Avviso alle naviganti la news di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°63 del 11 aprile 2007

in redazione:
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri, Patrizia Regazzoni, Stefania Vulterini

PROSSIMI EVENTI DI APRILE

Giovedì 12 ore 18.30
Ciclo di Incontri Singolari differenze. Differenze Generi Diversità: luoghi e spazi della molteplicità. Lea  Melandri, Stefano Ciccone e altri presentano Il linguaggio delle relazioni
numero 6/2006 della rivista Pedagogika. Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne

Venerdì 13 Ore 17.30
La vita segreta delle parole: “Bene” a cura di  Vita Casentino e Guido Armellini. Coordina: Maria Palazzesi. Organizza: Area Cultura  e Biblioteche di Roma

Venerdì 13 Ore 20.00
Presentazione del libro Ottavia. La prima moglie di Nerone, a cura di  Liliana MadeoInterverranno Mariella Gramaglia, Anna Maria Crispino, Maria Josè Strazzulla. Coordina:  Bia Sarasini.
La Roma del I secolo d.C. - teatro di intrighi, incesti, congiure, lotte per il potere e slanci inspirati dal diffondersi del cristianesimo - è lo scenario entro cui si svolge la breve vita di Ottavia, figlia dell'imperatore Claudio e Messalina, moglie di Nerone e rivale di Poppea, la protagonista di un libro che per Silvia Ronchey è uno di quei “fenomeni singolari, prodigiosi perfino, veri - direbbero gli antichi - regali degli dei”:  il fenomeno che si verifica quando  “chi non è antichista riesce a scrivere un libro appassionato e poderoso su ciò che un antichista non oserebbe mai affrontare”. 

Martedì 17 Ore 18.30
Conferenza- Dibattito  Diplomazia al femminile. Proiezione Sexum Superando: la storia di Isabella Morra. La Poesia del Rinascimento.Organizza: Loups Garoux Produzioni S.R.LCentro di Documentazione Internazionale Alma Sabatini
Sia la regista che la sceneggiatrice Francesca Pedrazza Gorlero hanno scelto di raccontare la storia di un amore infelice, osteggiato dalla famiglia e dalla società, ma hanno soprattutto inteso portare sullo schermo la storia di un “limite”, del superamento di un limite: essere donna in un’epoca in cui alle donne non era permesso nemmeno frequentare un uomo, se non in pubblico. Di qui la scelta di “Sexum Superando” le parole con cui il nipote Marcantonio, narrando le vicende della sua nobile famiglia, descrive la capacità di Isabella di superare i limiti della sua condizione di donna nella Basilicata del 1500, oltre all’elemento fondamentale e storico di diventare famosa per le sue poesie. (vedi approfondimenti)

Giovedì 19 Ore 09.00
Seminario formativo La storia che non si insegna: La storia delle donne Le donne conquistano spazi di cittadinanza Conquiste e prospettive fra Otto  e Novecento: il diritto al lavoro, diritto all’istruzione. Lavoratrici e madri. La società di mutuo soccorso, il sindacato, le associazioni femminili di massa. Organizza: CGIL Roma Sud

Giovedì 19 Ore 18.30
Ciclo di Incontri Singolari differenze Differenze Generi Diversità: luoghi e spazi della molteplicità. Incontro con  Anna Maria Crispino. Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne

Venerdì 20 Ore 14.00
Convegno Prostituzione:  un male da estirpare. Organizza: Comitato Etico Donne in lotta per la dignità femminile

Giovedì 26 Ore 18.30
Ciclo di Incontri Singolari differenze Differenze Generi Diversità: luoghi e spazi della molteplicità Incontro con  Federica Giardini. Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne


> ANTICIPAZIONI SUL CALENDARIO DI MAGGIO

Venerdì 4 maggio, ore 18.00
Proiezione del film Signs out of Time. La vita e l’opera di Marjia Gimbutas, di Donna Read e Starhawk e presentazione del libro  Oscure Madri Splendenti. Le radici del sacro e delle religioni, di Luciana Percovich. Ne discuteranno Katia Maurelli (Libreria Le Sorgenti di Bolsena) e l’autrice.(vedi approfondimenti )

