Dar’ja Apachončič
Diaspora, scrittura e fem-attivismo
L’attività artistica e letteraria di Apachončič si lega a doppio filo al suo attivismo sociale, pacifista e femminista, come dimostrano le numerose iniziative a cui ha preso parte sia in Russia, sia all’estero. Lo stigma di “agente straniero” e il conseguente esilio volontario l’hanno portata a stravolgere la propria esistenza: da docente di russo, impegnata per l’integrazione dei migranti, si è trovata invece a dover imparare la lingua dei suoi paesi di adozione, il georgiano e, attualmente, il tedesco.
Nei racconti riuniti in 12 o 13 storie l’autrice narra con profonda (auto)ironia alcuni episodi della sua vita passata (dall’infanzia in Kamčatka fino alle perquisizioni subite a San Pietroburgo), accomunati dalla quotidiana e assurda collisione del cittadino russo con – o contro – lo Stato.
La sua opera più recente, La disertrice, è un romanzo epistolare sul periodo trascorso in Georgia, paese-libro che la protagonista e mittente delle lettere prova a decifrare, come cerca di fare con la nostalgia e il senso di sradicamento dell’emigrazione. La struttura, la presenza di un sommario per ogni lettera, fanno de La disertrice un delicato omaggio del XXI secolo allo Zoo di Viktor Šklovskij che, più di cento anni fa, tratteggiava la condizione dell’émigré nella Berlino del dopoguerra. Il volume racchiude anche le risposte di Anja, la destinataria delle lettere, presentate al lettore in formato musicale, grazie a un QR-code, che rende la lettura de La disertrice un’esperienza immersiva originale.
La prosa di Apachončič è evocativa, vivida, puntellata da una giocosa leggerezza, ma è anche segnata dallo scontro con la asperità della realtà russa e dell’esilio che lasciano ecchimosi (figurate ma anche letterali) sulla pelle e sulla storia dell’autrice.
Nota bio-bibliografica
Dar’ja Apachončič è scrittrice, artista, attivista femminista. Originaria della Kamčatka, si è formata a San Pietroburgo come docente di lingua russa per stranieri. Ha fatto parte dei collettivi “Rodina” (Patria) e “Rebra Evy” (Le costole di Eva), impegnati nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere attraverso azioni di protesta tra cui Rožaj mjaso (Partorisci carne, 2019), e la creazione di spazi pubblici (come il fem-caffè “Simona”), interamente dedicati alle donne. Apachončič è una delle autrici e curatrici dei volumi di fiabe femministe Skazki dlja devoček (Fiabe per bambine, San Pietroburgo 2019). Nel 2020 è stata dichiarata “agente straniero” e da allora ha subito arresti e perquisizioni che l’hanno spinta, nel 2021, a lasciare la Federazione Russa. Tra le sue ultime pubblicazioni: Čto videla Žar-Ptica (Che cosa ha visto l’Uccello di Fuoco, Tbilisi 2023), 12 ili 13 istorij (12 o 13 storie, Parigi 2025), Dezertirka (La disertrice, Parigi 2026). Risiede attualmente a Colonia.