Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°58 del 31 ottobre 2006

in redazione:
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri, Patrizia Regazzoni, Stefania Vulterini

Culture - convivenze - sessualità: un forum

In questi ultimi mesi la Casa Internazionale delle Donne è stata chiamata più volte a  esprimere la voce del femminismo nei casi di violenza sessuale e di genere che hanno interessato donne migranti nel nostro paese e che sono state oggetto di un dibattito nei maggiori giornali italiani. Spesso tuttavia, questo dibattito non ha tenuto in sufficiente considerazione le esperienze delle donne e anzi ha accusato il femminismo di essere troppo ideologicamente multiculturale  e di non saper rispettare i diritti umani delle donne di altre culture, in particolare islamiche. Riteniamo che queste accuse siano infondate e frutto della mancanza di presenza nei media e nello spazio pubblico dell’esperienza politica femminista. Siamo invece convinte che il tema della violenza e delle differenze culturali, centrale nel nuovo orizzonte politico globale, non possa essere analizzato senza tenere in conto il conflitto tra i sessi che attraversa qualsiasi cultura. Infatti, nel mettere a tema la  violenza sessuale e di genere contro le donne non possiamo occultare quello che accade in ogni paese della terra,  dal nostro a quelli in cui le donne hanno diritti e rappresentanza quasi uguale agli uomini. Per questo motivo vogliamo affrontare una analisi dei fenomeni di violenza che in primo luogo metta in gioco le modalità di  convivenza tra uomini e donne migranti e nativi, senza fare sconti alle culture che negano i diritti delle donne, ma anche senza “alienare” sulle altre culture una responsabilità che è di tutte e di tutti. Il FORUM  ha dunque come finalità proprio quella di consentire una visione più ampia di un fenomeno relazionale, privato e politico che, ancora nel XXI° secolo  attraversa la vita di tutte noi. Ascolteremo chi, uomo o donna,  si interroga con la stessa nostra modalità e a nostra volta interrogheremo le istituzioni e gli attori dello spazio pubblico per cercare soluzioni sostenibili e condivise .
Dopo il 1° incontro – Voci e Coscienze   che si è tenuto Sabato 28 Ottobre sono previsti:
2° incontro – Giornata  Mondiale contro la Violenza contro le donne (25 Novembre)
3° incontro –   Patti di convivenza – Con le istituzioni ( Gennaio 2007)
AFFI



EVENTI
di NOVEMBRE

Giovedì 2 Ore 17.00 - Terre di guerra, parole di pace: incontro con la poesia di Hanan Awwad. Hanan Awwad è scrittrice, poeta, saggista e attivista della resistenza Palestinese. Nata a Gerusalemme e cresciuta tra Egitto e Libano, dove ha compiuto gli studi superiori, ha completato gli studi nelle Università di Oxford, del Michigan e nella canadese McGill. E’ direttrice di dipartimento nell'Università di Gerusalemme e docente negli atenei di Betlemme e Bir Zeit. E’ presidente dell’Associazione degli scrittori palestinesi e della Sezione palestinese della Women’s International League for Peace and Freedom. La libertà e la giustizia filtrano tra i suoi versi, insieme al dolore, vissuto sulla propria carne, per la drammatica condizione del suo popolo. Nel 2004 a Serrano di Carpignano Salentino le fu attribuito il premio L’Olio della Poesia.  Suoi testi si trovano in:  Voci dal muro, Manni Editore, Lecce 2004 La terra più amata. Voci della letteratura palestinese, Manifesto Libri, Roma 2002
Organizza: Wilpf Italia (Lega di donne per la Pace e la Libertà), Awmr Italia (Associazione donne della Regione Mediterranea), Mwpn (Mediterranean Womens Pres Network)

