Avviso alle naviganti la news
di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°59 del 5 dicembre 2006
in redazione:
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri,
Patrizia Regazzoni, Stefania Vulterini
La mostra - Io sono mia - arriva alla Casa Internazionale delle donne
Il 14 dicembre sarà inaugurata la mostra Io sono mia. Casa della donna di Via del Governo Vecchio con le foto di Luisa di Gaetano, Gabriella Mercadini, Franca Zacchei e Giulio Sarchiola, manifesti e locandine delle tante iniziative lì intraprese e le foto dell’iniziativa portateci le foto che avete nei cassetti, in particolare di Marzia Bollati e Valeria Papetti. La mostra sarà inaugurata alle 18.00 con le tante testimoni e protagoniste di gruppi e collettivi di quegli anni e sarà seguita da una cena a buffet. - Saranno con noi:
Edda Billi, Alessandra Bocchetti, Pia Candinas, Caterina Casini, Daniela Colombo, Manuela Fraire, Liliana Ingargiola, Dacia Maraini, Emanuela Moroli, Marina Pivetta, Stefania Vulterini
Organizza: Archivia e Area Cultura Casa Internazionale delle Donne
EVENTI di DICEMBRE
dal 5 al 20 dicembre 2006 Mostra mercato di Natale - Lavorazione artistica del vetro, lampade, quadri, bigiotteria
Orari apertura: Lun- Mar-Merc dalle 14.00 alle 18.00; Gio-Ven-Sab dalle 14.00 alle 20.00 Organizza Artiste di mestiere (vedi Approfondimenti)
Mercoledì 6 ore 19.00 Incontro Tematiche di genere e cooperazione internazionale PROCESSI DI GLOBALIZZAZIONE: QUALE SPAZIO ALLE DONNE? a cura di AGI e IPS
Interventi di: Bianca Pomeranzi, saluto della Casa Internazionale delle Donne, Patrizia Sentinelli, Viceministra degli Affari Esteri; Gertrude Mongella, Presidente del Parlamento Panafricano; Noeleen Heyzer, Direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo delle donne; Thoraya Ahmed Obaid, Direttore Esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione; Patrizia Paoletti Tangheroni, Deputata di Forza Italia
Modera: Daniela Viglione, Presidente e Amministratore delegato AGI
Organizza: A.F.F.I. - International Press Service (vedi approfondimenti)
Mercoledì 13 Ore 19.00 Presentazione dell’antologia LINGUA MADRE Duemilasei - Racconti di donne straniere in Italia Edizioni SEB 27 (Torino)
Intervengono:Daniela Finocchi – curatrice dell’antologia, Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile (Torino); Ubah Farah A. Ali – scrittrice, vincitrice 1° edizione concorso letterario Lingua Madre; Tiziana Colusso – scrittrice, componente direttivo European Writers’ CongressAnna Fresu – attrice e autrice, presidente Associazione “Scritti d’Africa”
Verrà proiettato un video di presentazione del Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre aperto a donne italiane e straniere
Organizza: Zora Neale Hurston (vedi approfondimenti)
Giovedì 14 Ore 18.00 Inaugurazione della mostra fotografica Io sono mia Casa della donna di Via governo Vecchio Organizza: Archivia e Area Cultura Casa Internazionale delle Donne
Venerdì 15 Ore 18.30 GENOVA PER NOI Parole di donne
Intervengono: Haidi Gaggio Giuliani, "Genova, luglio 2001: per riaccendere il faro e sostenere le vittime della repressione”; Elettra Deiana, “Silenzi, latitanza e complicità dei poteri pubblici”; Concita De Gregorio, "Non lavate questo sangue"; Federica Paoli, ”Il viaggio interrotto”; Ida Dominijanni, “L’occasione perduta della sinistra”; Coordina: Maria Palazzesi.
Sarà proietatto il video "Quale verità per piazza Alimonda"
Organizza Area Cultura Consorzio e Coordinamento delle parlamentari di Rifondazione comunista
Sabato 16 Ore 20.30 Lesbotombola 2007 Cena e lesbotombola al CFS - INGRESSO SOLO DONNE; Organizza Centro femminista separatista
Martedì 19 Ore 18.00 HAI-KU 5-7-5… cinque parole, sette parole, cinque parole. La sua metrica. Ciò che potrebbe sembrare una costrizione verbale a volte si dispiega in infiniti spazi.