Venerdì 11 e sabato12 maggio Ore 20.30
Una serata con Cocktail e Spettacolo nel giardino della magnolia Paola Giannetti, Annalisa Lanza Gabriella Silvestri presentano In tre su una panchina - Scherzo in un atto scritto e diretto dalle interpreti e con Nicla Jane Giorgi, Cristopher Humphris, Riccardo Lanza, Stefano Militi. (Euro 15,00. E’ gradita la prenotazione c/o la segreteria) Organizza Casa Internazionale delle Donne
Un giardino segreto, l’armadio dei ricordi, una soffitta da riscoprire, tre diverse nature femminili si mettono in gioco, in un clima che consente a ciascuna di loro di compiere un percorso introspettivo
che culmina nella presa di coscienza di se stesse, della propria verità, della propria essenza, dei propri sogni…lasciando ampio spazio al gioco onirico con la fantasia e la creatività tipiche del femmineo.
Solitudini condivise danno vita ad un carosello di personaggi… Ecco la serva Teresa… l’odiato battipanni… il sensuale tanghero… l’energia della danza popolare e tribale… le sempre desiderate “serenate”… e il più moderno Zorro che ti porta via… sempre su un cavallo.

Sabato 19 maggio ore 15.30
Signor sindaco o signora sindaca? Lia Cigarini-Via Dogana, Anna Maria Crispino, Leggendaria, Letizia PaolozziBia Sarasini - DeA, coordina Maria Palazzesi, Area cultura della Casa si incontrano a partire dall’uscita degli ultimi numeri delle riviste Via Dogana “Questo Femminismo non ci basta” e Leggendaria “Capitane coraggiose”. Oggi una donna dirige un governo, una città, un tribunale. Oggi è lei a definire i campi di contesa e la posta in gioco oppure si fa includere nel potere maschile? Stiamo andando all'estinzione della differenza femminile o a un cambio di civiltà? Le donne più giovani assumono protagonismo là dove sono o “vengono assunte“? Se ne parla nell'ultimo numero di Via Dogana dal titolo "Questo femminismo non ci basta".


APPROFONDIMENTI

Storia delle donne e multimedialità: dal documento multimediale alla fiction storica
Di Laura Moschini

