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di informazione della Casa Internazionale Delle Donne
n°64 del 30 aprile 2007
in redazione:
M. Giulia Catemario, Loredana Monaco, Giovanna Olivieri,
Patrizia Regazzoni, Stefania Vulterini
DIES HORRIBILIS: il Family Day
Secondo quanto sostenuto dagli orgnizzatori del Family Day che si terrà a Roma il 12 maggio: “La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l'identità e il futuro delle persone e della comunità sociale. Solo nella famiglia fondata sull'unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un'ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d'amore e di vita, dalla quale possono attendersi un'educazione civile, morale e religiosa. La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale.”
La famiglia, quindi, è il luogo “naturale” dove agiscono le dinamiche volte a alimentare e sostenere la struttura portante della società eteropatriarcale.
Ma è soprattutto nella famiglia che si gioca il ruolo di sottomissione e sfruttamento delle donne: è al suo interno che esse vengono colpite, umiliate, annientate e talvolta, sempre più spesso, uccise.
Le cronache quotidianamente riportano casi di violenza domestica nei confronti di donne e minori, che appunto, avvengono all’interno di quel tanto osannato “nucleo fondamentale della nostra società”.
E’ proprio da tale consapevolezza che si fonda la nostra critica all’istituto sociale della famiglia in quanto tale: sia essa eterosessuale che lesbica o gay.
La nostra posizione è nota e sicuramente in contrasto con quella di molte compagne e compagni che hanno scelto di seguire la strada del riconoscimento legale delle proprie unioni o ancor peggio delle proprie relazioni affettive. Siamo convinte che, data la carica dirompente della nostra esistenza, la strada da percorrere sia invece quella della non omologazione. L’obiettivo è di “scardinare” l’ordine dato e non avallarlo, subordinandoli a forme che non appartengono alle nostre vite. Non abbiamo interesse ad assumere su di noi i “privilegi” di una famiglia che comunque riproduce i canoni della dualità di coppia: il nostro concetto di “famiglia” attraversa uno spazio più ampio, contempla amiche, amanti, ex amanti, donne che hanno o hanno avuto con noi un percorso comune. Questo è l’unico aspetto di “naturalità” che riconosciamo.
Non vogliamo entrare in una logica istituzionale che condizionerebbe le nostre esistenze e i nostri corpi: vogliamo invece adoperare gli strumenti già esistenti (migliorandoli) che consentano ad ognuna/ognuno di noi di agire e vivere la propria vita con il giusto agio. La Carta Costituzionale ce lo consente, sancendo all’art. 3 la pari dignità sociale di tutti i cittadini della Repubblica: a questo dobbiamo fare riferimento.
Riteniamo, invece, che un percorso possibile debba essere l’abolizione dell’articolo 29 che identifica la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”, non riconoscendo pari dignità a tutte le altre “relazioni” che insistono nel tessuto sociale.
Queste sono le motivazioni per le quali invitiamo tutte e tutti a disertare la manifestazione del 12 maggio prossimo.
Coordinamento Lesbiche Romane
Web-site:www.clrbp.it
EVENTI DI MAGGIO
Giovedì 3 maggio Ore 18.30 Ciclo di Incontri Singolari differenze. Differenze Generi Diversità: luoghi e spazi della molteplicità. Incontro con Simonetta Spinelli Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne
Venerdì 4 maggio Ore 18.00 Proiezione del film Signs out of Time. La vita e l’opera di Marjia Gimbutas di Donna Read e Starhawk e presentazione del libro Oscure Madri Splendenti. Le radici del sacro e delle religioni, di Luciana Percovich. Ne discuteranno Katia Maurelli (Libreria Le Sorgenti di Bolsena) e l’autrice. Organizza: Zora Neale Hurston. (vedi approfondimenti)
Sabato 5 maggio Ore 10.00 Giornata seminariale delle associazioni e delle donne della Casa Internazionale delle donne per riflettere sulla politica e le relazioni e per la campagna di sostegno della Casa.
