di Gabriella Colletti
La Presentazione della silloge di poesie Rapsodie dal cielo (Manni 2025), di Gabriella Colletti, insieme alla pregiata Poetessa Claudia Formiconi – Presidente dell’Associazione Culturale Giancarlo Campedelli e del Premio Letterario Internazionale Rudy de Cadaval – rientra nel Progetto ‘Poesiterapia’: Poesia come terapia. Chi ha letto il libro dice di aver provato un senso di pace e serenità. Una raccolta di liriche ‘orfiche’ la cui sostanza, oltre al sogno, alla rêverie, al desiderio (elementi propri del genere lirico), è quella della nostalgia e della memoria (elementi propri dell’elegia). Sono poesie ‘orfiche’ per il potere salvifico della poesia, in quanto possibilità di dare un senso alla realtà, anche all’esperienza della perdita, della morte, del lutto; situazioni che attraversano ogni essere vivente. Le Rapsodie dal cielo, in quanto ‘elegie’, si offrono come possibilità di giungere a un senso grazie alla memoria di ciò che si è tanto desiderato e in cui ognuno (ogni lettore) può riconoscersi e rispecchiarsi. Nelle Rapsodie c’è sempre la presenza salvifica del mare e del cielo. Sono scritte ‘dal’ cielo: dimora degli angeli e dei morti, e di tutte quelle ‘possibilitá’ che non si sono realizzate e di quelle che potrebbero realizzarsi. Paul Klee chiama questo luogo-non luogo ‘Interregno tra i morti e i non nati ‘. Se questo luogo-non luogo avesse un colore, sarebbe il Blu cielo di Yves Klein.