Al referendum “voteremo no e invitiamo chiunque a farlo”

venerdì 6 Marzo 2026

Al referendum “voteremo no e invitiamo chiunque a farlo”

Differenza Donna, al referendum ‘voteremo no e invitiamo tutti a farlo’

Ercoli: ‘Indegna la propaganda di chi utilizza stupro e razzismo’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 06 MAR – Al referendum “voteremo no e invitiamo chiunque a farlo”. Ad annunciarlo è Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna. “Siamo da decenni – aggiunge – nei luoghi dove si difendono davvero i diritti e la libertà delle donne. Siamo qui a denunciare l’uso cinico della violenza sessuale come strumento di propaganda politica. Oggi chi governa prova a trasformare la giustizia in un nemico da colpire. Ma la verità è che chiamano ‘magistratura ideologica’ l’ultimo presidio dei diritti fondamentali rimasto nel nostro ordinamento: per chi governa è ideologia, è ‘politica’ applicare la Costituzione, il diritto europeo, le garanzie che proteggono tutte e tutti dall’arbitrio del potere”. Secondo Ercoli, “è paradossale che a gridare contro i giudici sia una presidente del Consiglio che non riesce nemmeno a tenere insieme la propria maggioranza. Lo abbiamo visto il 25 novembre, quando un accordo costruito anche con l’opposizione per riscrivere il reato di violenza sessuale basandolo sul consenso è stato fatto naufragare vigliaccamente dentro la stessa maggioranza di governo. Il consenso è stato accantonato per calcoli politici”. Il vero problema, per la presidente di Differenza Donna, è che “la violenza contro le donne usata come slogan, mentre le politiche strutturali vengono svuotate. E dentro questa propaganda c’è anche un altro meccanismo pericoloso: l’uso strumentale della violenza di genere in chiave razzista, che trasforma le donne in pretesto per criminalizzare le persone migranti e costruire paura sociale, mentre la realtà della violenza maschile viene deliberatamente occultata”. A giudizio di Ercoli “il bersaglio reale sono proprio quei diritti e quelle libertà fondamentali che questa destra considera ‘politici’: il diritto d’asilo, le garanzie processuali, il controllo di legalità sulle decisioni del governo. Il sillogismo, allora, è un altro. Se ciò che vogliono ‘far funzionare’ è uno Stato che riduce le garanzie, delegittima i giudici e usa la sicurezza per colpire chi è più vulnerabile, allora non stiamo difendendo la giustizia: stiamo costruendo un potere autoritario. Per questo la risposta per Differenza Donna – conclude – è semplice. Votiamo No. Perché la giustizia non è il problema. Il problema è chi vuole uno Stato che possa calpestare i diritti di chiunque”. (ANSA).