E’ una lettura di Hai-Ku che Edda Billi ha sparso fra le donne che ama
Interviene Carla Vasio, Introduce Maria Palazzesi Organizza: Archivia, Area Cultura Casa Internazionale delle Donne e Zora Neale Hurston
ANNUNCIO SPECIALE
> L'Orchestra della Casa della Donne
Stiamo cercando strumentiste brave, volenterose e duttili per formare un gruppo musicale eterogeneo aperto a vari generi musicali. - Contattare: Patrizia Lazzari 339/4652079
APPROFONDIMENTI
> Mostra mercato di Natale
A cura dell’associazione “Artiste di Mestiere”. Energie e atmosfere, attraverso il colore e le parole, ci nutrono profondamente: il libro e la lampada, strumenti per il benessere. Specchi col manico (serie: specchio delle mie brame) per incorniciare il nostro viso con i vetri colorati: Egitto o girasole? Quadri grandi e piccoli in vetro e specchio. Bigiotteria – scultura - magliette e mutande serigrafate – infine: borsetta in rete metallica e gemme di vetro per portarti via il tuo libro – prezzi super bassi da Casa Internazionale. Ospite: Aurora e le sue stoffe dipinte.
La libreria che ospita la manifestazione per partecipare attivamente alla festa offrirà i suoi libri al 50% di sconto, esclusi i volumi editi nell’anno in corso.
>
In vista dell’incontro di mercoledì 6 dicembre ore 19.00 Tematiche di genere e cooperazione internazionale proponiamo un documenti di sintesi e di riflessione sulle importanti giornate che hanno visto riuniti gli Stati Generali della Solidarietà e Cooperazione Internazionale a Roma
La società civile si incontra e partecipa per ridisegnare nuovi mondi possibili
A cura di Barbara D’Ippolito
La società civile italiana impegnata nella Solidarietà Internazionale per combattere la povertà nel Mondo e per un’ economia di giustizia si è data appuntamento a Roma dal 22 al 24 novembre negli “Stati Generali della Solidarietà e Cooperazione Internazionale”. Gli “Stati Generali” hanno rappresentato l’occasione per il vasto mondo della Solidarietà Internazionale, i comitati e i gruppi territoriali, le associazioni, le ONG di cooperazione, il movimento della pace, le forze sindacali, l’ Università e le Amministrazioni Locali, per discutere e individuare gli obiettivi di una rinnovata piattaforma comune per cambiare la politica italiana in tema di pace e solidarietà, di sviluppo sostenibile, dalla cancellazione del debito, agli aiuti e al commercio internazionale.
Una tre giorni arricchita non solo da un larghissimo cartello di organizzazioni internazionali ma anche dalla presenza istituzionale dei due dicasteri direttamente interessati: il Ministero degli Affari Esteri rappresentato dalla viceministra con delega alla cooperazione Patrizia Sentinelli e il Ministero dell’Economia e Finanze rappresentato dal sottosegretario Paolo Cento.
Sei i gruppi di lavoro che hanno tentato di fornire una piattaforma di lavoro concreta al dibattito: Coerenza delle politiche, Politiche di genere Pace, disarmo e prevenzione dei conflitti, Diritti, Reti territoriali, Attori e strumenti.
La casa Internazionale delle Donne ha partecipato all’evento ospitando nella giornata del 23 il gruppo Politiche di Genere. Una giornata quella di giovedì che ha visto dapprima una sessione plenaria affollatissima, occasione di scambio e confronto con le ospiti internazionali libanesi, palestinesi e mozambicane e poi la divisione delle partecipanti in 6 sotto gruppi differenti (Il “fare rete” delle donne , L’empowerment delle donne a livello locale, La lotta alla violenza contro le donne, Trasformazioni delle relazioni sociali in seguito alle migrazioni e alla corposa presenza delle migranti, Il ruolo della ricerca per lo sviluppo di pratiche riflessive di cooperazione) le cui sintesi sono confluite nel documento congiunto finale presentato alla viceministra Sentinelli nella giornata del 24. (link al documento finale).
La viceministra ha risposto puntualmente ai nodi emersi dal documento.