Lunedì 7 maggio Ore 9.00 Seminario Come costruire una cultura delle donne. Organizza: FILCEM CGIL LAZIO
Martedì 8 maggio Ore 19.00 Convegno Family Gay Diritti civili, autodeterminazione e laicità Interverranno: Saverio Aversa, Carlo Cremona, Titti De Simone, Vladimir Luxuria, Porpora Marcasciano, Ezio Menzione, Bianca Pomeranzi, Vincenzo Rao e Anita Sonego.
Organizza: Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Martedì 8 maggio Ore 18.00 Presentazione libro Nuove Amazzoni di Laura Corradi
Organizza: DDG (Donne Diritto e Giustizia) CODI – DDF (Donna Dire Fare)
Mercoledì 9 maggio dalle Ore 18.30 Conferenza e presentazione dello spettacolo dedicato a Frida Kahlo Tavola rotonda: "Una donna chiamata Frida" Intervengono: Valentina Alazraki giornalista, corrispondente della TV messicana, Silvia Cardi storica del costume messicano, Fanny Rubio direttrice dell'Istituto Cervantes di Roma, Cristina Secci presenterà il suo libro Con l'immagine allo specchio. L'autoritratto letterario di Frida Kahlo. Moderatrice: Marina Cepeda Fuentes, giornalista e scrittrice - Ore 20 Performance teatrale di El Mirabràs: Las pasiones di Frida Kahlo a seguire Cena messicana (a pagamento). Organizza:Casa Int.le delle Donne
Giovedì 10 maggio Ore 17.30 Scrivere al femminile. Tre libri, tre donne, tre generazioni Presentazione libri: Ricette di Guerra 1940-1944 - per una cucina semplice semplice di Amalia de Sanctis; Delete - parabola di una donna innamorata di Daniela Gasperini, prefazione di Pamela Villoresi; La rana che ride - storie gentili di animali intelligenti di Valeria Milletti, prefazione Franca Valeri. Organizza: Fefè Editore
Giovedì 10 maggio Ore 21.00 Ciclo di Incontri Singolari differenze Differenze Generi Diversità: luoghi e spazi della molteplicità. Incontro con Manuela Fraire. Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne
Venerdì 11 e Sabato 12 maggio Ore 20.30 Una serata con Cocktail e Spettacolo nel giardino della magnolia Paola Giannetti, Annalisa Lanza, Gabriella Silvestri presentano In tre su una panchina Scherzo in un atto scritto e diretto dalle interpreti e con Nicla Jane Giorgi, Cristopher Humphris, Riccardo Lanza, Stefano Militi. (vedi in approfondimenti le schede biografiche)
Ingresso su prenotazione - Organizza: Casa Internazionale delle Donne
Lunedì 14 maggio Ore 09.00 Seminario formativo La storia che non si insegna: La storia delle donne. Le donne conquistano il diritto di voto Il Fascismo. La Resistenza e la Costituzione. La conquista del diritto di voto. Organizza: CGIL ROMA SUD
Lunedì 14 maggio ore 18.30 Presentazione del libro Fuori della norma. Storie lesbiche nell'Italia della prima metà del Novecento a cura di Nerina Milletti e Luisa Passerini. Introduce Lucilla Ciambotti. Saranno presenti Nerina Milletti, una delle curatrici del libro, ed Elena Biagini, una delle autrici. Con questo libro la storiografia italiana inserisce nella storia del nostro Novecento anche le voci delle donne che trasgredivano alla norma eterosessuale. In questo senso, dunque, donne eccezionali e, in quanto tali, fuori della norma esse stesse.
