LIBERARE IL MONDO DALLA VIOLENZA PATRIARCALE CON LE DONNE TURCHE

La “Convenzione per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica” detta Convenzione di Istanbul, è il punto d’arrivo di un lungo percorso, durato quasi cinquant’anni, dei movimenti delle donne e dei movimenti femministi per liberare il mondo dal potere patriarcale.

Per questo motivo, oltre agli obblighi “vincolanti” per i paesi che la ratificano nella lotta alla violenza contro le donne e contro ogni forma di violenza verso le persone migranti e LGBTQ*, rappresenta una sfida femminista alla convivenza globale.

Il ritiro dalla Convenzione annunciato dalla Turchia, nel mezzo di una nuova ondata pandemica del Covid e mentre le Nazioni Unite stanno discutendo le conseguenze della crisi sulla vita delle donne, è una dichiarazione di guerra in nome delle vecchie e nuove destre populiste e delle “leghe trans-nazionali” fondate sul sessismo, il razzismo e il fondamentalismo religioso.

Per contrastarla non bastano le dichiarazioni individuali in difesa dei diritti umani, occorre che i governi nazionali e l’Europa, anche in occasione del prossimo Consiglio Europeo, prendano una posizione comune e decisa contro il ritiro della ratifica e la messa al bando del partito curdo HDP da parte del Governo Turco.

Chiediamo al Parlamento e al Governo italiano di esercitare la “dovuta diligenza” a livello internazionale per la difesa e la piena attuazione della Convenzione di Istanbul.

Ci uniamo alla protesta delle donne turche e curde che, nonostante i rischi, lottano per la democrazia e contro la violenza.

La loro lotta è la nostra lotta.