Mercoledì 8 Ore  18.00 - Parole e colori… di donne
Delia Vaccarello
presenta il libro Perché non lei di Marisa Giaroli (ed. Il Filo) con l'ccasione si terrà una mostra di quadri di Tiziana Viola.  
Nicole, alle spalle una famiglia tradizionale, nel presente il rapporto con Giuseppe, col quale convive. Andrea, pittrice, spirito libero ereditato dalle origini nomadi d’Africa. Amicizia, passione e amore si intrecciano e Nicole entra in crisi: scappa da se stessa ma alla fine si riscopre, conoscendosi. L’autrice scrive, naturale ed elegante, di un tema attuale e non privo di tabù quale il lesbismo,.
Marisa Giaroli ha pubblicato le raccolte di liriche L’inverno fu la mia stagione (1973), Guardando le colline (1975), Volo di gabbiani (1977), Oltre il cancello (1978), Io donna, (1982) e i romanzi Una madre per Luisa (1984), Concerto d’Addio (1986), Il passato di Lisa Krall (1989), Ludmilla (1992), Il ponte dell’amore (2004).
Organizza: Zora Neale Hurston

Mercoledì 8 Ore  18.00 - Per un'analisi  della attualità politica e un confronto sulle strategie per il cambiamento. Proseguono gli incontri  dell'Assemblea politica delle donne di Roma. 

Giovedì 9 Ore  18.00 - Boris Sollazzo (giornalista) e Maria Paola Fiorensoli (Il Paese delle donne) presentano il libro Incontro al dialogo. La sfida dell’intesa nei tempi della crisi di Primavera Fisogni (ed. Franco Angeli). Malgrado la debolezza pragmatica, l'appello al dialogo rivela una singolare carica etica nel chiamare alla responsabilità i soggetti che identifica, ma soprattutto annuncia-enuncia ciò che si dà a vedere come essenziale: l'evento dell'incontro. Sulla scorta di questa intuizione, affiorata dall'esame di alcuni paradigmatici fatti di cronaca e dall'analisi linguistica, lo studio dell'appello al dialogo si è configurato come un'investigazione nelle fibre dell'incontro, quale luogo di costruzione dell'intesa, sulla base dell'impegno reciproco.
Organizza: Primavera Fisogni

Venerdì 17 Ore  18.00 - Presentazione libro Tre donne e due uomini parlano del lavoro che cambia di Cristina Borderias, Lia Cigarini, Adriana Nannicini, Christian Marazzi e Sergio Bologna (ed. i quaderni di Via Dogana) Interverrà Lia Cigarini.
Organizza: Zora Neale Hurston (vedi approfondimenti)

Venerdì 24 ore 19.00 - Forum sociale del Mali. Con proiezioni video
Organizza: A.F.F.I., Candelaria, in collaborazione con associazione Punto di Partenza

Venerdì 24 Sabato 25 Domenica 26 Ore  9.00 - Meeting preparatorio del Congresso Internazionale della WIDF. Convegno Donne del mondo: una forza vitale per l’uguaglianza, la giustizia e la pace
Organizza: WILPF - Italia, WIDF (Federazione Internazionale Democratica delle Donne)

Mercoledì 29 Ore 18.00 - Giornata AIDS. Incontro con Rebecca Brown autrice di I doni del corpo. Coordina Maria Palazzesi, intervengono Maria Rosa Cutrufelli e Liana Borghi
Organizza: Zora Neale Hurston

Giovedì 30 Ore 19.00-22.00 - La donna spettatrice dell’arte. Ciclo di incontri a cura di Pina Nuzzo. La donna musa, ispiratrice, spettatrice femminile. Il corso è a numero limitato: pertanto vi invitiamo ad iscrivervi entro il 30 novembre 2006. Per informazioni/iscrizioni scrivete a: contatti@clrbp.it. L'evento è aperto a SOLE DONNE. (vedi approfondimenti nella sessione corsi)
Organizza: Centro Femminista Separatista Coordinamento Lesbiche Romane e Collegamento Lesbiche Italiane