Si è impegnata a istituire al più presto un Ufficio specifico per le Politiche di Genere, con l’obiettivo tra l’altro di sancire la fine dell’approccio settoriale proprio dell’attuale Ufficio XIII della DGCS (“Coordinamento e promozione delle iniziative nei Paesi in via di sviluppo a favore dei diritti umani, con particolare riguardo ai diritti delle donne, dei minori e delle persone con disabilità). La viceministra ha già dato disposizioni in proposito alcuni mesi fa e si tratta di attendere i tempi della burocrazia.
Si è impegnata a utilizzare parte dei finanziamenti attualmente assegnati alle Missioni di Pace per il rafforzamento del ruolo della società civile nei contesti di guerra (in particolare, stornare a questo fine, e subito, un dodicesimo dal miliardo previsto per le missioni internazionali di pace dei prossimi tre anni).
Si è impegnata a valorizzare il “patrimonio” politico-culturale delle reti trasnazionali di donne, a riconoscere il ruolo che le associazioni di donne svolgono all'interno della società civile e a garantire la partecipazione delle donne nelle missioni di pace
Si è mpegnata a garantire un ruolo da protagoniste nella formulazione delle nuove strategie della cooperazione alle donne migranti presenti sul nostro territorio. In questo senso va l’assegnazione della mission di studio su “Politiche di Genere” a Odile Mbilla Moukouri, Presidente del movimento donne africane. Gli Stati Generali sono stati per tutte noi una preziosa occasione d’incontro, un’importante e proficua esperienza di confronto ricco, necessario e propositivo. Tutte concordiamo su come questo debba rappresentare solo l’inizio di un agire comune, di una nuova stagione di opportunità, di confronto e proposta tra società civile ed istituzioni.
Crediamo che le preziose sinergie nate in quella sede vadano rilanciate quanto prima in una piattaforma di lavoro condivisa che sia occasione di riflessione, sintesi ed espressione per tutte noi.
Mercoledì 13 Ore 19.00 Presentazione dell'antologia Lingua Madre
Il Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre trae spunto dall’iniziativa sviluppata da Regione Piemonte e Fiera Internazionale del Libro Torino da cui tra il nome. E’ promosso da questi due enti insieme al Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino.
Il concorso è diretto a tutte le donne straniere residenti in Italia che, utilizzando la nuova lingua d’arrivo (cioè l’italiano), vogliano approfondire il rapporto tra identità, radici e il mondo “altro”. Il concorso vuole essere un esempio significativo delle interazioni che stanno ridisegnando la mappa culturale del nuovo millennio e testimoniare la ricchezza, la tensione conoscitiva ed espressiva delle donne provenienti da “altri” Paesi.
Una sezione speciale è dedicata alle donne italiane che vogliano farsi tramite di queste culture diverse, raccontando storie di donne straniere che hanno conosciuto, amato, incontrato e che hanno saputo trasmettere loro “altre” identità.
Le opere selezionate sono pubblicate in un libro che viene presentato ogni anno alla Fiera Internazionale del Libro di Torino (la prossima si terrà il 10-14 maggio 2007). E’ appena uscito il volume con i racconti selezionati della prima edizione dal titolo “Lingua Madre Duemilasei – Racconti di donne straniere in Italia” Edizioni Seb27.
E’ ancora in corso la seconda edizione del premio, gli elaborati dovranno pervenire entro il 31 dicembre 2006 presso la sede del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile - Corso Re Umberto 40 – 10128 Torino – tel. 011 537645 – pfemm@libero.it - www.pensierofemminile.org .
Lingua Madre Duemilasei - Racconti di donne straniere in Italia
Come si diventa italiana se si è nata a Buenos Aires? Cosa significa preparare una vera cena vietnamita in Occidente? Quali parole sceglie una zia per mediare tra una madre e una figlia ormai lontane dalla Somalia e tra di loro?
Le risposte si trovano nel libro Lingua Madre Duemilasei - Racconti di donne straniere in Italia - Edizioni Seb27 presentato dal Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino, insieme a Regione Piemonte e Fiera Internazionale del Libro.
Un mare di esperienze ed emozioni che svela intimità sconosciute, che si insinua nel profondo degli animi delle autrici (e delle coscienze di chi legge) come solo la scrittura sa fare, al di là dei luoghi comuni, dei pregiudizi, delle differenze religiose-politiche-culturali.
