilità di aderire via Internet. Le cento prime firmatarie iraniane - tra cui la poeta Simin Behbahani, la scrittrice e editrice Shahla Lahiji e la regista Tahmineh Milani - contano su un forte sostegno internazionale: chi vuole aderire troverà un modulo in inglese nel sito www.we-change.org.

CORSI

> Laboratorio di scrittura e narrazione  condotto da Valeria Viganò
L’analisi e la pratica del  narrare tra  espressione del sé e immaginazione

Sono aperte le iscrizioni al corso di scrittura di Valeria Viganò che si tiene per il quarto anno alla Casa Internazionale delle Donne. Il corso inizierà mercoledì 24 gennaio 2007 , si articolerà in 10 lezioni di 2 ore ciascuna mercoledì dalle 18.30 alle 20.30
Per info vulterini@tiscali.it Tel.3478419378

Il laboratorio sarà condotto in dieci lezioni di due ore ciascuna. Avrà due fasi che si alterneranno e faranno da supporto reciproco per la comprensione della materia “scrittura” , nel suo aspetto teorico e pratico. Vi sarà una parte dedicata alle ragioni e alla necessità della rappresentazione scritta, con frequenti incursioni nella saggistica che si è occupata direttamente dei metodi e dei modi della scrittura  e il confronto con alcuni testi della narrativa novecentesca. Vi sarà poi l’aspetto più concreto nel quale le partecipanti si misureranno con molti esercizi e produzione di testi  sui quali verrà proposta, in ogni lezione, un’analisi collettiva  dell’espressione linguistica, della trama o dei personaggi, . L’aspetto di laboratorio assumerà qui il suo valore di lavoro collegiale nel quale tutte sono chiamate a esprimere un parere critico sulle pagine prodotte da sé e dalle altre. L’intento del laboratorio è perciò non solo quello di capire le forme del romanzo e del racconto e di imparare a solidificare le personali tensioni verso l’espressione di contenuti, ma  anche quello di sviluppare una lettura attenta e diversa da quella del lettore comune, al fine di assumere la necessaria capacità di valutazione dei propri testi.
 L’intento del laboratorio è anche la cura delle capacità sensoriali della percezione della realtà, dell’uso immaginativo della mente, dell’efficacia restitutiva della parola.  Sarà la ricerca di un nuovo modo di vedere, pensare, immaginare lontano dagli stereotipi correnti, alla ricerca di quella lingua nuova che Ingeborg Bachmann  poneva come imperativo essenziale del lavoro dello scrittore.
 
Punti essenziali trattati:

  • Acquisizione, visione, restituzione
  • I personaggi, la storia, l’ambientazione
  • Autobiografismo o autenticità
  • La punteggiatura e il ritmo
  • Tempo cronologico e acronologico: le unità di tempo e spazio
  • Il punto di vista
  • Il superfluo e il necessario
  • Motivazioni, scopi, efficacia
  • Trasformazione da lettura passiva a lettura attiva
  • Etica della Scrittura
  • La sessualità della scrittura
Il laboratorio prevede una serie di esercizi  da svolgere in classe e a casa che hanno lo scopo  di insegnare a scrivere narrativa e non solo,  a usare le parole giuste con un ampliamento lessicale, a trovare chiarezza e strutturazione del pensiero e dell’espressione, a leggere in modo più approfondito.

> Corso di lettura Il piacere di leggere ossia le radici oscure del desiderio
condotto da Sandra Giuliani  

Lo stage si articola in 15 incontri (30 ore), ogni Mercoledì dalle ore 21.00 alle ore 23.00 Inizio previsto: 25 ottobre. Max partecipanti: 20  Min. 10
Per prenotazioni: vulterini@tiscali.it - sandra_giuliani@fastwebnet.it - tel 3478419378 