APPROFONDIMENTI

>Tre donne...
di Stefania Vulterini

Dopo le numerose presentazioni del precedente Quaderno di via Dogana Parole che le donne usano nel mondo del lavoro oggi ( marzo 2005), ivi compreso il partecipato incontro che si è svolto alla Casa Internazionale delle donne, ci ritroviamo nuovamente con Lia Cigarini in occasione dell'uscita di questo secondo quaderno sul lavoro che vede gli interventi di Cristina Borderias, la stessa Lia, Adriana Nannicini, Sergio Bologna, Christian Marazzi. Le conclusioni a cui giunge Lia Cigarini dopo i numerosi incontri e scambi e a premessa del nuovo Quaderno sono che:
a) esistono gruppi di donne che riflettono da anni sul lavoro sia nel  femminismo che all'interno del sindacato;
b) questi gruppi si compongono per lo più di donne che fanno lavori socialmente molto diversi, dalla manager alla dipendente dei call center, per fare un esempio; la riflessione però non era concentrata sulla "condizione" della donna nel lavoro ma aveva un taglio politico cioè di una interrogazione di senso del lavoro in rapporto a una interpretazione libera dell'essere donna;
c) pressoché tutte parlavano a partire dalla propria esperienza di lavoro, comprese le sindacaliste che raramente si esprimevano in nome delle altre.
Inoltre si è scoperto - e questa è stata una grande sorpresa - che le questioni poste, le parole usate coincidevano, pur nella diversità dei contesti e dei lavori svolti dalle partecipanti alla discussione.
Tutte, infatti, sottolineavano il fatto che le donne sono presenti in tutti i lavori con un'alta qualificazione scolastica e che questa è una svolta storica del lavoro femminile; che il tempo di lavoro è il problema centrale per le donne perché le fa a pezzi quando hanno dei figli ma anche perché la loro concezione del tempo è dissonante dalla strumentalità delle relazioni nell'attuale organizzazione del lavoro; che la maternità rimane una contraddizione lacerante non solo per la mancanza di asili ma perché può essere un desiderio assorbente che allontana per certi periodi dal lavoro scompigliando il corso canonico delle professioni e dei lavori ereditato dall'organizzazione maschile del lavoro.
E, infine, si è scoperto che il punto di sofferenza per quasi tutte è la difficoltà a contrattare, soprattutto i soldi. La ragione sta nel fatto che siamo entrate da poco nel mercato oppure perché la misura salariale non è la nostra unica misura, trovando soddisfazione  soprattutto nelle buone relazioni nei luoghi di lavoro? La contrattazione dei bisogni e degli interessi delle donne pone dei problemi anche lì dov'è ritualizzata, cioè nel sindacato.


APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI

> “Come eravamo” al Governo Vecchio
di Patrizia Regazzoni
Il 26 ottobre siamo tornate dopo tanti anni nella  nostra amata Casa della donna di Via del Governo Vecchio.
L’occasione è stata la mostra fotografica di Luisa Di Gaetano, Gabriella Mercadini, Franca Zacchei e Giulio Surchiola “Io sono mia” sui graffiti della Casa e sugli anni  della nostra occupazione, gloriosi (direbbero le inglesi).
Eravamo tante, eravamo commosse, e non, credo perché, data l’età, siamo ormai tutte un po’ psicolabili. Era un po’ come nel film “Come eravamo”, senza però Robert Redford.
Vagavamo mute e attente di foto in foto, cercando di trovarci stampate finalmente, nero su bianco su quelle pareti dove ci eravamo stagliate tante volte a colori, con la consapevolezza definitiva che quella sarebbe stata l’ultima volta.
E’ stato bello.
P.S. La mostra sarà alla Casa Internazionale delle Donne dal 14 dicembre.


> ... E siamo una realtà luminosa
di Emanuela Moroli

Intervento all'inaugurazione della mostra, via del Governo Vecchio- 26 ottobre 2006