Sono le storie di donne marocchine, senegalesi, vietnamite, indiane, rumene, argentine, statunitensi, di tante altre nazionalità e anche italiane, che hanno partecipato al Concorso letterario nazionale “Lingua Madre”.
Il modo che le donne hanno di vivere gli eventi si dimostra capace di dilatare gli spazi di libertà. Una forza che traspare ad ogni riga di questa raccolta, siano racconti di vita o reportage di viaggi lontani. Ecco quindi svelarsi rituali d’implicazioni complesse quali la cerimonia del tè, ma anche storie d’amicizia inattesa o mancata. Si affollano nella narrazione le difficoltà d’inserimento, i ricordi, le paure, le sofferenze, ma anche l’ironia e la gioia. Il tutto, magari, per scoprire che quelle che in Italia definiamo “difficoltà di relazione” in un bambino, in India si chiamano “fantasia”!
La seconda edizione del Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre è in corso e si concluderà il 31 dicembre 2006.
Bando del concorso e informazioni su www.pensierofemminile.org
APPUNTI E SPUNTI DAGLI EVENTI
> Continua la mobilitazione contro la violenza sessuale, proponiamo la ricostruzione della giornata del 25 novembre in vista dei nuovi appuntamenti
Sabato 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sessuale
di Francesca Koch
La mobilitazione della Casa internazionale contro la violenza sessuale si è espressa in modo articolato nell’arco di tutta la giornata. Nella mattinata, una vivace manifestazione a Largo Argentina, con la partecipazione delle diverse realtà del movimento e dei collettivi romani, ma anche delle tante donne dei centri antiviolenza, del sindacato, di molte donne delle istituzioni e dei partiti, di diverse generazioni e provenienze. La scelta di denunciare pubblicamente che il pericolo è proprio nelle case - dove avvengono il 90% di stupri, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche - ha caratterizzato non solo l’orario (di giorno) ma soprattutto l’aspetto simbolico delle case di cartone insanguinate, a indicare il teatro delle violenze, giacché “L’assassino non bussa, ha le chiavi di casa”, come avverte efficacemente l’assemblea delle donne di Roma. Si è espressa dunque la volontà di spostare il focus sui carnefici, a partire dai purtroppo numerosi fatti di cronaca quotidiani, e di ribadire l’urgenza di mettere in discussione le relazioni tra i generi storicamente costruite dal patriarcato: la violenza maschile parla anche di noi, delle nostre relazioni, della società in cui viviamo.
Nel pomeriggio, la manifestazione si è trasformata in un affollato e intenso dibattito pubblico, promosso dal coordinamento delle parlamentari di Rifondazione comunista/Sinistra europea e dalla Casa internazionale delle donne, a partire dal mensile Diario "Stupro" (ottobre 2006) e dagli inserti Queer del quotidiano Liberazione. Tra i tanti interventi, la denuncia di Isoke Aikpitanyi, con Laura Maragnani, sulla condizione estrema delle nigeriane nel nostro paese, preda di ogni sevizie e prive di qualsiasi garanzia di cittadinanza, a riprova che la violenza di genere non colpisce in modo uguale tutte le donne, ma che per le straniere c’è un terribile “di più” che dobbiamo conoscere e di cui dobbiamo assumere la responsabilità. Molto si è dibattuto a proposito delle proposte avanzate dalla ministra delle P.O. per una revisione del codice penale sui reati di violenza sessuale; come già in altre occasioni si è espressa da più parti una insofferenza verso l’inadeguatezza della proposta (la violenza di genere chiede una rivoluzione culturale, un ripensamento profondo e coraggioso delle relazioni i tra i sessi, un riconoscimento pubblico delle complicità maschili) ma anche la necessità di comprenderne meglio premesse e strategie. Nell’assemblea infatti, molte le voci e diverse le aspettative: accanto a chi dà credito alle intenzioni del ministero di lavorare ad una legge di sistema, sul modello spagnolo, molte parlamentari ritengono che in realtà una legge non sia necessaria, ma che si possa più utilmente rinforzare alcuni impegni nella finanziaria, per esempio per potenziare il lavoro dei centri antiviolenza e renderli ancora di più protagonisti del cambiamento. Non è pensabile, comunque, che un tema di questa importanza venga affrontato a livello istituzionale senza un attento dialogo con i soggetti collettivi del femminismo e le associazioni femminili; l’apertura di un grande dibattito nel paese può viceversa essere l’occasione per indicare la strada di una reale trasformazione culturale e per rilanciare una partecipazione di tutte e tutti. La Casa delle donne, con la sua autonomia, da tempo ha promosso un percorso di riflessione (ad esempio il forum del 28 ottobre), e intende continuare a porsi come luogo di incontro e di scambio tra le donne di Roma e delle altre città, per articolare una dialettica critica anche con le donne delle istituzioni.
