Archivia

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Archivia è aperta al pubblico:

martedì ore 15.00 -19.00
mercoledì e giovedì ore 10.00 -18.00

Solo su appuntamento e solo per proseguimento consultazioni archivi: anche lunedì e venerdì ore 15.00-18.00

Contatti

Archivia. Archivi Biblioteche Centri di Documentazione delle donne è un’associazione senza scopo di lucro costituita con atto pubblico in data 2 luglio 2003, iscritta nel Registro regionale delle organizzazioni di volontariato della Regione Lazio (Determinazione N. G18309 del 18 dicembre 2014) e al Registro delle persone giuridiche private con D. 28/11/2018, N. G15298 della Regione Lazio.

L’Associazione opera, in attività di volontariato, nell’ambito della conservazione e fruibilità del patrimonio bibliotecario e archivistico, della formazione sul tema della storia di genere di laureate e studenti in biblioteconomia e archivistica e della diffusione e promozione della cultura prodotta dalle donne. Si prefigge pertanto: l’ordinamento e l’inventariazione dei fondi (fondativi e successivi) per salvaguardarne la conservazione e la fruibilità; la catalogazione per renderli accessibili e consultabili attraverso la rete SBN (polo http://opac.regione.lazio.it/SebinaOpac/.do  e, per la parte archivistica, la rete Lazio ‘900 (https://www.lazio900.it/istituto/associazione-archivia/); l’apertura al pubblico e il servizio di references per studenti e ricercatori/ricercatrici per 26 ore settimanali; la progettazione e organizzazione di incontri, convegni, mostre e proiezioni che valorizzano il patrimonio di materiali e di saperi della cultura di genere; la creazione e diffusione di prodotti multimediali, in particolare per le scuole.

ARCHIVIA è nata grazie all’iniziativa di 10 associazioni di Roma, formatesi in alcuni casi fin dai primi anni Settanta del Novecento, che conservavano archivi, biblioteche ed un’emeroteca ricchissima, con manoscritti, tesi, materiali preziosi di documentazione, fotografie, manifesti, nastroteca e videoteca di un arco temporale trentennale, con particolare attenzione al femminismo degli anni ’70 e alla presenza lesbica degli anni ’80. Conferendo i propri fondi ad Archivia le associazioni fondatrici avviano un progetto culturale di grandissima rilevanza: raccogliere, riordinare, salvaguardare, valorizzare, socializzare i materiali della cultura femminista e femminile per diffonderne la sua conoscenza. La maggior parte dei Fondi di Archivia sono stati dichiarati di notevole interesse storico e culturale dalla Soprintendenza archivistica del Lazio (Ministero per i beni e le attività culturali) “per l’importanza che [la documentazione] riveste per la storia politica e sociale italiana del ‘900” (ai sensi del d.lgs. 29/10/1999 n.490, visto il DPR 1409/1963)

Al suo patrimonio storico composto dalle opere del femminismo internazionale edite tra gli anni Sessanta e Settanta del ‘900, si sono aggiunti, nel corso degli anni, i fondi di donne che hanno lasciato tracce consistenti nel tempo e che hanno riconosciuto in Archivia il luogo naturale nel quale sarà difeso e messo in luce il loro pezzo di storia: carte, appunti, lettere, diari, agende, volumi a stampa e materiale grigio. Un patrimonio unico in Italia da trattare con metodologie di ordinamento diverse, ben presenti alle socie specialiste di Archivia

Per facilitare il processo di ridefinizione di metodi e di contenuti, Archivia offre la possibilità di accesso alla storia delle donne e a una cultura di genere che per dinamiche tradizionali tende a essere marginalizzata o non considerata: un modo diverso di attraversare la cultura e di fare storia. A tal fine sono dedicati anche i prodotti multimediali realizzati da Archivia con materiale d’archivio: Roma Città delle Donne, CDRom sviluppato nel 2008 con il contributo della Fondazione Roma, oggi disponibile su pennetta usb; Herstory: I luoghi delle Donne a Roma e nel Lazio, app e sito sviluppati nel 2015 per aver vinto il bando “Innovazione sostantivo femminile” della Regione Lazio, http://www.herstory.it/ e i documentari Mi piace vestirmi di rosso. Ritratto di Alma Sabatini video prodotto nel 2012 e Adele Cambria incosciente e coraggiosa prodotto nel 2017. Ma anche gli interventi a convegni di studi o a seminari alcuni pubblicati sul sito 

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