Il documento multimediale, che negli ultimi tempi sta sempre più affiancando quello scritto, può facilitare e rendere più stimolante e interessante studiare le vicende storiche, politiche, artistiche, culturali, scientifiche di un periodo.
Non solo quindi pagine scritte che lasciano spazio all’immaginazione di chi la vuole o può usare, ma filmati, musiche, ambienti, abiti e abitudini, utensili, paesaggi che mostrano con immediatezza l’insieme, il contesto sociale, familiare, politico, ambientale, e via dicendo, in cui un determinato avvenimento è accaduto o un personaggio è vissuto ed ha operato.
Una complessità di fenomeni in grado di far comprendere anche gli elementi che hanno consentito l’evolvere in una determinata direzione di un fatto o di una vita.
Tutto questo, come si vedrà, riveste particolare importanza negli studi sulla storia delle donne o - in un ambito di indagine più specificatamente politico - alla storia della questione femminile.
La storia comunemente riportata sui libri di testo e quindi studiata da noi tutti e tutte, è infatti caratterizzata da una quasi totale assenza delle donne che lascia intendere che la storia sia stata completamente determinata ed abbia riguardato solo la parte maschile dell’umanità, quella parte che è nominata, che è protagonista citata nei testi.
Questa impressione è confermata dall’uso del linguaggio che, in nome di una cosiddetta convenzione linguistica, considera il femminile compreso nel maschile e le donne, ed il loro agire, comprese nell’agire dell’uomo. Essendo il linguaggio un’espressione simbolica, l’uso o il non uso del linguaggio sessuato, è indice simbolico di un rapporto di potere, cifra del rapporto di gerarchia esistente tra i sessi. Espressione simbolica che conferma il ruolo subordinato della donna nell’ordine familiare e sociale che ancora oggi non si è riusciti ad eliminare completamente, come prova, ad esempio, la non equa distribuzione dei lavori di cura e il doppio lavoro a cui moltissime donne sono ancora costrette da una presunta “naturale” predisposizione femminile ai lavori domestici e servili e al sacrificio di sé e delle proprie aspirazioni in nome della famiglia.
Un linguaggio falsamente universale non lascia quindi comparire le donne, la loro vita, le loro azioni, i loro contributi alla storia dell’umanità, ma le cancella inglobandole o usandole (esempio del velo, o degli stupri etnici etc). Quello che avviene nel linguaggio avviene quindi anche nella storiografia.
Con gli studi di genere sono emerse sia straordinarie figure di donne che hanno agito in tutti i campi politici, economici, scientifici, artistici o letterari, le cosiddette donne illustri, mai, o quasi, menzionate nei testi tradizionali; ma anche movimenti di donne attive nella richiesta di diritti sociali e politici.
Dagli studi di genere emerge quindi che le donne hanno sempre partecipato a tutti gli avvenimenti storici e anche alle guerre, cosa che non hanno mai - salvo rarissimi casi - deciso di dichiarare, supportando gli uomini e sobbarcandosi anche il lavoro e le responsabilità dei familiari impegnati con le armi.
Sia la storia delle donne illustri, che quella delle donne comuni, permette di evidenziare che comunque le donne non solo erano presenti, ma erano parte attiva degli accadimenti e ne pagavano direttamente le conseguenze.
Se gli studi di genere consentono quindi di studiare e rendere evidenti sia i motivi dell’assenza delle donne dalla storia, che i modi della loro presenza, la storiografia multimediale, supportata da attenti studi riguardanti principalmente il quotidiano, gli usi, i costumi, le consuetudini, basati su fonti certe, consente di facilitarne la diffusione.
Attraverso i prodotti multimediali, e soprattutto in quelli dove gli studi di genere consentono di indagare i rapporti di potere tra i sessi e le condizioni di vita che ne derivavano, si può scoprire l’essenza degli avvenimenti storici, le dinamiche che li hanno provocati.
La cosiddetta letteratura e gli studi storici che riguardano gli aspetti del quotidiano, che spesso vengono definiti “minori” in contrapposizione agli studi di carattere storico “elevato”, consentono di indagare l’animo umano e l’humus nel quale i grandi avvenimenti sono maturati in un’analisi complessiva che li rende più comprensibili e forse per questo più utili a trarre insegnamenti per le nostre azioni.

Perché la storia multimediale delle donne
Il legame fra la possibilità di produrre documentazione storica multimediale e la valorizzazione della vita, del pensiero e della storia delle donne si è sempre rivelato strettissimo. Questo perché, ed è stato già detto, attraverso la multimedialità è possibile dar conto di una dimensione del vissuto storico - nel senso di eccezionale ma anche quotidiano - di un approccio immediato e diretto con cose, modi, usi, valenze, che hanno sempre fatto parte per definizione della dimensione femminile e che nei libri di storia, per secoli non hanno avuto particolare rilievo. Attraverso una ricostruzione multimediale, invece, è possibile dar conto, in una volta, sia dei fatti storici e di una loro valutazione critica il più possibile oggettiva, sia delle valenze simboliche, espressive, relazionali, che hanno contraddistinto il vissuto al femminile in tutte le epoche storiche. Così, attraverso la fiction possiamo “incontrare” queste donne tanto presenti quanto dimenticate, possiamo coglierne gli sguardi, le espressioni, gli atteggiamenti e comprendere le loro personalità ed il loro ambiente. Ma possiamo anche cogliere atteggiamenti ed espressioni degli altri personaggi che sono entrati in relazione con loro e comprendere le ragioni di scelte di vita, al di là dei luoghi comuni riportati nei testi tradizionali.
Ed è per questa delicata opera di ricostruzione delle tante storie che compongono la storia dell’umanità che serve uno studio attento non ad ordinare secondo la sequenza più “logica” i documenti, ma ad individuare, attraverso i frammenti, la struttura relazionale che lega le informazioni.
La ricostruzione storica, e ancor di più la fiction storica, sembrano dunque un modo valido, se non l’unico, di uscire finalmente dalla storiografia falsamente neutra che il linguaggio ci ha tramandato, e di ridare spessore e differenziazione alle condizioni ambientali e sociali che hanno dato vita ai fatti ed agli accadimenti che sono la vera Storia dell’umanità, intesa come le persone che con le loro peculiarità hanno abitato nel tempo questo nostro pianeta.