In serata, all’incontro previsto con Nawal El Sadawi, Aida Touma e Paola Manduca, si sono aggiunte anche Raida Hatoum, esponente palestinese dei campi profughi in Libano, critica verso i comportamenti delle forze UNIFIL, e Nahed Badawia, ingegnera, attiva nel sindacato e nel partito democratico siriano, che ha detto delle difficoltà, anche nel suo paese, di ottenere un maggiore protagonismo politico delle donne. Le loro testimonianze hanno arricchito di altre prospettive il tema della giornata: come ha ricordato Nawal El Sadawi, molti sono i livelli della violenza contro le donne, da quello sessuale a quello economico, politico, militare e non è pensabile di affrontarli separatamente; dobbiamo combatterli contemporaneamente, ognuna nel proprio paese, rafforzando la rete transnazionale, consapevoli che si tratta di una lotta comune per obiettivi condivisi.
Sabato 25 novembre 2006 Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Quello che ho detto e quello che avrei voluto dire
di Elisa Ercoli
Nel tentativo di ricordare il mio intervento di sabato nella riunione alla Casa Internazionale delle Donne tento una ricostruzione in cui scrivo anche le riflessioni che lì, quel giorno, per motivi di tempo, non ho esplicitato.
Sono Elisa Ercoli di Differenza Donna e sono impegnata nel lavoro dei Centri antiviolenza da 12 anni.
I Centri antiviolenza di Roma gestiti da Differenza Donna incontrano ogni anno 1500 donne di cui l’89% subisce maltrattamenti in famiglia.
In questa giornata le donne femministe operatrici dei Centri antiviolenza di Differenza Donna sono state molto felici di condividere con altre donne di altri gruppi romani la lotta e le rivendicazioni in contrasto alla violenza contro le donne.
Troppo spesso infatti noi dei Centri siamo fagocitate dal tanto lavoro e quindi impedite nell’uscire dai nostri luoghi per incontrare le altre.
Questa giornata, così come anche le altre giornate che sono precedute, hanno aperto un dialogo, uno scambio ma sopratutto rappresentano un tentativo, anche ben riuscito nel sit-in della mattina, di unione nella lotta.
Tutte infatti sappiamo quante differenze sono presenti nei femminismi e nelle nostre più svariate appartenenze e per questo noi dei Centri antiviolenza apprezziamo ancora di più queste esperienze condivise in cui l’obiettivo comune e la comune lettura di una società patriarcale che tutte ci discrimina ed esclude è il soggetto verso cui rivendicare e contro cui essere compatte nel trovare ulteriori percorsi per la nostra autodeterminazione.
Nella nostra esperienza di analisi della società, resa possibile anche grazie ai Centri antiviolenza che emergono sempre più come laboratori sociali, ossia punto di riferimento per indagini ricerche ed elaborazioni, abbiamo appreso la complessità della violenza degli uomini contro le donne.
Infatti nel percorso di uscita dalla violenza di una donna le difficoltà non stanno esclusivamente nella relazione particolarissima per cui il tuo maltrattatore è stato l’uomo di cui ti sei innamorata e con cui spesso hai avuto figli/e, ma nella indifferenza totale della società tutta nei confronti della vittima e dei suoi racconti se non nella complicità e collusione con l’aguzzino-maltrattatore-carnefice.
Questa analisi delle cose ci porta a dire con forza che fino a quando non avremo una legge che introduca nella nostra società un piano integrato di intervento che tocchi i tanti diversi ambiti in cui la attuale risposta è culturalmente pro-uomo violento, non potremo dire di aver compiuto azioni per contrastare la violenza degli uomini contro le donne.