Sei autrici (Elena Biagini, Alessandra Cenni, Nerina Milletti, Nicoletta Poidimani, Gabriella Romano, Laura Schettini), coordinate da Nerina Milletti e Luisa Passerini, tratteggiano personaggi e documentano singoli episodi emblematici della storia, finora ignorata, del lesbismo in Italia nella prima metà del secolo scorso. Organizza: CFS (vedi approfondimenti)
Lunedì 14 maggio ore 18.30 presentazione del libro: CGIL, CISL, UIL - Gruppo donne progetto Mnemosine: Fare la differenza - l'esperienza dell'intercategoriale donne di Torino 1975-1986 a cura di Nicoletta Giorda. Introduce: Carla Casalini Partecipano: Nicoletta Giorda, Alessandra Mecozzi, Paola Piva, Bianca Pomeranzi, Carla Quaglino, Laura Scagliotti
Organizza: Casa Internazionale delle Donne
Mercoledì 16 maggio Ore 17.30 Incontro con le nuove Consigliere Regionali di Pari Opportunità Alida Castelli e Clara Collarile Confronti e proposte. Al termine la Casa festeggerà con le nuove Consigliere. Organizza: Consorzio Casa Int.le delle donne
Dal 16 al 19 maggio Mostra collettiva Verso un nuovo protagonismo delle donne. I successi delle donne nel mondo: dalle americane della politica alle piccole aziende cresciute sul microcredito in India. Organizza: ARS – Arte Roma Sedici
Giovedì 17 maggio Ore 18.30 Ciclo di Incontri Singolari differenze Differenze Generi Diversità: luoghi e spazi della molteplicità. Incontro con Bianca Maria Pomeranzi. Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donne
Venerdì 18 maggio Ore 14.00 Convegno La NATO nella Geopolitica dell’era globale Storia della NATO dell’Alleanza Atlantica. Basi Militari e accordi bilaterali La NATO e l’Europa
Organizza:AFFI – Commissione Difesa
Sabato 19 maggio Ore 15.30 Signor sindaco o signora sindaca? Lia Cigarini-Via Dogana, Anna Maria Crispino, Leggendaria, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini - DeA, coordina Maria Palazzesi, Area cultura della Casa si incontrano a partire dall’uscita degli ultimi numeri delle riviste Via Dogana “Questo Femminismo non ci basta” e Leggendaria “Capitane coraggiose”.
Sembra che le donne non abbiano le parole per dirlo, il potere. E addirittura non si vedano fra loro, siano trasparenti a se stesse. Oggi una donna dirige un governo, una città, un tribunale. Oggi è lei a definire i campi di contesa e la posta in gioco oppure si fa includere nel potere maschile? Stiamo andando all'estinzione della differenza femminile o a un cambio di civiltà? Le donne più giovani assumono protagonismo là dove sono o “vengono assunte“? Se ne parla nell'ultimo numero di Via Dogana dal titolo "Questo femminismo non ci basta".
"Capitane coraggiose": il numero 61 di Leggendaria presenta un'approfondita inchiesta a tutto campo sul rapporto tra donne e potere a Genova e Liguria, terra di antica emancipazione. Sindache, assessore, imprenditrici, dirigenti di sindacato e di partito, donne di cultura e di movimento: esiste un modo femminile di gestire il potere? Le quote rosa sono un recinto o una protezione?
Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle Donneb Via Dogana – Leggendaria - DeA
Sabato 19 maggio Ore 19.00 Per il ciclo di incontri La vita segreta delle parole: Antigone Presentano Adriana Spera Presidente Commissione Elette, Paola Gaglianone Consiglio di Amm.ne Biblioteche di Roma Maria Palazzesi Casa Internazionale Donne.
Si parlerà di Antigone e la philia di Francesca Brezzi a seguire un Intervento teatrale Il processo ad Antigone tratto dall’Antigone di Sofocle con Maddalena Rizzi, regia di Filippo D’Alessio.Organizza:Area Cultura Casa Internazionale delle Donne Biblioteche di Roma
APPROFONDIMENTI
> L'Incontro del 4 maggio alla Casa:
Oscure Madri Splendenti. Le radici del sacro e delle religioni di Luciana Percovich
Il libro ricostruisce una mappa inedita della Storia a partire dal Paleolitico e dall’Età delle Grandi Madri di pietra, spostando la prospettiva che vede nelle civiltà greca, egizia o babilonese, guerriere e patriarcali, l’inizio della cultura umana. Indaga la relazione tra le donne, il sacro e la nascita delle religioni riportando alla luce le storie che nei vari continenti raccontano l’origine dell’universo ad opera dell’energia creativa femminile. E, nell’interrogare l’immagine della Dea, restituisce alla ricerca contemporanea di una nuova ricomposizione degli opposti lo splendore di miti oscurati, che ancora lavorano nel nostro inconscio e nella memoria arcaica.