Questo luogo è stato per le molte che lo hanno abitato e forse anche per quelle che non ne hanno mai varcato il portone ma ne sapevano dell’esistenza: “Una stanza tutta per noi” dove rinventarci la vita.
Non assomigliava certo a quegli interni eleganti e un po’ profunati di primo ‘900 dentro i quali immaginiamo si muovesse Virginia Woolf, ma è stato egualmente e a lungo lo spazio separato ed esclusivo dove scoprire che insieme producevamo pensiero… sprigionavamo straordinarie energie, facevamo vivere una politicità capace di uno sguardo nuovo sul mondo delle relazioni pubbliche e private.
E’ qui che ci siamo rese conto che eravamo in grado di mettere in campo strategie mai sperimentate prima per una rivoluzione molto combattiva senza mai essere violenta, anzi molto ironica.
Qui hanno preso forza le battaglie contro l’aborto clandestino, la riflessione sulla sessualità, la maternità e le pratiche di self-help. Qui ha preso forma la progettazione politica della legge sulla riforma del Diritto di Famiglia e quella contro la violenza sessuale. Senza dimenticare il formidabile sostegno dato alla vittoria  dei referendum sul divorzio e sull’aborto. E finalmente la visibilità, una grande visibilità della determinazione delle donne a rivendicare diritti e libertà senza patteggiamenti
In questo luogo si incontravano intrecciavano e scontravano popolazioni diverse di donne, alcune nomadi, come le ha definite Manuela Fraire: quelle che venivano per le assemblee, i convegni, i cortei… e quelle stanziali che abitavano stabilmente il Palazzo perché vi avevano impiantato delle attività quale il consultorio dell’MLD, i laboratori delle artigiane o la redazione di Q.D.

Hanno chiesto a me di parlarne oggi , in questa occasione un po’ imprevista, perché ho fatto parte di quella popolazione stanziale che viveva in pianta stabile dentro l’occupazione di questo palazzo.

Dal ’78 all’83 infatti ho avuto l’opportunità di seguirne ogni evento, perché  ho diretto Q.D. il giornale che nasceva al primo piano , nella stanza degli ibis rosa, dove sulla parete avevamo scritto: siamo realiste…vogliamo l’impossibile.
QD, nasceva in quella stanza, ma poi si distribuiva capillarmente fino al paesino sperduto. Arrivavano così ovunque gli echi della vitalità, della rabbia, delle contraddizioni, delle lotte e delle vittorie che in questo Palazzo prendevano forma e partivano alla conquista di identità e autorevolezza politica.

Per una strana coincidenza ieri alla Casa Internazionale delle Donne si è presentata una tesi di laurea proprio su QD - Nelle sue intense 300 pagine, l’autrice, Elisa Salvati, una ragazza di 26 anni, ripercorre gli anni dell’occupazione del Governo Vecchio, svolgendo un’interessante analisi politica e tentando così di consegnare alla Storia delle donne i ricordi di noi giovani degli anni ’70.

La popolazione stanziale di questo Palazzo era numerosissima e ognuna ha lasciato un segno, alcune solo una scritta col gesso su un muro,che lungimiranti Marina Pivetta e Valeria Moretti, hanno conservato nel libro: “Il mio segno, la mia parola” unico libro edito da QD. Altre invece ne hanno scritto.   Nel  ripercorrere quei giorni mi affido a loro.
Simona Lunadei e Giovanna Olivieri a proposito della politica che esplodeva in queste stanze hanno scritto: “Il partire da sé nel confronto con le altre… imposta il superamento dell’emancipazione e dell’uguaglianza come chiave di volta della politica delle donne per l’affermazione della differenza fondata sul corpo  femminile”
Oppure come ha scritto Dacia Maraini che per due settimana ha bivaccato dentro il Palazzo con sacco a pelo e scartoffie : “ Non ci sono lo schematismo , l’esaltazione, il fanatismo, l’ottusità, la violenza che si trovano  abbondanti nei luoghi di ritrovo della politica rivoluzionaria maschile.
Qui, al Governo Vecchio, la retorica ha lasciato il posto ad una sardonica rabbiosa sensibile comprensione delle cose, un atteggiamento storicamente femminile.”
Maria Paola Fiorensoli scrive: “ Eventi,  relazioni e affetti ivi contenuti hanno superato le sue mura, dilatando l’esperienza di quel tempo nel proseguire delle vite e per nessuna è stato possibile lasciarlo”

Oggi siamo tutte contente e  forse un po’ lusingate di questa imprevista “celebrazione”, ma non ci riesce di dimenticare per quanto tempo abbiamo dovuto lottare per conservarci questo spazio di libertà e quanto è stato doloroso anni dopo aver lasciato queste mura, scoprire che il prezioso archivio fotografico e di documenti che avevamo lasciato protetto da una porta blindata perché non sapevamo dove portarlo… era sparito, dissolto, forse semplicemente buttato.

