Il testo di Manuel Giliberti ispirato alle donne di Troia assediata e piegata, vittime, eroine e simbolo di resilienza, racconta la guerra degli uomini, sempre la stessa da quando esiste il tempo, tronfia e maligna nella sua assurdità, crudeltà e fatalità.
La piece rappresenta il teatro nel programma della decima edizione del Festival T.E.H.R ( Thematic exibition on human rights), il festival, diretto da Isabel Russinova, che parla di diritti umani attraverso le arti.
Regia e drammaturgia di Manuel Giliberti
con
Isabel Russinova, Ecuba
Deborah Lentini, Elena
Cecilia Mati Guzzardi, Andromaca
Tommaso Garrè, Coro
Claudia Bellia, Briseide
Musica dal vivo, Maestro Marco Lorusso
Note dell’autore – Il Pianto delle donne.
Le lacrime delle donne. La guerra è finita.
La guerra di Troia , il grande affresco creato da Omero con la scrittura dell’Iliade narra le dolorose vicende di una guerra dove la pietà non è prevista.
La narrazione è tutta al maschile: gli eroi sono i veri protagonisti e le loro azioni costituiscono il fulcro della vicenda.
Il pianto delle Troiane invece punta un focus sulle donne e sul loro ruolo.
Le parole delle donne sono dure, spesso dolorose o crudeli. Non conoscono quelle donne il perdono ma la pietà e la speranza di un riscatto.
Andromaca, Ecuba, Briseide (che pure troiana non è) perfino Elena la fedifraga, la colpevole forse di tanto scempio, alzano la propria voce : per sete di giustizia, per chiedere pietà o per ottenere vendetta?
Ascoltando le parole di queste figure, ognuna di per se stessa indimenticabile, e sentendo i loro pensieri divenire riflessioni dette vedremo, come nel teatro delle ombre ,ciò che appare e ciò che è verità senza forse comunque distinguere del tutto tra apparenza e realtà. Come il bianco e il nero quando li si accosta perdono per un attimo i loro contorni decisi.
E così, su quella spiaggia, in attesa di salpare verso la Grecia si consumerà la presa di coscienza di animi femminili che scoprono diritti e dignità.
Una riflessione quanto mai oggi attuale. Manuel Giliberti