Introduzione

La lettura può essere un piacere, solo in parte rinforzato dall'oggetto libro, o un evento occasionale fortemente motivato dall'oggetto, a cui resta legato, senza produrre la certezza di un comportamento ripetibile.
In tutti i casi, leggere è un processo che implica (mette in gioco) diverse attività e competenze,  un fenomeno perché evidenzia un comportamento osservabile (movimento degli occhi, posizione del corpo) e una tecnica che si crede di avere assunta definitivamente tanto tempo fa  e che, invece, si raffina e si allena di continuo.
Leggere bene: esiste una qualità della lettura che ci caratterizza e che ci fa scegliere testi o autori di un certo tipo - una specie di risonanza interna - e ce ne fa rifiutare altri, spesso a priori. Se si impara a leggere aumentano le scelte di lettura.
Leggere bene: esiste dentro di noi un pensiero narrativo, un insieme di strutture cognitive ed emotive che ci consente di organizzare la nostra esperienza quotidiana trasformandola in vissuto così come ci permette, inconsapevolmente, la comprensione di una storia. Interpretare, inferire, ricondurre al nostro punto di vista, partecipare, immaginare e commuoverci sono tutte attività e processi che “accadono” durante la lettura così come “disegnano” la vita. Se si impara a leggere aumentano le possibilità di cambiare la nostra vita.
Per leggere bene dobbiamo mettere in crisi (“incrinare”) il nostro atteggiamento, le abitudini e le nostre certezze di lettura per scoprire il volto che abbiamo mentre sfogliamo un libro.



Calendario di ottobre


Mercoledì 4 Ore 17.30
Israele sul confine. Da Tel Aviv e Beirut, appunti di cronaca dalla Galilea.
L’esperienza delle donne per la pace.
Incontro con Roni Ben Efrat, giornalista, editor della rivista “Challenge”, Tel Aviv.
Intervistata da Nella Condorelli, Ass. Articolo 21. Liberi di, Elisa Marincola, Rai News 24
Organizza: Wilpf -Italia, Awmr –Italia, Mediterranean Women Pres Network, con la collaborazione dell’associazione Articolo 21. Liberi di

Sabato 7 Ore  10.00
Giornata dell’allattamento materno promossa dall’Ordine delle Ostetriche di Roma in collaborazione con gli Ordini Provinciali delle Ostetriche del Lazio e la Leche League Italia
Convegno: Parliamo di latte di Mamma (3° edizione).
Partecipano Marina Baldocci, Sheri Khan, M. Ersilia Armeni.
Esposizione dei lavori dei ragazzi, delle scuole del Comune di Genzano, Roma.
Cineteca: proiezione di filmati e diapositive. Attività ludiche di intrattenimento
Organizza: Ordine delle Ostetriche di Roma, in collaborazione con gli Ordini Provinciali delle Ostetriche del Lazio e la Leche League Italia

Lunedì 9 Ore 20.30
Incontro con una ragazza del secolo scorso
Maria Luisa Boccia, Manuela Fraire, Bianca Pomeranzi presentano l’ultimo libro di Rossana Rossanda (Einaudi 2005). Sarà presente l’autrice
Organizza: Generi e Generazioni

Giovedì 19 (ora non pervenuta)
Franca Orletti (Università di Roma 3) presenta il volume: Linguaggio e genere. Grammatica e usi. A cura di Silvia Luraghi e Anna Olita Con contributi di C. Andorno, C. Bazzanella, M. Chini, C. Demarca, U. Doleschal, O. Fornaia, S. Nuraghi, M. Manera, G. Manzelli, F. Menz, A. Olita, A. M. Thomton, C. Vallini. Saranno presenti le curatrici del volume, l’editore e alcuni degli autori Organizza: Università di Pavia Dipartimento di Linguistica

Venerdì 20 ore 16.00
Mostra fotografica e proiezione Fotografie in movimento. Seguendo la Dea di Jacqueline Domin. Organizza: Il paese delle donne

Sabato 21 Ore 9.30
Presentazione di La Casa dei Libri di Baghdad, il progetto di ricostruzione della Biblioteca di Baghdad nell’ambito del programma Biblioteche solidali. Partecipano alla iniziativa, tra gli altri:
Saad Eskander (Iraqi National Library and Archives di Baghdad), Fabio Alberti (Un Ponte per), Anna Paolini (UNESCO Parigi), Jan Urban (GEMA Institute of Restoration di Praga) e Antonia Ida Fontana (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze)
Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne

Mercoledì 25 Ore 18.00
TESI e INCONTRI. Temi ed argomenti in discussione a partire da tesi di laurea di donne “Quotidiano Donna” e il movimento femminista degli anni ‘70. Tesi discussa nell’anno accademico 2005/06, facoltà di Scienze Politiche, Roma, La Sapienza. Sarà presentata da: Emanuela Moroli, Beatrice Pisa, Elisa Salvati
Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne

Sabato 28 Ore 10.00
Forum sulla violenza
Organizza: AFFI


Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

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