Quel giorno prendendo atto di questo lutto, mi sono tornate in mente le parole di Anna Rita Buttafuoco, una storica di grande valore che mi aveva raccomandato: “Non lasciate qui l’archivio, corre un rischio mortale, le cose delle donne, la loro Storia, non ha valore che per noi: rischiate di non trovarlo più.”
Anna Rita Buttafuoco se ne è andata troppo presto, ma ci ha lasciato i suoi magnifici lavori. Anche Alma Sabatini  non cè più, ma di lei ci resta quel formidabile lavoro sul sessismo della lingua italiana, nato durante questa occupazione poi fatto proprio dalla Presidenza del Consiglio.
E poi voglio ricordare Elena Gentili che ci affascinava tutte con le sue capacità di elaborazione filosofica e politica e Grazia Centola,l’eroica capo redattrice di QD, che non mollava la postazione finchè tutto il giornale non era in tipografia.

Molte di quelle donne nomadi o stanziali hanno protratto negli anni il bisogno di  un luogo individuale e collettivo dove sentirsi soggettività sociale e vivere una separatezza politica proficua.

Siamo le donne che abitano la Casa Internazionale delle Donne di via della lungara. Un palazzo finalmente restaurato, pulito, riscaldato dove quelle nostre peculiarità degli anni ’70 si sono sciolte nella consapevolezza dei diritti e delle libertà che non consentiremo a nessuno di intaccare.

Oggi come ieri noi siamo consapevoli di quanto importante sia “ una stanza tutta per noi” è per questo che stiamo progettando un’importante iniziativa nel Palazzo del Buon Pastore.
Vogliamo invitare tutte le Case delle Donne d’Europa per una tre giorni di eventi, convegni, mostre, spettacoli, presentazione di libri incontri con figure femminile di rilievo mondiale. Invitiamo tutte le donne delle istituzioni a collaborare con noi per le riuscita del progetto. Siamo sicure che sarà un evento che lascerà tracce significative nei nostri libri, nelle nostre immagini, nei nostri ricordi.

Concludo dicendo che il ponte che collega il palazzo del Governo Vecchio alla Casa Internazionale delle donne di via della lungara io lo vedo simbolicamente incarnato in Edda Billi .
Edda ha abitato questi spazi con una intelligenza politica e una creatività speciali e ha poi sostenuto, direi preteso il palazzo del Buon Pastore per le donne della città e del mondo per cui mi piace concludere con alcune righe scritte da lei: “ Un sogno lungo trent’anni; un’utopia che attraversa secoli di storia nella quale il nostro genere è vissuto ai margini, straniere in patria.
Il sogno che il femminismo ha avverato è nella presa di parola sul mondo, nella scoperta del nostro essere intere, non più inglobate in un sesso egemone, quello maschile, che si definiva e ci definiva, nell’entrata a pieno titiolo sulla scena dell’esistenza.
Questo sogno, questa utopia, con le nostre lotte, con le nostre vite, con le nostre sconfitte e le nostre vittorie ha preso anche una forma materiale, nel vero senso della parola: è un Palazzo in Roma, l’ex Buon Pastore, oggi finalmente la Casa Internazionale delle Donne. Dove speranze e desideri, bisogni e domande s’incrociano, dove corpi di donna, menti di onna lavorano, s’interrogano, propongono, tengono viva una luce in questo buio mondo di violenze, di sopraffazioni, di ingiustizie.
Nel nostro piccolo siamo una realtà luminosa”      


CORSI

> La donna spettatrice dell'arte ciclo di incontri a cura di Pina Nuzzo al Centro Femminista Separatista Via S. Francesco di Sales, 1B.
Ci siamo chieste come guardare un'opera d'arte: come ci colpisce un immagine? cosa filtra il nostro sguardo? Quanto della cultura patriarcale dominante, orientata verso meccanismi di riproduzione del potere, abbiamo introiettato? Queste ed altre domande ancora vogliamo porci collettivamente insieme a Pina Nuzzo, pittrice, che generosamente condividerà con noi il proprio sapere. Vi invitiamo a partecipare ai 6 incontri organizzati al Centro Femminista Sepratista presso la Casa Internazionale delle Donne.
Programma :
giovedì 30 novembre 2006 - La donna musa, ispiratrice, spettatrice
giovedì 14 dicembre 2006 - La modella: bambina, adulta, prostituta. Visita collettiva a una mostra *
giovedì 11 gennaio 2007 - Da modella ad artista
giovedì 25 gennaio 2007 - L'autoritratto
giovedì 8 febbraio 2007 - I segni, la rappresentazione e il corpo.
giovedì 22 febbraio 2007 - Considerazioni collettive
 
*Tra il secondo e terzo incontro, in data da definire con le partecipanti, è prevista una visita collettiva serale alla mostra "MATISSE e BONNARD Viva la pittura!" al Complesso del Vittoriano.