Un viaggio alle origini del sacro e della pulsione religiosa femminile, prima che l’avvento del divino aprisse le porte al patriarcato e alle religioni storiche.
Marija Gimbutas, Signs out of time di Donna Read e Starhawk; durata 60’; Belili Productions, 2004. Sottotitoli a cura dell’Associazione Armonie di Bologna.
Il film, scritto da Starhawk e girato da Donna Read, ricostruisce la vita, le scoperte e le teorie di Marija Gimbutas, l'archeologa più famosa e controversa del Novecento che, intrecciando al meticoloso lavoro di scavo sul campo le sue profonde conoscenze di linguistica, mitologia e folklore, ha fatto riemergere gli strati più antichi della storia dell'Europa Antica: culture precedenti all’età del bronzo, pacifiche, improntate all’armonia con la terra e la natura, che coltivavano forme di spiritualità simboleggiate da divinità femminili.
Chi sono le tre su una panchina?
Annalisa Lanza
Attrice professionista, dopo aver frequentato lo studio Fersen in Roma , ha studiato teatro nella Bottega di Vittorio Gasmann a Firenze con grandi maestri del mondo del teatro: Gigi Proietti, Giorgio Albertazzi, Ettore Scola, Antony Queen ed altri. Lavora con prestigiose compagnie teatrali e con importanti registi teatrali italiani e stranieri, quali Gabriele Lavia ,Giancarlo Corbelli, Luigi Scorzina, Andrey Waida e d altri. Attrice versatile si avvicina all’arte comica che le è sicuramente molto congeniale partecipando a musical con Pino Quartullo e a varie rassegne di teatro comico italiano. Forma nel 1998 la compagnia del teatro Helios ,contenitore di strategie di spettacolazione producendo spettacoli per tutte le età, come favole, commedie, cabaret e giullarate.
Gabriella Silvestri
Attrice professionista, lavora con prestigiosi teatri sul territorio nazionale quali Teatro Greco di Taormina con lo spettacolo Lisistrata, insieme a Pamela Villoresi. Ha lavorato con Ivana Monti Pino Caruso e con Ettore Scola ha recitato nel film: Gente di Roma. Tuttora in scena nella stagione teatrale del Teatro Manzoni in Roma con Pamela Villoresi in “Un grande grido d’amore” con la regia di Maurizio Panici .
Paola Giannetti
Attrice e doppiatrice professionista, lavora in prestigiosi teatri italiani quali Teatro di Roma e il Teatro Brancaccio , Teatro La cometa , Teatro Sala Umberto e molti altri. Ha partecipato a spettacoli con Gigi Proietti , Pino Ammendola ,Gianfranco D’Angelo, Luigi Scorzina e Giancarlo Sbragia. Questa estate in scena al Globe Teatre con uno spettacolo di Sheakespeare.
Annalisa, Gabbriella e Paola scrivono lo spettacolo Tre su una panchina frutto di un reincontro di amiche di teatro e di una scommessa con uno spettacolo interamente ideato e realizzato da loro.
