Kosovo. Ruanda. Il riscatto

TRE GIORNATE
Dal Ruanda ai Balcani ai campi libici greci e turchi di detenzione delle migranti.
La tragica attualità degli stupri di guerra e la soggettività delle donne.

 

Tre giornate:avevamo iniziato lo scorso 22 febbraio con la prima giornata dedicata alla Bosnia ed Erzegovina, alle conseguenze della guerra, e in particolare degli stupri di guerra, nella ex Jugoslavia, dove ancora la pace è fredda, le separazioni etniche una eredità e una realtà pesante.
Abbiamo poi dovuto interrompere per la pandemia  e ora riprendiamo.


La seconda giornata, il 26 settembre, parleremo del Kosovo, dove gli stupri della guerra riemergono nella coscienza collettiva superando i silenzi e le vergogne individuali, così come dimostra il video che riprende l’installazione nel campo sportivo di Pristina di migliaia di vestiti appesi a  dei fili trasversali donati a sostegno delle donne vittime di stupro; e la storia del Ruanda, il Paese delle donne, che dopo il genocidio dei Tutsi hanno ricostruito il loro paese.
Affronteremo questi temi  con film e con le voci delle testimoni e delle protagoniste delle lotte di ieri e di oggi.
Turchia, Kurdistan, Nigeria, Darfur, Cile.. . sono tanti i teatri di guerra e di stupri di guerra aperti, che affronteremo con altre iniziative, ma non potevamo non affrontare da subito le violenze che subiscono le donne migranti, nel “viaggio”, nei campi di concentramento libici, turchi e greci, nei centri di detenzione europei.
Si tratta dunque di eredità attuali e di tragiche attualità; lì dove non si dimentica il passato e si ricostruisce il futuro le donne sono protagoniste in prima fila. Lì dove la loro soggettività è repressa con la violenza c’è bisogno di imporre il rispetto dei diritti umani con una azione istituzionale e politica incisiva nei vari scenari di detenzione, torture, ricatti, tratta.
Quindi, a conclusione delle nostre tre giornate, il 17 ottobre, ci sarà la presentazione di  un documento conclusivo con alcune richieste molto chiare: protezione internazionale per le migranti vittime di stupro e violenze; risarcimenti alle donne vittime degli stupri di guerra, riconoscimento delle problematiche e dei diritti delle figlie e dei figli degli stupri. Interloquiremo con autorità italiane, europee e internazionali, chiederemo il loro impegno, con  il sostegno delle associazioni e del volontariato.


 Sabato 26 settembre  ore 16.00

KOSOVO. RUANDA. IL RISCATTO

Ore 16 Prima parte: KOSOVO
Proiezione del film “Pensando a te”, l’installazione dell’artista Alketa Xhafa Mripa. Attualità della vicenda Kosovo contro la violenza alle donne nelle guerre e nelle migrazioni.  (produzione Shortcut, sceneggiatura di Anna Di Lellio e Fitim Shala, regia di Fitim Shala)
Intervengono:

l’Ambasciatrice della Repubblica del Kosovo Lendita Haxhitasim,  l’artista Alketa  Xhafa  Mripa e Anna Di Lellio, sceneggiatrice
Monologo "Perché io ho vinto" dell’attrice Nela Lucic (Comunità della Bosnia ed Erzegovina a Roma “Bosnia nel cuore”)

ore 18.15 Seconda parte: RUANDA
Testimonianze di LéonieUwanyrigira e Yvonne Ingabire Tangheroni, Progetto Ruanda
Presentazione del film sul Ruanda: Sabrina Varani (regista)
Proiezione del film: “Ruanda, il paese delle donne” (Alma Terra, Progetto Ruanda onlus, regia di Sabrina Varani)

 

IN BASE ALLE NORME VIGENTI ANTI-COVID I POSTI DELLA SALA SONO LIMITATI A 48 PERSONE. BISOGNA QUINDI COMUNICARE PER TEMPO LA PROPRIA PARTECIPAZIONE FINO AD ESAURIMENTO POSTI. PER PRENOTARSI INVIARE UNA MAIL A patriziasalierno@virgilio.it (presidente Progetto Ruanda onlus)

26/09/2020

Seconda giornata

Ore 16:00

Entrata: Via della Lungara 19

Organizza: Le sconfinate, Casa Internazionale delle donne

Luogo: Centro congressi