Tutti gli incontri si svolgeranno dalle ore 19:00 alle ore 22:00.
Per partecipare al corso è prevista un'iscrizione di €60.00, come contributo spese; vi invitiamo ad iscrivervi entro il 30 novembre 2006.
Per informazioni/iscrizioni scrivete a: contatti@clrbp.it

Introduzione al corso
di Pina Nuzzo
Sono partita dalla mia esperienza di pittrice per riflettere sulla donna come spettatrice. Nel corso degli anni mi sono fatta molte domande su quello che guardavo e sul suo significato, infine mi sono imposta di uscire dal mutismo in cui regolarmente sprofondavo e che era determinato dal fatto che tra me e l'opera si inserivano tutte le informazioni e le nozioni di cui sono in possesso e che mi imponevano un modo precostituito di guardare e di sentire.
Quello che alla fine ho trovato insopportabile era - è - la pretesa di assegnare alle opere un linguaggio asessuato che parlerebbe indifferentemente agli uomini e alle donne. Così come trovo intollerabile la diffusa concezione che l'artista, ovviamente maschio, in quanto tale assumerebbe in sé anche il femminile . Questo sarebbe addirittura un requisito fondamentale per l'identità dell'artista.
Con l'ardire che mi veniva dalla pratica politica, dove il partire da sé fa aggio su tutto, ho deciso di ascoltarmi e di fronte all'opera d'arte ho cominciato a pormi come una spettatrice sessuata. Ho potuto così leggere la grandezza di un artista - di cui non ho voluto mettere in discussione il giudizio che ne dà la critica - ma capire di quali privilegi hanno goduto gli uomini nella costruzione della storia dell'arte, primo fra tutti quello di usare il mondo come oggetto di rappresentazione e di farlo legittimati da una genealogia.
Rispondendo al desiderio - peraltro abbastanza diffuso - espressomi dalle donne del CLR, propongo un ciclo di incontri per donne che vogliono condividere questa ricerca con l'unico intento di operare uno spostamento su noi stesse come fruitrici dell'arte e per uscire dal precostituito. Questo non vuol dire che alla fine degli incontri si diventa critiche d'arte o artiste, ma che si acquista una maggiore consapevolezza di se stesse e del significato che le immagini hanno per il genere femminile.
Rifarò il cammino che ho intrapreso per mia necessità e metterò a disposizione il materiale di studio accumulato in questi anni - opere famose di uomini e di donne, esempi di arte cosiddetta figurativa - e anche alcuni testi critici, soprattutto di donne naturalmente, che hanno confermato il mio punto di vista. I sei incontri rimandano a passaggi a mio giudizio essenziali per operare uno spostamento del punto di vista.

Pina Nuzzo, pittrice, è da anni impegnata nella politica delle donne; nel 1975 giovanissima è responsabile del Centro donna dell'Udi di Modena e sarà poi sempre attiva nell'associazione, dal 1978 a Lecce, quando ritorna nel Salento sua terra d'origine, e a Roma ricoprendo diversi ruoli a livello nazionale. Attualmente è responsabile della Sede nazionale in via Arco di Parma a Roma.
Dal 1986, parallelamente con questa attività, ha cominciato il suo lavoro di pittrice, esponendo in alcune gallerie, in molti luoghi di donne anche con dibattiti sulla problematica delle donne artiste. L'iniziativa a cui si presta per il CFS di Roma ha un felice precedente nel progetto realizzato nel 2003 con un gruppo della Casa delle Donne di Pesaro.


Per informazioni su queste e altre iniziative consulta il sito
della Casa Internazionale delle Donne

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