> Nuove amazzoni
di Anna Pizzo
C’è un solo precedente che ci sentiamo di paragonare al lavoro interdisciplinare e tra differenti ambiti sociali che questo libro rappresenta: quello antistituzionale degli anni Settanta sulla salute mentale. Nel quale movimenti, ma anche operatori e scienziati e soprattutto i cosiddetti «utenti», riuscirono a costruire una mobilitazione sociale di così ampio respiro. Il libro di Laura Corradi, docente del dipartimento di sociologia all’università della Calabria, dà conto di un analogo coinvolgimento e chiama in causa, nell’ambito di un altro, «scomodo», aspetto della salute, le espressioni più compiute della società civile. Si parla del movimento delle donne contro il cancro al seno, nato negli Stati uniti, che ha scoperchiato gli aspetti oscurati, spesso negati di una epidemia dalle dimensioni e dagli effetti invasivi e devastanti. Che chiamano in causa non solo la salute fisica, ma anche quella psicologica, e l’ambiente, il lavoro, gli stili di vita. Un libro di denuncia, naturalmente, ma anche un’utile guida per capire e per attrezzarsi di fronte alle aggressioni dirette alle inconsapevoli figure più deboli e più esposte. Un dato su tutti: negli Stati uniti, una persona adulta su tre viene colpita da una diagnosi di cancro. Di fronte a una catastrofe di proporzioni tanto invasive, ci sono due soli modi di reagire: subendo un destino «individuale» o mostrandone le implicazioni generali e sollecitando risposte collettive. È questa seconda, la strada percorsa dal movimento di donne n Usa il cui primo obiettivo è stato «rompere il silenzio».
Fuori della norma
Apre il libro il ritratto di Cordula (Lina) Poletti, studentessa femminista di Ravenna. Alessandra Cenni delinea l'intensa vicenda amorosa intercorsa negli anni 1909-10 tra Sibilla Aleramo, scrittrice affermata, e la giovane «libera e indomita», una delle prime lesbiche dichiarate e fiere di esserlo, Dopo la fine dell'amore con Aleramo, Lina Poletti visse un'altra storia tumultuosa con Eleonora Duse. Cenni riconosce a Lina Poletti il merito di aver contribuito a salvaguardare, con la sua vita e le dichiarazioni nelle lettere, l'originalità dell'esperienza lesbica, trasmettendo questo retaggio anche al futuro,
Gabriella Romano ci presenta quattro storie di vita di donne lesbiche, nate tra il 1905 e il 1925, portando su di loro uno sguardo allenato alla visualità dalla sua pratica di lavoro multimediale, con film, programmi radio, giornali e televisione. Il suo saggio è basato su diari e interviste orali non solo alle donne studiate, ma anche ad alcune persone intorno a loro. Nietta Aprà è ritratta a Milano negli anni Trenta. Nietta era considerata «molto moderna» per il suo atteggiamento, che includeva l'abitudine di guidare l'automobile; con un gesto significativo, fu sepolta con i pantaloni, facendola così uscire in extremis dal non detto.
La tensione tra parola inadeguata e desiderio si ritrova anche nelle sette donne intervistate da Elena Biagini. nate tra il 1922 e il 1931 in ambienti sociali differenti: alta borghesia, proprietari terrieri e mezzadri. I ricordi costituiscono un corpus di memoria in cui Biagini individua le ricorrenze a proposito dell'ambiente familiare - in particolare i rapporti con le madri, subordinati ma non repressivi, dell'uso del tempo libero, dell'abbigliamento. Nell'Italia fascista, l'occasione migliore di incontro era il cinema pomeridiano, ma anche l'oratorio poteva offrire occasioni, e lo sport svolgeva per alcune un ruolo liberatorio.
Nerina Milletti legge i rapporti di polizia per studiare l'incontro tra la soggettività lesbica e la repressione esercitata dal regime fascista attraverso tre casi di condanna al confino. Fernanda B., una signora della media borghesia perugina, è condannata al confino nel 1928 per la sospetta relazione che intratteneva da anni con la moglie di un notissimo medico. Essa non scontò mai la pena perché dopo un rinvio per ragioni di salute il provvedimento venne revocato. Gli altri due casi riguardano due prostitute di Roma, Agata F., e Giuseppina S., inviate entrambe nel 1938 al confino nella provincia di Nuoro. Mentre non sappiamo nulla dell'aspetto fisico di Fernanda B. e della sua amica, se non che mostravano di essere «la più genuina espressione della femminilità» e di amare «l'abbigliamento più squisitamente femminile», sappiamo molto dei corpi delle prostitute, dettagliati da minuziose descrizioni, foto segnaletiche e impronte digitali. Il contesto giuridico e sociale delle vicende illuminate dall'autrice ci aiuta comprendere la specificità dell'oppressione fascista, «la coercizione dell'eterosessualità obbligatoria come pilastro di quell'ordine patriarcale» di cui il fascismo rappresenta una declinazione particolare.