Oscure madri splendenti

Il libro ricostruisce una mappa inedita della Storia a partire dal Paleolitico e dall’Età delle Grandi Madri di pietra, spostando la prospettiva che vede nelle civiltà greca, egizia o babilonese, guerriere e patriarcali, l’inizio della cultura umana. Indaga la relazione tra le donne, il sacro e la nascita delle religioni riportando alla luce le storie che nei vari continenti raccontano l’origine dell’universo ad opera dell’energia creativa femminile. E, nell’interrogare l’immagine della Dea, restituisce alla ricerca contemporanea di una nuova ricomposizione degli opposti lo splendore di miti oscurati, che ancora lavorano nel nostro inconscio e nella memoria arcaica.

Un viaggio alle origini del sacro e della pulsione religiosa femminile, prima che l’avvento del divino aprisse le porte al patriarcato e alle religioni storiche.

L’autrice: Nel movimento delle donne dagli anni Settanta, ha tenuto corsi per la Libera Università delle Donne di Milano, diretto collane di saggistica e scritto su varie riviste occupandosi di medicina delle donne, scienza, antropologia, mitologia e spiritualità femminile. Tra le pubblicazioni, Posizioni amorali e relazioni etiche, Melusine, 1993 (tradotto in Figuras de la madre, Madrid, 1996), La coscienza nel corpo. Donne, salute e medicina negli anni Settanta, Fondazione Badaracco-Franco Angeli, 2005 e, a più mani, Verso il luogo delle Origini, La Tartaruga, 1992 e T. G. H. Strehlow, I sentieri dei sogni. La religione degli aborigeni dell’Australia Centrale, Mimesis,1997.

Il film, scritto da Starhawk e girato da Donna Read, ricostruisce la vita, le scoperte e le teorie di Marija Gimbutas, l'archeologa più famosa e controversa del Novecento che, intrecciando al meticoloso lavoro di scavo sul campo le sue profonde conoscenze di linguistica, mitologia e folklore, ha fatto riemergere gli strati più antichi della storia dell'Europa Antica: culture precedenti all’età del bronzo, pacifiche, improntate  all’armonia con la terra e la natura, che coltivavano forme di spiritualità simboleggiate da divinità  femminili.

Donna Read
lavora nel cinema dal 1960. Ha fondato insieme ad altre donne Studio D, un premio cinematografico dedicato alla filmografia femminile. E’ conosciuta inoltre per la sua trilogia di film: WOMEN AND SPIRITUALITY, prodotti dal National Film Board of Canada, che comprende: GODDESS REMEMBERED (1990), THE BURNING TIMES (1991), and FULL CIRCLE (1992).

Starhawk
, militante femminista del movimento pacifista mondiale, è scrittrice e autrice, tra altri  numerosi libri, di un testo considerato fondamentale per il movimento Wicca: La Danza a Spirale.
Starhawk e Donna Read hanno lavorato insieme nei territori palestinesi occupati, per documentarne le condizioni di vita e partecipare alle azioni di pace non violente insieme al Movimento di Solidarietà Internazionale



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