Sino a questo momento è stata lasciata ai Centri antiviolenza la responsabilità e l’onere di sensibilizzare la società estesa così come il singolo poliziotto, le assistenti sociali, le insegnanti nonché i giudici e l’opinione pubblica oberandoci di una responsabilità infinita che solo la nostra determinazione e passione hanno comunque garantito.
Ma cosa avviene ogni volta che le tante persone che dovrebbero collaborare per sostenere una donna in uscita dalla violenza, dopo essersi sensibilizzate grazie al lavoro dei Centri antiviolenza, cambiano luogo di lavoro?
Sono sostituite da altre che spesso non hanno nessuna conoscenza del fenomeno, nessun interesse a destrutturate la organizzazione patriarcale del proprio ruolo e del proprio luogo di lavoro e invece di garantire l’affermazione dei diritti della donna e delle/dei bambine/i vittime e testimoni di violenza, finiscono con il garantire l’uomo violento che vedono comunque come marito padre soggetto a capo della istituzione famiglia per cui da tutelare e legittimare.
Da questa analisi è quindi logico dedurre quanto le modalità da assumere da parte delle Istituzioni nell’incontro con una donna in uscita dalla violenza debbano essere ispirate ad una cultura altra che garantisca il suo reale ascolto e la sua reale accoglienza.
Speriamo quindi che le nostre azioni comuni continuino sino al raggiungimento dell’obiettivo.
Noi femministe ed operatrici dei Centri sappiamo bene che la violenza contro le donne non riguarda solo chi la subisce direttamente ma ci riguarda tutte.
Noi sappiamo che la realtà non è di una separazione tra donne maltrattate, sfigate e deboli e donne autorevoli ed intoccabili.
Il patriarcato ci riguarda tutte.
E allora, se il problema è culturale, serve un intervento forte e determinato nei nostri mezzi di comunicazione oramai occupati esclusivamente da rappresentazioni svilenti e da relazioni uomo-donna dispari, prevaricanti, cristallizzanti ruoli stereotipati quanto irreali.
Vorrei inoltre concludere rispondendo a che prima di me accennava alla poca partecipazione delle giovani alla vita politica delle donne.
Noi di Differenza Donna ogni anno teniamo un corso per operatrici dei Centri antiviolenza dove partecipano più di 40 donne di cui moltissime giovani, selezionate su circa 250.
Non sono d’accordo nell’analisi per cui le giovani donne sono disinteressate alla politica e alla partecipazione ai luoghi politici. Penso invece che le giovani abbiano bisogno di coerenza forte tra il dire e il fare, tra l’elaborazione e l’applicazione degli elaborati, nella pratica delle relazioni tra donne, esperimento difficilissimo che non sempre riesce ad affermarsi anche nei nostri luoghi.
CORSI
> Sono aperte le iscrizioni al laboratorio di scrittura creativa condotto da Valeria Vigano che inizierà mercoledì 24 gennaio
L’analisi e la pratica del narrare tra espressione del sé e immaginazione
Il laboratorio sarà condotto in dieci lezioni di due ore ciascuna il mercoledì dalle 18.30 alle 20.30. Avrà due fasi che si alterneranno e faranno da supporto reciproco per la comprensione della materia “scrittura” , nel suo aspetto teorico e pratico. Vi sarà una parte dedicata alle ragioni e alla necessità della rappresentazione scritta, con frequenti incursioni nella saggistica che si è occupata direttamente dei metodi e dei modi della scrittura e il confronto con alcuni testi della narrativa novecentesca. Vi sarà poi l’aspetto più concreto nel quale le partecipanti si misureranno con molti esercizi e produzione di testi sui quali verrà proposta, in ogni lezione, un’analisi collettiva dell’espressione linguistica, della trama o dei personaggi, . L’aspetto di laboratorio assumerà qui il suo valore di lavoro collegiale nel quale tutte sono chiamate a esprimere un parere critico sulle pagine prodotte da sé e dalle altre. L’intento del laboratorio è perciò non solo quello di capire le forme del romanzo e del racconto e di imparare a solidificare le personali tensioni verso l’espressione di contenuti, ma anche quello di sviluppare una lettura attenta e diversa da quella del lettore comune, al fine di assumere la necessaria capacità di valutazione dei propri testi.
Per informazioni tel. 3478419378 e mail: vulterini@tiscali.it
|