Laura Schettini osserva come dei casi di «matrimoni travestiti» avvenuti all'estero, in alcuni anni tra il 1900 e il 1950, siano presentati in un'ottica "popolare "da una campionatura di quotidiani come «Il Messaggero», «Il Secolo», «La Gazzetta del Popolo», «Roma». Un interessante confronto è poi costruito dall'autrice tra questa sfera dell'immaginario e la letteratura scientifica positivistica, che nello stesso periodo mostra un nuovo interesse per documentare e «misurare» varie forme di «inversione». Le pubblicazioni studiate da Schettini descrivono casi di giovani travestite (per esempio una diciannovenne di Genova nel 1908 e Soccorsa, la quindicenne napoletana del 1912) come devianti dalla norma e tendenti al mostruoso.
Nicoletta Poidimani, di formazione filosofica, opera una rilettura della rivista «La difesa della razza» che le consente di individuare il passaggio dall'antropologia criminale all'antropologia politica presentata nel Manifesto del Razzismo Italiano come strumento di disciplina delle relazioni interrazziali in concomitanza con la nascita dell'impero fascista. L'autrice interpreta anche le reazioni italiane al il film tedesco «Mädchen in Uniform» di Leontine Sagan del 1931, oggi considerato il primo film lesbico della cinematografia mondiale. il tema del desiderio non conforme all'eterosessualità normativa ci riguardi tutte e tutti, e non solo in quanto ci tocca da vicino la storia di ogni singolo gruppo oppresso.
Il divieto delle relazioni amorose tra donne era innanzitutto diniego, così che il rapporto lesbico era costretto ad essere indicibile. Ma il rifiuto di nominare e di nominarsi da parte delle donne protagoniste della storia lesbica può essere compreso, alla luce del costante tentativo da parte del regime di esorcizzare lo spettro dell'omosessualità e dell'alleanza tra donne. anche come una forma di resistenza culturale.
APPUNTI E SPUNTI
> UN REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI PER UNA ROMA PIU’ LAICA ED INCLUSIVA
Di Laura Annibali e Alessandra Pinna Direttivo del Di’Gay Project e Presidente dell’Associazione Radicali Roma
Il 10 marzo scorso, in occasione della manifestazione “DIRITTI ORA” a Piazza Farnese, è iniziata a Roma la campagna di raccolta firme sulla proposta di delibera popolare finalizzata all’istituzione del Registro delle Unioni Civili al Comune di Roma. L’iniziativa lanciata dall’Associazione Radicali Roma è stata copromossa dalla maggior parte delle associazioni laiche e glbt e da alcuni rappresentanti politici locali.
Fin da subito l’iniziativa è stata accolta molto positivamente dai cittadini, nonostante il silenzio mediatico ne abbia reso più difficile la diffusione d’informazione. Solamente durante il primo mese è stato raccolto l’80% delle firme minime richieste dallo Statuto comunale, 4.000 su 5.000, ma la campagna continua per ottenere il maggior numero possibile di consensi così da rafforzare il peso della proposta di delibera al momento della sua presentazione.
Nel pomeriggio del 26 aprile la Casa Internazionale delle Donne ha aperto le porte alla nostra iniziativa permettendoci di diffondere informazione e raccogliere sottoscrizioni. 53 firme in poche ore: un buon risultato che conferma la partecipazione politica e sociale di questa splendida Casa e delle sue frequentatrici! L’appuntamento viene rinnovato il 17 maggio, quindi in quell’occasione non far mancare la tua firma per il Registro delle Unioni Civili a Roma!
SEGNALIAMO
Nell'ambito del Convegno internazionale
Genere e Potere che si terrà il
4/5 maggio nell'Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma, si potrà visitare la mostra “
Io sono mia: Governo vecchio Roma” curata da
Archivia e dalla
Casa Internazionale delle Donne. Alle ore 18.00 del 4 maggio
Donatella Artese De Lollis aprirà la mostra con una breve presentazione.